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Vacanze in Toscana tra arte, cultura, paesaggi e buona tavola.

La Toscana è una delle regioni italiane più apprezzate dai turisti di tutto il mondo, grazie ai numerosi ed alternativi percorsi turistici che offre sia dal punto di vista artistico e culturale che paesaggistico e gastronomico.

Ovviamente resta Firenze, il fiore all’occhiello della Toscana. Culla del rinascimento italiano, il capoluogo fiorentino è considerata tra le più belle città del mondo.

Firenze Galleria Uffizi

Ricca di monumenti e musei, possiede il non trascurabile privilegio di avere un centro storico molto raccolto, interamente visitabile a piedi, ma allo stesso tempo ricco di luoghi che trasudano storia e tradizione, a partire dal museo degli uffizi, al Duomo, a Palazzo Pitti, a Palazzo della Signoria.

Città d’arte, ricca di cultura e storia, il programma degli eventi estivi fiorentini accontenta ogni esigenza. Anche una semplice passeggiata sul Lungarno può rinfrancare lo spirito grazie alla bellezza delle costruzioni.

La Toscana, inoltre, beneficia da punto di vista turistico, di una buona rete infrastrutturale. Firenze e raggiungibile in aereo ed in automobile, ma resta il treno il mezzo più comodo, anche perché la stazione centrale di santa Maria Novella è situata in pieno centro storico, consentendo al visitatore di immergersi immediatamente nel clima del rinascimento fiorentino.

Piazza del duomo Pisa

Altro centro da visitare è la città di Pisa, capoluogo dell’alta Toscana, famosa per la sua Piazza dei Miracoli, dove si può ammirare la Torre Pendente, il Duomo ed il Battistero

Da non perdere, inoltre, una visita a San Gimignano, in provincia di Siena, borgo medioevale tra i più belli al mondo, sapientemente conservato.

Se siete amanti degli scenari mozzafiato vi consigliamo una visita a Pitigliano, centro abbarbicato su un costone tufaceo, che di notte risplende di luce dorata e sorprende il turista stagliandosi all’improvviso dinanzi provenendo dall’unica strada di accesso.

I principali luoghi di attrazione della costa sono costituiti dai centri della Versilia, la lingua di terra bagnata dal Tirreno che confina con la Liguria.

Qui, Viareggio, Forte dei Marmi, Marina di Carrara e Marina di Massa, Marina di Pietrasanta, Lido di Camaiore sono i centri balneari maggiormente frequentati, che offrono mare pulito, un’ottima organizzazione ricettiva ed una serie infinita di opportunità per la vita notturna.

Non a caso, Forte dei Marmi e Viareggio sono due località particolarmente frequentate da turisti illustri. Non è difficile, nel periodo estivo da giugno a settembre, imbattersi in personaggi famosi del mondo dello spettacolo, della musica e dello sport.

Rimanendo sulla costa, per chi è avvezzo a vacanze in riva al mare più tranquille, basta spostarsi verso Sud, a Castiglioncello o preferire una delle due maggiori isole, l’Isola D’Elba e la Necropoli dei Monterozzi. Di particolare bellezza, anche la Costa dell’Argentario

D’estate, come negli altri mesi dell’anno, anche l’entroterra toscano richiama numerosi visitatori. Tra gli eventi di maggior richiamo, sicuramente il Palio di Siena che si corre il 2 luglio ed il 16 agosto.

La tradizionale gara delle contrade senesi, che si sfidano a cavallo, è una delle usanze storiche più antiche d’Italia, conosciuta in tutto il mondo.

Può essere un godibilissimo pretesto per organizzare un tour tra le colline del Chianti ed in Val di Chiana, dove l’offerta enogastronomica è tra le migliori d’Italia.

Qui si possono gustare in tutta tranquillità, con temeprature miti anche nei mesi più torridi dell’anno, le varietà di Chianti che accompagnano la bistecca Chianina.

Per chi non disdegna la buona cucina, la Toscana è un vero e proprio paradiso. Ogni provincia ha la sua specialità.

Montepulciano, Scansano e Montalcino sono centri di eccellenza per la produzione vinicola, costellati di agriturismi dove è possibile soggiornare e godere della buona tavola e di lunghe passeggiate anche a cavallo.

D’estate, in tutta la regione, si consiglia di non mancare un assaggio della panzanella toscana.

Due giorni a Milano? Ecco cosa fare, vedere, visitare e dove mangiare.

La Grande Milano, come viene definito l’intero perimetro urbano, è una entità di oltre 3 milioni di abitanti. L’area Metropolitana che ingloba anche comuni appartenenti ad altre province, fa registrare invece una popolazione di oltre 6 milioni di abitanti

L’area urbana di Milano è attraversata da piccoli corsi d’acqua, e quelli della zona dei Navigli sono di particolare suggestione.

Milano è una delle più importanti città italiane sia dal punto di vista economico, è sede della Borsa, che culturale grazie a ben numerose università che propongono un’offerta formativa praticamente globale: umanistica, tecnico-scientifica, economica e artistica.: la Statale, la Milano -Bicocca, il prestigioso ateneo commerciale privato Luigi Bocconi, l’Università Cattolica “Sacro Cuore”, la IULM (Libera Università di Lingue e Comunicazione) e l’Università Vita-Salute San Raffaele (promossa dalla Fondazione dell’omonimo ospedale). La città ospita inoltre il Politecnico e due Accademie delle belle arti.

In Europa, insieme a Parigi ed a Londra, Milano è nota come la capitale della Moda, grazie alla presenza di numerosi atelier, all’annuale appuntamento fieristico ed alle famose strade milanesi dello shopping tra le quali spiccano via Montenapoleone e via della Spiga..

Turisticamente i flussi più importanti sono legati alle numerose iniziative e mostre permanenti e periodiche che si svolgono a Milano.

Un po’ di Storia

Fondata dalle tribù celtiche, Milano fu poi colonia romana con il nome di Mediolanum.

Quasi impossibile sintetizzare la storia di Milano se non provandone a riassumere le dominazioni e le tappe più importanti. Dopo i Romani furono le popolazioni barbare degli Ostrogoti e dei Longobardi a governarla, nel tardo Medioevo si alternarono i Visconti e gli sforza. In età moderna, Milano si è caratterizzata per alcuni eventi legati alla sua natura di città poliforme e metropoli al centro degli scambi culturali del nord Europa.

Milano Centro

Il Duomo di Milano

Piazza Duomo è il cuore della città. Il Duomo, sulla cui cima si erge la Madonnina, è il risultato di cinque secoli di evoluzione architettonica esaltando il gotico, la ricchezza rinascimentale e barocca. La piazza ospita anche il Palazzo Reale, costruito nel 1330, attualmente sede di importanti mostre d’arte internazionale.

Fra Piazza Duomo e Piazza della Scala, con il suo famoso teatro, si fa spazio la Galleria Vittorio Emanuele II, il “salotto di Milano” che ospita prestigiose vetrine di negozi e caffè.

Da qui è possibile percorrere le famose vie dello shopping milanese e raggiungere la vicina Via Monte Napoleone, tra le più lussuose strade del Pret-à-porter internazionale.

Castello Sforzesco a Milano

D’obbligo la visita al trecentesco Castello Sforzesco che oggi accoglie mostre, biblioteche e archivi.

Per ammirare alcuni esempi di architettura liberty è consigliata una passeggiata su Corso Venezia, che collega Porta Venezia a Piazza San Babila, dove sorge la neo-romanica Chiesa di San Babila nella quale fu battezzato lo scrittore Alessandro Manzoni.

Altra chiesa importante di Milano è la Basilica di Sant’Ambrogio, tra le più antiche della città essendo stata edificata tra il 379 e il 386, e poi ancora il complesso ospitante la Chiesa di Santa Maria delle Grazie con il Cenacolo di Leonardo da Vinci (Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco).

Altro sito di interesse artistico è il Cimitero Monumentale, che ospita le tombe dei più illustri cittadini milanesi.

Le gallerie d’Arte e le Pinacoteche

La pinacoteca di Brera

Ma Milano è anche sinonimo di gallerie d’arte. Il polo più noto è quello formato dalla Pinacoteca di Brera, la Pinacoteca Ambrosiana e il Museo Poldi Pezzoli.

Un ulteriore circuito culturale importante è quello museale, che comprende tra gli altri la Triennale di Milano, sede di esposizioni d’arte moderna ospitata nel Palazzo dell’Arte di Parco Sempione, il circuito delle Case museo milanesi, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, noto per la mostra permanente su Leonardo Da Vinci, il Museo Civico di Storia Naturale o le istituzioni non profit quali Fondazione Prada e Fondazione Trussardi.

Una piacevole passeggiata sui navigli, animati da laboratori artigianali, locali caratteristici e ristoranti, o una romantica navigazione con il battello sul Naviglio Grande può rappresentare la giusta conclusione di una vacanza milanese.

Cinema e Teatri

Teatro alla Scala di Milano

Milano è anche la città dei grandi concerti di musica leggera, delle decine e decine di sale cinematografiche e teatri, tra cui il più celebre dei teatri Italiani, il Teatro alla Scala.

Oltre a questo “museo dell’arte teatrale italiana” si segnalano altri importanti teatri, tra i quali: Teatro Carcano, Teatro Ciak, Teatro Nazionale e Teatro Manzoni.

By-night

I navigli a Milano

Il by night milanese offre diverse alternative dalle discoteche alle feste esclusive: le zone a più alta concentrazione di locali sono i Navigli e Brera, molto diverse tra loro.

I Navigli sono frequentati da chi è alla ricerca di locali più rustici e tipici, o magari dal design più moderno, in particolare dediti alla cucina etnica straniera.

A Brera, invece si trovano i locali le enoteche e i migliori ristoranti dove mangiare bene a Milano che sono anche i più raffinati ed eleganti.

Infinita l’offerta gastronomica della città, da quella tipica locale ai ristoranti che propongono cucina tradizionale straniera, dalla messicana, alla giapponese, alla cinese, dalla peruviana all’argentina.

Più facile gustare i piatti tipici della tradizione milanese in qualche locanda disseminata nei parchi agricoli o nei quartieri a minor afflusso turistico.

Da non sottovalutare anche la tradizione sportiva della città di Milano, che nel calcio vanta tre leggende dello sport italiano, lo stadio San Siro “Meazza” e le squadre di calcio del Milan e dell’ Inter.

Le Stazioni ferroviarie

Disposta su territorio completamente pianeggiante, Milano è anche il più importante snodo ferroviario Italiano ed è servita da un grosso numero di stazioni principali tra cui la stazione di Milano CentralePorta GaribaldiLambrateRogoredoGrecoPorta GenovaSan Cristoforo e Certosa.

Le linee della Metropolitana

La città di Milano è attraversata da tre linee metropolitane ed è servita anche da diversi scali aerei, il più vicino è quello di Linate, mentre il grande aeroporto internazionale milanese è quello di Malpensa, distante circa 40 chilometri dal centro cittadino.

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Un Weekend alle terme in Italia e stacchi la spina dallo stress.

Con il rientro al lavoro e lo stress in agguato, è utile ritagliarsi un po’ di tempo libero per sé, magari regalandosi un weekend alle terme per staccare la spina e abbandonarsi al relax più totale.

L’Italia vanta un ampio ventaglio di strutture termali all’avanguardia, data la lunga tradizione che la caratterizza: già in epoca romana infatti nasce il fenomeno termale come luogo di benessere dall’alto valore terapeutico.

Da Nord a Sud, la Penisola offre grandi opportunità per trascorrere un piacevole soggiorno termale utile a riequilibrare la salute psicofisica.

Le Terme nel Lazio

Storici gli stabilimenti di Tivoli (Roma) e Chianciano Terme (Si), Fiuggi (Fr) centri ricchissimi di acque minerali ad azione curativa. Sauna e bagno turco per purificarsi dall’interno ed eliminare le tossine, piscine termali riscaldate e zone relax per distendere muscoli e nervi, getti d’acqua pensati appositamente per la delicata area della cervicale fino al piacevole massaggio della pianta dei piedi. Molto richiesti anche i trattamenti con il fango termale.

La fangoterapia è efficace per alleviare forme infiammatorie croniche dell’apparato locomotore come tendiniti, artrosi articolari e dolori muscolari.

Le Terme in Campania

In Campania sono storici gli stabilimenti di Pompei, Castellammare di Stabia e Pozzuoli, che uniscono alla lunga tradizione termale il patrimonio artistico, storico e naturale del Golfo di Napoli, da cui si salpa per Ischia, altra meta frequentatissima per i numerosi impianti di benessere.

Le Terme in Puglia

In Puglia ricordiamo Margherita di Savoia (Bt), città molto nota per le sue importanti saline, che offre attrezzature medico-sanitarie per cure inalatorie, riabilitazioni respiratorie, fango-balneo terapia (solo per citare alcune delle attività delle sue terme).

Le Terme in Toscana

Ancora l’asse toscano di Montecatini Terme (Pt) e Terme di Saturnia (Gr), immerse nello splendido contesto naturalistico toscano, da sempre polo di rilievo per la ricettività turistica della regione; il centro emiliano di Salsomaggiore Terme (Pr), posto tra le colline dell’Appennino parmense, o quello veneto di Abano Terme (Pd), fulcro delle antichissime Terme Euganee, che sorge in un’area vulcanica spenta.

I centri termali in Italia

Tutti all’avanguardia per attività di benessere o curative, data la lunghissima tradizione che li caratterizza, i centri termali italiani possono rappresentare una giusta pausa dal trantran quotidiano unendo alle attività che offrono una motivo in più per visitare le meravigliose città che li ospitano.

Altre informazioni

Cosa vedere ai Musei Vaticani, le opere, i dipinti e le statue da non perdere.

Per trascorrere un weekend all’insegna della cultura, i Musei Vaticani rappresentano una delle mete predilette da turisti, appassionati o semplici curiosi.

Per i milioni di turisti che ogni anno arrivano a Roma sono un must.

La maestosità delle sale e la grandiosità delle opere in essi racchiuse ne fanno fiore all’occhiello dell’immenso patrimonio artistico presente sul territorio italiano.

I Musei Vaticani sono tra i luoghi d’arte più visitati al mondo. Ed anche tra i più “ricchi”, considerando che conservano un patrimonio artistico di inestimabile valore, accumulato, nei secoli, dalla Chiesa cattolica e dai Papi. 

Dal grande Raffaello nelle Stanze a Michelangelo nella Cappella Sistina, dal genio di Leonardo, Giotto, Caravaggio nella Pinacoteca fino a Matisse, Van Gogh e Moore nell’area dedicata all’Arte Religiosa Moderna.

Per poi perdersi nei segreti di antichissime civiltà nel Museo Gregoriano Egizio e nel Museo Gregoriano Etrusco o in quelle extraeuropee del Museo Missionario Etnologico.

Attraverso cinque secoli, i Papi di Roma hanno costruito un paradiso culturale che racchiude le opere dei più importanti artisti di tutti i tempi. Ogni stagione è quella giusta per concedersi un weekend in una grande città d’arte, meglio se in compagnia dell’intera famiglia.

I Musei Vaticani, ubicati all’interno della Città del Vaticano, sono stati fondati nel XVI secolo da Papa Giulio II.

Il plurale, nella denominazione, è d’obbligo e dovuto al fatto che, in realtà, si tratta di un insieme di Palazzi, Cappelle e Gallerie che ospitano capolavori dei più grandi nomi della storia dell’arte.

Tra le Cappelle che ricadono all’interno dei Musei Vaticani, la più celebre è senza dubbio la Cappella Sistina, con le decorazioni di Michelangelo e di pittori del calibro di Perugino, Botticelli e Ghirlandaio giusto per citarne qualcuno, ma una visita accurata meritano anche la Cappella Niccolina e la Cappella di Urbano VII.

Suggestive per la ricchezza delle opere esposte sono, poi, le Gallerie, a cominciare dalla Galleria degli Arazzi e dalla Galleria dei Candelabri.

Particolarissime, per l’importanza storica che hanno rivestito e per gli attuali contenuti, sono le stanze e gli appartamenti: dalla Sala della biga all’Appartamento di San Pio V, dalle Stanze di Raffaello all’Appartamento dei Borgia.

All’interno dei Musei Vaticani è possibile visitare la pinacoteca vaticana (con opere, tra gli altri, di Michelangelo, Raffaello e Beato Angelico), la Collezione d’Arte religiosa moderna (con opere di Carrà e De Chirico), il Museo Gregoriano Egizio, il Museo Gregoriano Etrusco, il Museo Pio Cristiano, il Museo Gregoriano Profano, il Museo Chiaramonti, i Musei della Biblioteca Apostolica Vaticana, il Museo Filatelico e Numismatico, il Museo Missionario Etnologico e il Museo Pio Clementino.

All’interno dei Musei Vaticani sono conservate sia sculture dell’arte antica, come  “Augusto di Prima Porta”, “Gruppo del Laocoonte”, “Apollo del Belvedere”, “Statua colossale di Claudio”, “Ritratto del decennale di Traiano”, che opere medioevali (su tutte quelle di Giotto), rinascimentali (Raffaello, Michelangelo e Leonardo) e moderne (Caravaggio, Canova).

Cosa fare dopo la visita ai Musei vaticani?

Una romantica Roma ti attende con i suggestivi scorci, le passeggiate per le vie dello shopping, un viaggio sul Tevere a bordo del battello o semplicemente ripercorrendo i luoghi della Dolce Vita.

Le Mostre permanenti di Michelangelo Buonarroti in Italia.

Il suo nome è unanimemente riconosciuto come sinonimo di Arte. Il Rinascimento italiano, l’epoca d’oro della produzione artistica italiana, si identifica con le pitture, le sculture ed i progetti di Michelangelo Buonarroti, uno dei mostri sacri della storia dell’arte.

La sua “Pietà” o il suo “David” sono opere d’arte conosciute a tutte le latitudini, al pari degli affreschi della “Cappella Sistina” che, ogni anno, vengono ammirate da milioni di turisti provenienti da tutto il mondo.

Le opere di Michelangelo sono uno dei motivi per cui ogni anno migliaia di turisti e viaggiatori giungono da tutto il mondo a Firenze e Roma, le città che ospitano in mostra il maggior numero di lavori.

Il David di Michelangelo in mostra a Firenze

Nel capoluogo toscano troneggia su tutti il David, divenuto simbolo della città e conservato presso la Galleria dell’Accademia (una copia in gesso è in Piazza della Signoria, di fronte Palazzo Vecchio), mentre l’altra scultura omonima è visitabile al Museo del Bargello insieme al busto di Bruto, al Bacco e alla Madonna con Bambino e San Giovanni.

Suoi lavori spiccano anche all’interno delle Cappelle Medicee, a Palazzo Vecchio, nella Galleria degli Uffizi e nel Museo dell’Opera di Santa Maria in Fiore.

Il Tondo Doni, capolavoro conservato agli Uffizi, è l’unico dipinto su tavola esistente che si possa riferire con certezza a Michelangelo,

Per gli appassionati d’arte, una volta giunti a Firenze, una tappa d’obbligo è in Via Ghibellina, nella casa in cui visse Michelangelo ed in cui fa bella mostra di sé, tra gli altri, uno dei suoi più grandi capolavori: la Madonna della scala.

Grande esempio di architettura rinascimentale è, poi, la tomba di Lorenzo de’ Medici nella chiesa di San Lorenzo.

Musei Vaticani: Michelangelo in mostra a Roma

Roma è la seconda città italiana michelangiolesca per numero di opere che è possibile ammirare.

Il talento di Michelangelo, come naturale che fosse sul finire del 1400, fu ambito dal Vaticano che gli commissionò diverse opere.

A cominciare dal gruppo della Pietà, una delle sculture più famose al mondo conservato nella Basilica di San Pietro, o il Mosè, mausoleo del papa Giulio II esposto nella chiesa di San Pietro in Vincoli.

Gli affreschi della Cappella Sistina, con il Giudizio Universale, la Genesi e la Volta sono, poi, dei capolavori che non hanno eguali.

Altre opere di Michelangelo sono in mostra nei Musei Vaticani e in Santa Maria sopra Minerva (Cristo con la croce).

Michelangelo Buonarroti in mostra in Italia.

Bologna è possibile vedere, nella Basilica di San Domenico, le opere giovanili che Michelangelo eseguì per l’Arca di San Domenico. 

A Milano, infine, nel museo del Castello Sforzesco si trova la Pietà Rondanini, opera marmorea scolpita nel 1552-1553 e rilavorata dal 1555 circa al 1564.

Le opere di Michelangelo a Bruges, Londra e Parigi.

E’ possibile ammirare opere di Michelangelo anche all’estero:

  • Bruges presso la chiesa di Nostra Signora che accoglie la famosa Madonna di Bruges, opera che l’artista realizzò per la famiglia fiamminga dei Mouscron, che commerciavano in tessuti con l’Italia;
  • Londra presso la Royal Academy of Art dove si trova in esposizione il Tondo Taddei;
  • a Parigi al Louvre che ospita lo Schiavo morente e lo Schiavo ribelle.

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La Sardegna del Nord, una buona idea per un week end di fine stagione.

Cerchi idee per una vacanza di fine stagione? Prenota un week end in Sardegna. 

Quando si pensa a quest’isola subito vengono alla mente immagini di spiagge da sogno, mare cristallino, fondali ricchi e tanto divertimento nei locali tra i più blasonati d’Italia.

Da est a ovest, da nord a sud la Sardegna è totalmente affascinante: tra cultura e tradizioni, natura e storia, prodotti d’artigianato e specialità gastronomiche.

Qui vogliamo soffermarci sulla Sardegna settentrionale, scegliendo una località della costa nordoccidentale, Porto Torres, una più centrale, Tempio Pausania, e una del versante nordorientale, San Teodoro.

La prima, Porto Torres, si colloca nel mezzo del Golfo dell’Asinara e rappresenta il più importante porto di tutta la Sardegna del nord.

In provincia di Sassari, da cui dista circa 30 minuti di automibile, Porto Torres vanta magnifiche spiagge tra cui quella di Platamona. La città registra il maggior numero di sbarchi durante la stagione estiva, quando la costa sarda è letteralmente presa d’assalto da turisti provenienti da tutto il mondo.

Da Porto Torres in poco tempo si possono raggiungere le meravigliose spiagge di Stintino, ma prima si consiglia di visitare la città che racchiude un bel centro storico, alcuni interessanti scorci marini e numerose opere monumentali anche di origine romana.

Spostiamoci poi verso oriente, nell’entroterra, precisamente nel cuore della storica regione della Gallura.

Qui troviamo Tempio Pausania (capoluogo con Olbia della provincia Olbia-Tempio). Ben 22 siti nuragici, importantissimi reperti archeologici riconducibili all’età del Bronzo, impianti termali tra i più rinomati della zona e un’area naturalistica rigogliosa.

Tempio Pausania è una località che racchiude tutte le tradizioni e le caratteristiche più rappresentative di una delle regioni più conosciute di tutta la Sardegna.

Da qui si può facilmente raggiungere anche la zona costiera compresa tra Castelsardo e la celebre Costa Smeralda.

Scendendo la costa verso sud, superate Porto Cervo, Porto Rotondo, Olbia si incontra anche San Teodoro.

Tra le maggiori mete del turismo balneare sardo, per le sue incantevoli spiagge e un buon sistema ricettivo, San Teodoro può vantare numerosi piatti della più tipica tradizione culinaria gallurese tra cui la zuppa (a base di pane, formaggio e brodo di manzo) e il pescato (ostriche, aragosta, cernia).

Dall’agriturismo alla Country House: weekend nel verde, respirando aria pulita.

Storicamente l’agriturismo non ha mai avuto i connotati dell’industria turistica come oggi è intesa.

Spesso il soggiorno era casuale e di fortuna presso le abitazioni di contadini, un tempo notoriamente generosi ed ospitali, che pur nella estrema povertà erano disposti ad accogliere viandanti e sfortunati turisti “fai da te” con pietanze tipiche della frugalità agreste in cambio di qualche ora di duro lavoro nei campi.

L’origine del termine e l’idea moderna che esso racchiude si fa risalire a metà degli anni ’60 ma storicamente per agriturismo si intendevano le classiche scampagnate fuori porta a casa di amici.

Chi vuol davvero assaporare ancora il gusto e la fatica di quei tempi ormai remoti può trovare ancora qualche dimensione ancestrale dell’agriturismo sparsa per l’Italia, ma in realtà, oggi per agriturismo si intende un filone autonomo e quanto mai richiesto dell’industria turistica.

I tratti distintivi rimangono invariati: dal contatto con la natura, a tratti anche selvaggia, alle gustose pietanze che fanno dei prodotti semplici e genuini della terra gli ingredienti principali.

Ma oggi, agriturismo può significare anche confort e pittoreschi paesaggi, sicuramente immersi nella natura, sapientemente modificata, senza sfigurarla, ad uso e consumo del turismo di massa senza tralasciare il fatto che i bambini amano da sempre la campagna che vivono come un grande parco giochi.

Ciò, ha comportato negli ultimi anni anche un vertiginoso aumento dei prezzi per il soggiorno negli agriturismo, mentre la vita sempre più frenetica ha ridotto le opportunità di soggiorno, spesso ad una toccata e fuga, che non è certo il massimo per chi decide di staccare la spina dalla modernità e rifugiarsi nei campi.

Diverse, come dicevamo, le tipologie.

Si va dal semplice ristorante con aree a verde attrezzato a vere e proprie oasi naturalistiche dove si può soggiornare a lungo trascorrendo il tempo impegnandolo in diverse attività, dalle passeggiate in bicicletta o cavallo, al birdwatching, al trekking o semplicemente a contatto con la natura.

Una menzione a parte la meritano le fattorie didattiche dove è possibile familiarizzare con gli animali e scoprire la magia della natura passeggiando tra alberi di frutti, vigneti ed antichi ulivi.

Poi c’è la tavola, dove ci si riunisce per gustare le tipicità regionali dell’Italia, nazione davvero unica sotto questo punto di vista per la vastità dell’offerta.

I prezzi degli agriturismi sono molto variabili. Si parte da tariffe di un minimo di 25 euro a persona ad un massimo di 150 compreso il pernottamento e l’uso di tutte le strutture.

Meritano un discorso a parte le luxury country house, le fattorie stellate, aziende agricole raffinate e masserie come resort deluxe con sauna, bagno turco e sale per trattamenti massaggi, dove i prezzi sono sensibilmente più alti per la maggiore qualità dei servizi offerti.

Dove andare in Italia

Sono certamente regioni come Toscana, Lombardia, Piemonte, Umbria ed Emilia Romagna ad offrire il più ampio panorama di agriturismi, grazie anche alla particolare conformazione territoriale.

Colline e pianure sono i luoghi meglio sfruttabili per questa tipologia di turismo, per la maggior parte dell’anno.

Agli inizi del nuovo millennio, però, anche le località situate nei pressi del mare offrono interessanti opportunità per godere, in qualche agriturismo dell’entroterra, della vacanza balneare vera e propria e starsene lontani dall’affollamento delle spiagge.

Lo stesso avviene sulle cime delle Alpi e degli Appennini, dove però solo nei mesi estivi è possibile soggiornare negli agriturismi.

Anche il meridione si è attrezzato non poco. La Puglia con le sue splendide masserie e la Campania, con gli agriturismi in provincia di Avellino sono mete tutte da scoprire.

I Serial Killer Italiani più sanguinari: oltre duecento i morti per mano assassina.

In alcuni casi, i serial killer italiani hanno “scelto” vittime considerate ad alto fattore di rischio, prostitute, emarginati, ma in molti casi, l’istinto omicida prendeva spunto da traumi infantili o violenze subite, in altri casi ancora si manifestava a causa di gravi patologie psichiche mai curate.

La Storia di Giorgio Orsolano, la iena di San Giorgio. 

Il primo uccisore seriale italiano viene individuato in Antonio Boggia, al quale, in concorso con Giorgio Orsolano, furono addebitati quattro omicidi, messi in atto a colpi di ascia e mannaia, che gli valsero il soprannome di Mostro di Milano o Mostro di Stretta Bagnerà.  

La leggenda narra che il fantasma del Boggia vaghi ancora senza pace nella zona di via Bagnera a Milano e si manifesti talvolta con ventate di freddo gelido che avvolgono i passanti. Mise in atto i suoi crimini all’inizio del 1800.

Fu condannato a morte per decapitazione e la sua testa fu messa a disposizione del criminologo italiano, sovente contestato per i suoi metodi, Cesare Lombroso, che dall’analisi dei tratti somatici del Boggia confermo le sue teorie, così come per Vincenzo Verzeni, lo strangolatore di donne, finito nei casi di studio del Lombroso, anch’egli operante nella bergamasca al quale furono addebitati due omicidi di donne per strangolamento e sei aggressioni a metà del 1800

Giovanna Bonanno, la vecchia dell’aceto.

In realtà, prima del Boggia, fu Giovanna Bonanno, mendicante ed accattona siciliana che nella metà del 1700, fu considerata autrice di una decina di uccisioni per avvelenamento, ed a guadagnarsi la notorietà come la vecchia dell’aceto. Proprio con l’aceto, arricchito di arsenico metteva in atto i suoi piani, anche se in realtà agiva per conto terzi, confezionando il veleno su commessione per le clienti che volevano disfarsi dei mariti. Ancor prima, già a metà del 1600, anche Giulia Tofana, anch’ella siciliana, mise in atto pratiche omicide per conto di donne che volevano disfarsi dei mariti.

La storia di Cesare Serviatti, lo squartatore di donne.

Cesare Serviatti, invece, agì, durante il ventennio fascista, con particolare cura nell’uccisione di tre donne, occultandone il cadavere in alcune valigie, poi ritrovate presso le stazioni ferroviarie.

Molto astuto il sistema di adescamento, adottato da quello che fu definito il “Landru de noantri” l’annuncio sul giornale: “Pensionato, 450 lire mensili, conoscerebbe signorina con mezzi, preferibilmente cameriera, scopo matrimonio”.

Fu condannato a morte per fucilazione.

Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio”

Due secoli dopo gli fece “buona compagnia nella lista delle serial killer italiane Leonarda Cianciulli, denominata la saponificatrice di Correggio, paesino dove mise in atto i suoi disegni criminali. Alla Cianciulli sono stati addebitati almeno tre omicidi sicuri, compiuti tra il 1939 ed il 1941.

Le vittime accertate, tutte donne, venivano sciolte nella soda caustica, così come si faceva per la produzione del sapone, ma non vi è alcuna evidenza che le donne uccise fossero state effettivamente trasformate in sapone.

Donato Bilancia, il killer delle prostitute.

La storia recente dei sanguinari d’Italia annovera tra i più attivi, Donato Bilancia, il killer dei treni o il serial killer delle prostitute. Fu autore di 17 omicidi, compiuti in appena 6 mesi, commessi mentre si appartava con le sue vittime scelte tra lea prostitute o sui treni in viaggio sulle tratte liguri.

Il suo modus operandi era consueto, per lo più facendo uso dello strangolamento attuato talvolta anche a mani nude, ma non ha disdegnato nemmeno l’uso di armi.

È morto di recente, a fine dicembre 2020, a seguito del Covid.

Mario Vanni e Giancarlo Lotti, i compagni di merenda.

Il caso che ha invece tenuto banco intere generazioni in Italia, determinando anche una vera e propria psicosi tra le coppiette che erano solite appartarsi nelle campagne fiorentine, è stato quello inizialmente denominato del Mostro di Firenze, che in seguito ha avuto i riferimenti in Mario Vanni e Giancarlo Lotti, denominati Compagni di merenda.

Pietro Pacciani, il “mostro di Firenze”?

Controversa, invece, il caso di Pietro Pacciani, inizialmente condannato all’ergastolo, sentenza poi ribaltata. Le vicende del Mostro di Firenze, al quale si attribuiscono 14 uccisioni accertate ed almeno altrettante sospette, nel corso degli anni si è arricchito di altri personaggi, oltre ai tre principali e di contorni noir che sfociano nell’esoterismo e nella magia nera ed altri macabri riti.

Anche le fasi processuali hanno tenuto incollati alla Tv milioni di italiani e la vicenda ha avuto ampia eco anche nelle trasposizioni televisive e cinematografiche.

Marco Bergamo, il killer di Bolzano

Sempre nel Nord Italia, nella zona di Bolzano, furono accoltellate a morte 5 donne, una studentessa, una giovane insegnate e 3 prostitute per mano di Marco Bergamo.

Il killer di Bolzano, come fu denominato, fu attivo tra il 1985 ed il 1992. Marco Bergamo era solito colpire le vittime ripetutamente anche con decine di fendenti, impossessandosi, talvolta, dei loro indumenti intimi.

Le Bestie di Satana

Non sono mancati, in Italia, nemmeno i serial killer organizzati in gruppo, come le notorie Bestie di Satana, che in provincia di Varese, tra il 1998 ed il 2004 sono stati autori di 3 omicidi accertati, e secondo gli inquirenti anche di induzioni al suicidio di appartenenti alla setta satanica.

Sono 7 le persone ritenute responsabili a vario titolo degli omicidi: Andrea Volpe, Nicola Sapone, Paolo Leoni, Mario Maccione, Pietro Guerrieri, Marco Zampollo, Eros Monterosso. Coinvolta nelle vicende giudiziarie anche Elisabetta Ballarin. Le vittime furono uccise per strangolamento, a colpi di arma da fuoco e a colpi di martello. Guerreri, Maccione, Volpe e Ballarin sono ora liberi dopo aver scontato la pena o gran parte di essa.

Sonya Caleffi, l’infermiera della morte.

Sonya Caleffi, l’infermiera killer, tra il 2003 ed il 2004 fu autrice di 5 uccisioni di pazienti ricoverati presso diverse strutture sanitarie lombarde. Gli inquirenti sospettano che le morti causate con iniezione di aria procurando così fatali embolie gassose ai malcapitati siano molte di più, tra le 15 e le 18, rispetto alle 5 accertate. La Caleffi è libera dal 2018, dopo aver scontato 14 dei 20 anni di carcere che le sono stati comminati. La storia della Caleffi è stata più volte raccontata in tv ed ella stessa ha raccontato gli anni bui della sua carriera di serial killer.

Michael Lupo, lo strangolatore.

Un Serial killer italiano di esportazione, è stato Michael Lupo, soldato italiano che nel Regno Unito si macchiò di 4 omicidi, per strangolamento, tutti commessi nel 1986, più altri 2 tentati omicidi. Lupo è morto nel 1995.

Ferdinand Gamper, il mostro di Merano.

In poco più di 20 giorno, tra febbraio e marzo del 1996, Ferdinand Gamper, fu autore di ben sei omicidi. Altoatesino, divenne noto con il nome di Mostro di Merano. Le sue vittime furono colpite con arma da fuoco alla testa, compreso il maresciallo colpito mortalmente durante uno scontro a fuoco con Gamper, ormai braccato, che si tolse la vita sparandosi.

Roberto Succo, il mostro di Mestre.

Anche Roberto Succo, il mostro di Mestre, morto nel 1988, è stato tra i più prolifici assassini seriali italiani. La sua azione omicida inizio nel 1981 con l’uccisione dei genitori, alla sola età di 19 anni, a seguito di 32 fendenti all’indirizzo della madre e colpi di accetta il padre. Dichiarato infermo di mente, fuggì in Francia, dove commise altri 5 omicidi, fino al 1988. Arrestato nuovamente, si suicidò con un sacchetto di plastica riempito di gas.

Luigi Chiatti, il mostro di Foligno.

Molto scalpore destò nell’opinione pubblica italiana anche la storia criminale di Luigi Chiatti, il mostro di Foligno, reo di aver ucciso tra il 1992 ed il 1993, Simone Allegretti di appena 4 anni e Lorenzo Paolucci di 13 anni.

Chiatti si trova attualmente in residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza, in pratica, quelle che una volta erano chiamati ospedali psichiatrici. La storia di Chiatti ebbe notevoli ripercussioni sociali all’epoca, tanto che prima di scoprire l’autore dei delitti, un’altra persona si autoaccusò degli omicidi, ma poi si scoprì opera di un mitomane ed un’altra si suicidò, lasciando un biglietto, con il quale si autoaccusava degli omicidi.

Gianfranco Stevanin, il mostro di Terrazzo.

Analogo seguito nell’opinione pubblica ebbe il caso di Gianfranco Stevanin. Gli italiani si divisero riguardo alla sua presunta incapacità di intendere e volere, nel compimento di sei uccisioni.

Il mostro di Terrazzo, come fu denominato Stevanin, agì in Veneto, tra il 1993 ed il 1994.

Ha più volte dichiarato di aver agito senza capire cosa stesse facendo e spesso senza nemmeno ricordare gli efferati delitti commessi per strangolamento e soffocamento.

Michele Profeta, il mostro di Padova.

Serial killer, in delirio di onnipotenza, tanto da fargli ingaggiare una sfida con la polizia, fu Michele Profeta.

Due le vittime del Mostro di Padova, denominato anche il “professore” per il suo aspetto distinto. Uccise un conducente di taxi e poi un agente immobiliare, nella zona di Padova, in entrambi i casi lasciò tracce per gli inquirenti sulla scena del crimine.

Andrea Matteucci, il mostro di Aosta.

Tra il 1980 ed il 1995, anche Aosta, ebbe il suo mostro, al secolo Andrea Matteucci. A suo carico quattro omicidi, ma l’opinione pubblica fu sconvolta per la sua pratica di necrofilia a danno delle vittime. Uscito dal carcere nel 2017, attualmente si trova in una struttura psichiatrica.

Milena Quaglini, la vedova Nera del Pavese.

Milena Quaglini si rese autrice di 3 omicidi, tutti e tre perpetrati nei confronti di tre uomini violenti nei suoi confronti e che le fece guadagnare il soprannome di Vedova Nera del Pavese, area in cui commise le azioni, tra il 1995 ed il 1999.

Morì suicida nel carcere di Vigevano dove era in attesa di processo.

Maurizio Minghella, il killer delle prostitute.

Ha collezionato, invece, oltre 200 anni di carcere, Maurizio Minghella, sospettato di aver ucciso oltre 15 persone, prevalentemente donne, scelte tra prostitute, e di aver attuato numerose violenze.

I fatti criminosi sono stati commessi da Minghella tra il 1997 ed il 2001, tra Torino e Genova.

I Ludwig: Wolfgang Abel e Marco Furlan

Firmavano i loro delitti con lo pseudonimo di Ludwig, i serial killer Wolfgang Abel e Marco Furlan. A loro carico, 10 vittime accertate e altre 18 presunte.

I due mettevano in atto le uccisioni con violenza inaudita, con coltellate, colpi di accetta e martello ed in alcuni casi bruciando le vittime fino a carbonizzarle.

La loro azione si è svolta tra il 1977 ed il 1984, tra i paesi del nord est italiano e la Germania.

Gli assassini senza nome

Senza colpevoli, invece, i 30 omicidi commessi in un lungo periodo tra il 1944 ed il 1983, in provincia di Genova.  

Il Mostro di Bargagli, così i giornalisti definirono l’autore, ma si pensa che sia stata più di una persona a commettere i delitti.

Senza volto anche il Mostro di Udine, a carico del quale, rimasto per sempre ignoto si contano 4 omicidi per accoltellamento ai danni di altrettante prostitute tra il 1971 ed il 1989

Trattorie e ristoranti tipici a Firenze, ecco dove mangiare bene i piatti della cucina toscana.

Le Trattorie ed i ristoranti tipici dove mangiare bene a Firenze sono un po’ ovunque. Nel centro storico, tra Ponte Vecchio, Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti ma anche in periferia, dove è più facile, magari, gustare un buon piatto tipico della cucina toscana e della cucina fiorentina.

Mangiare bene e spendere poco a Firenze è possibile, se sai dove andare, un po’ come succede a Roma, a Napoli, a Milano, a Bologna o ad Avellino.

Le ricette tipiche della cucina fiorentina sono ormai note in tutto il mondo e sono sempre più i turisti che raggiungono Firenze non solo alla scoperta delle bellezze architettoniche e dei musei della culla del Rinascimento, ma anche per gustare un piatto della tradizione in una trattoria o in un ristorante tipico.

Anche l’aspetto economico, però, va preso in considerazione. Si fa presto a dire di aver pranzato o cenato da Dio a Firenze, se potete permettervi un conto a tre cifre prima della virgola.

Mangiare bene e spendere poco a Firenze, è possibile. Anche in un ristorante o una trattoria del centro storico di Firenze.

Cosa mangiare nei ristoranti e nelle trattorie di Firenze

Ci sono alcuni piatti tipici della cucina fiorentina che vanno assolutamente provati sulle rive dell’Arno.

La pappa al pomodoro, la ribollita, il lampredotto, la bistecca, il ragù di cinghiale e i crostini con il lardo di Colonnata.

Ovviamente questi piatti tipici della cucina toscana vengono proposti in quasi tutti i ristoranti e trattorie di Firenze.

Sapere dove mangiare bene e spendere poco a Firenze è quello che fa la differenza.

Dove mangiare bene a Firenze

Osteria del Cinghiale Bianco

Partiamo da Borgo San Jacopo, una strada dal fascino fiorentino, impreziosita da botteghe artigiane, a pochi metri dal Ponte Vecchio.

Troviamo l’Osteria del Cinghiale Bianco, una location sapientemente allestita dove il richiamo alla storia è costante.

Se volete subito tuffarvi nelle prelibatezze della cucina toscana non potete non iniziare dall’antipasto proposto e composto da salumi di cinghiale, salumi tipici toscani, bruschette al pomodoro, crostini toscani, fettunta, lardo con pane tostato.

All’Osteria del Cinghiale Bianco si può assaggiare la vera pappa al pomodoro fiorentina, per poi passare alle bistecchine di cinghiale alla griglia, oppure optare per la trippa alla Fiorentina.

Il Trippaio del Porcellino

In Piazza del Mercato nuovo, a 13 passi dalla statua del Porcellino, si trova l’ambulante Il Trippaio del Porcellino, che come dice l’insegna, prepara “Lampredotto senza compromessi dal 1893”.

E’ forse la massima espressione italiana della coniugazione dello street food con la tradizione.

Trippa e lampredotto, conditi con la salsa verde ed il brodo di cottura, adagiate in soffici panini, o da consumare sul posto.

Bisogna fare la fila e presidiare la cottura, perchè al Trippaio del Porcellino, solitamente il sold out è quasi immediato.

Trattoria da Ruggiero

Uscendo dal centro storico, immediatamente fuori porta Romana, è possibile assaporare i piatti tipici della cucina fiorentina in uno dei locali che rappresentano la storia delle osterie fiorentine.

In via Senese ci si imbatte nella Trattoria da Ruggero, dove la Ribollita è un rito che rispetta le antichissime tradizioni.

Si va dai classici antipasti di salumi, ai crostini toscani alle puntarelle. Tra i primi, oltre alla Ribollita ed alla Pappa al Pomodoro vale la pena provare i pici strascicati. Per i secondi si sceglie tra i 4 tipi di bollito con cimalino, lingua, zampa o palombo, oppure, se optate per la griglia, la scelta varia dalla lombatina di vitella, al piccione, e l’immancabile fiorentina.

Perseus

Se volete gustare, invece, la vera bistecca fiorentina e forse anche la più buona di Firenze, occorre spostarsi dal centro storico. Nei pressi di piazza della Libertà troviamo Perseus. La garanzia di questo locale è data dal fatto che si trova fuori dai circuiti turistici ed è frequentato per lo più dai fiorentini.

Basterebbe lasciare la parola alle immagini per comprendere di che tipo di bistecca alla fiorentina stiamo discutendo.

Ci piace segnalare che sul menù, a lettere cubitali, si avvisa la clientela che la Fiorentina “non si può fare più cotta”.

Trattoria Da Burde

Chiudiamo la selezione di trattorie e ristornati tipici di Firenze con un locale che non ha nemmeno bisogno di presentazioni.

In via Pistoiese si trova la Trattoria da Burde. E’ talmente nota che sul sito internet della Trattoria non hanno ritenuto necessario mettere in evidenza il “chi siamo”. Sarà la proverbiale spocchia fiorentina, ma se lo possono permettere.

Il menù è ricco di interessanti proposte che rispecchiano la tradizione fiorentina.

Abbiamo dovuto selezionare alcune portate da non perdere: Antipasto Toscano di affettati misti e con crostino di fegatini di pollo, Minestra di farro e fagioli, Ribollita, Pasta e fagioli, Farinata gialla con cavolo nero, Carabaccia, Cacciucco di ceci , Pappa al pomodoro, Pasta al pollo scappato, al ragù bianco di Chianina, al sugo di prosciutto, Stracotto di Chianina,  Peposo di razza Calvana, Trippa alla fiorentina, Lampredotto, Braciole rifatte in salsa con patate, pecora in umido, gallina, lesso, zampa, zampetti e codino di maiale, lingua.

Alla scoperta del Piemonte: vacanze tra storia, attrattive naturali e buon gusto a tavola.

Il Piemonte, oltre alla bellezza del suo capoluogo Torino, città ricca di fascino e dal passato illustre, raccoglie al suo interno tanti tesori architettonici e artistici oltre a numerose aree protette naturalistiche.

Il turista potrà visitare non solo la città sabauda, attraversata dal Po, e i suoi monumenti, ma anche le immense distese del Monferrato, i parchi tra le colline dell’astigiano, antichi castelli e pregevoli regge disseminati lungo tutta la regione, oltre a itinerari sportivi e invernali che possono contare su rinomate località sciistiche.

I percorsi culturali nel Piemonte, sulle orme sabaude

Torino, contro ogni pregiudizio che la definiva grigia e austera, si rivela agli occhi di coloro che decidono di visitarla una realtà vivace, creativa e ricca di attrattive e luoghi pieni di interesse.

A partire dalle numerose piazze circondate dai caratteristici portici: l’immensa Piazza Vittorio Veneto, che si affaccia sul Po e che guarda alla Chiesa della Gran Madre di Dio, è vicina anche al noto Castello del Valentino; Piazza Castello, adiacente alle residenze sabaude del Palazzo Reale e Palazzo Madama, sede del Museo Civico d’Arte Antica; Piazza San Carlo, cuore pulsante e commerciale della città, sull’asse della frequentatissima strada dello shopping Via Roma; l’ottocentesca Piazza Carlo Felice di fronte alla stazione di Torino Porta Nuova o la storica Piazza Statuto al cui centro troviamo il monumento al Traforo del Frejus.

Da non dimenticare la visita al famoso Duomo (1491-1498) con la cappella barocca dove è conservata la Sacra Sindone, meta continua di viaggi spirituali, alla Mole Antonelliana, simbolo indiscusso della città, collocata proprio nel cuore della città e raggiungibile dalla centralissima Via Po, nella quale poter visitare l’importante Museo Nazionale del Cinema, e al Museo Egizio, considerato il più importante al mondo dopo quello del Cairo per il valore dei reperti in esso conservati. Ma un viaggio culturale in Piemonte non include solo Torino.

Luoghi di interesse sono la vicina Basilica di Superga, la Reggia di Venaria, la Palazzina di caccia di Stupinigi, Patrimonio dell’Umanità Unesco nell’ambito del circuito delle residenze sabaude, il Castello Reale di Racconigi o il Castello Malingri di Bagnolo (in provincia di Cuneo), il Ricetto di Candelo (certificato tra i borghi più belli d’Italia, a pochi chilometri da Biella), il complesso dei Sacri Monti inseriti nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità Unesco tra cui il Sacro Monte di Crea (che si erge su uno dei punti più elevati del Basso Monferrato, nella provincia di Alessandria), il Sacro Monte di Ghiffa (con una splendida vista sul Lago Maggiore) e il Sacro Monte di Varallo, in provincia di Vercelli.

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I palazzi ed i castelli reali di Torino

Vacanze in montagna: ecco le località del turismo piemontese

Idee per le vacanze in montagna in Piemonte? Una meta nota a tutti gli appassionati di sport invernali è il Sestriere che con il comprensorio sciistico internazionale della Via Lattea assicura moderni impianti di risalita, 400 km di piste, innevate anche artificialmente, per settimane bianche all’insegna del divertimento. Sci di fondo praticabile anche nella bella Val Varaita (Cn), di cui il Monviso ne è emblema.

Tra i numerosi centri di fondo troviamo quello di Valmala con le piste che si snodano nelle tre direzioni del Pian Madama, del colle della Ciambra e della località Boisa.

La zona offre piste di sci da discesa, di sci alpino e attività legate alle cascate di ghiaccio. Non solo montagna invernale.

I parchi in Piemonte

Il Piemonte dispone di riserve naturali e parchi praticabili in tutte le stagioni: tra le colline astigiane troviamo il Parco Naturale di Rocchetta Tanaro, le riserve naturali di Valle Andona, Valle Botto, Valle Grande e Val Sarmassa; il Centro Cicogne di Racconigi, con centro visite e sentiero natura molto interessante anche per uscite con bambini; gli itinerari attraverso i cinque laghi della Serra di Ivrea oppure il Parco del Laghi di Avigliana, situato all’imbocco della Valle di Susa per passeggiate nella quiete della natura incontaminata.

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Le specialità della cucina piemontese e le vie del vino

Piatti tipici della regione sono la bagna cauda, il brasato al Barolo o la soma. Tra gli ingredienti principali della cucina il prelibato tartufo bianco di Alba, il formaggio Bra, il riso, coltivato nelle ampie risaie vercellesi, cucinato nei modi più svariati (ricordiamo qui la paniscia di Novara), le castagne e le nocciole.

Grande tradizione dolciaria che annovera cavalli di battaglia come il gianduiotto, l’amaretto di Saronno, i crumiri di Casale Monferrato, la polenta di Marengo, la torta di San Pedar. Eccellenti i vini, tra i più noti d’Italia.

Oltre al famosissimo Barolo, ricordiamo il Barbaresco, il Gattinara, il Ghemme, il Barbera, il Nebbiolo, il Grignolino, il Moscato, il Dolcetto e lo spumante delle uve astigiane da cui prende il nome.