Scopri la recensione e guarda il trailer di questa miniserie svedese su Netflix una storia crime avvincente grazie ad un’ottima sceneggiatura.
Per gli amanti delle miniserie thriller che escono dai soliti temi raccontati, ecco che su Netflix c’è una produzione crime svedese molto interessante. Suddivisa in otto episodi di circa 45 minuti l’uno, la serie televisiva “Califfato” si incentra sull’annosa questione del fondamentalismo religioso islamico.
Nonostante il tema possa sembrare piuttosto circoscritto a una nicchia di utenza interessata dall’argomento, dal punto di vista del gradimento da parte del Web vediamo ottimi riscontri. La percentuale degli utenti Google a cui è piaciuto è dell’88%, mentre, sui siti che raccolgono recensioni, i punteggi sono un’audience score del 89% su Rotten Tomatoes e 8,2 su 10 su IMDb.
Alla regia Goran Kapetanovic, interpreti attori sconosciuti in Italia ma molto validi dal punto di vista interpretativo: Gizem Erdogan, Aliette Opheim, Nora Rios e Amed Bozan.
Il primo merito riconosciuto alla serie è che si rivela un ottimo thriller, caratterizzato da un alto livello di tensione, tenuta costantemente alta da una buona sceneggiatura. Quest’ultima infatti evita digressioni e inutili fronzoli, andando dritta al cuore nevralgico della storia. Non mancano i colpi di scena in questa serie tv crime in streaming su Netflix, che la rendono gradevole da seguire e allo stesso tempo molto coinvolgente.
La chiave di lettura, poi, risulta molto attuale, mettendo al centro il ruolo della donna. Le storie diverse si intrecciano ruotando infatti sempre intorno alla figura femminile, che esprime in ogni circostanza le caratteristiche dell’innesto del jihadismo nella società europea e delle sue più tremende espressioni in Siria.
A livello ambientale, infatti, ci ritroviamo nel contesto della società svedese, alle prese con il reclutamento dei “foreign fighters” preparati per agire in nome dello Stato Islamico. La serie narra la realtà per quella che davvero è, evitando filtri e interpretazioni. Tutto ciò rende “Califfato” una serie consigliata a tutti perché avvicina la gente alla comprensione di un fenomeno che non appartiene solo a contesti territoriali distanti, ma anche molto vicini.
Incuriosisce il trailer su Youtube (presente anche sul sito ufficiale di Netflix che ne cura la distribuzione dal 2021), che chiarisce bene il tema attorno al quale gira la trama.
La storia si svolge nel settembre del 2015 attraverso due scenari: quello svedese, dove agisce Ibbe, affiliato dell’Isis pronto a colpire in Europa e a reclutare futuri jihadisti e foreign fighters, e quello della capitale siriana dell’Isis, Raqqa, nella quale una coppia di ragazzi si è trasferita dalla Svezia e ha giurato fedeltà al Califfato.
Le due vicende si uniscono e intrecciano, avendo come punto di unione Fatima, agente dei servizi segreti svedesi. La donna lavora per anticipare le mosse dell’intelligence con l’obiettivo di sventare gli attacchi organizzati dall’Isis.
La narrazione evidenzia bene quanto il Califfato agisca oltre i propri confini sulla base di dettami religiosi attentamente descritti, tra tensione e pericolo costante.
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