Barone Paolo Quintieri

Sito Internet SAUIE Napoli

La storia del barone Paolo Quintieri, della S.A.U.I.E e dell'istituto Paolo Colosimo di Napoli.

di

Ci sono storie che, a leggerle, sembrano uscite dalla fervida creatività di un bravo romanziere. Storie di legami e di altruismo, di amore e solidarietà.

Come quella che unisce il nome del barone Paolo Quintieri ad un centro per non vedenti di Napoli, l’Istituto “Paolo Colosimo”.





Una storia d’altri tempi, che ha per protagonista un nobile che decide di devolvere la sua cospicua eredità in beneficenza all'istituto  "Paolo Colosimo", che accoglie bambini ciechi per ridare loro una speranza ed un ente pubblico, la Regione Campania, che attraverso una società - la S.A.U.I.E  Società Anonima Urbana Industria Edilizia - ne gestisce il patrimonio.

Una storia che è proprio la Sauie a tenere viva, a rafforzare e a diffondere, attraverso un’amministrazione che vuol essere il prosieguo dell’opera meritoria avviata dal barone Quintieri.

Alla sua morte, avvenuta nel 1970, Paolo Quintieri decide di lasciare tutti i suoi beni all’Istituto per non vedenti “Paolo Colosimo” di Napoli, una casa di accoglienza per bambini ciechi fondata sul finire dell’800 da una coppia di coniugi napoletani e dove la madre, Evelina Casalis, aveva sempre prestato la sua opera di volontaria e benefattrice

A gestire l’ingente patrimonio, che per volontà testamentaria è inalienabile, è la S.A.U.I.E , Società Anonima Urbana Industria Edilizia, che ogni anno assicura stabilità all’Istituto ed ai suoi ospiti.

Tra gli immobili che la S.A.U.I.E  gestisce per conto della Regione Campania, spiccano due aziende agricole, la Passerano di Gallicano nel Lazio in provincia di Roma e la Montecoriolano di Porto Potenza Picena in provincia di Macerata.

L’azienda agricola Passerano, dominata dalla presenza di un antico maniero aperto ogni anno ai visitatori in occasione delle giornate del Fondo per l’Ambiente Italiano, ha nell’allevamento di bovini, nella produzione di latte e nell’estrazione di un ottimo olio extravergine di oliva i suoi punti di forza.

Di incantevole bellezza è, poi, la tenuta di Montecoriolano, distesa in quella campagna marchigiana in cui, sul finire dell’800, un ufficiale dell’esercito regio, Giulio Douhet, importò i vitigni Merlot e Cabernet Sauvignon, dando il via ad una produzione vinicola che il mondo intero invidia alle Marche.

 







Articoli Correlati