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Come coltivare il basilico nell’orto, nel giardino e in casa.

Vuoi scoprire come coltivare il basilico nell’orto, nel giardino o anche in casa? E quali cure ed attenzioni seguire per avere una pianta rigogliosa e profumata per molti mesi dell’anno?

Tutti possono cimentarsi con il basilico, anche se non sono esperti coltivatori. Coltivare il basilico è davvero facile.

Questa pianta odorosa e saporita è un elemento imprescindibile di numerose pietanze della cucina italiana, dal ragù alla pizza.

Quando piantare il basilico?

Maggio è il mese giusto per mettere a dimora una delle piante maggiormente usate in cucina, dal profumo inebriante utilizzata per numerose ricette nonché ingrediente principe del Pesto alla Genovese.

Come coltivare il basilico?

Esistono diversi modi per assicurarsi una fiorente produzione di basilico nei mesi estivi, da giugno al luglio, da agosto a settembre e fino a ad ottobre.

Messa a dimora del basilico

Se non avete pensato a seminare il basilico nei mesi invernali, niente paura. Maggio è il mese giusto per la messa a dimora delle piantine di basilico direttamente nel terreno del vostro giardino o del vostro orto.

Fate piccoli buchi nel terreno già ben irrigato, inserite le radici all’interno e pigiate leggermente affichè il terreno vi aderisca. Ora non vi resta che attendere che la vostra piantina inizi a crescere.

Semina del basilico

Se volete vedere nascere le vostre piantine di basilico a partire dai semi dovete prepararvi per tempo, già da gennaio. Disponete i semi di basilico in un semenzaio. Ma fate attenzione alle temperature. Il basilico teme il gelo, ma anche solo il freddo. La temperatura ideale per la crescita è a partire dai 20 gradi.

Pertanto, se decidete di seminare il basilico dovete attendere il mese di aprile o maggio per poi trasferire le piantine all’aperto.

Irrigazione e cura del basilico

Il basilico rende al meglio se innaffiato con costanza. Da questo punto di vista è una pianta impegnativa che necessita di essere dissetata quotidianamente. Nei mesi più caldi va annaffiata nelle ore meno assolate, di primo mattino o di sera. Il terreno, sebbene sempre umido, non deve presentare ristagni di acqua.

Preferisce una esposizione soleggiata o anche a mezz’ombra.

La cura maggiore al basilico va prestata per quanto riguarda la fioritura. Il fiore del basilico, che spunta molto rapidamente dopo che la cima inizia ad allungarsi, va tagliato in quanto con la fioritura la pianta si avvia alla fine del suo ciclo, presentandosi legnosa e non producendo più foglie che rappresentano la parte edibile.

Le principali varietà di basilico

La varietà più diffusa è il basilico classico italiano, ingrediente principe del pesto alla genovese, per preparare il quale viene utilizzato il basilico italiano coltivato in liguria secondo i disciplinari dop.

Il basilico napoletano, dalla foglia gigante e rugosa. Utilizzato per la pizza e dal profumo particolarmente forte.

Il basilico perenne, dalle foglie minute, che oltre ad essere particolarmente resistente è anche esteticamente apprezzabile. La pianta, infatti, tende a crescere rigogliosa e verso l’alto, recando anche un senso estetico al giardino, davvero apprezzabile.

Orto e campi in estate, cosa seminare e piantare ad Agosto

Orto e campi in estate vengono considerati miniere dalle quali ricevere i frutti di quanto è stato seminato in primavera. In parte è vero, perchè l’orto ed i campi nel mese di agosto sono ricchi dei frutti estivi.

Ma agosto è anche il mese della semina di piante a ciclo breve o del travaso di piante in vaso.

Inoltre, Agosto è il mese più impegnativo sul fronte della raccolta. I frutti e gli ortaggi giungono a maturazione e non sempre tutti nello stesso momento.

Cosa piantare ad Agosto?

Molto dipende dal clima del luogo dove è situato il tuo orto o il tuo campo.

Se nella tua zona l’autunno è solito presentarsi già ad ottobre con tutte le sue caratteristiche più evidenti, freddo, pioggia è vento devi necessariamente privilegiare semine a ciclo brevissimo, altrimenti rischi di non vedere fiorire e peggio ancora dare frutti ai tuoi semi.

Se invece abiti in una zona più calda e le estati sono lunghe e le temperature non vanno in picchiata prima di novembre, allora hai ancora molto da lavorare.

Cosa seminare ad Agosto?

La tua preoccupazione principale per seminare e piantare ad agosto sarà quella di tenere il terreno, e dunque semi e piante, lontano dalla siccità.

Il terreno andrà sufficientemente lavorato ed irrigato, per evitare che si formino le dannose crepe che possono lasciare scoperti i tuoi semi o bruciare le radici delle tue piantine.

L’irrigazione, inoltre, dovrà essere costante, nelle ore meno calde ovviamente, ma calibrata secondo le esigenze di ogni singola coltura.

Orti e campi in estate, cosa seminare o piantare ad Agosto?

carciofo

La lista è lunga, non ti resta che prendere nota: Finocchi, Porro, Rapa, Lattuga, Carote, Rucola, Cavolo rapa, Barbabietole, Verza, Cicoria, Ravanelli, Cavolo nero, Spinaci, Radicchio, cipolle, Bieta da coste, Soncino, Insalata grumolo, Zucchina, Carciofo, Fagioli, Cavolfiore, Broccoli, Cavoletti di Bruxelles.

Se invece di seminare dovete trapiantare, e cioè mettere a dimora nel terreno una pianta che avrete fatto crescere già in vaso, occorre prestare attenzione, come sempre al terreno, alla sua irrigazione, in modo da non creare shock fatali alle piantine e calcolare bene i tempi di trapianto.

Le piantine da trapiantare sotto il solleone di agosto sono Spinaci, sedano, radicchio, prezzemolo, porro, lattuga, indivia, finocchio, fagiolo, portulaca, cipolla, cicoria, cetriolo, cavoli, cardo, carciofo, bieta da coste, rucola, basilico, asparago.

Ad inizio del mese, massimo entro la prima settimana di agosto possiamo trapiantare anche il mais, le melanzane, i peperoni. Oltre tale termine le piantine potrebbero non giungere a produzione a causa dell’arrivo dei primi freddi.

Dunque, Agosto, a differenza di quanto possano credere i neofiti dell’orto, non è solo il mese della riscossione dei frutti.

E’ un mese di lavoro duro, ancor più duro considerate le temperature cui generalmente è sottoposto chi si prende cura di orti e campi.

Tra l’altro le piante già in fase di fruttificazione vanno osservate. Il raccolto è quotidiano, dovendo verificare costantemente il grado di maturazione di frutti ed ortaggi.

Altro lavoro quotidiano sarà quello dell’irrigazione. Adeguata alle condizioni climatiche e del terreno ed alle specifiche caratteristiche delle piante.

Come coltivare la rucola nell’orto o in vaso in modo semplice

Come coltivare la rucola? Come piantare la rucola nell’orto o nel vaso? Come utilizzare la rucola? Tutti gli accorgimenti per avere una pianta rigogliosa e disponibile per molti mesi all’anno.

La rucola è un’erba commestibile dal sapore e dal profumo molto intenso e caratteristico.

Viene apprezzata per tanti motivi, sia per le sue qualità organolettiche, sia per la duttilità in cucina e sia per la capacità di essere una pianta erbacea commestibile molto resistente, sia ai climi, caldo e freddo estremi, sia per il fatto di essere molto resistente agli attacchi di parassiti.

La rucola è facile da coltivare e da curare, non richiede particolari attenzioni.

Vediamo come avere una pianta rigogliosa sia nell’orto che in vaso per molto mesi all’anno.

Come seminare la rucola nell’orto o in vaso

Esendo una pianta di origine selvatica non richiede particolari cure ed attenzioni. Si adatta bene ad ogni tipologia di terreno ed è molto coriacea. Può essere seminata direttamente nel terreno o in vaso. I semi possono essere seminati a spaglio o sistemati a fila. la germinazione è quasi immediata e i tempi per la raccolta molto veloci. E’ preferibile seminare la rucola a partire dal mese di marzo, fino a maggio

Come piantare la rucola

Piantare questa erba è facilissimo. Basta trasferire nel terreno le piantine ed assicurare una media quantità di acqua. Sopporta bene anche il travaso da un sito all’altro, nel caso abbiate la fortuna di trovare una pianta di rucola selvatica ai bordi delle strade di campagna. La rucola selvatica ha il vantaggio di essere ancora più resistente oltre che particolarmente saporita.

Quando raccogliere la rucola

Altro prodigio di questa miracolosa pianta è la capacità di riprodursi in maniera spontanea, soprattutto se selvatica, per molti anni ed avere una produzione quasi costante. Solo nei più freddi mesi invernali, da novembre a febbraio potrebbe andare a riposo, se tenuta in orto o giardino ma nel caso sia tenuta in casa potreste beneificare delle sue foglie commestibili per tutto l’anno.

Sotto i 4 gradi la rucola va in “letargo”, e oltre i 30 gradi è propensa a produrre fiori, che possono essere anche eliminati.

Le foglie vanno raccolte quando sono divenute lunghe circa 4/5 cm, ma anche più piccole sono utili per essere assaporate, anzi risulteranno più morbide.

Le foglie vanno colte alla base dello stelo. Se disponete di una pianta selvatica in orto o giradino potete anche staccare direttamente i rametti periferici che verranno sostituiti, almeno nei mesi più caldi da nuove germinazioni in pochi giorni.

Solo nei mesi più caldi, luglio e agosto, necessità di una costante ma moderata irrigazione.

Come curare la rucola

Abbiamo già detto dell’irrigazione che deve essere modesta ma costante. Occorre evitare il ristagno di acqua. Non necessita di cure particolari. E’ una pianta resistentissima, che produce foglie in continuazione da aprile a novembre. Ha pochi parassiti da cui difendersi e che nella maggior parte dei casi mangiucchiano le foglie, arrecando solo danni per così dire, estetici, senza alterarne il sapore, pertanto, avendo cura di sciacquarle, le foglie possono essere comunque mangiate anche se bucherellate.

Come utilizzarla in cucina

La rucola è un erba dagli innumerevoli impieghi.

Il consumo principale è crudo, sia da sola, sia utilizzata per insaporare ogni tipo di insalata, come la lattuga ma anche i pomodori.

Può essere utlizzata per decorare taglieri di affettati magri, classica l’unione con bresaola e scaglie di parmigiano reggiano o anche con tacchino, per una cena veloce.

Può essere condita con olio evo e aceto balsamico, che ne esalta e allo stesso tempo ne bilancia la piccantezza e le note amarognole.

E’ un complemento saporito per la pizza da aggiungere a crudo dopo la cottura.

Tra le ricette più saporite con questa erba vi è il pesto di rucola del quale vi proponiamo la nostra ricetta, quale condimento per la pasta.

Da non sottovalutare l’apporto di vitamine e di minerali, ad un costo calorico pari a zero.

Come coltivare la portulaca, l’erba infestante buona da mangiare

La portulaca, è un’erba spontanea commestibile. L’erba infestante che pochi apprezzano. Buona da mangiare, per insaporire insalate e da utilizzare in numerose ricette.

Di portulaca ce ne sono di vari tipi, quella commestibile è la portulaca oleracea, le altre specie, invece, sono considerate solo infestanti o al massimo, se siete amanti della vegetazione spontanea e non avete l’esigenza di preservare altre coltivazioni, potete godere dei suoi fiori variopinti.

Si presenta con foglie carnose che si irradiano su steli coriacei. E’ utilizzata in cucina sin dall’antichità per insaporire le insalate grazie al suo sapore agrumato.

Se fatta crescere nei pressi di altre piante con spiccato aroma, può ibridarsi, come nel caso della Rucola, che le fa assumere un sapore più piccante.

Come coltivare la portulaca?

La coltivazione di questa pianta è facilissima. Anche perchè essendo resistente ed infestante, se dovesse capitarvi per la prima volta nel vostro orto, giardino o terreno, state certi che la ritroverete ogni anno.

Se invece volete coltivarla, considerate che si pianta per semina o per talea. Non teme il gelo, e non necessità di particolari esigenze irrigue. Cresce su quasi tutti i tipi di terreno, anche se è sensibile ai ristagni idrici alle radici.

Quando si raccoglie la portulaca?

La portulaca si raccoglie dall’inizio dell’estate e per tutta la bella stagione. Nei luoghi più caldi può essere presente fino all’autunno. DI fatto non necessità di essere curata.

Se piantata in vaso tende ad elevarsi in altezza, ma mai oltre i 30 cm, altrimenti in terreno aperto tende a strisciare.

Essendo una infestante non è compatibile con altre colture perchè tende ad impoverire il terreno sul quale si impianta.

Come si usa la portulaca?

E’ un erba ricca di vitamina A e C e di Omega 3. Si usa per insaporire le insalate oppure come ingrediente base per il pesto di portulaca. Ha un discreto potere diuretico.

E’ praticamente a costo zero, perchè nasce e cresce spontaneamente ma difficilmente viene commercializzata. Per questo motivo viene coltivata anche in vaso, qualora non abbiate un orto o un giardino ma non volete rinunciare al gusto unico di questa erbetta.

La pianta è tutta edibile, ad eccezione delle radici.

Portulaca, l’erba dai cento nomi

In Italia, a seconda della Regione, la Portulaca assume nomi diversi e dialettali, quasi sempre triviali e volgari con riferimento all’organo genitale femminile, soprattutto nel Sud Italia.

Il motivo di questa etimologia sembrerebbe dettato dal fatto che è una pianta che cresce “strisciando”, dunque guardando verso il basso.

Quando piantare il peperoncino piccante e quale scegliere.

Peperoncino piccante, variopinti, profumati, sempre disponibili per ogni ricetta. Ecco la guida per avere nel proprio orto il peperoncino piccante, dal meno forte al più piccante al mondo.

I peperoncini sono divenuti, negli ultimi anni, un vero e proprio hobby per tanti che si dilettano in cucina e nell’orto.

Le varietà di peperoncino disponibili sulla tavola sono sempre più numerse, grazie agli ibridi che nel corso del tempo sono stati creati.

Sfatiamo subito un mito, il peperoncino calabrese, quello che per decenni ha avuto la nomea di essere irresistibile potrebbe essere considerato una carezza al palato rispetto a tante varietà oggi disponibili.

Inoltre, il peperoncino piccante si è guadagnato anche la fama di pianta da ornamento, grazie ai suoi colori sgargianti ed all’estetica della piantina.

Peperoncino piccante, come si misura la piccantezza?

Per misurare la piccantezza del peperoncino piccante esiste una scala di valori, la scala Scoville.

Questa, in pratica, misura la quantità di capsaicina, il composto chimico presente nella pianta di peperoncino.

Ovviamente, è una misurazione che non è possibile fare “a lingua”, ma basterà sapere che ogni varietà di peperoncino ha una sua dotazione di capsaicina, compresa tra valori minimi e massimi.

Secondo la scala Scoville, il peperoncino più piccante al mondo dovrebbe essere il Pepper X, più di 100 volte più piccante di un peperoncino della varietà Calabrese.

In realtà, il Guinnes dei primati attribuisce il primo gradino della piccantezza al Carolina Reaper.

Considerate sempre, però, che al di là della capacità di base di pizzicare la lingua di una varietà di peperoncino, molto fa il momento in cui lo si consuma, o meglio, lo si raccoglie dalla pianta.

Se la pianta è stata annaffiata di recente, il peperoncino risulterà meno piccante. Al contrario, potrete avere un peperoncino particolarmente piccante se lo cogliete dalla pianta dopo molto tempo dall’ultima innaffiatura. Noi vi abbiamo avvisato.

In entrambi i casi ci troviamo di fronte a peperoncini che lasciano “senza fiato” nel vero termine della parola.

Quando piantare il peperoncino piccante?

Il periodo migliore in Italia per piantare il peperoncino piccante, di qualunque varietà è il mese di maggio.

Sono piante che temono il freddo e che per crescere hanno bisogno di temperature molto miti. L’ideale è intorno ai 20 gradi.

Il peperoncino può essere anche coltivato a partire dai semi. Se decidete di coltivare i semi, dovete anticiparvi a febbraio, ponendo i semi in un semenzaio, meglio se riscaldato, per poi travasare le piantine a maggio.

Generalmente, giungono a maturazione tra i 60 ed i 90 giorni, in piena estate dunque.

Hanno bisogno di esposizione al sole e di una discreta e costante annaffiatura, mantenendo il terreno sempre umido, in particolare nel periodo di fruttificazione.

Le piantine vanno distanziate di almeno 50 cm perchè sono robuste e tendono ad espandersi. In alcuni casi possono essere anche corredate di sostegni, anche se generalmente sono sufficientemente robuste.

Qual è il peperoncino più piccante al mondo

Abbiamo già accennato al Caroline Reaper, al Calabrese ed al Pepper X, ma le varietà di peperoncino sono davvero tante e ognuna ha le sue caratteristiche. Passiamo in rassegna, brevemente, i più noti peperoncini.

Carolina Reaper, il peperoncino più piccante del mondo

Il Guinness dei primati lo considera il peperoncino più piccante al mondo.

Il Carolina Reaper può provocare sensazione di bruciore anche alla pelle, figurarsi al palato.

Se avete papille gustative tanto resistenti, nel Carolina reaper potreste anche rinvenire note di cioccolato e note fruttate.

La sua forma a coda di scorpione evoca la sua capacità di piccantezza, ma i suoi colori, durante le varie fasi della maturazione, dal verde al rosso carico, passando per l’arancione sono affascinanti.

Trinidad Scorpion, il peperoncino ingannatore

Non lasciatevi ingannare dallo Scorpino di Trinidad. In un primo istante, l’assaggio non risulta particolarmente audace, ma pochi secondi dopo la piccantezza esplode in tutta la sua forza.

Il trinidad Scorpino, infatti, una decina di anni fa era il primo nella scala di piccantezza.

Poi è stato scalzato dal Carolina Reaper.

E’ chiamato così per la forma che ricorda appunto uno scorpione. Notevole anche per dimensioni, può raggiungere i 5 cm di lunghezza e di diametro.

Naga Morich, giusto equlibrio tra gusto e piccantezza

Il Naga Morich è forse il peperoncino più apprezzato sul mercato. Grazie al giusto equlibrio tra piccantezza e gusto.

La pianta può arrivare anche ad un metro di altezza. I sentori ricordano note di frutti tropicali.

Il Naga Morich è stato il primo peperoncino della categoria super hot ad essere coltivato in Italia.

Habanero, bello e terribile

L’Habanero è forse il peperoncino più conosciuto al mondo, e sicuramente il più bello da guardare, per i colori delle diverse cultivar.

Può essere coltivato anche come pianta ornamentale. Il frutto, generelmante a forma di lanterna, può assumere vari clori, dal bianco, al giallo, all’arancione al rosso, passando anche per il viola ed il marrone.

Per quanto esteticamente apprezzabile, l’Habanero resta un peperoncino che si fa rispettare per la sua piccantezza, adatto a chi è avvezzo a determinati livelli di “bruciore” alla lingua.

Il Calabrese, peperoncino italiano, gustoso e moderato

Il Calabrese è una cultivar italiana, proveniente dalla Calabria. Rispetto ai peperoncini tropicali è da considerarsi una carezza al palato, tanto che gli estimatori lo consumano anche come verdura.

Grazie al suo equilibrio ed alla sua mitezza, però, è il miglior complemento per la creazione di ricette più elaborate e per insaporire gli insaccati.

Gli effetti benefici del peperoncino piccante

Il peperoncino, grazie alla sua dotazione di Capsaicina, ha numerosi effetti benefici.

E’ un vasodilatatore che migliora la circolazione del sangue. Non ha colesterolo. E a differenza di quanto si potrebbe pensare è un potente antinfiammatorio.

Di contro, però, è da evitare per chi soffre di ulcere.

Il Geranio: i consigli giusti per coltivare il re dei fiori sul balcone o in giardino.

Il geranio è senza dubbio la pianta più amata e utilizzata per abbellire i balconi ed i giardini nel periodo estivo, ma la cura nei confronti di questo fiore, di cui esistono diverse centinaia di specie diverse, deve essere costante, anche se non è particolarmente impegnativa.

La primavera, ed in particolare il mese di aprile, è un momento cruciale per prendersi cura dei nostri gerani.

Il geranio è una pianta che teme il gelo, quindi, chi li vuole preservare deve tenere in considerazione l’esigenza di metterli al riparo, se sono in vaso, tra novembre e marzo.

Semina del geranio, ad aprile è il momento giusto

Per chi decide di seminare il geranio, aprile è il mese ideale. La semina del geranio può essere fatta a spaglio, e cioè disseminando i semi nel terreno avendo solo cura di rendere omogenea la distribuzione, oppure i semi di geranio possono essere distribuiti lungo i solchi formati in precedenza nel terreno.

I semi così distribuiti saranno pronti a germinare nel giro di una decina di giorni, il tempo necessario per scongiurare le ultime gelate di inizio primavera. Se decidete, invece di seminarli prima, già in inverno, la semina deve necessariamente avvenire in vaso, proprio per le basse temperature ancora esistenti.

Trapianto del geranio, sempre in primavera

Anche la messa a dimora della pianta già formata, e dunque il trapianto, va fatto in primavera, evitando le esposizioni alle ultime gelate del periodo, soprattutto nelle zone più fredde. I gerani non hanno una “predilezione” per la tipologia di vaso.

Quelli di terracotta vanno benissimo, ma anche quelli di plastica sono graditi a questa diffusissima pianta. Attenzione alla scelta del colore del vaso di plastica, evitate il nero, perchè in estate potrebbe attirare i raggi solari e riscaldare oltremodo il terreno, costringendovi ad annaffiature ancor più frequenti di quelle che la pianta in piena fioritura richiede.

Il trapianto del geranio può avvenire sia da vaso a vaso, nel caso avete acquistato le piantine ai vivai, sia da vaso al terreno libero, nel caso in cui, dopo la stagione fredda, durante la quale avete tenuto al riparo le piante, vorreste riportarle nel vostro prato.

Come moltiplicare il geranio

Il geranio, che è una pianta amata anche per la sua versatilità, può essere moltiplicata e riprodotta per talea. Sempre in primavera, partendo dalla pianta già disponibile, tagliate dei rametti di circa 8 centimetri e adagiateli in un misto di terreno e torba ben areato.

Evitate, per le prime due settimane l’esposizione al sole e al freddo cercando di mantenere una temperatura costante. Non appena le piantine avranno una grandezza ed un’altezza tale da essere manipolate, ripiantatele a piacimento i in vaso o in giardino.

La cura dei gerani, annaffiatura ed esposizione

In primavera, dopo le operazioni di semina o di trapianto, fino all’inzio dell’estate, il geranio necessità di essere annaffiato due volte a settimane. In estate, invece, il geranio dovrà essere annaffiato tutti i giorni.

E’ una pianta forte e versatile, quindi ben si adatta sia ad esposizioni in pieno sole, che a mezz’ombra. Ovviamente bisogna valutare la situazione climatica della zona in cui vengono esposti.

Una eccessiva esposizione al sole ed al caldo potrebbe danneggiare e rinsecchire i fiori.

La fioritura del geranio, un tripudio di colori sui balconi

Mentre la primavera è il periodo cruciale per la rinascita del geranio, l’estate è la stagione della sua massima espressione. La fioritura del geranio è lunghissima, va dall’inzio della stagione calda e dura fino all’autunno. Ed e costante se si provvede ad una innaffiatura quotidiana sistematica.

I balconi coltivati a gerani sono un inno alla gioia cromatica, grazie alle diverse centinaia di varietà di questa pianta, coltivabile a tutte le latitudini. Potete scegliere qualunque colore e tipo di fiore per abballire balconi, terrazze e giardini.

Il geranio, anti zanzara per eccellenza

E’ risaputo, inoltre, il beneficioo che si ottiene dal coltivare il geranio. Le essenze di questa pianta sono considerate buone repellenti per gli insetti più fastidiosi dell’estate: le zanzare.

Basterà, infatti, smuovere un po’ le piante, per favorire la diffusione nell’aria delle sostanze che fanno allontanare le zanzare.

Anche tenere una piantina di gerani in camera da letto e premurarsi di smuoverla prima di andare a dormire può essere una buona alternativa all’utilizzo dei prodotti chimici contro le zanzare.

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I fiori di balcone e di giardino: cosa seminare e piantare ad Aprile.

L’aumento delle ore di sole, le temperature non più proibitive, soprattutto nelle ore notturne, le scarse, anche se non del tutto escluse, possibilità di gelate notturne, impongono a chi ha un giardino da curare di mettersi di buona lena e preparare tutto quanto occorre.

I fiori primaverili da piantare sul balcone ed in giardino ad Aprile.

Una delle attività del mese di aprile in giardino è la concimazione delle piante già messe a dimora. Bastano due concimazioni, ad inizio ed a metà mese, preferendo, se nelle disponibilità, lo stallatico o preparati che rilasciano lentamente le sostanze nutritive per i fiori e per le piante.

Particolare attenzione, inoltre, nel mese di aprile, va prestata alla irrigazione o innaffiatura.

Per questa operazione non c’è una legge esatta, perché il clima è incerto e possono alternarsi periodi di pioggia a periodi di siccità.

In quest’ultimo caso occorre tener presente che le piante ad aprile crescono velocemente ed hanno bisogno di acqua in buona quantità.

Se il meteo fa i capricci e la pioggia non manca, basterà questa a soddisfare il fabbisogno di H2O dei vostri arbusti, ma se le giornate soleggiate sono prevalenti, e le temperature alte, l’evaporazione dal terreno sarà sostenuta e bisognerà integrare il fabbisogno con abbondanti annaffiature.

Date uno sguardo alle previsioni, bisogna, in definitiva, agire un po’ a naso e per esperienza.

Nel caso sia necessario integrare l’aggiunta di acqua, fatelo in mattinata, perché come detto, anche se difficilmente ci saranno gelate notturne, soprattutto con l’alta pressione, le temperature di notte potrebbero anche sfiorare gli zero gradi.

Per chi dispone di serre o si è premurato di coprire le piante nei mesi invernali, Aprile è il tempo di farle respirare, soprattutto nelle ore più calde e valutare se necessario “richiuderle” di notte.

Cosa piantare nel mese di Aprile.

Passiamo alla parte più divertente, quella che riguarda i fiori e le piante da piantare sul balcone ed i giardino. Ecco quali sono i fiori primaverili.

I Tulipani

Aprile è il mese ideale per piantare i bulbi di tulipano. Ce ne sono di tantissimi tipi e di diversi colori.

Il Narciso

A partire dalla metà di Aprile anche il Narciso vuole la sua parte.

La calla

Se avete pazienza, piantate ad Aprile anche la calla. Se piantate i semi di calla dovete attendere un paio di anni, perché la pianta fiorirà solo in seguito, mentre nei primi anni di vita si presenterà solo con le foglie.

I Gerani

Aprile, inoltre, è il mese per piantare un sicuro alleato contro gli insetti che vi tornerà utile nei mesi estivi. Stiamo parlando dei gerani.

Fresie, Dalie e Begonie

Completano la lista anche le gerbere, le profumatissime fresie, le dalie e le begonie.

L’orto sul Balcone

 Per chi, nel proprio giardino, oltre all’estetica pensa anche ai piaceri della cucina, il mese di aprile è ideale per piantare basilico e prezzemolo, erbe aromatiche immancabili complementi gastronomici.

Attenzione, però al prezzemolo, che è infestante e va circoscritto nella semina.

Orto e campi in primavera: cosa seminare e piantare ad Aprile.

Nell’orto e nei campi, Aprile è un mese di lavoro duro, ma fortunatamente non ancora “estremo” grazie alle temperature miti che consentono di lavorare in tutte le ore della giornata.

La pulizia dell’orto

Il maggior cruccio del contadino o dei cultori dell’orto, ad Aprile sono le erbacce infestanti.

L’alternanza di piogge e giornate di sole, anche con temperature, talvolta alte, favorisce la crescita rigogliosa, in particolare delle ortiche.

La rimozione può essere fatta a mano, opportunamente in sicurezza, per orti di piccole dimensioni, o con il frangizolle per terreni più ampi.

I primi giorni di Aprile, dunque, sono dedicati alla pulizia ed alla preparazione del terreno per accogliere la nuova semina. 

Su piccole dimensioni basterà usare la vanga per rimestare zolle, su ampie metrature ci si può affidare alla motozappa. Si passa quindi alla concimazione ed infine alla sistemazione a livello per accogliere la semina o il trapianto.

Cosa piantare ad Aprile

Per quanto riguarda i trapianti, Aprile è dedicato alla piantagione di numerose piante, dall’insalata, in tutte le sue varianti, alle bietole, agli spinaci, ma anche ai legumi, come fagioli e ceci.

Cosa seminare ad Aprile

Per la semina, invece, sono tante le varietà che vanno messe a coltivazione: Carote, spinaci, ravanelli, zucche. Anche i bulbi di cipolle e patate vanno sistemati ad Aprile, così come basilico e prezzemolo per quanto concerne le erbe aromatiche.

Nelle zone più calde, inoltre, il mese di Aprile, negli ultimi giorni è dedicato anche alla semina di angurie, pomodori, melanzane.

Bisognerà, ovviamente, prestare sempre attenzione alla pulizia del terreno anche dopo la semina o i trapianti, perché le piante infestanti hanno una crescita molto più veloce delle coltivazioni pregiate.

In mezzo a tanto lavoro da fare, ci sono, però anche momenti di soddisfazione legati ai raccolti.

Per chi ha alberi da frutta, purtroppo, le gioie saranno minime, ma per chi invece si dedica all’orto, le verdure da foglia sono già rigogliose, in particolare bietole, scarole, insalata, asparagi.

Orto sul balcone: cosa coltivare sul terrazzo di casa.

In una società che a livello alimentare è orientata sempre di più verso il biologico e il chilometro 0 c’è sempre più gente dedita alla produzione “casalinga” di frutta e verdura, partendo da sementi e piantine da curare e far crescere per l’utilizzarne i frutti nella propria cucina.

Una moda che imperversa a livello mondiale e che anche le star hollywoodiane sovente celebrano, e che è possibile rintracciare nelle grandi metropoli così come nei piccoli paesi.

Ad esempio, l’orto di Michelle Obama,  realizzato nel 2009 nell’ambito della campagna ‘Let’s Move’ per la lotta all’obesità e alla promozione di uno stile di vita sano, ha segnato un’epoca.

Cosa creare l’orto di casa.

Ricreare a casa propria un piccolo angolo di orto non è cosa difficile. E, soprattutto, non è nemmeno tanto costoso.

Ciò che conta per raggiungere il risultato sperato è rifornirsi del necessario, predisporre uno spazio protetto e controllato, avere piccole attenzioni quotidiane e poi munirsi di una buona dose di pazienza.

Ma il gioco vale la candela. Ovvero, la soddisfazione di veder crescere i frutti del proprio lavoro e, successivamente, potersi vantare di mettere in tavola prodotti a chilometro “sotto 0”.

La tendenza dell’ “ortomania” trova ulteriore linfa vitale nel ritorno acclarato alla tradizione culinaria contadina e delle antiche tradizioni, che imperversa a partire dai più rinomati ristoranti stellati.

Dalle conserve fatte in casa alle marmellate, dagli odori appena colti dalla piantina agli ortaggi freschi portati in tavola.

In un continuo mix di tradizione e innovazione in cucina che appassiona addetti ai lavori e semplici amanti della buona cucina.

In questa direzione anche una città come Avellino vanta un suo corposo seguito, e con frequenza è possibile rintracciare persone che dichiarano di produrre gli odori come pure pomodori, zucchine e piccole piante da frutto in proprio.

Sul terrazzo di casa o in uno spazio riservato del proprio giardino.

D’altronde si sa che l’Irpinia già di suo è una terra fortemente vocata alla coltivazione e alla produzione di numerosi prodotti alimentari e che la popolazione è amante dei sapori che la più tradizionale cultura gastronomica contadina offre.

Dove comprare Sementi e Piantine ad Avellino

Per questo è possibile trovare sul territorio diverse attività che propongono la vendita di sementi e piantine da poter piantare a casa propria. A partire dai mercatini rionali a più grandi attività commerciali.

C’è ad esempio, Candeo Natura alla spina, in via Cannaviello 3 ad Avellino. Divenuto ormai un riferimento nella relazione culturale tra città e campagna e che offre una importante vetrina all’agricoltura e ai suoi valori più sinceri.

Un altro punto vendita per gli amanti dell’orto casalingo è “Mignini” situato nella rotonda che porta allo Stadio Partenio di Avellino, proprio accanto al Forno Savelli. Altro negozio da segnalare è Agricolandia a Viale Italia, 435 sempre ad Avellino.

Super fornita anche la Farmacia Agraria di Antonio Giliberti in via Fiore n.8 a Montoro.

Ma ci sono anche più grandi centri come Progress a Manocalzati che fanno da rivenditori di specialità ortolane.