Calitri
Arte e Cultura Provincia di Avellino

Metti un week end a Calitri, cosa fare, vedere, mangiare.

Vuoi Trascorrere un week end a Calitri in provincia di Avellino? Ecco qualche informazione storica e turistica: tante idee su cosa fare, vedere e mangiare.

Situata sulla collina che domina la Valle dell’Ofanto, Calitri è una piccola cittadina dell’estremo Sud-Est della Irpinia. In posizione strategica tra le tre regioni, Campania, Puglia e Basilicata, Calitri gode di un ottimo sistema viario di accesso.

Suggestiva per la posizione dominante sull’ampio costone dal quale si ammira uno splendido panorama, Calitri si presenta al visitatore come un piccolo scrigno, impreziosito da vicoletti, grotte ed anfratti, antichi portali e minuscole loggette.

Da quando, qualche anno fa, è stato inserito tra i “Nine places when you can retire and live like a king sito – Nove città dove puoi andare in pensione e vivere come un re” dal sito britannico “International Living“, sta ricevendo una notevole attenzione sia da parte della stampa che da migliaia di pensionati di tutto il mondo.

La pubblicazione on line di spessore internazionale, con oltre 400mila lettori, ha stilato una vera e propria graduatoria del low-cost del pensionamento che seleziona i luoghi più indicati dove poter andare a vivere una volta andati in pensione. Diversi gli indicatori socio-economici presi in considerazione: mercato immobiliare, imposte sul reddito, assistenza sanitaria.

Con soli 15mila dollari – si legge nel prosieguo della valutazione – puoi acquistare un piccolo e non restaurato appartamento completo di tutto. Case classiche non restaurate possono essere comperate a Calitri per appena 42mila dollari. Coloro che cercano uno stile di vita più moderno possono, invece, scegliere lussuose case restaurate per circa 64mila dollari”.

Economia

Dal punto di vista economico, Calitri abbraccia i principali settori dell’agricoltura, del terziario e dell’industria.

L’area Industriale ASI di Calitri è stata realizzata con la Legge 219/81, che oltre a rappresentare un provvedimento necessario per far fronte agli eventi sismici dell’80, ha cercato di creare nuove opportunità di sviluppo per le aree colpite.

Il territorio vanta il distretto industriale tessile (secondo distretto industriale della provincia), la presenza di una sviluppata filiera agroalimentare e un discreto sviluppo industriale nei settori della ceramica e del legno. A Calitri è anche presente un attrezzato quartiere fieristico dislocato in uno spazio di oltre 15.000 mq, un centro specialistico in grado di offrire un sostegno reale agli imprenditori che investono nel mezzogiorno d’Italia.

Le zone adatte alla coltura sono utilizzate soprattutto per la produzione di cereali, ortaggi, vino, olio e frutta. Un’ampia porzione del territorio è destinata a prati e boschi.

L’allevamento di bovini e ovini è considerata ancora un’entrata economica importante per le aziende agricole.

Una buona parte della popolazione è impegnata nel settore commerciale e in quello artigianale: si producono e si vendono laterizi, manufatti in legno, ceramiche artistiche, arredamenti e capi di abbigliamento.

La ceramica di Calitri

La produzione della ceramica artistica, grazie ai numerosi laboratori presenti in zona, costituisce il fiore all’occhiello delle tipicità calitrane. La tradizione della ceramica si fa risalire al IV secolo avanti Cristo. Da allora, la maestria degli artigiani locali non ha conosciuto battute d’arresto.

Il Museo di Calitri

Alla ceramica è legato anche il museo, ricavato nei locali del borgo Castello, meritevole di una visita.

La Storia di Calitri

Le origini di Calitri sono antichissime. I numerosi reperti archeologici – vasi fittili, monete, epigrafi sepolcrali – rinvenuti nel nel suo territorio fanno ritenere che i primi insediamenti sarebbero sorti fra il quarto e il terzo secolo a.C. ad opera di colonie italiote del versante Adriatico.

Calitri deriva il nome da Aletrium, l’antica e fiorente città’ irpina che fin dai primi tempi della Repubblica manteneva rapporti commerciali con Roma, con la Campania e con la vicina Apulia. Col tempo il toponimo fu trasformato prima il Caletrum e poi in Calitri.

Dopo aver conosciuto per alcuni secoli lo scettro di Roma, Calitri fece parte del gastaldato della vicina Conza e, come questa, dovette soggiacere alle dominanze gotiche, longobarde, normanne e angioine.

Primo feudatario della terra di Calitri fu Gionata di Balvano, Conte di Conza. Sotto la dominazione angioina il feudo fu assegnato al francese Galeotto di Fleury che, alla sua morte, lo lascio’ al figlio ancora minorenne Giovan Galeotto.

Nel 1299, re Carlo ll d’Angio’ lo concesse a Raimondo Del Balzo il quale, nel 1304, lo vendette a Mattia Gesualdo.

I Gesualdo lo tennero per tre secoli, fino alla morte dell’ultima erede della famiglia, Lavinia Ludovisi, che lo aveva ereditato dalla madre Isabella Gesualdo, andata in sposa a Nicolò’ Ludovisi, nipote di Papa Gregorio XV. Non avendo Lavinia lasciato prole, tutti i suoi feudi passarono, per legge, alla Corona.

Il 16 maggio 1636 Nicolò’ Ludovisi, padre di Lavinia, acquisto’ i beni di casa Gesualdo, compreso il feudo di Calitri, che lascio’ in eredita’ al figlio Giambattista. Questi, assillato da gravi necessita’ finanziarie, vendette il feudo a Francesco Mirelli.

Il nuovo signore si trasferì, con tutta la famiglia, nel sontuoso castello di Calitri, che contava circa trecento stanze ed era munito di due ponti levatoi, quattro grossi torrioni difensivi ed un passaggio segreto, sotterraneo, che portava fuori le mura di cinta del paese, in aperta campagna.

Intanto, l’8 settembre 1694, un tremendo terremoto distrusse gran parte dell’abitato e ridusse ad un cumulo di rovine il famoso castello, causando la morte di oltre trecento persone. Sotto le macerie del castello perirono tutti i componenti la famiglia Mirelli, gli ospiti che vi alloggiavano e l’intera servitù.

Della famiglia Mirelli sopravvissero soltanto il marchese Carlo, figlio di Francesco e Costanza che si trovava a Napoli.

Al vecchio Francesco Mirelli subentrò nel possesso del feudo il giovane nipote Francesco – figlio del marchese Carlo – il quale non ritenne opportuno ricostruire il castello, ma preferì edificarsi una nuova dimora un po’ più a valle, nel centro del paese (l’attuale palazzo di proprietà del barone Zampaglione in via Roma). Morto Francesco Mirelli junior il feudo passò al figlio Giuseppe.

Ultimo signore di Calitri fu Francesco Maria Mirelli (succeduto al padre Giuseppe), il quale, nel 1814, si vide spogliato del feudo in forza della legge che aboliva definitivamente la feudalità.

Durante il risorgimento Calitri non fu estranea alle lotte insurrezionali, ne rimase impassibile agli aneliti di libertà che si levavano da ogni parte della Penisola.

Anche Calitri ebbe la sua vendita di carbonari e partecipò, tra l’altro, alla sommossa del luglio 1820 in appoggio all’azione di Silvati e Morelli.

Un capitolo a parte della storia di Calitri è costituito dalle sommosse del ceto contadino affamato di terra. Tra queste meritano di essere ricordate quelle del 1797 e del 1881.

Assai triste per la vita di Calitri e per quella di tutta la zona fu il periodo del brigantaggio pseudo – politico che imperversò dal 1861 al 1864. …

Cosa fare e vedere durante un week end.

Chiese, Palazzi e Monumenti a Calitri.

Calitri vanta la presenza di oltre dieci chiese, tutte di mirabile fattura.

Tra le più importanti si segnalano la Chiesa di San Caino, con mirabili tele del 1600 e la Chiesa dell’Immacolata Concezione che conserva ancora intatti i portali in pietra.

Altro itinerario da tenere in considerazione, riguarda la visita alle numerose fontane che costellano il centro storico, costruite con diversi materiali, dalla pietra viva, ai mattoni alla pietra lavorata.

La più importante è la fontana Berilli, alimentata da una sorgente sotterranea.

  • Il Centro Storico, che conserva il caratteristico sistema urbanistico a pianta triangolare con abitazioni disposte a gradoni e numerosi elementi architettonici e artistici di grande importanza.
  • Chiesa dell’Annunziata segnalata per il portale artistico e alcune tele del Cavallino.
  • Chiesa di San Canio, sull’altare maggiore, realizzato con marmi pregiati, è posta una tela di notevoli dimensioni, dipinta a olio, che raffigura “La Cascata di San Canio”; la chiesa conserva, inoltre, un antico battistero in pietra.
  • Chiesa dell’Immacolata Concezione, custodisce al suo interno due statue e un dipinto settecenteschi.
  • Notevoli sono anche: il Convento delle Benedettine del XVI secolo, sede dell’Amministrazione Comunale; il Castello Mirelli del XV secolo; i Musei delle Scienze Interattive e della Civiltà Contadina.
  • Nei dintorni si trovano il Bosco di Castiglione col Lago delle Canne.

Cosa mangiare a Calitri

cannazzeLe cannazze di calitricalitri
Le cannazze di calitri

La cucina calitrana comprende pietanze saporitissime, poco elaborate, dal gusto in genere piccante.

Nell’ambito della pasta fatta con pura semola di grano duro, i cinguli (gnocchi), lessati e conditi con ragù tirato, rappresentano senza dubbio il piatto tipico per eccellenza, vero e proprio cavallo di battaglia della cucina locale.

Una valida alternativa è costituita dalle làane (tagliatelle), termine che deriva dal latino làganum, e orecchie di preti (orecchiette).

Altri piatti caratteristici della gastronomia calitrana sono:

  • le cannazze (mezzane), servite con ragù e formaggio;
  • gli scilienti, vermicelli conditi con sugo a base di olio fritto con aglio e peperoncino piccante;
  • il baccalà a la ualanegna – pietanza anticamente prediletta dai bifolchi (ualano significa appunto bifolco) – lessato e condito con sughetto a base di olio fritto con aglio e peperoncino, secco e in polvere, molto piccante;
  • l’acqua sala a base di fette di pane bagnate con acqua bollente leggermente salata, sulle quali si versa olio o lardo fritti con aglio e peperoncino piccante;
  • migliatiegghi, saporiti involtini preparati con intestini di capretto o di agnello, ripieni di frattaglie,formaggio, aglio, prezzemolo, sale, pepe e salsiccia affettata;
  • la sfritta, composta di pezzi di polmone e di carne di maiale messi a soffriggere in padella con peperoncini sott’aceto;
  • il sammucchio (sanguinaccio), preparato con sangue misto a pezzettini di buccia d’arancia, riso cotto, uva passa, polvere di garofano o di cannella, spicchi di noce tritati, sale e polvere di peperoncini piccante, il tutto insaccato negli intestini larghi del maiale e messo a cuocere in acqua opportunamente condita;
  • la migliazza una specie di focaccia a base di farina di mais condita con cigoli, sale e semi di
    finocchio.

Dolci tipicamente natalizi sono le le scarpegghie, pizzette lievitate fritte in olio abbondante e poi imbevute di miele o cosparse di zucchero.

Dolci pasquali sono i piccilatiegghi e gli scallatielli. I primi sono ciambelle guarnite con uovo sodo trattenuto da due linguette di pasta messe a croce; i secondi sono ciambelle aromatizzate con sale, pepe e semi di finocchio, lessate e poi cotte al forno .

Ricercati, genuini ed appetitosi i prodotti tipici alimentari: caciocavallo podolico, burro in corteccia (burrito), formaggio pecorino, prosciutto, salame (soppressata), salsiccia piccante, ed il noto pane di Calitri.

Fiere, Sagre, Feste Patronali ed Eventi

Numerose le feste religiose e popolari che si tramandano da secoli e rappresentano i momenti di maggior richiamo per Calitri.

Numerose le manifestazioni religiose e popolari che si tramandano da secoli e rappresentano i momenti di maggior richiamo per Calitri.

  • Processione delle Croci nel periodo di Pasqua.
  • Fiera di San Vito dedicata alla compravendita di prodotti locali.

Sponz fest

Tra gli eventi organizzati in zona spicca da un decennnio lo Sponz fest, manifestazione artistica, cultura e musicale ideata ed organizzata dal musicista Vinicio Capossella, artista nato in Germania ma calitrano da parte di padre, che non ha mai rescisso il cordone ombellicale con la sua zona d’origine nonostante sia vissuto in provincia di reggio Emilia.

Come raggiungere Calitri

Calitri, comune della provincia di Avellino, dista 77 chilometri dal capoluogo; sorge su un colle fra le valli dell’Ofanto e del Cortino e si trova a 530 metri di altezza.

Calitri è raggiungibile in auto attraverso la Statale 401 Ofantina, dallo svincolo di Lacedonia o Candela dell’A16 e dall’autostrada Salerno-Reggio Calabria, attraverso l’uscita di Contursi.

Calitri, inoltre, è una delle ultime stazioni ferroviarie della linea Avellino – Rocchetta Sant’Antonio.

Dove dormire in Hotel a Calitri.

  • Hotel Ambasciatori  83045 Calitri (AV) – Via E. Pitoli
  • Hotel Miramonti Di Di Maio Giovanni  83045 Calitri (AV) – 144, Via E. Pitoli