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Salute e Benessere. Perché è importante scegliere l’abbigliamento sportivo giusto per allenarsi meglio.

Sono sempre di più le persone alla ricerca di soluzioni per restare in forma, tornare ad avere un fisico competitivo nello sport o semplicemente allenarsi con criterio. Uno dei fattori che non sempre si tiene presente e che troppo spesso si sottovaluta, riguarda proprio l’abbigliamento sportivo ideale per ottenere risultati migliori e ottimizzare gli sforzi. È possibile consultare numerosi articoli e ricerche sul Web, come gli studi su uno specifico abbigliamento sportivo Myprotein per avere un quadro più chiaro, ma per semplificare il tutto ecco le regole principali da seguire per scegliere l’outfit più adatto in allenamento per ottimizzare al massimo gli sforzi.

Abbigliamento sportivo

Praticità e benessere

Scegliere indumenti usurati che non si indossano più non è il miglior outfit per fare movimento, in quanto un abbigliamento di vecchia data potrebbe rendere più difficile ogni azione, per questo è importante un abbigliamento sportivo specifico. Anche per quanto riguarda il benessere fisico durante gli sforzi, è sempre consigliato scegliere abiti traspiranti che non innalzino troppo il livello di sudorazione.

Comfort e stile migliorano la qualità dei movimenti

Inutile dire che lo stile deve sempre essere funzionale ai movimenti, certo bisogna anche seguire la moda, ma mai a discapito della prestazione sportiva. Acquistare capi di qualità per allenarsi è una delle regole fondamentali per migliorare le prestazioni sportive, solo così è possibile raggiungere il risultato prefissato. La comodità dell’outfit sportivo è una caratteristica essenziale che fornisce direttamente anche maggiore qualità. Sia l’abbigliamento che gli accessori devono essere della taglia giusta, mai troppo stretti né troppo larghi. Non bisogna mai sottovalutare la qualità dei tessuti, che è in grado di migliorare una prestazione sportiva molto più di quanto sembri.

Un tessuto traspirante migliora le prestazioni sportive

In qualsiasi sport o attività fisica il corpo suda, ed è questo un elemento da non trascurare mai, in quanto un abbigliamento non adeguato potrebbe danneggiare la salute, favorire i colpi di freddo e limitare i movimenti. L’abbigliamento sportivo di qualità consente di assorbire la sudorazione ma allo stesso tempo lascia la pelle libera di traspirare. Sentirsi a proprio agio migliora la qualità dei movimenti. I tessuti adatti ad allenarsi sono tanti, dal cotone alla microfibra, ma anche ipoallergenici. I migliori materiali in cui sono realizzati i capi d’abbigliamento sportivo, servono proprio a prevenire la diffusione dei batteri, dermatiti, infezioni e persino allergie.

Vestirsi a strati a seconda dell’intensità dell’allenamento

Ogni allenamento prevede diversi gradi di intensità, di conseguenza l’aumento dello sforzo fisico produce maggiore calore corporeo e non c’è miglior modo di ottimizzare gli sforzi che vestirsi a strati. In una prima fase di riscaldamento, è opportuno rimanere più coperti, ecco perché le felpe con le zip che consentono un’apertura anteriore sono le più comode. Anche per la fase di defaticamento e di stretching è importante essere coperti. Durante la fase di allenamento più intensa o la gara, c’è bisogno di una maggiore libertà, quindi è indicato vestire leggeri per lasciare traspirare la pelle durante l’aumento massimo della temperatura corporea, dovuto ad uno sforzo più intenso.

Scegliere un abbigliamento sportivo che resiste ai lavaggi e all’usura

Se questo potrebbe sembrare non direttamente collegato alla qualità dell’allenamento, in realtà lo è per diverse ragioni. Un outfit sportivo di qualità che resiste ai lavaggi e all’usura, significa che è in grado di sopportare la sudorazione. Inoltre, gli indumenti colorati potrebbero creare problemi durante il lavaggio ma soprattutto in fase di sudorazione, perdendo colore, questo non è un buon segno perché potrebbe trattarsi di materiali tossici e quindi dannosi per la salute della pelle. Ad ogni modo, un capo d’abbigliamento sportivo poco resistente andrebbe comunque a minare la performance.

Una buona idea regalo di Natale per il fidanzato che ama lo sport.

Cerchi una buona idea regalo per il tuo fidanzato? Se ama lo sport ecco una buona idea per il regalo di natale per il tuo compagno.

Chi l’ha detto che in casa non sia possibile praticare il proprio sport preferito? E’ vero, gli spazi interni ridotti non sono modificabili, quelli sono e quelli restano, ma perché non pensare di rimpicciolire gli attrezzi sportivi?

Un’idea regalo originale per il fidanzato amante dello sport in generale, di qualsiasi età, e per numerosi caratteri, soprattutto per coloro che sono più dinamici e coinvolgenti, è quella dell’attrezzatura sportiva formato “pocket”.

Spieghiamoci meglio.

Facciamo il caso di un gioco molto diffuso (si pratica sulle spiagge, in palestra, nel giardino, nelle sale giochi), il ping pong.

Se per giocarci ci vogliono ad esempio spazi ampi e adeguati al movimento, un tavolo da ping pong portatile piuttosto che una rete che si monti sul proprio tavolo di casa possono rappresentare un’alternativa.

Le più importanti catene di negozi di articoli sportivi offrono a prezzi molto non solo i classici tavoli da ping pong pieghevoli e portatili ma anche comodissimi rollnet e micro tavoli per ogni esigenza.

Ideali per un “free ping pong”, per giocarlo liberamente ovunque si voglia e su ogni tipo di tavolo, il set rollnet si compone di rete facilmente avvolgibile e conservabile in una pratica custodia, cui si abbinano le racchette e le palline, anche queste da poter scegliere nelle diverse colorazioni in base ai gusti del destinatario del regalo.

Per tutta la famiglia ci sono poi i mini tavolo in legno che si piegano in due molto facilmente, generalmente lunghi un metro circa e pesanti pochi chili, alcuni dei quali personalizzabili anche nell’altezza del giocatore, altri che si portano via come si trattasse di una valigetta “24 ore”.

Così soprattutto in inverno, al chiuso delle proprie abitazioni, è possibile trascorrere un po’ di tempo con gli amici o con la propria fidanzata nell’idea di “bruciare qualche caloria” o di “giocare di precisione” senza fare grossi sforzi. Attenzione solo ai vicini di casa.

La pallina non è proprio una piuma.

I Migliori Corsi di Danza Hip Hop ad Avellino.

Nato a inizio degli anni Settanta negli USA, l’Hip Hop rappresenta una forma espressiva molto in voga tra i giovani.

Cos’è l’Hip Hop?

Da qualche decennio a questa parte, è l’hip hop l’espressione sonora e di movimento più diffusa e predominante tra quelle appartenenti alla comunità afroamericana.

Lo dimostra il fatto che, dopo la sua nascita nel quartiere Bronx newyorkese, è prepotentemente dilagata in tutto il mondo, influenzando intere generazioni e condizionando anche il settore dell’abbigliamento, dell’editoria, del cinema oltre a quello discografico.

I principi ispiratori dell’hip hop sono, primo tra tutti, il ben noto rap, poi ci sono il b-boyng (anche detto break dance), l’aerosol art (ovvero l’arte legata all’utilizzo delle bombolette) e il turntablism (cioè la manipolazione del giradischi).

Come nasce l’Hip Hop?

C’è una data alla quale di norma si fa risalire la nascita dell’hip hop ed è l’11 agosto 1973, quando un immigrato giamaicano (dj Kool Herc), molto in voga a New York, iniziò a rendersi conto durante le sue serate che i gusti dei newyorkesi non erano troppo legati allo stile reggae, quanto piuttosto alle parti con percussioni forti.

Fu così che iniziò, condizionando un po’ lo stile del clubbing degli anni Settanta, ad ampliare l’utilizzo del mixer audio e del doppio giradischi. Alla musica suonata e mixata, i dj erano accompagnati da performer che principalmente parlavano alla folla per tenerla sempre attiva e dinamica.

Nacquero così i rapper, che ben presto fecero dell’arte dell’improvvisazione il proprio punto di forza e di unicità, e che iniziarono a trattare i più diversi argomenti focalizzandosi in particolare su quelli legati al sociale, alla strada e al sesso.

Quali sono le caratteristiche dello stile Hip Hop?

Partendo dall’abbigliamento, senza dubbio vestiti ampi e comodi.

Poi c’è il ritmo: cogliere il “beat” (il battito) è infatti basilare per sperimentare ed entrare nello stile musicale.

Un’altra caratteristica è che piace, si può dire alla stessa maniera, sia a ragazzi sia a ragazze, per cui è molto versatile e universale nelle coreografie e nei passi. Infine, non è una specialità tanto semplice da imparare e da praticare come si possa pensare, per cui chi è davvero appassionato di hip hop necessita di tempo e di pratica prima di raggiungere livelli molto buoni.

Corsi Hip Hop ad Avellino

Data la sua diffusione, se in passato non era semplice trovare delle scuole o delle palestre che potessero insegnare l’hip hop, oggi invece sono molto diffuse sul territorio nazionale e anche ad Avellino ce ne sono che lo propongono a ottimi livelli.

Sicuramente i corsi sono molto richiesti soprattutto dai ragazzini, ma ci sono anche persone più adulte che vogliono cimentarsi in questa specialità artistica sempre molto gettonata e che non passa mai di moda.

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Per informazioni ed iscrizioni ai corsi 2020/2021:

  • Direttrice Artistica Guendalina Manzi – Telefono +39 349 392 7483
    Indirizzo: Contrada Valle Santa Caterina, 83100 Picarelli Avellino presso Country Sport.

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Ad Avellino, corsi hip hop con Michele Leone alla Scuola di Danza “Esmeralda”.

La strada che porta al successo generalmente passa attraverso difficoltà e fatica. Ma, alla fine del percorso, la soddisfazione è ancora maggiore.

E nella danza, come nell’arte in generale, la tenacia e la convinzione profonda nel perseguire i propri sogni rappresentano la chiave vincente se alla base c’è un valore reale e indiscusso che non vede l’ora di emergere. 

E’ così che vogliamo introdurre la chiacchierata fatta con il maestro di hip hop Michele Leone, un riferimento in Italia per questa specialità tanto amata da adulti, ragazzi e bambini.

Un artista a tutto tondo, un creativo, una personalità prorompente che ormai rappresenta un punto di riferimento per l’hip hop ad Avellino grazie alla collaborazione con la direttrice artistica della scuola di danza “Esmeralda”, Guendalina Manzi. 

<<Ci unisce una profonda stima – ci spiega Michele Leone – e lavorare con lei è davvero entusiasmante. Mi aveva notato qualche anno fa, mi ha “corteggiato” un po’, finché un giorno ci siamo conosciuti personalmente. Decisi quindi di assistere a un suo saggio e fu lì che rimasi letteralmente folgorato. Per la qualità, per la messa in scena, per la tecnica, per la creatività che si percepiva in ogni più piccolo dettaglio. Uno degli spettacoli di danza più belli mai visti. E fu in quel momento che pensai, e poi le dissi, “quando vuoi, sappi che sono dei tuoi”>>. 

E così, due anni fa, inizia l’avventura presso la scuola che ha sede nella struttura “Country Sport” di Avellino. 

<<La scuola “Esmeralda” è sempre riuscita a catalizzare l’attenzione di un gran numero di alunni, e ho avuto un seguito importante in termini numerici sia nel corso dei bambini sia in quello per adulti. Quest’anno ci eravamo anche qualificati ai mondiali di Parigi con due allieve, dopo solo un biennio di insegnamento. Peccato che il Covid abbia poi bloccato tutti gli eventi, ma la soddisfazione mia e della scuola resta comunque elevata. La direttrice Guendalina Manzi è una persona estremamente umana e dolce, ci mette il cuore in quello che fa, e lascia carta bianca ai suoi maestri. Per questo sento una grande libertà espressiva personale e mi sento gratificato>>. 

Michele Leone ha un passato non privo di difficoltà, ma ha saputo convertire la sofferenza in azioni positive e propositive. Per sé e per gli altri. 

<<Sono purtroppo rimasto presto orfano di entrambi i genitori e quindi il percorso della vita è stato per me quasi sempre in salita, senza i riferimenti più importanti nella vita di ogni bambino. Le mie doti artistiche e organizzative hanno preso il via in parrocchia da piccolo, dove riuscivo a esercitare le mie attitudini naturali. Giunto a 18 anni ho scelto la strada della danza, a quei tempi anche concretamente per poter iniziare a lavorare e non pesare sui miei tutori. Ho incominciato a Carife con 7 ballerini, nello scetticismo generale. Dopo solo un anno avevo però già 30 alunni, poi 100 e poi gradualmente ho messo piede con i miei corsi in tutte le provincie campane. La mia soddisfazione maggiore è stata veder crescere intorno a me un grandissimo e sincero entusiasmo, in uno scambio reciproco tra me e i miei alunni>>. 

La formazione spazia in molti stili delle danze urbane, essendosi diplomato in sette diverse federazioni e studiando in Francia, Inghilterra, Spagna e Stati Uniti. Negli anni sono stati numerosi i successi in diverse gare prestigiose nel panorama nazionale e internazionale.

Oggi Michele Leone gestisce 25 corsi in tutta la Campania con circa 400 allievi che forma anche e soprattutto per offrire loro la possibilità di emergere. E molti girano per il mondo e partecipano ormai a progetti televisivi.

Dal 2000 ha anche una scuola tutta sua ad Ariano Irpino, con i cui alunni ha portato in scena a settembre il più grande spettacolo di danza post Covid nello stadio comunale, all’aperto. 

<<Rispettando tutte le norme igienico-sanitarie necessarie in questo momento storico, con distanziamento e sanificazione, il nostro spettacolo ha visto la partecipazione di un pubblico di 800 persone, dovendone lasciare fuori ben 1500 per ovvi limiti di spazio. Un vero e proprio ritorno in sicurezza allo spettacolo live. Un modo per regalare ai miei ragazzi la soddisfazione di terminare l’anno accademico precedente, per iniziarne uno nuovo anno all’insegna dell’ottimismo e della fiducia, in una terra che ha sofferto davvero troppo per questa pandemia>>. 

Qual è la filosofia di insegnamento dell’hip hop di Michele Leone? 

<<Il mio è prima di tutto un percorso tecnico alla scoperta della cultura dell’hip hop. E’ importante comprendere le dinamiche che ci sono dietro, culturali e sociali, per approcciarsi in maniera totalizzante a questo ballo che è molto più complesso e strutturato di quanto si possa credere. Poi credo molto nella capacità empatica di rapportarsi all’altro, nel continuo scambio di emozioni, sensazioni, energie positive che riempiono anima e corpo di bellezza e di amore>>. 

Qual è invece lo stile? 

<<Il mio è uno stile teatrale, mitico, del fusion. Amo fondere stili e identità senza fare mai copia e incolla di altro, già visto. L’impronta creativa personale è molto marcata, dal momento che disegno io stesso anche i costumi di scena>>. 

A chi si rivolgono i corsi di hip hop? 

<<Non c’è un’età. Si può iniziare da bimbi ma anche da adulti, senza limiti fisici né tecnici né di genere. La bellezza di questo ballo è che esistono solo le caratteristiche personali di ogni individuo, non quelle assolute. E’ tutto declinato e declinabile sul singolo, nella sua unicità>>. 

A ottobre ripartono i corsi di hip hop presso la scuola tersicorea “Esmeralda”. Un auspicio per il nuovo anno in fase di avvio? 

<<E’ necessario ricominciare da dove abbiamo lasciato, offrendo ai ragazzi la possibilità di prendersi una rivincita su una situazione tanto devastante, anche da un punto di vista psicologico. Bisogna dare una forma migliore alla materia, nonostante le crepe. La danza ha di per sé la grandissima capacità di scaldare la vita, di creare empatia tra le persone, di dar forma all’inclusione, di far sentire ogni individuo parte di un insieme. Ecco, nonostante le necessarie accortezze per la sicurezza reciproca, resterà la sintonia, il “sentire insieme” una emozione, l’essere comunque uniti nonostante la distanza. La danza ha questo potere: unisce e fortifica. Nonostante tutto>>. 

Per informazioni ed iscrizioni ai corsi HIP HOP 2020/2021:

  • Direttrice Artistica Guendalina Manzi – Telefono +39 349 392 7483
    Indirizzo: Contrada Valle Santa Caterina, 83100 Picarelli Avellino presso Country Sport.

Al via i corsi di Danza Contemporanea e dancehall, anche per adulti, alla scuola di danza “Esmeralda” di Avellino.

Presso la scuola di danza “Esmeralda” di Guendalina Manzi, sono ripartiti i corsi di Danza Contemporanea e di Dancehall affidati alla talentuosa ballerina e maestra avellinese Valeria Lanzara. Quello che rende speciale la scuola tersicorea “Esmeralda”, attiva presso la struttura Country Sport ad Avellino, è la sincera e profonda sintonia all’interno del corpo insegnante. Merito anche e soprattutto della direttrice artistica Guendalina Manzi. 

<<Il clima che si respira nella scuola “Esmeralda” è eccezionale. Ambiente bellissimo, stimolante e pieno di rispetto reciproco. Siamo una fantastica famiglia, unita nel lavoro ma anche nella vita privata. E alla direttrice Guendalina Manzi devo tanto: grazie a lei sono riuscita a continuare la mia crescita professionale all’estero senza ostacoli>>. 

Così la maestra di danza contemporanea e di dancehall Valeria Lanzara, giovane e talentuosa ballerina avellinese che da anni unisce all’insegnamento la professione di ballerina calcando i più prestigiosi palcoscenici in giro per l’Europa e non solo.

Una passione per la danza straripante, che si evince nelle sue parole cariche di emozione, nella voglia di ricominciare dopo lo stop forzato provocato dal lockdown, nel desiderio di rivedere le sue allieve e di continuare la missione di trasmettere loro tutta la bellezza, la vita e l’eternità che ci sono dietro la pratica delle discipline del mondo della danza.

Diplomatasi in danza classica, moderna e contemporanea presso la “Compagnia della Danza di Avellino” nel 2008, dopo l’ammissione al Teatro “San Carlo” di Napoli nel 2003, Valeria Lanzara ha tenuto corsi di aggiornamento, stage e workshop, formandosi costantemente nelle diverse discipline con maestri di fama internazionale. Tra le diverse esperienze che compongono il suo ricco bagaglio formativo, quella di essere parte della compagnia parigina Vlovajob Pru diretta da Francois Chaignaud e Cecilia Bengolea con cui, a partire da settembre 2016, ha intrapreso la tournée della produzione che ha girato i maggiori teatri europei. 

Ma l’insegnamento resta forse il più grande amore. 

<<Finalmente abbiamo potuto riprendere con le lezioni dopo una triste parentesi che ci ha fermato nelle nostre case. Mai come quest’anno la motivazione è altissima e la voglia di ricominciare anche. Insegnare danza non si riduce al semplice trasferimento di nozioni. C’è una ricca componente emozionale, empatica e di sensibilità personale che entra in gioco quando si ha a che fare con quest’arte>>. 

Valeria Lanzara si occupa dell’insegnamento della danza contemporanea e di dancehall. Iniziamo con la contemporanea: cosa è giusto sapere di questa specialità in relazione alla danza classica? 

<<E’ senza dubbio necessario avere una base classica per riferimenti e caratteristiche propedeutiche. Al contrario della classica, però, la contemporanea insegna a tenere il corpo in posizioni diverse. Si fa molto lavoro al pavimento (mentre nella classica più in piedi), l’utilizzo della musica è differente (mentre nella classica essa è protagonista, spesso nella contemporanea diviene più uno sfondo alla coreografia e si lavora maggiormente con la dinamica del movimento)>>. 

A chi si rivolgono i corsi di danza contemporanea della scuola “Esmeralda”? 

<<Bambine e bambini dai 6-7 anni in su che, come dicevamo, abbiano comunque una formazione classica attiva. Fino ai 13 anni si effettua un lavoro sulla formazione muscolare come esercizi al centro per equilibrio, per piedi e posizioni, poi diagonali e coreografie. Successivamente, si usa anche l’improvvisazione e lì subentra la componente più personale del come si sente la musica e del trasporto soggettivo che ne deriva. E ancora, composizione di passi a due o a tre anche senza ballerino, ma realizzabili tra sole donne>>. 

I corsi di danza contemporanea come sono suddivisi? 

<<Il corso di contemporanea per i grandi si svolge in una lezione settimanale, ogni mercoledì dalle 19.30 alle 21.30, mentre quello per i piccoli il venerdì dalle 17 alle 18.30 e dalle 18.30 alle 19.30>>. 

Parliamo ora di una specialità meno conosciuta. Si chiama dancehall: cos’è? 

<<Si tratta di uno stile nato in Giamaica negli anni Settanta e derivante dal reggae. I performers giamaicani iniziarono a parlare sulla musica, da qui il suo essere legata alla vita quotidiana, alle dinamiche del vissuto di ognuno, alle esperienze e alle problematiche sociali. E’ una danza urbana, della strada, legata alla cultura di un popolo che per natura è un tutt’uno con la musica e con il movimento. E’ una disciplina veramente potente ed energica. Piena di vita da vivere e da far vivere. La musica è sostanzialmente semplice e caraibica a livello di stile. Quando si balla dancehall sembra di essere sempre in piena estate, ci si scorda di tutto. La testa si libera e si dà sfogo solo alle proprie emozioni>>. 

Qual è una prerogativa di questa specialità? 

<<Abbiamo già parlato del divertimento che ne deriva, ma la cosa più distintiva è che praticando dancehall ci si tiene in forma (o si torna in forma) senza accorgersene. Divertendosi appunto. Si tratta di una disciplina molto potente anche dal punto fisico, ma è talmente piacevole farla che non si risente dello sforzo. Il tempo vola e tutto intorno a noi sembra assumere una prospettiva più gioiosa e serena>>. 

Non a caso il corso di dancehall per adulti presso “Esmeralda” si tiene nella giornata di venerdì dalle 20 alle 21.30. 

<<Si, effettivamente la giornata e l’orario migliori per lasciarsi alle spalle stress e corse della settimana, scaricandosi delle energie negative e ricaricandosi della giusta dose di energia e vitalità>>. 

Il corso di dancehall per i piccoli si svolge invece il mercoledì dalle 17.30 alle 18.30. 

<<Aperto sia a bambine sia a bambini che amino la danza, che abbiano il ritmo nel sangue e che vogliano ballare divertendosi>>.

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Esmeralda Danza

Per informazioni ed iscrizioni ai corsi 2020/2021:

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Scuola di danza “Esmeralda”Avellino parte il nuovo anno accademico al Country Sport.

L’arte della danza ad Avellino, in un ambiente altamente professionale, da dieci anni è legato alla figura di Guendalina Manzi, direttrice artistica della scuola tersicorea “Esmeralda” al Country Sport.

Quando si parla di danza è necessario farlo nella maniera più consona alla sua essenza di Arte, ovvero con somma delicatezza e vibrante passione.

E queste sono le componenti che hanno caratterizzato la nostra chiacchierata con Guendalina Manzi, alla direzione artistica dell’istituzione tersicorea che porta il nome evocativo di “Esmeralda”, il balletto ispirato al romanzo “Notre-Dame de Paris” di Victor Hugo.

Guendalina Manzi

Una formazione di grande spessore professionale quella della direttrice irpina, che ha iniziato presso la scuola di Rina Esposito Rizzone, allieva tra gli altri di Zarko Prebil, entrata giovanissima nel Centro Studi Danze Classiche di Valeria Lombardi, con la cui compagnia professionale ha affrontato tournée in giro per l’Italia vincendo rassegne prestigiose. Poi una scuola tutta sua dieci anni fa: 

<<Il mio intento è quello di formare giovani talenti dell’arte della danza, e nel corso del tempo siamo riusciti a confrontarci con maestri esterni di fama internazionale tra cui Fabrizio Esposito, Erminia Sticchi, Josè Perez e Bill Goodson. Insomma, dopo tanti anni di insegnamento in altre scuole, una realtà tutta mia nella quale riversare il bagaglio prezioso che ho avuto la fortuna di accumulare>>. 

Quali sono i corsi che tenete presso la vostra scuola? 

<<Le discipline sono quattro: danza classica, danza contemporanea, hip-hop e dancehall. E posso contare sul supporto di maestri di grande valore. Ad affiancarmi nella classica c’è la bravissima Rosaria Carifano, per l’hip-hop il talentuoso Michele Leone e per contemporanea e dancehall la sorprendente Valeria Lanzara. Maestri diplomati con curriculum di tutto rispetto>>. 

A chi si rivolgono i vostri corsi? 

<<Dico sempre che la danza è aperta a tutti e fa bene a tutti. Ovviamente per la classica e la contemporanea sono necessarie delle basi se non si inizia da piccoli, ma per discipline come hip-hop e dancehall davvero non ci sono limiti particolari. Basta lasciarsi trascinare dai propri maestri, dalla musica e il resto viene da sé>>. 

La scuola “Esmeralda” accompagna i suoi allievi lungo tutto l’incantevole viaggio della danza, dai primi passi di un piccolo allievo di pochi anni fino al diploma e all’emozionante passo d’addio, attraverso corsi di aggiornamento, stage ed esperienze professionali di respiro internazionale.

Ad ospitare “Esmeralda” fin dalla sua nascita è il Country Sport di Avellino, struttura d’avanguardia del territorio irpino. 

<<Un vero e proprio riferimento per le attività sportive e di intrattenimento della città e non solo. Presso il Country Sport abbiamo una nostra sala privata, che non condividiamo con altre attività, a garanzia della nostra autonomia in termini di spazi e di azione. Ma possiamo contare su tutte le misure igieniche e di sicurezza messe in campo dalla struttura, che di per sé è molto articolata e talmente strutturata da garantire ogni confort>>. 

A partire dal 9 settembre la scuola di danza “Esmeralda” riapre le sue porte al pubblico e ai suoi allievi dopo i mesi di stop legati alla chiusura generalizzata legata all’emergenza Covid.

A proposito di misure di sicurezza, come avete affrontato le necessità richieste dalla contingente situazione? 

<<Ci siamo impegnati anche oltre le nostre forze e abbiamo fatto del nostro meglio affinché la ripresa avvenga nella maniera più sicura e rilassata per tutti. Per il bene delle famiglie che portano qui i propri figli ma anche di noi stessi che ci lavoriamo quotidianamente. Per accedere alla sala si passa attraverso l’ingresso del Country Sport, quindi c’è già alla base un controllo preventivo di ingresso alla struttura con misurazione della temperatura. A ogni inizio e ogni fine lezione si è predisposta la sanificazione degli ambienti, oltre all’utilizzo di igienizzanti per la pulizia delle mani. L’accesso avviene esclusivamente indossando la mascherina, che resta obbligatoria per il corpo insegnante durante l’intera lezione. Le posizioni in sala sono definite attraverso rettangoli colorati che consentono una distanza di otto metri quadrati intorno al singolo alunno. A ognuno sarà fornito un sacchetto per riporre i propri oggetti personali e si potrà accedere in sala solo dopo aver cambiato le scarpe e utilizzato il paio appositamente adatto all’ambiente interno>>. 

Insomma, le attenzioni sono giustamente molteplici. 

<<E’ vero che c’è un’emergenza mondiale, ma noi come scuola abbiamo cercato di prevedere tutto. Un po’ di paura resta, ma è anche necessario poter riprendere la normalità seppur in sicurezza, soprattutto per il bene dei più piccoli>>. 

Cosa si sente di dire ai suoi alunni e alle loro famiglie? 

<<E’ necessario imparare a convivere con questa situazione e l’unico modo è quello di adottare azioni di rispetto reciproco. Mi appello appunto a quest’ultimo aspetto, alla serietà dei comportamenti, alla puntualità nella frequenza delle lezioni, a riporre fiducia negli insegnanti e in me in quanto direttrice artistica e responsabile, poiché il nostro obiettivo è ricominciare a godere della bellezza della danza con la serenità che merita>>. 

Ritornando ai corsi: danza classica, contemporanea, hip-hop e dancehall, ecco le vostre specialità che dal 9 settembre ripartiranno per la gioia di chi ha dovuto interrompere in maniera brusca a causa del Covid. 

<<Non vediamo l’ora di ricominciare con i nostri corsi. Ci sono mancati così tanto. Danza classica a partire da bimbi anche molto piccoli (dai 3 anni attraverso corsi di pre-danza), danza contemporanea che ne è collegata, e poi due discipline che non prevedono invece percorsi canonici precedenti. Sia nel caso dell’hip-hop, sia nel caso della dancehall, infatti, l’unica prerogativa è l’amore per il ballo e per la musica. Si tratta di due specialità che nascono in strada e che non hanno età né genere. Per la realizzazione di ognuno dei nostri corsi devo ringraziare il mio corpo insegnante: siamo una famiglia unita dall’amore per la danza. Lavoriamo insieme da sempre nel massimo rispetto reciproco, e la stima che ripongo nelle loro capacità professionali è altissima>>. 

Quali sono gli obiettivi di quest’anno? 

<<Più che obiettivi, si tratta di speranze. Ovvero che la situazione ci consenta di fare tutto ciò che abbiamo potuto fare durante gli anni precedenti. Siamo sempre stati in prima linea nell’organizzazione di eventi (basti pensare al successo del Meeting della Danza Campania dello scorso anno), come pure partecipato a concorsi, ospitato importanti stage, preparato per audizioni, passi a due, passi d’addio con grandi soddisfazioni. Insomma, continuare a poter dare risalto alle nostre belle professionalità, garantendo loro un percorso pieno di soddisfazioni>>. 

Fino al 30 settembre 2020 l’iscrizione presso la scuola di danza “Esmeralda” è gratuita e dall’inizio del nuovo anno accademico, mercoledì 9 settembre, c’è la possibilità di due lezioni di prova gratuite per tutti i nuovi iscritti. 

<<Siamo prontissimi e motivati. Oltre alla professionalità che abbiamo sempre dimostrato, mai come quest’anno ci teniamo a offrire ancora di più. Daremo tutto e anche qualcosa in più per affrontare al meglio anche questa situazione. Vogliamo riprendere con entusiasmo, grinta e positività. La danza è tutta la nostra vita>>. 

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Le migliori Scuole di Danza Classica ad Avellino

Con il suo rigore tecnico e la leggiadria dei movimenti, la Danza Classica ad Avellino, appassiona ragazzine (ma sempre più spesso anche ragazzini) da diversi decenni.

Cos’è la Danza Classica?

Rappresenta la massima espressione del movimento basato su regole, tecnica e allenamento.

La danza classica può essere a ben ragione ritenuta, infatti, una scuola di assoluto rigore, base imprescindibile per ogni altro stile di ballo.

Molto importanti sono la postura, con le spalle in fuori e la pancia in dentro, e la consapevolezza del movimento, derivante dalla precisa conoscenza di ciò che si andrà a eseguire, sia a livello coreografico, sia a livello tecnico.

Come nasce la Danza Classica?

Nell’accezione attuale, la danza classica è il risultato della canonizzazione dei dettami della danza di corte rinascimentale, ovvero di quegli intermezzi che allietavano i commensali tra una portata e un’altra durante i banchetti di corte.

Codificata e rielaborata in figure, questa danza si unì ad alcuni elementi della danza “popolare”.

Per quanto riguarda la terminologia della danza classica, essa è di origine francese, risalente al Settecento, e si deve a Beauchamps, maestro di ballo dell’Académie de Musique et de Danse, il quale codificò i passi della tecnica accademica.

Il balletto classico per come lo conosciamo si definisce poi, nel corso dell’Ottocento, grazie all’impulso di due cambiamenti fondamentali, ovvero l’introduzione della scarpetta da punta, che consente alle ballerine di effettuare movimenti più fluidi e rapidi; e le novità nella musica che ne influenza lo stile.

Il balletto classico nasce dall’unione del libretto (ovvero la storia che si svolge sul palco) e della coreografia che lo accompagna e si compone di quattro parti principali: adagio, variazione femminile, variazione maschile, grande allegro.

A chi è indirizzato lo studio della Danza Classica e da che età?

Essendo fondata sul rigore e sulla disciplina, la classica è indicata soprattutto a chi ama questi aspetti e riesce a sostenerne la portata.

La disciplina, però, è fondamentalmente indicata a tutti, sia femmine sia maschi. Senza dubbio, richiedendo anni di pratica, chi vuole portarla a buoni livelli di preparazione è utile che la inizi a studiare da bambino. In particolare, a partire dai 3-4 anni ci sono i corsi di pre-danza, che predispone alla disciplina, al primo approccio con i passi base e con la musica.

Dagli 8 anni inizia il vero e proprio percorso didattico che, dopo anni di allenamento, può condurre al “passo d’addio” con la successiva consegna del diploma.

Scuole di Danza Classica ad Avellino

Avellino, in questo senso, ha una lunga ed egregia tradizione. Sono molti gli studenti che, frequentando scuole di ottimo livello sul territorio, hanno raggiunto l’agognato diploma facendo buone carriere di ballerini professionisti.

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I divieti hanno costretto gli italiani a “divanizzarsi” forse più del lecito e ad accumulare qualche chilo di troppo.

Al punto che alle prime aperture le strade sono state letteralmente prese d’assalto da runner della domenica (ma anche dei giorni feriali…) in mascherina.

Ma quali sono i rischi a cui si va incontro nel rimettersi in moto dopo un lungo periodo di stop in casa?

Lo abbiamo chiesto ad un esperto del settore, il fisiatra Alessandro Ciarimboli, nella doppia veste di runner e medico, componente tra l’altro dello staff sanitario dell’Us Avellino.

Dottore Ciarimboli, da dove si riparte?

Come tornare in forma?

“Intanto, occorre capire a che punto si è arrivati. Cominciamo con il pesarci per verificare cosa sia successo durante la quarantena. Dopo di che iniziamo un lavoro graduale, proporzionato alle condizioni di base e alla fisicità.

E’ importante rispettare le performance personali e non andare oltre la soglia di tolleranza. Ricordiamoci che fare attività fisica deve essere un piacere e non portare stress e stanchezza”.

Chi ha potuto, si è tenuto in forma con allenamenti fai-da-te e attrezzi domestici.

Quali sono le differenze con le attività all’aria aperta?

Le differenze sono sostanziali. Le attività svolte, ad esempio, con un tapis roulant sono scandite da un arco temporale fisso e da un gesto atletico ripetitivo. Con la corsa, invece, cambiano i parametri cinematici e dinamici”.

Quali sono i consigli per chi ama la corsa libera e rimettersi in forma?

Che la corsa libera va preparata meglio. Va curata dal punto di vista del gesto, vanno scelte scarpe adatte. Possibilmente, prima di cominciare a correre sarebbe opportuno preparare il fisico con esercizi di stretching e a corpo libero. Fare esercizi che curino tutto il corpo, dal tronco agli arti anche perchè c’è un aspetto aerobico da non sottovalutare ed è quello legato alle pendenze che, specie dalle nostre parti, non sono mai uguali”.

Quanto è importante il piacere di una passeggiata sul benessere fisico?

“Il principio di base della camminata è lo stesso della corsa: il movimento. La camminata ha una sua fisiologia più attinente all’uomo rispetto alla corsa. E’ meno traumatizzante su articolazioni e muscoli. E diventa utile se si va più veloci rispetto alla più classica delle passeggiate. Insomma, una camminata veloce ha benefici maggiori sia per l’apparato cardiocircolatorio, che sotto il profilo metabolico perchè consente un maggiore consumo di grassi”.

Movimento e mascherina: un binomio possibile?

Correre con la mascherina è impossibile. Camminare, invece, si può. Anche se dipende dal tipo di mascherina che si usa. La chirurgica è pi utilizzabile rispetto alle ffp2, che sono meno traspiranti. Il mio consiglio è di farlo, se possibile, senza protezione e con equo distanziamento. Portare sempre con sé una mascherina e in caso di necessità indossarla”.

Come prevenire gli infortuni dopo il look-down?

Sicuramente in questa fase gli infortuni muscolari sono quelli che hanno una maggiore incidenza. Il muscolo è meno reattivo per l’immobilizzazione e il decondizionamento fisico. C’è poi un discorso legato al metabolismo e ad un’alimentazione sbilanciata senza dimenticare le posturopatie, come mal di schiena o cervicale, dovuti a scorrette posture e che incidono sull’attività fisica che si va a riprendere”.

Per contattare il dott. Alessandro Ciarimboli:

? Avellino 0825 32496
? Montella (Av) 0827 601047
? Benevento 0824 354821
Sito web Dott Alessandro Ciarimboli Fisiatra

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Il Fisiatra: Esercizi di fitness in casa? Occhio agli infortuni con le video-lezioni online.

Imperativo virale: tutti a casa. E i sacrifici di un inverno intero trascorso in palestra annullati per decreto. Il coronavirus influisce anche su aspetti estetici. Come tenersi in forma? Un bel grattacapo. E non solo per gli appassionati del body building e i maniaci della forma fisica perfetta.

In realtà, muoversi, allenarsi e non appiattirsi su stili di vita troppo sedentari è una buona regola (e pratica) per tutti.

Allenamenti fai-da-te? Attenti a non finire in Ospedale.

Ma come fare per non perdere lo smalto dei giorni migliori e, soprattutto, evitare di farsi male?

On line circolano decine di video tutorial su esercizi ginnici da fare in casa.

C’è davvero di tutto: dal preparatore atletico che dispensa consigli ai suoi contatti, alla istruttrice della palestra che tiene lezioni di fitness dal salone di casa sua, fino agli improbabili personal trainer che suggeriscono esercizi casalinghi fai-da-te basati più su un’applicazione sconsiderata dell’ingegno che su un efficace e sano movimento corporeo.

A molti sarà capitato di vedere il video della simulazione di un tapis roulant realizzato ungendo con olio o sapone il pavimento. Un video che strappa un sorriso.

Non seguire i cattivi esempi

Ma che potrebbe strappare ben altro se emulato.

Il pericolo degli infortuni domestici.

“Si tratta di uno dei tanti esempi da non seguire” spiega il fisiatra Alessandro Ciarimboli, medico sportivo e runner per passione che, in questi giorni, ha preferito appendere al chiodo le sue scarpette.

“Una cosa è fare esercizi per mantenere tonico il corpo, altro imitare esempi sciocchi ed anche pericolosi. Perchè in questo momento particolare bisogna comprendere che l’obiettivo principale di tutti è evitare di farsi male e finire in ospedale – ammonisce Ciarimboli -. Il sistema sanitario è ingolfato. E finire in ospedale in queste ore è sconsigliato, per più di un motivo”.

Usare il cervello prima di ogni altro muscolo. E’ questo il messaggio che il medico sociale dell’Avellino calcio invia a quanti scalpitano per poter uscire a fare una corsetta o più semplicemente sottoporsi ad una seduta intensa di training.

I giusti consigli.

“Non forzare, non serve. Allenarsi si, ma con cautela. E senza superare i limiti: dobbiamo evitare gli infortuni. Per chi è in possesso di una cyclette o di un tapis roulant va bene tenersi in allenamento con un po’ di moto”.

E chi invece non ha nulla in casa?

Per chi, invece, non ha attrezzi, è sufficiente fare un po’ di addominali su un tappeto o sul letto, sollevare pesi magari aiutandosi con i fardelli dell’acqua, fare degli squat utilizzando il tavolo come appoggio. Abituiamoci, poi, a fare le scale e non prendere l’ascensore quando usciamo di casa e, se possibile, la spesa, l’uscita per andare in farmacia, facciamoli muovendoci a piedi. E’ sufficiente per non perdere le sane abitudini e la condizione aerobica”.

In forma con i consigli del fisiatra Alessandro Ciarimboli.

Ci siamo. Con l’estate ormai quasi alle spalle torna la voglia di scrollarsi di dosso le tossine ed i chili di troppo accumulati durante le vacanze.

C’è da riprendere la forma giusta. Ed allora, quale migliore soluzione di iscriversi in palestra o di fare una piacevole corsetta a inizio o a fine giornata, magari ascoltando musica per aumentare la sensazione di relax?

Prima di calzare le scarpette da running, però, è bene prestare attenzione ad alcuni accorgimenti, come suggerisce l’esperto, Alessandro Ciarimboli, medico fisiatra responsabile del reparto di riabilitazione ortopedica e neurologica presso la clinica Villa Margherita di Benevento e consulente del centro Brain di Avellino.

Dottor Ciarimboli, qual è il giusto approccio all’attività fisica amatoriale?

Da un punto di vista medico, posso dire che il punto di partenza non può non essere il buon senso.

L’attività fisica è considerata per certi versi come un farmaco, tanto è vero che nei livelli di assistenza essenziali la cosiddetta attività fisica adattativa, attività fisica non medica ma a bassa intensità, viene considerata tra le prestazioni sanitarie emissibili dal servizio sanitario.

Quale il primo passo da fare prima di iniziare a correre?

Nello specifico, per chi deve cominciare il consiglio è quello di innanzitutto di fare un check completo del proprio corpo.

Basta rivolgersi al medico di famiglia ed effettuare un monitoraggio della pressione, un elettrocardiogramma e l’anamnesi per vedere se ci sono problemi generali o allergie per chi lo fa all’ara aperta, il minimo per uno screening corretto di prevenzione.

Una volta avuto l’ok dal proprio medico?

Anche qui, torna il buon senso. Per chi comincia un’attività motoria è utile una gradualità di lavoro. Non affaticarsi, non superare i propri limiti. Può essere utile dotarsi di un cardiofrequenzimetro e lavorare in aerobiosi, per evitare l’accumulo di acido lattico.

Quante volte a settimana è consigliato allenarsi?

L’attività fisica deve essere fatta in maniera regolare, almeno tre volte a settimana. Ma bisogna procedere per gradi, aumentando il ritmo di volta in volta e ascoltando il proprio corpo, i dolori, l’affaticamento muscolare, valutando il proprio grado di affaticabilità e avendo uno sguardo attento all’alimentazione e agli stili di vita.

Insomma, meglio se si elimina il fumo, si riduce il consumo di alcol e se non si consumano cibi grassi, specie prima di uno sforzo.

Quanto è importante la scarpa che si indossa per non incorrere in fastidi e infortuni?

La scarpa è fondamentale. Il piede è il punto di contatto col resto del mondo ed è dal piede che nascono le posturopatie.

In natura esistono tre tipi di piede: il piede neutro, il piede varo e il piede valgo, a seconda dell’appoggio ed è bene che ognuno acquisti una scarpa che si adatti bene al proprio piede.

Questo è uno di quei casi in cui non si può lesinare ma occorre rivolgersi a negozi specializzati perchè una scarpa sbagliata può creare seri problemi.

Dottore Ciarimboli, quali sono gli infortuni più frequenti a cui si rischia di andare incontro?

Sicuramente quelli di natura muscolare, che possono andare dall’affaticamento fino alla lesione vera e propria.

Il problema più frequente è il sovraccarico funzionale che può portare pubalgia o tendiniti.

Ecco perchè è sempre consigliabile, all’inizio dell’attività, eseguire esercizi di stretching.