cucina napoletana
Napule è ‘nu paese curioso: è ‘nu teatro antico, sempre apierto. Ce nasce gente ca’ senza cuncierto scenne p’ ‘e strate e sape recità. (Eduardo De Filippo)
Cucina e Gastronomia Prima Pagina

A Napoli può succedere di tutto, tranne una cosa: non morirete mai di fame.

Tra caffè e sfogliatella, pizza, ragù o spaghetto, babà e limoncello... ecco una classica giornata napoletana dove non morirete mai di fame.

9 cose da bere e mangiare a Napoli.

Estate o inverno che sia, Napoli è proverbialmente la città del sole, ma anche la città della tradizione in tavola.
Un itinerario tutto gastronomico, alla ricerca del miglior caffè, della sfogliatella più buona o del ragù più gustoso, può essere un ottimo canovaccio per scoprire le bellezze partenopee e le prelibatezze napoletane.

Come ogni grande città dalla millenaria tradizione, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, anche a Napoli indicare il luogo dove si gusta la migliore pizza, si sorseggia il caffè più aromatico o dove assaporare la pastiera di grano più fedele all’antica ricetta, rischia di aprire un dibattito senza fine, perché ognuno immagina di conoscere il motore primo di una portata.

Rimangono invece, indiscutibili, alcuni principi.

Il caffè.

Caldo, nero, e profumato. Nelle giornate più fresche e quando lo smog lo consente, il suo profumo inonda le strade di Napoli dalle prime ore del mattino.

Che sia l’espresso dei centinaia di bar o quello della moka che gorgoglia in tutte le case napoletane non importa.

In piazza Trieste e Trento la sfida è tra “Il caffè del professore” ed “il Gambrinus“. In varie zone di Napoli è presente la catena “Mexico“che a pareri di tanti offre uno dei migliori caffè napoletani.

‘Na tazzulella ‘e cafè a Napoli è come il lavarsi la faccia e il radersi: inevitabile per l’inizio della giornata. Se a Napoli qualcuno non beve il caffè, o è Inglese ma lo riconoscerete perché avrà tra le mani una tazza di tè o è allergico.

La sfogliatella.

L’accompagnamento al caffè napoletano per antonomasia è rappresentata dalla sfogliatella frolla (liscia) o riccia. Il noto giornalista gastronomico Luciano Pignataro consiglia due bar pasticceria, Attanasio in Vico Ferrovia e Pintauro in Via Toledo.

Se a metà mattinata il languore si fa sentire, si può optare per un ricco spuntino.

La Pizza.

La pizza napoletana, infatti, non rappresenta solo la portata del pranzo o della cena. Non in tantissime, ma in un numero sufficiente di pizzerie le sfornano a tutte le ore anche in formato mignon, ma sempre rigorosamente cotte a legno.

Si tratta della Pizza do vico, take away, impacchettata in foglio di carta per il pane, vero terrore di chi non deve sporcarsi tra sugo, mozzarella e olio.

Se siete, invece, tradizionalisti e aspettate il pranzo come unico momento per rifocillarvi, la cucina napoletana propone pochi ma imprescindibili capisaldi.

Tra le pizzerie più amate a Napoli centro , Pellone in Via Nazionale, 93 nei pressi della Stazione Centrale di piazza Garibaldi e del centro direzionale, Sorbillo in Via dei Tribunali 32, Antica Pizzeria Port’Alba in Via Port’Alba 18, Da Michele in Via Cesare Sersale 1.

Il ragù.

Passando ai ristoranti ed alla fatidica ora di pranzo . Ecco che una domanda sorge spontanea: dove gustare un buon Ragù,  “O’ ‘rrau”.

Dove assaggiare il vero ragù napoletano è difficile dirlo. A seconda dei quartieri dove viene cucinato cambia sapore. E’ il condimento d’eccellenza della domenica napoletana.

Lo Spaghetto a vongole.

Per chi ama la cucina di mare, lo Spaghetti a vongole è un classico.

Non sarebbero una esclusività

napoletana, ma ogni ristorante li può proporre a qualunque ora del giorno e della notte, così come avviene per la calamarata, o per gli spaghetti con il polipo.

La Frittura

Un secondo sempre proposto dai ristoranti di Napoli è la frittura, all’italiana o di pesce. In gergo si chiama O’ cuoppo oppure cuppitiello.

Salsicce e friarielli.

Se non amate la cucina a base di pesce, chiedete un piatto di salsicce e friarielli, una varietà di broccoli.

Attenzione, se vi spostate nell’entroterra campano e chiedete i friarielli potreste essere serviti con un piatto zeppo di peperoncini verdi fritti (mistero della lingua dialettale campana).

Il babà.

Per il dolce, a Napoli, c’è l’imbarazzo della scelta. Oltre alle sfogliatelle, andate sul sicuro tra babà, pastiere di grano, struffoli, delizie al limone, torta caprese.

Il Vino.

I vini sono mutuati da zone limitrofe. I frizzantini Lettere e Gragnano, il Biancolella d’Ischia, o un Pere ‘e Palummo. Da abbinare a seconda delle portate.

Se poi riuscite anche a fare una visita al Museo di Capodimonte o al Maschio Angioino ed una passeggiata per via Caracciolo, partendo magari da Posillipo, avrete ancora più fame per una bella pizza a cena.

Napoli è imprevedibile, può succedere di tutto, tranne una cosa : non morirete mai di fame.

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