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Vuoi Cambiare il fornitore del GPL ? Cobegas spiega come si fa.

Luciano Ragno di Cobegas spiega come comportarsi quando si decide di cambiare il gestore per la fornitura di gas GPL di uso domestico.

Si avvicinano i mesi più freddi dell’anno e, con essi, l’esigenza di verificare il buon funzionamento dell’impianto di riscaldamento domestico.

Per coloro che non sono allacciati alla rete del gas di città ma che si servono di serbatoi di GPL, questo è uno dei periodi dell’anno in cui, spesso, si valuta anche la necessità di provvedere ad un cambio di gestione della fornitura di gas.

Un ragionamento che, proprio come avviene per ogni tipologia di servizio erogato, risponde innanzitutto a logiche di mercato.

Ma quali sono gli accorgimenti da adottare quando si decide di cambiare gestore per la fornitura di GPL? Come bisogna comportarsi? E, soprattutto, quali sono le spese a cui si va incontro?

“Cambiare gestore è un passaggio non delicato ma che impone alcune valutazioni – osserva Luciano Ragno, direttore dello stabilimento Cobegas di Pratola Serra . A cominciare dalla scelta dell’azienda a cui affidarsi. Considerando il prodotto di cui si parla, la differenza non la fa tanto il prezzo quanto i servizi offerti, specialmente quelli legati alla sicurezza”.

Come bisogna procedere quando si decide di cambiare gestore di GPL?

“Per prima cosa occorre concordare un appuntamento con la società individuata. Noi di Cobegas facciamo sempre un sopralluogo preliminare presso l’abitazione in cui prendiamo visione del posizionamento del serbatoio del vecchio gestore e delle condizioni dell’impianto”.

E possibile richiedere in un qualsiasi momento la sospensione della fornitura al precedente gestore?

“Bisogna sempre prima verificare le condizioni del contratto ed i termini in cui è possibile chiedere la disdetta. Che va fatta sempre a mezzo raccomandata e con tre mesi di anticipo sulla naturale scadenza della fornitura. Attraverso questa comunicazione si chiede la risoluzione del contratto e contestualmente il ritiro del serbatoio che resta di proprietà del gestore, salvo i casi rari in cui l’utente è anche proprietario”.

E poi cosa accade?

“Una volta che il vecchio gestore ha ritirato il serbatoio si può procedere alla installazione di un nuovo serbatoio da parte dell’azienda fornitrice individuata e, se necessario, procedere alla sostituzione di qualche componente sulla linea di adduzione che porta alla caldaia”.

Tutte queste operazioni che costi comportano?

“Noi di Cobegas gestiamo tutta la fase preliminare delle verifiche e dei controlli a titolo gratuito. Nessuna spesa è prevista se non quelle legate ad eventuali interventi eccezionali come, ad esempio, lo scavo se non esistente già, per l’installazione del nuovo serbatoio o la realizzazione della piazzola di ancoraggio”.

E se il vecchio gestore non ritira il serbatoio cosa accade?

“Il gestore che ha fornito il servizio è tenuto a ritirare il serbatoio quando riceve la raccomandata di disdetta. Il serbatoio non può essere lasciato in giacenza perchè anche se privo di gas, è un elemento potenzialmente pericoloso. Tra l’altro il ritiro torna utile anche perchè ogni gestore può mandarlo a ricollaudo e ricondizionarlo per reimmetterlo sul mercato”.

Ma è possibile smaltire il serbatoio autonomamente?

“Assolutamente no. Sopra ogni serbatoio c’è un’etichetta con l’indicazione dell’anno di costruzione, il numero di fabbrica e il numero di matricola, insomma la sua carta di identità. E’ facilmente individuabile e non si può smaltire se non presso chi è abilitato e autorizzato a farlo.

Se il vecchio gestore non provvede al ritiro, va sollecitato il ritiro in quanto può destare pericolo. In ultima analisi ci si può rivolgere al Comando dei Vigili del Fuoco che provvederà ad imporre il ritiro”.

  • Per informazioni Sede operativa Cobegas : S.S. 7 bis, km 304+200 –  83039 – Pratola Serra (AV) Tel. 0825.607227 Telefax 0825.607213 – Pagina Facebook – Sito web 

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