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Agendaonline.it
Home » Turismo » Italia » Borghi in Italia

Borghi in Italia poco conosciuti da visitare almeno una volta nella vita.

6 Maggio 2026di Claudia Mercaldo
Castelmezzano
Castelmezzano Foto Sean Pavone / Depositphotos

C’è un’Italia che non finisce sulle copertine patinate, che non compare nei reel da milioni di visualizzazioni e che non si consuma in una giornata mordi e fuggi. È l’Italia dei borghi meno noti, quelli che resistono ai margini delle grandi rotte turistiche e che proprio per questo custodiscono un’identità più integra e anche più sorprendente.

Non troverai la folla di Venezia o le code di Firenze. Troverai invece silenzi, botteghe autentiche, paesaggi che cambiano con le stagioni e storie tramandate a voce. E spesso, scoprirai con grande sorpresa che questi luoghi fanno parte de I Borghi più belli d’Italia o sono inseriti in contesti riconosciuti dall’UNESCO, oppure valorizzati dal FAI – Fondo Ambiente Italiano.

Santo Stefano di Sessanio

In Abruzzo, ad esempio, Santo Stefano di Sessanio emerge come un miraggio in pietra chiara nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso. È piccolo, essenziale, quasi ascetico. Le sue case in calcare raccontano una storia medievale rimasta intatta. Qui il turismo non è invasivo ma diffuso, fatto di ospitalità integrata e recupero architettonico rispettoso. Non a caso è tra i simboli della rinascita dei borghi appenninici.

Neive

Più a nord, tra le colline piemontesi patrimonio dell’UNESCO per i paesaggi vitivinicoli, esiste un luogo che sembra sospeso tra letteratura e memoria contadina: Neive. Meno celebrato rispetto ad altre mete delle Langhe, conserva un centro storico elegante, fatto di cortili silenziosi e panorami che si aprono sulle vigne ordinate come spartiti musicali.

Bevagna

Nel cuore dell’Umbria, lontano dai flussi concentrati su Assisi, si incontra Bevagna. Raccolta, romana nelle fondamenta e medievale nell’impianto urbano, è uno di quei borghi dove la piazza principale diventa teatro naturale al tramonto. Qui potrai vivere un’esperienza fatta di artigianato tessile, di mercati rievocativi, di una ritualità che sopravvive senza diventare spettacolo artificiale.

Castelmezzano

Scendendo verso la Basilicata, oltre l’eco ormai globale di Matera, puoi scoprire Castelmezzano, incastonato tra le Dolomiti Lucane. È uno di quei luoghi che si rivelano solo arrivandoci, dopo curve e salite. Le case sembrano crescere dalla roccia stessa. Il paesaggio è potente, ma l’atmosfera resta raccolta, quasi domestica.

Specchia

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In Puglia, lontano dalla folla estiva del Salento, esiste l’affascinante Specchia, uno dei centri storici meglio conservati del Sud Italia. Vicoli concentrici, palazzi nobiliari discreti, piazzette che si aprono all’improvviso. Qui la pietra racconta dominazioni, scambi, identità plurime.

Gerace

E poi c’è la Calabria ionica, quella meno frequentata, dove Gerace domina la valle dall’alto con una delle cattedrali romaniche più imponenti del Mezzogiorno. Il panorama spazia fino al mare, ma l’impressione è di trovarsi in un mondo parallelo, lontano dalle rotte balneari.

Trevi

Ma non tutti i borghi nascosti sono arroccati su montagne. Alcuni si specchiano nell’acqua, come Trevi nel Lazio, meno noto rispetto ai grandi nomi della regione, o come piccoli centri lacustri lombardi e piemontesi che vivono all’ombra dei laghi più celebri.

E nel Nord-Est, dove la Mitteleuropa incontra l’Italia, piccoli centri del Friuli custodiscono una doppia anima culturale, spesso valorizzata da iniziative che negli anni ha contribuito a riportare l’attenzione su luoghi dimenticati ma di straordinario valore storico.

Visitare borghi meno conosciuti significa distribuire i flussi turistici, sostenere economie locali fragili, entrare in contatto con comunità reali. Significa accettare che non sempre troverà il ristorante stellato o la boutique di design, ma forse una trattoria familiare dove la ricetta non è cambiata da tre generazioni.

Molti di questi centri fanno parte de I Borghi più belli d’Italia, altri rientrano in territori riconosciuti dall’UNESCO per il loro valore paesaggistico o culturale. Ma al di là delle certificazioni, ciò che li rende unici è la loro capacità di restare autentici.

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