Archivi categoria: Arte e Cultura

Giornate Fai di Primavera 2021 in Campania: il programma.

Le Giornate FAI sono tra i più importanti appuntamenti di piazza dedicati alla cultura italiana. Un momento atteso da milioni di italiani, cui viene offerta la possibilità di scoprire, in uno o più week end, i grandi tesori della cultura e dell’arte, spesso nascosti alla vista.

La Campania, con il suo ricco patrimonio, come sempre farà la sua parte.

Il programma delle Giornate Fai in Campania.

L’appuntamento di maggio con le bellezze della Campania, quest’anno cadrà il 15 e 16 maggio 2021, fine settimana in cui sarà possibile visitare i siti aperti per l’occasione. Trenta i siti aperti eccezionalmente nel terzo week end di maggio, grazie all’impegno del Fondo per l’Ambiente Italiano.

Per assicurare che le giornate del Fai di Primavera si svolgano nella massima sicurezza, è obbligatorio prenotare le visite direttamente sul sito www.giornatefai.it.

Ogni visita guidata sarà eseguita nel rispetto delle misure anti-Covid.

Programma Giornata FAI 2021 a Napoli.

Numerosi i siti visitabili a Napoli e provincia.

In città saranno aperti il Complesso Monumentale di San Nicola da Tolentino e il Parco Letterario di Nisida uno dei più suggestivi parchi letterari italiani. Da non perdere la passeggiata tra la Grotta di Seiano e il Parco Archeologico del Pausilypon,  tra la piana di Coroglio e la Baia di Trentaremi, uno degli scorci più affascinanti della Baia di Napoli, dove poter ammirare i resti del Teatro, dell’Odeion e quelli dell’antica Villa di Publio Velio Pollione.

A Ercolano,  il FAI invita a visitare uno dei luoghi più belli della Campania, Villa Campolieto, che tra le ville vesuviane è senza dubbio tra le più attraenti.

Sempre in provincia di Napoli il Fai invita alla Passeggiata Misenate, a Bacoli, per un viaggio sotterraneo nella storia di questi luoghi unici. A Quarto, invece, si va alla scoperta dell’antica Necropoli visitando il monumento di epoca romana noto come la Fescina.

Entro il 14 maggio si potrà, infine, prenotare la viista alla Baia di Ieranto, a Massa Lubrense, per una spettacolare passeggiata fino alla estremità della Penisola Sorrentina.

Programma Giornata FAI 2021 a Salerno.

In provincia di Salerno, le Giornate FAI di Primavera 2021 accendono i riflettori sulla Costiera Amalfitana ed alcuni dei suoi gioielli.

Nei due week end dedicati alle bellezze nascoste sarà possibile visitare la il Monastero di San Lorenzo al Piano ad Amalfi, il Chiostro Moresco dell’Hotel Luna a la Chiesa di Sant’Antonio sempre ad Amalfi, il Conservatorio di Santa Rosalia ad Atrani dove sarà possibile effettuare anche l’escursione “Andar per Monasteri”.

Due i luoghi visitabili a Salerno: l’Aula cultuale di Palazzo Pedace, sede del Fai, con la mostra di Pietro Lista “Morandiane Arlecchine” e la Pinacoteca Provinciale a Palazzo Pinto con la mostra “A Sud del Barocco”.

A Baronissi, infine, sarà aperta la bellissima Villa Farina la dimora di una storica famiglia del posto.

Programma Giornate FAI di Primavera 2021 a Avellino.

In provincia di Avellino due sono i siti da visitare in occasione delle Giornate del Fai di Primavera 2021: Il Complesso Monumentale di Palazzo Filangieri a Lapio ed il Borgo di Castelvetere, uno dei centri storici più caratteristici di tutta l’Irpinia.

Programma Giornata FAI di Primavera 2021 a Caserta.

In provincia di Caserta, diversi gli appuntamenti in programma in occasione delle Giornate Fai di Primavera 2021.

Oltre all’apertura del Parco delle Sorgenti Ferrarelle, a Riardo saranno visitabili il Castello, la Chiesa di San Leonardo e la Cappella della Madonna della Stella.

A Pietramelara, invece, il Fai organizza visita guidata al Centro Storico e alla Torre Medioevale.

Programma Giornata FAI 2021 a Benevento.

A Benevento, diversi gli appuntamenti in programma in occasione delle giornate Fai di Primavera 2021.

Su prenotazione potranno essere visitate la Basilica della Madonna delle Grazie, la Biblioteca “Le Grazie”, la Chiesa di Santa Clementina, la Chiesa dei Santo Cosma e Damiano, il Parco archeologico naturalistico Cellarulo, gli Scavu Archeologici di Santa Clementina e il Tiro a Segno Nazionale.

Le Giornate Fai di Primavera 2021 a Napoli: il programma.

Da Napoli a  Massa Lubrense passando per Quarto, Bacoli ed Ercolanoi. Sono numerose le occasioni proposte a Napoli e in provincia durante le Giornate di Primavera del Fai, in programma sabato 15 e domenica 16 maggio 2021.

In particolare, nel capoluogo partenopeo, saranno aperte al pubblico tante strutture che rappresentano grandi capolavori artistici. Un tuffo nella storia e nella cultura di una delle città più belle al mondo.

La prenotazione è obbligatoria per la partecipazione alle visite guidate e va effettuata nei giorni precedenti all’evento direttamente sul sito del Fai

Leggi anche

Il programma delle Giornate Fai in provincia di Napoli

Per chi abbia voglia di visitare Napoli e la sua provincia scegliendo l’invito del Fai, ecco l’elenco dei siti aperti il 15 e 16 maggio 2021.

Massa Lubrense

  • Baia di Ieranto Via Ieranto, 6 – Massa Lubrense 
  • Sabato 15 e domenica 16 maggio 2021

La Baia di Ieranto, inserita nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, si divide in due aree: la Baia Grande e la Baia Piccola, separate da Punta Capitello. Percorrendo il sentiero che parte dall’abitato di Nerano, è possibile raggiungere la Torre, scendere fino alla spiaggia o visitare gli antichi edifici rurali, ovvero le strutture di pertinenza della cava restaurate dal FAI, che si affacciano sul mare, silenziosi testimoni di un passato di duro lavoro e fatica.

Iniziative Speciali alla Baia di Ieranto.

L’itinerario di visita permetterà di conoscere la storia e gli aspetti agricoli e naturalistici del sito, partirà dalla casa colonica, si svolgerà lungo il sentiero che passa nell’oliveto e raggiungerà l’area della ex cava Italsider al livello del mare. Si andrà alla scoperta del valore della Baia di Ieranto come Area Naturale Protetta e paesaggio rurale, frutto del lavoro di generazioni di contadini. Percorsi fuori dai normali tracciati di visita, permetteranno di cogliere nuovi scorci e insolite prospettive; il profondo legame tra la natura coltivata e la macchia mediterranea e – nonostante i segni di un passato di sfruttamento industriale – l’equilibrio ritrovato tra uomo e natura, grazie al lavoro di cura e conservazione di questo scrigno di bellezza, che ci impegna quotidianamente.

Ercolano

  • Corso Resina, 283 Ercolano
  • Sabato 15 e domenica 16 maggio 2021

Il Fai Giovani Napoli vi accompagnerà alla scoperta di un luogo che, grazie al sostegno della Fondazione Ville Vesuviane, vi permetterà di fare un salto indietro nel tempo, precisamente al 1700, a quando tutta la strada che portava da Napoli verso le “Calabrie” era costeggiata di ville nobiliari e agrumeti: “il Miglio d’Oro”.

La visita che il FAI vi offrirà sarà un percorso che unirà narrazione storica, paesaggistica e aneddoti vari come ad esempio sapevate che Villa Campolieto è stata la location del film “Operazione San Gennaro”?

Durante la visita potrete ammirare ambienti generalmente nascosti al pubblico, che sono stati, grazie al lavoro della Fondazione, da poco riportati al loro antico splendore: in primo luogo la villa, la scuderia ed il convento in essa inglobato, gli ambienti della servitù e le cavee sotterranee. La visita non sarà unicamente a carattere storico-architettonico, ma vi permetterà di apprezzare uno dei panorami più belli del Golfo di Napoli.

Nisida

  • Parco Letterario di Nisida, Via Nisida, 59
  • Venerdì 14 e domenica 16 maggio 2021

Data la presenza del Carcere minorile e del presidio militare non è possibile solitamente accedere all’isola. Durante le Giornate FAI di Primavera 2021 sarà possibile visitarla venerdì 14 per gli iscritti FAI e chi desedira iscriversi e domenica 16 sempre su prenotazione. Il sabato l’accesso all’isola è consentito alle famiglie dei minori detenuti. Si consiglia ai visitatori di munirsi di vestiti comodi, con scarpe da ginnastica. Il percorso, di media difficoltà, partirà dalla terrazza che affaccia sul Golfo, da uno dei punti più alti dell’isola, per poi arrivare al versante sud. Qui si potrà ammirare l’insenatura naturale dell’isola, nascosta solitamente alla vista.

Bacoli

  • Passeggiate Misenate Via Plinio il Vecchio, 27 – Bacoli
  • Sabato 15 e domenica 16 maggio 2021

Il percorso prevede il ritrovo nei pressi della Grotta della Dragonara. La visita costituirà l’occasione per approfondire la storia dell’antica Miseno e del suo porto per poi conoscere monumenti di grande suggestione, come il Sacello degli Augustali e il Teatro di Miseno, testimonianza dell’antico splendore dei luoghi.

Napoli

  • Grotta di Seiano e Parco archeologico del Pausilypon, Discesa Coroglio 36, Napoli
  • Sabato 15 e domenica 16 maggio 2021

Il percorso, di media difficoltà, partirà dall’esterno della Grotta di Seiano, sita lungo la Discesa Coroglio, per poi arrivare al Parco Archeologico di Pausilypon, nel quale sarà possibile ammirare i resti dell’antica Villa di Publio Velio Pollione e il Parco Sommerso della Gaiola. La visita durerà circa 50 minuti. Si consiglia ai visitatori di munirsi di abbigliamento comodo, con scarpe adatte a percorsi di trekking e di arrivare con almeno 15 minuti di anticipo in modo tale da permettere il controllo delle prenotazioni il più velocemente possibile ed iniziare la visita in orario.

Quarto

  • Fescina, Via Brindisi, 6 – Quarto
  • Sabato 15 e domenica 16 maggio 2021

L’apertura permette l’ingresso nel recinto della Necropoli, normalmente chiuso e l’osservazione dei monumenti dall’esterno, dato che l’ingresso non è accessibile per motivi di sicurezza.

Giornate Fai di Primavera 2021 in provincia di Avellino: il programma.

Tornano le Giornate Fai di Primavera, divenute ormai un appuntamento fisso nel calendario degli eventi culturali italiani, nel mese di marzo.

Un week end, che quest’anno cade il  15 e 16 maggio 2021, in cui i tesori dell’arte e della cultura si aprono agli occhi di visitatori curiosi che hanno l’occasione di scoprire luoghi, monumenti e storie che costituiscono l’essenza di quello che, in tutto il mondo, è noto come il Belpaese.

Alcuni siti vengono aperti esclusivamente durante le giornate promosse dal Fondo per l’Ambiente Italiano, altri invece aderiscono al progetto per accogliere nuovi ospiti.

Per assicurare che le giornate del Fai di Primavera si svolgano nella massima sicurezza, è obbligatorio prenotare le visite direttamente sul sito www.giornatefai.it.

Ogni visita guidata sarà eseguita nel rispetto delle misure anti-Covid.

Il programma delle Giornate Fai in provincia di Avellino

In provincia di Avellino per la Giornata di primavera 2021 del Fai i riflettori sono accesi su Lapio e Castelvetere che metteranno in mostra alcuni dei loro tesori legati al tema dell’acqua.

Per chi abbia voglia di concedersi una gita alla scoperta dei due paesi irpini, ecco di seguito l’elenco completo dei siti visitabili il 23 e 24 marzo 2019 in provincia di Avellino.

In provincia di Avellino due sono i siti da visitare in occasione delle Giornate del Fai di Primavera 2021: Il Complesso Monumentale di Palazzo Filangieri a Lapio ed il Borgo di Castelvetere, uno dei centri storici più caratteristici di tutta l’Irpinia.

Dove sono i migliori musei del mondo?

L’interpretazione e la percezione della bellezza, si sa, è soggettiva. Figuriamoci quando riguarda le più belle opere d’arte presenti al mondo e i luoghi che le custodiscono. Eppure la valutazione sui musei più belli al mondo non lascia spazio all’immaginazione.

Vince l’Europa, con 7 musei nei primi dieci. Il primo posto va al Louvre di Parigi.

New York, da sola, ne piazza due con il Metropolitan ed il Moma.

Anche l’Italia si piazza benissimo, con gli Uffizi di Firenze ed i musei Vaticani a Roma.

Unico museo africano tra i primi dieci, quello de Il Cairo in Egitto.

Completano la lunga lista il British Museum di Londra, il D’Orsay di Parigi che insieme a New York piazza due centri espositivi tra i primi dieci, l’Hermitage di San Pietroburgo ed il Prado di Madrid.

Scorrendo ulteriormente la classifica troviamo ancora un museo parigino, il Pompidou, la National Gallery di Londra, il Tokyo National.

I musei più strani del mondo

Se il bello, invece, per voi è sinonimo di bizzarrie ed estrosità eccovi serviti con i 5 musei più strani al mondo.

Ad Husavik, in Islanda, potete trovare centinaia di esemplari, di tutte le forme e dimensioni, di organi riproduttori maschili di mammiferi. Dalle balene ai roditori.

Anche le donne vogliono la loro parte e per il gentil sesso c’è il museo del capello. Lo si può visitare ad Avanos in Turchia. L’opera è del vasaio Korucku che ha collezionato oltre 16 mila ciocche femminili.

Senza distinzioni di sesso il Sulabh museum of toilets di Nuova Delhi (India). Tutti, maschi e femmine, usano le tazze per i loro bisogni corporali. Una vera e propria panoramica di sanitari di ogni epoca.

Non pochi hanno il gusto dell’orrido e per loro c’è il Moba, il museo della cattiva arte (bad Art): sono ben tre i centri espositivi, come dire che il bello non si cataloga, ma al peggio non c’è mai fine.

Uno si trova a Dedham in Massachusetts, un altro a Sommerville e un’altra a Brookline.

Non sarà forse brutto ma sicuramente di sicuro impatto il Mutter Museum che si trova a Philadelphia (Usa).

Il nome deriva dal fondatore, un medico che si è dedicato a raccogliere parti anatomiche, stranezze mediche, vecchi strumenti chirurgici. Tra feti deformi e organi colpiti da malattie si possono anche incontrare alcune teste non più pensanti.

Come entrare Gratis agli Scavi di Pompei.

Il sito archeologico di Pompei riaprirà il 27 aprile 2021, dopo l’ultima chiusura di questi mesi, nelle modalità già attuate nelle precedenti aperture. L’accesso al sito sarà possibile dal martedì alla domenica nei consueti orari estivi (Pompei 9,00 – 19,00 con ultimo ingresso 17,30), con giorno di chiusura il lunedì fino al 7 giugno 2021.

Dal 7 giugno per tutto il periodo estivo e fino a nuova comunicazione il sito resterà aperto tutti i giorni.

Il sabato e la domenica la prenotazione per l’ingresso sarà possibile esclusivamente con acquisto on line sul sito www.ticketone.it, da effettuarsi il giorno precedente.

Dal martedì al venerdì l’acquisto sul sito è possibile anche nella stessa giornata fino a esaurimento disponibilità.

L’accesso e l’uscita per l’area archeologica di Pompei saranno possibili dal varco di Piazza Anfiteatro e di Piazza Esedra.

La visita si svilupperà lungo un percorso consigliato da apposita segnaletica all’interno del sito e sull’app di supporto My Pompeii, allo scopo di assicurare una visita in sicurezza e nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie anti Covid.

Ricapitolando

  • Scavi di Pompei aperti dal martedì alla domenica fino al 7 giugno 2021
  • Dal 7 giugno 2021 e per tutto il periodo estivo apertura tutti i giorni

Costo del biglietto:

Pompei: intero € 16.00 –  ridotto € 2.00 – Gratuità e riduzioni come da normativa

Scavi di Pompei gratis 2021

Vuoi entrare Gratis agli Scavi di Pompei? Sono numerose le possibilità di accedere all’area archeologica di Pompei usufruendo un biglietto gratuito.

Qui ti indicheremo le date (domeniche gratuite, Settimana dei Musei, giorni speciali…) e le iniziative come #iovadoalmuseo per visitare gratuitamente gli scavi archeologici di Pompei.

Ti descriveremo anche quali sono le modalità per ottenere un biglietto omaggio in base all’età, la professione o lo status.

Gli Scavi di Pompei.

Gli scavi di Pompei sono un’ eccezionale testimonianza del mondo antico grazie allo stato di conservazione della città, rimasta praticamente intatta dopo l’eruzione che la distrusse nel 79 d. C.

Collocata tra il mare ed il fiume Sarno, Pompei era un importante crocevia per gli scambi commerciali dell’epoca.

Con i suoi 3.646.585 visitatori all’anno, gli “scavi di Pompei”, secondo i dati forniti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac), rappresentano il sito archeologico più amato dai turisti italiani e stranieri subito dopo il Colosseo.

Storia degli scavi archeologici di Pompei.

Risale a Carlo di Borbone la volontà di riportare alla luce la città di Pompei.

Gli scavi, curati dall’ingegnere archeologo spagnolo Roque Joaquín de Alcubierre convinto di essere sulle tracce della antica Stabia, partirono nel 1748 con poche decine di persone al lavoro.

I primi ritrovamenti archeologici portarono alla luce monete, oggetti e antiche costruzioni

Questa prima fase, durata quasi un secolo, ci ha restituito un quadro fantastico della vita quotidiana in età romana.

Cosa vedere negli Scavi di Pompei

Teatro Grande di Pompei

Una classica visita si snoda tra le strade, come via dell’Abbondanza la più importante, sulla quale affacciavano le case e le botteghe più importanti di Pompei, tra i monumenti pubblici come l’anfiteatro, il teatro e sul foro.

Durante la visita agli scavi di Pompei consigliamo di visitare:

  • La Casa del Fauno un’antica villa romana di circa 3000 metri quadrati
  • L’’Anfiteatro di Pompei costruito tra l’80 e il 70 a.C tra tra i più grandi e meglio conservati mondo
  • Il Teatro Grande, poco distante dalla Casa del Fauno, dove venivano rappresentate le celebri opere di Plauto e Terenzio
  • Il Foro di Pompei dove erano presenti gli edifici più importanti della città, come quelli dell’Amministrazione Pubblica.
  • Il tempio di Apollo, costruito tra il 575 e 550 a.C, è circondato da un porticato in tufo, con colonne in stile ionico e trabeazione dorica.

Giornate ingresso gratuito

Anche il Parco Archeologico di Pompei aderisce all’iniziativa #IoVadoAlMuseo che permette ai visitatori di accedere gratuitamente all’area archeologica.

8 le Giornate previste con l’ingressi e biglietti gratuiti agli scavi di Pompei con l’iniziativa #iovadoalmuseo:

  • 30 marzo (Data di inizio degli scavi ufficiali a Pompei nel 1748)
  • 25 aprile (Anniversario della Liberazione d’Italia)
  • 8 maggio 2021 (Festa patronale di Pompei)
  • 8 giugno 2021 (Data di nascita dell’archeologo Giuseppe Fiorelli)
  • 24 ottobre 2021 (Data dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.);
  • 24 dicembre 2021 (Vigilia di Natale)
  • 26 dicembre 2021 (Festività di Santo Stefano)
  • 31 dicembre 2021(Vigilia di Capodanno)

TUTTE DATE IN ATTESA DI CONFERMA

Prima Domenica del mese gratis agli Scavi di Pompei.

Ingresso gratuito agli scavi di Pompei ogni prima domenica dei mesi che vanno da Ottobre a Marzo e durante la Settimana dei Musei.

1 maggio scavi di Pompei gratis ?

Non sono previsti ingressi gratuiti agli Scavi di Pompei in occasione del Primo maggio. Gli scavi archeologici di Pompei saranno chiusi.

Biglietti d’Ingresso quasi gratis per i giovani.

Dal 28 febbraio 2019 è prevista la riduzione a 2 euro del costo del biglietto per i cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

Altre modalità di Ingresso Gratuito

Direttamente presso le biglietterie delle sedi espositive, tramite esibizione di un documento attestante una delle seguenti condizioni:

  • ai cittadini di età inferiore a 18 anni;
  • ai minori extracomunitari
  • ai cittadini dell’Unione Europea portatori di handicap e ad un loro familiare o ad altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria
  • ai cittadini di Paesi non comunitari a “condizione di reciprocità” (i minori di 12 anni devono essere accompagnati);

Ingresso Gratuito operatori turistici

Ingresso con biglietto gratis

  • alle guide turistiche dell’Unione Europea nell’esercizio della propria attività professionale, mediante esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità;
  • agli interpreti turistici dell’Unione Europea quando occorra la loro opera a fianco della guida, mediante esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità;

Altre Possibilità d’ingresso con biglietto gratuito

  • al personale del Ministero MIBAC;
  • ai membri dell’I.C.O.M. (International Council of Museums);
  • a gruppi o comitive di studenti delle scuole pubbliche e private dell’Unione Europea, accompagnati dai loro insegnanti, previa prenotazione e nel contingente stabilito dal capo dell’istituto;
  • agli allievi dei corsi di alta formazione delle Scuole del Ministero (Istituto Centrale per il Restauro, Opificio delle Pietre Dure, Scuola per il Restauro del Mosaico);

Ingresso Gratuito per docenti ed insegnanti

  • al personale docente della scuola, di ruolo o con contratto a termine, dietro esibizione di idonea attestazione rilasciata dalle istituzioni scolastiche, sul modello predisposto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (DECRETO 14 aprile 2016, n. 111);
  • ai docenti ed agli studenti iscritti alle accademie di belle arti o a corrispondenti istituti dell’Unione Europea, mediante esibizione del certificato di iscrizione per l’anno accademico in corso;
  • ai docenti ed agli studenti dei corsi di laurea, laurea specialistica o perfezionamento post-universitario e dottorati di ricerca delle seguenti facoltà:architettura, conservazione dei beni culturali, scienze della formazione o lettere e filosofia con indirizzo archeologico o storico-artistico. Le medesime agevolazioni sono consentite a docenti e studenti di facoltà o corsi corrispondenti, istituiti negli Stati dell’Unione Europea. L’ingresso gratuito è consentito agli studenti mediante esibizione del certificato di iscrizione per l’anno accademico in corso, ai docenti mediante esibizione di idoneo documento;
  • ai docenti di storia dell’arte di istituti liceali, mediante esibizione di idoneo documento;

Ingresso Gratuito Giornalisti

  • ai giornalisti italiani in regola con il pagamento delle quote associative (timbro o bollino riferiti all’annualità in corso), mediante esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta; ai giornalisti di nazionalità straniera inclusi, ai sensi dell’articolo 28 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, negli elenchi speciali annessi all’albo dei giornalisti di cui ai precedenti articoli 26 e 27; le agevolazioni sono concesse fino alla data del 7 settembre 2019;

Ingresso Gratuito disabili

  • ai cittadini dell’Unione Europea portatori di handicap e ad un loro familiare o ad altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria;per motivi di studio, ricerca attestate da Istituzioni scolastiche o universitarie, da accademie, da istituti di ricerca e di cultura italiani o stranieri, nonchè da organi del Ministero MIBAC, ovvero per particolari e motivate esigenze i Capi degli Istituti possono consentire l’ingresso gratuito nelle sedi espositive di propria competenza e per periodi determinati a coloro che ne facciano richiesta

Mediante rilascio di tessera individuale, di durata annuale con fotografia richiesta alla Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio per ragioni di studio e di ricerca ovvero per particolari e motivate esigenze:

  • agli operatori delle associazioni di volontariato che operano mediante convenzioni presso le sedi periferiche del Ministero;
  • agli Ispettori e Conservatori onorari del Ministero MIBAC;
  • ai Militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale;
  • ai membri dell’I.C.C.R.O.M.;
  • agli studiosi italiani e stranieri di materie pertinenti lo studio di beni culturali mediante attestazione rilasciata dall’Unione Internazionale degli Istituti di archeologia, storia e storia dell’arte di Roma;

Indirizzo Scavi di Pompei

Agli Scavi di Pompei si accede attraverso 3 ingressi:

  • Porta Marina: via Villa dei Misteri Pompei
  • Piazza Esedra: piazza Porta Marina inferiore Pompei
  • Piazza Anfiteatro: piazza Immacolata Pompei

Giorni e Orari di Apertura

  • Giorni di chiusura: 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 Dicembre 2021

Costo Biglietti d’ingresso.

Pompei: intero € 16.00 – ridotto € 2.00

Le biglietterie ufficiali sono unicamente quelle all’interno del Parco. E’ possibile acquistare il biglietto online attraverso il circuito TicketOne

* È consentito un solo ingresso agli scavi.

(#) Ingresso a 2,00 euro per i cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni (non compiuti).

Come arrivare:

  • In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Pompei ovest)
  • Trenitalia linea Napoli-Salerno: fermata Pompei
  • Circumvesuviana: Linea Napoli – Sorrento, scendere alla fermata Pompei Villa dei Misteri oppure Linea Poggiomarino, scendere alla fermata Pompei Santuario
  • Autobus:SITA da Napoli e Salerno – BUSITALIA Campania n. 4 da Salerno – BUSITALIA Campania n. 50 celere da Salerno (via autostrada

Per altre informazioni. Sito Ufficiale

Quando la Sacra Sindone fu nascosta al Santuario di Montevergine.

Quando rimbalza sulle cronache giornalistiche la Sacra Sindone, il ricordo di una lontana giornata settembrina del 1939 torna, impetuosamente, al cuore e alla mente, l’operazione di “salvataggio” della sacra Sindone trasferita, sotto vigile ma invisibile scorta, dalla Città del Vaticano al Santuario di Montevergine, dove resterà, in assoluto incognito, tranne che per pochissimi e autorevolissimi “addetti a lavori”, fino al 29 ottobre del 1946.

La Sacra Sindone, il Vaticano, la Guerra e Montevergine.

Fu il 7 settembre di quell’anno sventurato – da sette giorni la Germania aveva invaso la Polonia – che l’Abate Ramiro Marcone fu convocato telegraficamente in Vaticano dal Sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Giovan Battista Montini, nientemeno, destinato al triregno.

Non ci furono al suo arrivo nei palazzi apostolici, grandi convenevoli né attese: il Cardinal Luigi Maglione, Segretaria di Stato, lo attendeva con ansia, volle vederlo subito.

Don Ramiro non riusciva a comprendere il motivo di tanta fretta, dal quel burocratico telegramma di convocazione- perché non lo avevano avvisato per telefono?- a quella fulminea introduzione nello studio del Segretario di Stato.

“Il re – cominciò quest’ultimo senza preamboli – ha fatto trasferire, data la situazione internazionale, la Sacra Sindone al Quirinale. Adesso ci chiede di ricoverarla in Vaticano, non la vede sicura nemmeno nella reggia”.

Don Ramiro, parliamo per ricordo delle sue parole – cominciò a capire finalmente il motivo di tanta sollecitudine.”Gli abbiamo fatto sapere che nemmeno il Vaticano – riprese Maglione – sarebbe sicuro se anche l’Italia, com’è certo, entrerà in guerra. Abbiamo pensato a Montevergine, eccellenza”.

La Sacra Sindone arrivò a Montevergine nascosta in un’automobile.

Passarono neppure 18 giorni, e il 25 settembre la Sacra Sindone, trasportata a Montevergine in automobile, senza nessuna apparente scorta militare, ma sotto l’affettuosa vigilanza di Monsignor Paolo Busa, primo cappellano del Re e custode, a Torino, dell’eccezionale reliquia, e di Monsignor Giuseppe Garglio, secondo Cappellano del Re, fu consegnato all’Abate Marcone, il quale -recita il verbale di consegna- “l’accetta lieto di poter conservare nel Santuario sì preziosa Reliquia”.

La cassa contenente la Sindone, lunga m. 1.40, larga m.0.365 e alta m.0.28, venne “collocata sotto l’altare del Coretto di notte, chiuso a chiave da un robusto paliotto di legno, presenti, anche come testimoni, i menzionati D. Bernardo Rabasca e Mons. Giuseppe Cariglio”.

Tutto si era svolto, naturalmente, in grandissimo segreto: dall’Abate e da Don Bernardo Rabasca erano stati messi al corrente del segreto solo il Vicario Don Anselmo Tranfaglia – che sarà Abate dal 1952 -, il “superiore invernale” del Santuario e il “padre sacrista”, e solo perché stessero all’erta per ricoverare la Sindone, “in caso di eventuali incursioni aeree”” nella ben più munita galleria sotterranea che unisce il monastero al cosiddetto Ospizio Nuovo.

Passa la guerra, i tedeschi restano, tra la tarda estate e il primo autunno del 1943, padroni assoluti di gran parte dell’Italia meridionale; si fortificano anche a Montevergine ma non li sfiora neppure il sospetto che in quel santuario si celi una delle più eccezionali reliquie della cristianità!

E il 29 ottobre 1946 la Sindone lascia intatta e riverita da una folla acclamante, a cui il Cardinal Fossati, Arcivescovo di Torino ha concesso, quasi a titolo di ringraziamento, un’esposizione eccezionale della miracolosa immagine:

Al santuario di Montevergine, annota il solerte cronista, è rimasta custodita, come “in riposte mura”, precisamente sette anni, un mese e quattro giorni!

(Testo di Giovanni Pionati)

Leggi anche

Leonardo da Vinci in mostra in Italia e nel mondo.

Architetto, ingegnere, scultore, pittore, inventore, letterato, musicista. Tutto questo e molto altro ancora è stato Leonardo da Vinci , il genio del Rinascimento italiano.

Personaggio unico e ambiguo, ricercato e contestato, spesso incompreso, triste sorte dei cervelli superiori.

Le sue opere oggi vengono ammirate nei musei di tutto il mondo.

Leonardo da Vinci in mostra a Parigi

Il Louvre di Parigi è, inevitabilmente, il luogo simbolo di Leonardo.

La Gioconda, la sua opera pittorica più famosa, è il quadro più visitato al mondo. Alcuni dei suoi progetti, delle sue invenzioni, delle sue idee rimaste sulla carta, hanno anticipato anche di trecento anni il corso della storia.

Qui è ospitata, in una sala super protetta, La Gioconda, ma anche l’Annunciazione (1478),  La Vergine delle rocce (1483-1486), Ritratto di donna, detto La Belle Ferronnière, (1490-1495), San Giovanni Battista (ca. 1513 – 1516), Sant’Anna, la Madonna, il Bambino (ca. 1510).

  • Pieter Paul Rubens, Battaglia di Anghiari, disegno, Parigi, Museo del Louvre
  • Ritratto di Isabella d’Este, 1500 circa, 63×46 cm, sanguigna e pastello su carta, Parigi, Museo del Louvre
  • Studio di drappeggio per una figura seduta, 1470-1484 circa, pennello e tempera grigia su tela grigia, 26,6×23,3 cm, Parigi, Cabinet des Dessins
  • Vergine delle Rocce, 1483-1486, olio su tavola trasportato su tela, 199×122 cm, Parigi, Museo del Louvre
  • Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino, 1510-1513, olio su tavola, 168×112 cm, Parigi, Museo del Louvre
  • Bacco, 1510-1515, olio su tavola trasportato su tela, 177×115 cm, Parigi, Museo del Louvre
  • Osservatore che guarda attraverso un modello vitreo di occhio umano, 1508-1509, disegno, Parigi, Bibliothèque de l’Institut de France

Le opere di Leonardo da Vinci esposte negli Stati Uniti d’America

Tra le più celebri opere di Leonardo intrise di mistero, c’è senza dubbio il Ritratto di Ginevra de’ Benci, esposto alla National Gallery of Art di Washington.

  • Madonna Dreyfus (Madonna della melagrana), 1469-1470, olio su tavola, 15,7×12,8 cm, Washington, National Gallery of Art (attribuita anche a Lorenzo di Credi o opera di collaborazione)
  • Studio, 1478-1480, disegno a penna e inchiostro su carta, Londra, British Mus
  • Schizzo per la Madonna del gatto, 1480-1481, disegno, Londra, British Museum
  • Madonna dei Fusi, 1501 circa, olio su tavola trasferito su tela e incollato su tavola, 50,2×36,4 cm, New York, collezione privata

Le opere di Leonardo da Vinci esposte nel regno Unito.

Nel Regno unito sono numerose le opere presenti a Londra ed al Castello di Windsor,

  • Profilo di capitano antico, 1475 circa, punta d’argento su carta preparata, 28,5×20,7 cm, Londra, British Museum
  •  Tobiolo e l’angelo, 1470-1475 circa, tempera su tavola, 84×66 cm, Londra, National Gallery (opera di Andrea del Verrocchio con alcune parti attribuite a Leonardo)
  • Studio di manica per l’Annunciazione, 1470-1473, disegno a sanguigna su carta, 8,5×9,5 cm, Oxford, Christ Church Picture Gallery
  • Studio di orso che cammina, 1483-1485, disegno a punta metallica su carta preparata a tinta marrone e luce rosa, 10,3×13,4 cm, Castello di Windsor, Royal Library
  • Gola rocciosa con anatre, 1482-1485 circa, disegno a penna e inchiostro su carta, 22×15,8 cm, Castello di Windsor, Royal Library
  • Vergine delle rocce, 1494-1508, olio su tavola, 189,5×120 cm, Londra, National Gallery
  • Allegoria con volpe e aquila, 1516 circa, sanguigna su carta, 17×28 cm, Castello di Windsor, Royal Library
  • Diluvio universale sopra una città, 1517-1518, disegno a gessetto nero su carta, 16,3×21 cm, Castello di Windsor, Royal Library
  • Catastrofe naturale, 1517-1518, disegno a gessetto nero, penna e inchiostro su carta, 16,2×20,3 cm, Castello di Windsor, Royal Library

Le mostre di Leonardo da Vinci in Italia

In Italia le opere di Leonardo da Vinci sono distribuite tra i musei Firenze, Roma, Venezia e Milano.

Anche altre città italiane espongono opere del maestro

  • Scapigliata, 1508 circa, ambra inverdita e biacca su tavola, 24,7×21 cm, Parma, Galleria nazionale
  • Studio delle gambe anteriori di un cavallo, 1490 circa, disegno, Torino, Biblioteca Reale
  • Studio per macchina da guerra (Carri falcati), 1487-1490, disegno, Torino, Biblioteca Reale
  • Autoritratto, 1515 circa, sanguigna su carta, 33,5×21,3 cm, Torino, Biblioteca Reale

Leonardo da Vinci in Mostra a Venezia.

Alle Gallerie dell’Accademia a Venezia è possibile ammirare l’ Uomo vitruviano, 1490 circa, matita e inchiostro su carta, 34×24 cm

Altre opere

  • Studio di proporzioni per la Battaglia di Anghiari: fanti e cavalieri, 1503-1504, disegno, Venezia, Gallerie dell’Accademia
  • Studio di tre figure danzanti, 1515 circa, disegno, Venezia, Gallerie dell’Accademia
  • Caricature, Venezia, Gallerie dell’Accademia
  • Testa di vecchio, Venezia, Gallerie dell’Accademia

Leonardo da Vinci in mostra a Firenze

Alla Galleria degli Uffizi di Firenze è possibile ammirare un’altra versione de l’Annunciazione (1472-1475) e l’Adorazione dei Magi (1481-82).

Altre opere

  • Testa di donna, 1470-1476, disegno a penna, inchiostro e pigmento bianco su carta, 28,2×19,9 cm, Firenze, Gabinetto dei disegni e delle stampe
  • Annunciazione, 1472-1475 circa, tempera e olio su tavola, 98×217 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Paesaggio con fiume, 1473, disegno su carta, 19×28,5 cm, Firenze, Gabinetto dei disegni e delle stampe
  • Adorazione dei Magi, 1481-1482, olio su tavola, 246×243 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi
  • Battesimo di Cristo, 1475-1478, olio e tempera su tavola, 177×151 cm, Firenze, Galleria degli Uffizi, (collaborazione col Verrocchio e altri)

Leonardo da Vinci in mostra a Milano

Milano, infine, oltre ad ospitare il più monumentale dei dipinti di Leonardo, l’Ultima Cena (o Cenacolo), nel refettorio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, consente la possibilità di ammirare altre due opere del genio toscano: il Ritratto di musico (1490) alla Pinacoteca Ambrosiana, e le Decorazioni del soffitto della Sala delle Asse, una tempera su muro al Castello Sforzesco.

  • Ritratto di musico, 1485 circa, olio su tavola, 44,7×32 cm, Milano, Pinacoteca Ambrosiana
  • Vecchio e giovane affrontati, 1495 circa, disegno, Milano, Biblioteca Trivulziana
  • Testa di Cristo, 1494 circa, gessetto e pastello su carta, 40×32 cm, Milano, Pinacoteca di Brera
  • Ritratti dei duchi di Milano con i figli, 1497, tempera e olio su parete, 90 cm circa di base ciascuno, Milano, Refettorio di Santa Maria delle Grazie
  • Vecchio e giovane affrontati, 1495 circa, disegno, Milano, Biblioteca Trivulziana
  • Ritratti dei duchi di Milano con i figli, 1497, tempera e olio su parete, 90 cm circa di base ciascuno, Milano, Refettorio di Santa Maria delle Grazie
  • Schizzo di borsetta da signora, 1497, disegno, Milano, Biblioteca Ambrosiana
  • Intrecci vegetali con frutti e monocromi di radici e rocce, 1498 circa, tempera su intonaco (ripassata in età moderna), Milano, Castello Sforzesco, Sala delle Asse
  • Bastione a stella con indicazione delle troniere rivolte verso un cavedio circolare, 1502-1503, disegno, Milano, Biblioteca Ambrosiana
  • Piazzaforte poligonale, 1502-1503 circa, disegno, Milano, Biblioteca Ambrosiana

Leonardo da Vinci in mostra alla pinacoteca del Vaticano

A Roma, presso la pinacoteca della Città del Vaticano, c’è il bellissimo San Girolamo del 1478.

Il Museo di Leonardo da Vinci a Roma.

A Roma spicca il Museo di Leonardo da Vinci un’esperienza unica dove la percezione sensoriale e la conoscenza in materia di “Leonardo” si sposano dando al visitatore la sensazione di immergersi in un passato di straordinaria attualità.

Un punto di riferimento per visitatori visto che contiene le vere macchine tratte dai codici vinciani.
Un imponente lavoro, eseguito con minuzia e maestria al fine di realizzare le vere e proprie macchine, tutte funzionanti, di grandi dimensioni, e costruite con procedimenti speciali, realizzate interamente in legno.

Il Museo Magritte a Bruxelles, enigmi e inquietudini oniriche in 230 opere.

Una “casa” d’arte per celebrare il suo figlio più famoso. Così la città di Bruxelles ha inteso rendere omaggio a René Magritte, il più importante pittore belga del ventesimo secolo, nonché uno degli artisti più famosi al mondo.  Il Museo Magritte a Bruxelles trattiene in sé tutta la stranezza e l’eccentricità del pittore surrealista.

Chi è René Magritte

“Amo l’umorismo sovversivo, le lentiggini, le ginocchia, i capelli lunghi delle donne, i sogni di bambini piccoli in libertà, una ragazza che corre per strada”.

René Magritte

René Magritte nacque a Lessines, nella provincia dell’Hainaut, il 21 novembre 1898. Figura importante del surrealismo belga, Magritte fu rapidamente circondato da artisti belgi, francesi e americani, che influenzarono lui e il suo lavoro per tutta la vita. Sviluppa il suo lavoro secondo diverse tecniche artistiche: il «Surrealismo al sole», come lo definisce lui stesso, o il «periodo vache» alla fine degli anni Quaranta. 

Gli anni Cinquanta e Sessanta furono segnati dal lavoro e dalla ricerca dell’artista sulla ripetizione e dalle grandi immagini magrittiane che gli assicurarono il successo. 

Morì il 15 agosto 1967 a causa di un cancro al pancreas.

Musée Magritte Museum

Il Museo Magritte, situato nel cuore di Bruxelles, riunisce la più grande collezione al mondo del famoso artista surrealista René Magritte: sono esposti 230 opere e archivi. Lo spazio multidisciplinare ospita dipinti, gouaches, disegni, sculture e oggetti dipinti, oltre a manifesti pubblicitari, spartiti musicali, fotografie e film. 

Il Musée Magritte si sviluppa su tre piani, ognuno dei quali dedicato ad un momento particolare della vita del pittore surrealista.

Una struttura architettonica, quella sorta nella Place Royale della capitale belga, imponente almeno quanto il nome dell’artista cui è dedicata.

Il Museo Magritte è stato allestito all’interno del Palazzo Altenloh, ex hotel costruito in stile neoclassico interamente ristrutturato, in grado di accogliere oltre 300.000 visitatori all’anno, in fila per poter ammirare la più grande collezione al mondo delle opere di Magritte.

Le opere esposte al Museo Magritte a Bruxelles

Il Museo Magritte a Bruxelles ospita circa 200 opere del pittore belga: dall’Empire des Lumieres a Le Joueur Secret e Le Retour oltre ad una serie di lettere, foto e scritti inediti dell’artista raccolti negli anni dai Musei Reali delle Belle Arti del Belgio e dalla Fondazione Magritte.

Il Museo Magritte a Bruxelles conserva anche la più importante collezione del periodo delle “vache” dell’artista.

La selezione delle opere esposte nei Musei reali di belle arti del Belgio è in continua espansione con una selezione mutevole di prestiti esterni. Con il sostegno di musei belgi e stranieri e di collezionisti privati, vengono messe a disposizione opere che in precedenza non erano mai state esposte. Il visitatore può così scoprire molti tesori che sono ancora in possesso privato.

Al terzo piano, da dove comincia la visita al museo, sono presenti le opere che rappresentano le origini della sua vena artistica (come Le Mariage de Minuit), al livello inferiore, invece, sono raggruppate le opere che riportano ai temi meno noti trattati da Magritte, come la pubblicità, la guerra, il comunismo.

Al primo piano del Museo Magritte troviamo, invece, i capolavori della sua collezione:

  • l’Empires des lumiere
  • La Recherche de la vèritè
  • La Page blanche
  • Le Domaine d’Arnheim

Una curiosità, infine, sta nella facciata del Magritte Museum: grazie ad una serie di schermi inseriti tra le finestre, al visitatore pronto ad entrare si presenta un cielo nuvoloso, il cielo di Magritte.

Il Figlio dell’uomo

Il figlio dell’uomo è un dipinto (olio su tela, 116×89 cm) di René Magritte del 1964. Non è visibile al Museo Magritte di Bruxelles in quanto fa parte di una collezione privata.

L’autore di questo dipinto e celebre autoritratto disse:
«Ebbene, qui abbiamo qualcosa di apparentemente visibile poiché la mela nasconde ciò che è nascosto e visibile allo stesso tempo, ovvero il volto della persona. Questo processo avviene infinitamente. Ogni cosa che noi vediamo ne nasconde un’altra; noi vogliamo sempre vedere quello che è nascosto da ciò che vediamo. Proviamo interesse in quello che è nascosto e in ciò che il visibile non ci mostra. Questo interesse può assumere la forma di un sentimento letteralmente intenso, un tipo di disputa, potrei dire, fra ciò che è nascosto e visibile e l’apparentemente visibile.»

Leggi anche:

Le mostre di Raffaello in Italia.

Nato a Urbino nel 1483, Raffaello Santi è stato uno dei pittori italiani del Rinascimento più prolifici e maggiormente richiesto dai magnati del suo tempo.

Figlio d’arte, fu avviato alla pittura dal padre anche se fu nella bottega del Perugino, il maestro rinascimentale di Città della Pieve, che Raffaello mostrò in pieno il suo talento che, in breve tempo, lo portò prima a Firenze, quindi a Roma.

Qui mise in evidenza anche le sue doti di architetto, prestando servizio per i papi Giulio II e Leone X.

Per chi volesse percorrere un viaggio attraverso le mostre di Raffaello presenti in Italia, il tour non può non cominciare dalla città natale dell’artista.

Mostre Raffaello ad Urbino

Ad Urbino, infatti, si trova la Madonna del Bambino, quello che si ritiene fu il suo primo affresco dipinto nella stanza in cui, con ogni probabilità, è nato.

Sempre a Urbino, alla Galleria Nazionale delle Marche nel Palazzo Ducale è esposta, invece, La muta.

Mostre Raffaello a Firenze

Ricca la produzione di Raffaello Sanzio presente in mostra a Firenze. Nel capoluogo toscano i suoi dipinti sono divisi tra la Galleria degli Uffizi (tra gli altri: San Giovanni Battista nel deserto, Ritratto di Elisabetta Gonzaga, Ritratto di uomo, Autoritratto e la famosa Madonna del Cardellino, appena restaurata e momentaneamente esposta a Palazzo Medici Riccardi) e Palazzo Pitti (da vedere: Madonna del Granduca, Madonna della Seggiola, Ritratto di Maddalena Doni, La Donna velata, Madonna del Baldacchino, Visione di Ezechiele).

La Madonna del Cardellino di Raffaello alla Galleria degli Uffizi a Firenze

L’olio su tavola fu realizzato nel 1506 da Raffaello Sanzio nel periodo in cui soggiornò a Firenze su commissione di Lorenzo Nasi, un ricco commerciante che con quest’opera volle festeggiare il suo matrimonio con Sandra Cangiari, figlia dell’alta borghesia fiorentina. 

Il quadro raffigura la Madonna seduta su una roccia mentre, distogliendo lo sguardo dal libro che sta leggendo, osserva Gesù Bambino e San Giovannino intenti  giocare con un cardellino.

La Madonna del Cardellino può essere ammirata nella sala 26 della Galleria degli Uffizi a Firenze.

Il restauro della Madonna del Cardellino è stato curato dall’Opificio delle pietre dure di Firenze che è riuscito a salvaguardare i colori e a riportare all’originale splendore l’olio su tavola che nel 1547 era stato letteralmente distrutto, a causa del crollo di un soffitto.

Mostre Raffaello al Vaticano

I Musei vaticani di Roma conservano alcuni dei più famosi capolavori dell’artista urbinate: La Madonna di Foligno, Trasfigurazione,  L’incendio di Borgo,  Giudizio di Salomone, Miracolo di Bolsena, Disputa del Sacramento, Liberazione di Pietro dal carcere, Affreschi della stanza di Eliodoro, Volta della stanza della Segnatura, La scuola di Atene.

Mostre Raffaello a Roma

Sempre nella capitale, altri affreschi di Raffaello sono conservati alla Farnesina (Galatea), alla Galleria Borghese (tra gli altri Ritratto di donna con unicorno), alla Galleria Doria Pamphili (Doppio ritratto), alla Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini (Fornarina) e nelle chiese di Sant’Agostino, Santa Maria del Popolo e Santa Maria della Pace.

Mostre Raffaello in altre zone d’Italia

Opere di Raffaello, infine, sono visitabili anche alla Pinacoteca Nazionale di Bologna (Estasi di Santa Cecilia), a Perugia (Trinità e Santi) e a Milano dove, presso la Pinacoteca di Brera, è esposto il famoso Sposalizio della Vergine.

Le Case d’Aste in Italia: da Roma a Milano, da Firenze a Napoli.

Case d’aste, un fenomeno in crescita in Italia. Arte e non solo per gli acquirenti che, fiutato l’affare, partecipano alle più importanti aste per aggiudicarsi l’oggetto dei propri desideri. 

RomaMilano e Firenze sono le città che ospitano il maggior numero di case d’aste in Italia.

Case d’Asta a Roma

Nella capitale d’Italia, in Piazza Navona, spicca la filiale italiana di Christie’s, una delle più note società del mondo in cui vengono battuti pezzi d’arte e antiquariato.

Le vendite all’asta sono, soprattutto per gli appassionati d’arte, un appuntamento imperdibile. Le sedute, abitualmente, vengono convocate per aree tematiche.  Arte moderna, arte contemporanea, gioielli, design i settori più forti.

L’altro nome storico per gli amanti degli acquisti all’asta è Sotheby’s, presente in Italia a Milano (Palazzo Broggi), Roma (Palazzo Colonna) e Torino (Corso Galileo Ferraris).

Case d’Asta a Milano

Tra le case d’aste più accorsate, a Milano c’è Dorotheum mentre a Genova è l’Antiquariato Boetto il nome più in voga.

Tra le società italiane dedicate alla vendita di prodotti all’asta, il nome più noto è quello di Finarte-Semenzato, con sedi a Milano (Piazzetta Bossi), Venezia (Palazzo Correr Cannaregio), Roma (Via Margutta), Firenze (Piazza del Carmine), Napoli (Via dei Mille), Genova (Corso Andrea Podestà) e Modena (Via Guarino Guarini).

Firenze, città d’arte per eccellenza, è la sede storica di Pandolfini, casa d’aste presente in borgo degli Albizi e della Maison Bibelot, in Via della Vigna Nuova.

Il nome più celebre per le vendite all’asta a Genova è, invece, quello di Cambi, dove si ritrovano gli appassionati d’arte per l’acquisto di quadri, dipinti ed opere d’arte.

Prato, in Toscana, c’è la casa madre di Farsetti Aste, che ha una filiale anche a Milano al Portichetto di Via Manzoni.

Torino eccelle per la presenza dello storico marchio Bolaffi, specializzato in numismatica e filatelia.

Altre importanti case d’aste italiani sono la Meeting Art di Vercelli, l’Art di Genova e Porro &c. art consulting a Milano.

Le più importanti case d’Asta in Italia: indirizzi, numeri di telefono.

  • BLINDARTE CASA D’ASTE
    Via Caio Duilio 4d/10 – 80125 Napoli
    tel. +39 081 2395261 – fax. +39 081 5935042
  • BOLAFFI ASTE AMBASSADOR
    Via Cavour 17/F – 10123 Torino
    tel. +39 011 5576300 – fax. +39 011 5620456
  • CAMBI CASA D’ASTE
    Castello Mackenzie – Mura di San Bartolomeo 16c – 16122 Genova
    tel. +39 010 8395029 – fax. +39 010 812613
  • DELLA ROCCA CASA D’ASTE
    Via della Rocca 33 – 10123 Torino
    tel. +39 011 888226 – +39 011 8123070 – fax. +39 011 836244
  • EURANTICO
    Loc. Centignano snc 01039 Vignanello VT
    tel. +39 0761 755675 – fax. +39 0761 755676
  • FARSETTIARTE
    Viale della Repubblica (area Museo Pecci) 59100 Prato
    tel. +39 0574 572400 – fax. +39 0574 574132
  • FIDESARTE
    Via Padre Giuliani 7 (angolo via Einaudi) 30174 Mestre VE
    tel. +39 041 950354 – fax. +39 041 950539
  • FINARTE CASA D’ASTE
    Piazzetta Bossi 4 – 20121 Milano
    tel. +39 02 863561 – fax. +39 02 867318
  • GALLERIA PACE
    Piazza San Marco 1 – 20121 Milano
    tel. 02 6590147 – fax. 02 6592307
  • GALLERIA PANANTI CASA D’ASTE
    Via Maggio 15 – 50125 Firenze
    tel. +39 055 2741011 – fax. +39 055 2741034
  • MEETING ART CASA D’ASTE
    Corso Adda 11 – 13100 Vercelli
    tel. +39 0161 2291 – fax. +39 0161 229327-8
  • PANDOLFINI CASA D’ASTE
    Borgo degli Albizi 26 – 50122 Firenze
    tel. +39 055 2340888-9 – fax. +39 055 244343
  • PORRO & C. ART CONSULTING
    Piazza Sant’Ambrogio 10 – 20123 Milano
    tel. +39 02 72094708 – fax. +39 02 862440
  • SANT’AGOSTINO
    Corso Tassoni 56 – 10144 Torino
    tel. +39 011 4377770 – fax. +39 011 4377577
  • STADION CASA D’ASTE
    Riva Gulli, 10 – 34123 Trieste
    tel. +39 040 311319 – fax. +39 040 311122
  • VENETOARTE CASA D’ASTE
    Via XXVIII Aprile 118bis – 35047 Solesino PD
    tel. +39 0429 707224 – 0429 707203 – fax. +39 0429 770080
  • VON MORENBERG CASA D’ASTE
    Via Malpaga 11 – 38100 Trento
    tel. +39 0461 263555 – fax. +39 0461 263532