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Cannabis light: come è cambiato il mercato negli ultimi anni?

Quello della cannabis light è un mercato giovane. Tutto, infatti, è iniziato nel 2017, precisamente a gennaio. Risale a quel periodo, infatti, l’entrata in vigore della Legge 242/2016. Questo testo normativo, redatto con lo scopo di valorizzare la filiera agroalimentare della canapa, ha di fatto reso legale il consumo e la commercializzazione di cannabis non psicoattiva.

Entrando nel vivo delle sue caratteristiche, ricordiamo che si tratta di cannabis con una percentuale di THC molto bassa, pari allo 0,2% massimo. Per amore di precisione, è il caso di specificare che, a causa della difficoltà, lato produttori, nel mantenimento della soglia sopra citata, è stato introdotto un limite di tolleranza pari allo 0,6%.

Detto questo, non resta che entrare nel vivo dei cambiamenti che, in questi anni, hanno investito il mercato della cannabis a basso contenuto di THC.

Cannabis light: il percorso dal 2017 a oggi

Il mercato della cannabis light è stato interessato da mutamenti notevoli dal 2017 a oggi. Inizialmente, ad acquistare sono stati soprattutto i consumatori abituali di cannabis psicoattiva, che hanno trovato nella soluzione ricordata nelle righe precedenti un’alternativa piacevole e, nel contempo, non dannosa per il fisico.

Man mano che la popolarità della cannabis light è cresciuta, ad alimentare il business sono arrivate anche altre tipologie di utenti. In questo novero è possibile considerare coloro i quali soffrono d’insonnia e sono alla ricerca di rimedi naturali utili contro questa problematica. Tra queste alternativa, spicca l’olio di CBD o cannabidiolo, principio attivo della cannabis più famoso dopo il THC e privo di effetti psicoattivi.

Nel quadro che stiamo descrivendo è il caso di includere anche l’interesse, cresciuto tantissimo negli ultimi anni, nei confronti della cosmesi naturale. Questo settore, in continua espansione, vede nel mercato della cannabis un riferimento molto interessante.

Il già ricordato CBD, infatti, si contraddistingue per importanti effetti antinfiammatori e seboregolatori. Non a caso, viene spesso preso in considerazione per cosmetici utilizzati contro l’acne.

Il nodo della sostenibilità

Soprattutto nel corso dell’ultimo anno e mezzo a causa dell’emergenza sanitaria, è maturata in tantissime persone una maggior consapevolezza in merito all’impatto delle scelte di acquisto sull’equilibrio ambientale. Questo ha avuto delle ripercussioni sul mercato della cannabis? Assolutamente sì! Il motivo è molto semplice: la canapa è una pianta estremamente sostenibile. Prima di tutto, cresce anche in terreni avversi per altre specie, aspetto che la rende una preziosa alleata contro il consumo di suolo. Pianta che richiede molte meno risorse idriche e ha, a parità di ettaro, una resa maggiore rispetto ad altre specie, purifica il suolo in cui viene coltivata.

L’attenzione alle peculiarità sostenibili di una delle piante più antiche del mondo – viene impiegata dall’uomo da tempo immemore – si è concretizzata soprattutto nell’aumento dei numeri relativi all’acquisto di prodotti tessili, alcuni dei quali legati al mondo dell’abbigliamento e della calzatura. Oltre agli aspetti sopra citati e relativi all’ambiente, quando si parla di questi prodotti è il caso di chiamare in causa anche la resistenza. In un periodo come quello che stiamo attraversando, con il risparmio economico tra le priorità di numerose famiglie, comprare un paio di scarpe amiche della natura e nel contempo in grado di durare nel tempo è una gran cosa!

Le frontiere del prossimo futuro

Le frontiere del prossimo futuro per il mercato della cannabis light sono all’insegna della positività: nonostante il successo di questi anni e la nascita di diverse attività, il mercato non è ancora saturo. Lo spazio c’è e per presidiarlo è necessario fare attenzione ad aspetti come il customer care. Si tratta di un punto importante su cui concentrarsi in quanto, in generale, i diversi brand non si differenziano molto per quanto riguarda i prodotti e, alla luce di ciò, è opportuno distinguersi in altri modi.

Ecco una routine yoga per alleviare il dolore a schiena e gambe

Il mal di schiena è un problema difficile da trattare con la ginnastica tradizionale. Proprio per questo, può essere utile praticare yoga, un’attività che permette di stirare i muscoli ed allineare le ossa per migliorare la postura ed alleviare i dolori.  Tali esercizi, inoltre, sono utili anche per il dolore alle gambe. Ecco alcuni esercizi di yoga da poter praticare anche a casa.

Posizione del Pesce (Matsyasana)

Questa posizione si pratica partendo sdraiati, tenendo le gambe distese ed i piedi uniti. Le mani vanno posizionate sotto i glutei, con il palmo al suolo, ed i gomiti vicino alla schiena. A questo punto bisogna sollevare il torace, inarcando la schiena, aiutandosi con i gomiti come sostegno. Poi, è necessario far scivolare la testa indietro, al fine di poggiarla a terra. Il mento deve essere verso la gola. Questa posizione deve essere mantenuta circa 30 secondi, respirando in modo profondo e sciogliendo la colonna vertebrale. Lo scopo è quello di far distendere la colonna vertebrale, rafforzando i muscoli della parte superiore della schiena. Se si ritiene questa posizione faticosa da mantenere, è possibile utilizzare un mattoncino oppure un cuscino come supporto sul quale poggiare la testa, al fine di aprire il torace al meglio. I supporti sono utili anche per chi soffre di dolori muscolari alle gambe o cervicali.

La posizione del cobra (Bhujangasana)

Si tratta di una posizione che prevede un piegamento all’indietro, finalizzata ad alleviare lo stress, rafforzare la colonna vertebrale ed allungare i muscoli. Bisogna inarcare la colonna vertebrale, attivando i muscoli addominali per dare sostegno alla zona lombare. Si inizia sdraiandosi a pancia giù, con i gomiti paralleli sotto alle spalle. Le gambe devono avere un’apertura come quella delle anche, e le dita dei piedi devono spingere al suolo. A questo punto, bisogna spingere il coccige verso i piedi, senza dimenticare di allungare la zona lombare, e sollevare il torace premendo sugli avambracci. La seconda fase prevede l’allungamento delle gambe tenendo sollevato il torace, allungando il coccige e premendo con le mani sul suolo. È fondamentale servirsi della forza dei muscoli dorsali per il sollevamento del torace, e non serve staccarlo molto da terra. 

 Saluto al sole (Surya Namaskara)

Il saluto al sole comprende 12 asana che permettono di alleviare i dolori alla schiena, pertanto può essere una routine ideale per occuparsi del proprio benessere. La sequenza ideale per alleviare il mal di schiena, prevede allungamenti in avanti, inarcamenti bilanciati e torsioni. Il primo asana è la posizione della preghiera, con le mani al petto. Il secondo è la posizione delle braccia alzate, e prevede allungamenti verso l’alto delle braccia con la schiena inclinata leggermente. Il terzo asana prevede piegamenti in avanti, partendo dalle anche. Il quarto asana è la posizione equestre, che si esegue con i palmi delle mani a terra, ai lati dei piedi, e con la gamba destra allungata all’indietro, con il ginocchio a terra. La quinta posizione è quella del cane a testa in giù, che prevede glutei sollevati e testa tra le braccia, per formare un triangolo.  Il sesto asana è il saluto degli otto arti, che si esegue con le ginocchia piegate, ed il torace ed il mento abbassati verso terra. La settima posizione è quella del cobra, descritta in precedenza; l’ottava è quella del cane a testa in giù. Essa si esegue partendo dalla posizione del cobra, poggiando i piedi a terra e mantenendo le gambe dritte. Il nono asana è nuovamente la posizione equestre; la decima prevede il piegamento in avanti con il piede destro in avanti, tra le mani. Si finisce, poi, con la posizione delle braccia alzate e la posizione della preghiera.

I campi dove giocare a Padel in Campania.

Dove sono i campi da padel in Campania? Quali sono le regole? Quale attrezzature comprare per giocare? Quanto costa prenotare un campo per giocare a Padel? Scopriamolo subito.

Il padel è la nuova mania italiana in fatto di sport amatoriale, ma nemmeno poi tanto amatoriale, considerando che i club ufficiali e riconosciuti dalla Federazione Nazionale stanno proliferando in tutta Italia.

Stando alle ultime statistiche, il cugino povero del tennis sembra aver superato il calcetto in termini di gradimento e di pratica, complice anche la pandemia che per lungo tempo ha vietato lo sport da contatto.

Non trascurabile il vantaggio che per giocare bastano 4 persone, due coppie, e non almeno 10, come nel caso del calcetto, dunque è più facile organizzare una partitella di padel.

Il padel ha avuto negli ultimi mesi un vero e proprio boom, tanto da diventare padel mania, grazie anche al seguito di numerosi sportivi, ex sportivi e personaggi famosi, su tutti Francesco Totti, Daniele De Rossi, Luca Marchegiani, ma anche Fiorello, Paolo Bonolis, Max Gazzè.

Sfida a Pael tra Totti e Candela

Come si gioca a Padel?

Il padel è il cugino povero del tennis, che si gioca in una “scatola”, sostanzialmente, un campo da tennis di dimensioni ridotte, delimitato da pareti che fanno parte integrante del campo e possono essere utilizzate per far rimbalzare la palla che risulta essere ancora in gioco.

Il punteggio si calcola come nel tennis.

Si gioca in 4, due persone per squadra, dunque una coppia, che si affrontano, occupando le due parti del campo divise dalla rete, come il “doppio” nel tennis. Non è previsto il match singolo.

A differenza del tennis, ovviamente, le pareti che delimitano il campo sono da considerarsi elementi dell’area di gioco utilizzabili per la giocata e dunque dopo che la palla ha toccato terra è ancora in gioco per essere reinviata alla parte di campo avversaria.

Altre poche regole padel lo differenziano dal tennis, il regolamento ufficiale può essere scaricato qui.

Qual è l’attrezzatura padel necessaria?

Le attrezzature del padel sono essenziali. Si tratta della racchetta, detta anche pagaia, che a differenza di quella del tennis è più corta, è piena, nella superficie di battuta da entrambi i lati e più robusta, dunque. Il manico viene ancorato al polso di ogni giocatore mediante un cordoncino, per evitare che nel caso in cui scivoli via dopo un colpo, possa colpire il partner o l’avversario, considerando la distanza ravvicinata.

La forma delle racchetta può cambiare. Può essere a goccia, a diamante o semplicemente rotonda. Anche il peso e il materiale può variare dipende dal livello di abilità del giocatore.

Le palline da padel sono uguale a quelle da tennis per forma, diametro e colore. Si differenziano per la pressione interna, inferiore, che consente un gioco più lento anche in virtù dei rimbalzi sulle pareti che delimitano il campo e le dimensioni ridotte dello stesso.

L’abbigliamento è facoltativo, ovviamente deve essere spiccatamente ginnico e lasciare ampia libertà di movimenti.

Quanto costa una racchetta padel?

Il costo di una racchetta da Padel non è proibitivo, almeno per i principianti. Con un po’ di ricerca è possibile portare a casa una racchetta con 50 euro.

I modelli professionali possono costare anche 600 euro.

E’ sempre meglio verificare di persona la maneggevolezza di una racchetta soprattutto se siete neofiti e la impugnate per la prima volta.

Quasi irrisorio il costo delle palline. Si va da un minimo di 3 euro per 3 palline fino ad oltre 50 euro nel caso di palline professionali.

Anche se, a differenza del tennis, è impossibile “perdere” con un fuori campo le palline, questa vanno però cambiate spesso, non appena, a seguito dei colpi, la pressione interna diminuirà in maniera sensibile rendendo il gioco impossibile. In linea di massima, tre palline consentono di giocare una decina di partite a livello principiante.

Dove sono i campi di Padel?

Sono oltre 3 mila i campi realizzati in Italia. Il Nord ed il Centro Italia, con Roma in particolare la fanno da padrone.

La tariffa per un’ora di gioco nel campo, in media al Sud ed in Campania, è di 40 euro, 10 euro a persona.

Anche il sud Italia, negli ultimi anni ha fatto registrare l’inaugurazione di un numero sempre crescente di strutture, in particolare la Sicilia, ma con la Campania che, nell’ultimo anno, ha fatto registrare l’impennata di campi di padel in maniera più evidente.

Campi da padel in Campania

Vediamo dove sono i campi in Campania. Ovviamente è la città di Napoli con la sua provincia a far registrare il maggior numero di campi di padel.

A seguire la provincia di Caserta, poi Salerno e fanalini di coda Avellino e Benevento.

Campi Padel a Napoli

Queste le strutture più grandi presenti a Napoli e provincia con il maggior numero di campi disponibili.

  • Azul Padel – Via Pallucci – Napoli (8 campi)
  • Accademia Padel Napoli – Via Pisciarelli – Pozzuoli (9 campi)
  • Campus Padel Vomero Aminei – Cupa degli Orefici allo Scudillo – Napoli (3 campi)
  • Igea Club  – Viale delle Rose – Cercola (3 campi)
  • Jop Sporting Center – via Beccadelli  – Napoli (6 campi)
  • Puteoli Padel – Via Vicinale Campana – Pozzuoli (4 campi)
  • Tennis Club Partenope – Via Monfalcone – Napoli (4 campi)

Campi Padel a Caserta

  • Tennis Club San Vito – Sessa Aurunca
  • Sporting Club Sant’Andrea – Santa Maria Capua Vetere
  • Real Padel San Leucio – Caserta
  • Open Caserta – Caserta
  • My Padel Club – Caserta
  • Lusciano Tennis – Lusciano
  • Il Sorriso – Casapesenna
  • Effe Center Sport – Caserta
  • Campi Verdi – Mondragone
  • Bellona Padel – Bellona
  • Academy Tennis Padel Caserta – Caserta
  • Sport Club Pineta Mare – Castel Volturno

Campi Padel a Salerno

  • Terzo Tempo Village – Salerno
  • Sporting Club Cilento – Castellabate
  • Padel Ceraso – Ceraso
  • Dopolavoro ferroviario Salerno – Salerno
  • Centro Sportivo San Lorenzo – Mercato San Severino

Campi Padel a Benevento

  • Acquara Sport – Amorosi
  • Circolo Tennis Team Pepe – Benevento
  • Molinara Padel – Molinara
  • Tennis Club 2002 – Benevento
  • Tennis Green Park – Benevento

Campi Padel ad Avellino

  • Circolo Tennis Potito Starace – Cervinara
  • Il Giardino Dello Sport – al confine tra Atripalda e Avellino (zona ferrovia)
  • Relè Elasac -Cervinara
  • Tennis Accademy Avellino – Manocalzati

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Decolaser, il Laser a Diodo 808 made in Italy per l’epilazione, firmato Decomedical.

Il laser a diodo 808 è un macchinario ad alta tecnologia utilizzato nei trattamenti estetici per ottenere, sia nelle donne che negli uomini, un’epilazione progressivamente definitiva.

Tra le apparecchiature presenti sul mercato mondiale, un ruolo di primo piano l’ha conquistato Decomedical, una realtà imprenditoriale che produce attrezzatura estetica professionale sin dal lontano 1967, grazie ad un laser a diodo dalle prestazioni performanti, design accattivante, maneggevolezza e funzionalità nell’utilizzo, tutta la qualità del “made in Italy” e una tecnologia d’avanguardia con cui interfacciarsi da remoto.

Decomedical produce il suo Laser 808 a diodo in Italia da oltre venti anni.

Decolaser, Laser a diodo 808, è un’apparecchiatura totalmente progettata e realizzata in Italia che nasce nei laboratori di San Mango Piemonte, grazie al lavoro dello staff di ricerca e sviluppo aziendale di Decomedical che ha fatto del know how e dell’evoluzione dei sistemi tecnologici per centri estetici il suo principale punto di forza. Al punto che, oggi, i suoi prodotti sono presenti nei centri estetici di tutti e cinque i continenti.

L’epilazione con laser a diodo 808 favorisce una riduzione della quantità e del diametro dei peli, nonché una ricrescita lenta, se non addirittura inesistente, grazie all’eliminazione del bulbo pilifero

Decolaser adotta una tecnologia che emette una luce laser a 808nm: in pratica si tratta di un sistema di estrema precisione che consente di colpire il bulbo pilifero in modo da assicurare un’epilazione progressivamente definitiva.

Grazie ad un sistema altamente performante del raffreddamento del dispositivo e all’alta velocità di esecuzione dei trattamenti, Decolaser permette sequenze di spot da 1 a 12Hz.

Tra i punti di forza del laser a diodo prodotto in Italia da Decomedical, che fa si che sempre più centri estetici decidano di utilizzarlo, oltre all’efficacia della sua azione, vanno annoverati sia il tablet con collegamento Bluetooth che ne agevola la gestione ed i comandi anche a distanza, sia il sistema di raffreddamento che ne preserva il diodo, assicurando una maggiore durata alla macchina.

Con questa combinazione si possono effettuare sedute brevi e con risultati duraturi.

Un particolare non trascurabile in un’ottica di fidelizzazione che è uno degli obiettivi che l’azienda campana cerca di perseguire da sempre.

Assicurare risultati efficaci, infatti, significa per Decomedical non solo soddisfare i propri clienti ma anche vedere soddisfatti i clienti dei clienti.

Wellness e tecnologia, meglio se made in Italy: due campi, quello della bellezza e della ricerca applicata, che da sempre vedono le aziende italiane avere una marcia in più.

Sei una Estetista?

Non noleggiare più il tuo laser a diodo, acquistalo a rate!

Se sei un’ estetista, per l’epilazione delle tue clienti scegli l’Alta Tecnologia Italiana, scegli Decolaser al diodo defocalizzato, una tecnologia che emette una luce laser con lunghezza d’onda di 808nm e consente di effettuare trattamenti estetici di epilazione progressivamente definitiva efficaci e sicuri.

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L’epilazione laser presenta una serie di vantaggi per il tuo Centro Estetico.

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  • Il trattamento Laser può essere effettuato 12 mesi all’anno e, quindi, anche nei mesi estivi, seguendo alcuni accorgimenti. 
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Altri centri estetici, nostri clienti, recuperano il costo della rata mensile in un solo giorno.

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Centri Estetici che usano in Italia il Laser a Diodo 808 di Decomedical

  • Les Pommes Via Aurelia Nord, 26 55049 Viareggio (Lu)
  • Operà Di Grosso Maria Via Provinciale 85050 Villa D’agri (Pz)
  • Centro estetico Venus di AURORA Messina Via Sant’Emilio 87064 Corigliano Calabro (Cs)
  • Alleorif di Mingo Fiorella – Telefono 3515292723 Via Mario Antonio Alfani n°22 – 84098 Pontecagnano (Sa)
  • Beauty Chic Jessica Sorrentino – Telefono 3332191818 Via Bolivar n°85 84059 Marina di Camerota (Sa) 
  • Istituto di estetica Donna 2000– Telefono 0817676635 Via dell’Epomeo 180 80126 Napoli (Na)
  • Centro Estetico Beauty Trainer Di Anna Villani – Telefono 08118758889 Via Pecorari n 25 84015 Nocera Superiore (Sa) 
  • Centro estetico ABL estetica e make up Via Piave, 51 74020 San Marzano di San Giuseppe (Ta)
  • Mlle Bijou Estetica e Benessere Vico II Croce del Seggio, 29 85047 Moliterno (Pz)
  • Future Acconciature – hair&beauty Via P. Giannone n. 7 71011 Apricena, Puglia
  • Nuovi Centri Dimagranti NCD – Telefono 0813045098 Via Pasquale Grimaldi n°65 81030 Lusciano (Ce) 
  • Centro Estetico Beauty Sun – Telefono 089335715 Via Raffaele Mauri n°18 84129 Salerno (Sa) 
  • Centro Estetico E Palestra Podalirio Di Messuti Maria Via Tagliamento n°27183100 Avellino (Av)
  • Centro estetico In My Hands – Telefono 0899846083 Via S. Francesco D’Assisi n°77/a 84081 Baronissi (Sa) 
  • DAFNE di Paola Irene Passaro – Telefono 3273155087 Via Europa n°13 – 84070 Trentinara (Sa) – Instagram
  • IL BELLESSERE di Estetica Iole – Telefono 0974825372 Via Salvo D’Acquisto 84043 Agropoli (Sa) 
  • Il Tempio Di Aphrodite Centro Estetico – Telefono 089958475 Via Roma N°117 84084 Fisciano (Sa) 
  • Equilibrio Estetica e Benessere di Angela Monteforte – Telefono 3393125931 Strada Provinciale 268b 84020 Colliano (Sa) 
  • Estetica Miro – Telefono 081916019 Via M. Guerritore n°38 – 84016 Pagani SA – Facebook
  • Evolution Lady di Mandetta Annalisa – Telefono 3452671712 Via della Gueglia n°12 84047 Capaccio (Sa) 
  • Gerardina Robertazzi – Istituto di bellezza – Telefono 3668034975 Via Umberto I 84020 San Gregorio Magno (Sa) 
  • Gocce di vanità di Carbone Ilaria – Telefono 3923470378 Via Raffaele Passarelli n°24 84078 Vallo della Lucania (Sa) 
  • Meraki di Mariagrazia Della Torre – Telefono 3315033388 Via San Pietro n°16 – 84060 Perdifumo (Sa) – tel 3315033388 Facebook
  • Valentina Fusco – Telefono 3927381856Via Giacomo Budetti n°93, 84098 Pontecagnano (Sa) Facebook
  • Vip Club Estetica – Telefono 089231700 16. Via Francesco Conforti n°11 84122 Salerno (Sa) 

Nuovo Open Day Pfizer ad Avellino: continua la Campagna Vaccinale anti-Covid 19.

Si terrà domenica 18 luglio il nuovo Open Day Pfizer ad accesso libero promosso dall’Asl di Avellino nell’ambito della Campagna Vaccinale anti-Covid 19.

Il Centro Vaccinale di Avellino – Paladelmauro sarà attivo dalle ore 8.00 alle ore 20.00, consentendo l’accesso libero fino ad esaurimento dell’orario.

I cittadini, residenti in provincia di Avellino a partire dai 12 anni, potranno accedere alla vaccinazione senza prenotazione anche se non iscritti sulla Piattaforma regionale Soresa.

Come prenotare il vaccino Covid in Campania.

Tra code agli ingressi dei centri, furbetti in cerca della dose e fiale fornite a singhiozzo, la campagna vaccinale prosegue con numeri che sembrano finalmente essere in crescita.  Ma come prenotare il vaccino Covid in Campania?

Il piano prevede una progressiva immunizzazione dei cittadini secondo le priorità individuate. Dopo aver iniziato con le categorie cosiddette a rischio – medici, infermieri, operatori delle rsa e anziani over 80 – si è proceduto con la somministrazione ai docenti, al personale della scuola, alle forze dell’ordine per poi passare alla classe d’età compresa tra 70 e 79 anni, i soggetti cosiddetti fragili, il personale della Protezione civile.

A seguire, la piattaforma per la prenotazione dei vaccini è stata aperta, gradualmente, a tutti i cittadini residenti in Campania fino ai 12 anni di età.

Chi può prenotare il vaccino Covid in Campania?

Tutte le persone non ancora vaccinate, dai 12 anni in su, possono prenotare il vaccino collegandosi al sito dedicato di Soresa assicurandosi di avere a portata di mano il Codice Fiscale e la Tessera Sanitaria, documenti necessari all’iscrizione n piattaforma.

Le percentuali di inoculazioni, rispetto al numero di fiale consegnate, tra i vaccini Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson ed Astra Zeneca, sono abbastanza alte, con la Campania che viaggia oltre il 90% di dosi iniettate rispetto al numero di quelle consegnate.   

Un dato, però, che non va confuso con il numero complessivo di soggetti da vaccinare.

Report vaccini in Campania

Alla data del 14 luglio 2021, in Campania risultano somministrate 5.765.788 dosi su un totale consegnate di 6.195.937 con una media giornaliera di oltre 38mila dosi inoculate.

Oltre 3,4 milioni sono le prime dosi effettuate, mentre le seconde si fermano a 2,3 milioni.

I residenti in Campania sono complessivamente oltre 5 milioni ed 800mila.

Per accelerare la copertura vaccinale, tutte le aziende sanitarie locali della Campania stanno cercando di ampliare le opportunità di vaccinazione.

In tutte le province della Campania sono state sperimentate soluzioni alternative per incentivare la somministrazione dei vaccini.

Ecco allora che, ad Avellino come a Benevento, a Caserta come a Napoli e Salerno sono state avviate campagne vaccinali nelle più grandi aziende, sia pubbliche che private, per consentire ai dipendenti di vaccinarsi direttamente sul posto di lavoro.

Open Day Vaccini in Campania

Vanno avanti anche i cosiddetti Open Day aperti a tutti coloro che, per libera scelta o per problemi di carattere burocratico, ancora non hanno ricevuto la prima dose del vaccino.

Gli Open Day possono essere liberi, vale a dire che non necessitano prenotazione, oppure su prenotazione del servizio attraverso un’apposita piattaforma, sempre gestita da Soresa, sulla quale verificare le date, i luoghi e la tipologia di vaccino che sarà somministrato di volta in volta.

Adesione vaccini anti Covid in Campania

Ma qual è l’iter da seguire in Campania per iscriversi alla piattaforma attraverso la quale poter poi ricevere la convocazione al centro vaccinale territoriale di appartenenza?

Una volta accertatisi di far parte della categoria (sanitaria, professionale o anagrafica) per la quale è possibile richiedere il vaccino, occorre collegarsi al sito dedicato ed accedere alla piattaforma regionale.

Per proseguire è necessario avere a portata di mano il codice fiscale e la tessera sanitaria.

Al momento della registrazione bisognerà comunicare un indirizzo mail ed un numero di cellulare, che serviranno a ricevere le comunicazioni e la convocazione per la somministrazione della prima dose di vaccino. Per verificare l’esattezza del numero di telefono, sarà inviato un codice OTP via sms.

Per chi voglia conoscere l’andamento quotidiano della campagna vaccinale in Campania, la Regione ha messo a disposizione una pagina web dedicata, costantemente aggiornata per verificare, provincia per provincia, come vanno avanti le somministrazioni.

Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson o Astra Zeneca?

Anche in Campania, come nel resto del Paese, è scoppiata la battaglia delle “preferenze”.

Tanti coloro che rifiutano Astra Zeneca, accompagnato ancora da una diffidenza dovuta alla gestione non ottimale della comunicazione iniziale sull’efficiacia del prodotto anglo-svedese.

Ma quanto sono davvero efficaci i vaccini che vengono somministrati?

Per fugare ogni dubbio, non resta che affidarsi alla fonte primaria, l’Istituto Superiore di Sanità, (https://www.epicentro.iss.it/vaccini/covid-19) per avere un’informazione su base scientifica e non “social” sugli effetti delle diverse tipologie di vaccino anti-Covid attualmente in distribuzione.

Decoshaper, alta tecnologia Decomedical, per migliorare la circolazione con il massaggio endodermico.

La cattiva circolazione sanguigna è associata a tante cattive abitudini della nostra quotidianità: sedentarietà, consumo eccessivo di sale, fumo, colesterolo, unite in molti casi a tendenze familiari e congenite.

Sono tantissime le possibili cause ma in pochi casi di  agisce nel modificare drasticamente i propri comportamenti per cercare quantomeno di alleviare il problema.

I sintomi di una cattiva circolazione sono, nella maggior parte dei casi, legati alle estremità del corpo, agli arti in particolare, con gonfiori o pesantezza alle gambe, mani e piedi freddi, formicolii.

La cattiva circolazione del sangue si presenta come una problematica di non immediata gravità ed in molti casi viene sottovalutata sia dagli uomini che dalle donne, ma che con il passare del tempo può comportare condizioni ben più gravi.

Nella maggior parte dei casi la parola chiave per alleviare i fastidi è fare movimento e condurre una vita meno sedentaria e più dinamica. Ma il raggiungimento dei risultati migliori avviene abbinando alle sane abitudini, da portare avanti quotidianamente, una serie di massaggi per stimolare e riattivare il flusso sanguigno.

Il migliore alleato per contrastare la cattiva circolazione si chiama “massaggio endodermico”, quel particolare trattamento estetico che attiva la circolazione sia venosa sia arteriosa consentendo una maggiore ossigenazione dei tessuti con la conseguente attivazione degli scambi intercellulari.

Cos’è il massaggio endodermico?

Il massaggio endodermico contribuisce a contrastare le adiposità localizzate, inestetismi quali la cellulite, la pelle “a buccia d’arancia”, il rilassamento cutaneo.

Il risultato generale? Riattivazione della circolazione, benessere di mente e corpo, modellamento del corpo e bellezza ritrovata.

Si tratta di un metodo ideale per ritrovare il benessere perduto e, ovviamente, per rilassare mente e corpo. Ma i vantaggi non finiscono qui. Tale azione è efficace anche dal punto di vista prettamente estetico.

Decoshaper, la soluzione Decomedical per il massaggio endodermico

Decomedical, azienda italiana leader nel campo delle attrezzature per centri estetici e studi medici estetici, ha tra i suoi gioielli di alta tecnologia Decoshaper, un sistema di lavoro avanzato per un profondo massaggio endodermico.

Il macchinario esegue tre azioni distinte in un unico trattamento: lipolitica, tonificante e drenante.

Azione lipolitica: grazie all’effetto di aspirazione della pressione a vuoto (vacuum), si provoca uno scollamento del tessuto ed un’iperemia della zona trattata con miglioramento sia del flusso sanguigno che del metabolismo cellulare; l’azione meccanica dei rulli provoca una riduzione del pannicolo adiposo grazie allo svuotamento degli adipociti ed alla mobilizzazione degli accumuli fibrotici della cellulite.

Azione drenante: la pressione a vuoto intermittente permette di dare uno stimolo importante al sistema linfatico durante il massaggio endodermico. Decoshaper stimola i vasi sanguigni con piccole contrazioni per favorire il ritorno linfatico, scaricare le tossine ed eliminare gli accumuli di liquidi interstiziali attraverso i gangli linfatici.

Azione tonificante: il massaggio endodermico stimola i fibroblasti a produrre nuove fibre, migliorando la consistenza, la compattezza e l’elasticità della pelle.

Miglior dentista a Milano? 4 consigli per trovare quello giusto

Vi siete trasferiti a Milano da poco e siete alle prese con la ricerca di un buon dentista, che sia onesto e serio ma soprattutto competente? Quando si tratta di trovare un medico affidabile in una nuova città, non è mai semplice orientarsi e spesso e volentieri si rischia di compiere la scelta sbagliata. Se infatti non si può contare sul passaparola, il pericolo di mettere la salute dei propri denti nelle mani di una persona poco seria non si può mai escludere. Senza contare che Milano è una metropoli: di studi dentistici ce ne sono moltissimi e scegliere a caso non è mai una buona idea.

Prestando un po’ di attenzione però si riesce anche a trovare lo studio perfetto: affidabile, serio ed onesto. Ecco allora alcuni consigli per non rischiare di sbagliare e andare a colpo sicuro.

#1 Fare una ricerca online

Al giorno d’oggi internet è una grande risorsa e può rivelarsi utilissimo anche per trovare un professionista affidabile. Cercando “miglior dentista Milano” su Google infatti si possono visualizzare gli specialisti del settore più aggiornati e magari si trovano anche recensioni in merito. Non potendo contare sul passaparola, questa può rivelarsi un’ottima strategia per farsi una prima idea sulle varie opzioni disponibili a Milano. Almeno, è possibile effettuare una prima scrematura e selezionare solo i dentisti che sono presenti nel web e che quindi, in linea teorica, sono aggiornati.

#2 Preferire lo studio al singolo professionista

Al giorno d’oggi a Milano si trovano sia professionisti che operano individualmente che studi dentistici all’interno dei quali lavorano vari specialisti, formati nello specifico in un determinato settore. Sicuramente, conviene optare per quest’ultima opzione perché un’equipe è in grado di garantire il massimo da tutti i punti di vista, mentre un singolo dentista potrebbe non essere abbastanza competente in alcuni ambiti. Se ad esempio si necessita di una cura canalare per devitalizzare il dente, un endodonzista è specializzato proprio in questo genere di trattamenti mentre un dentista privo di tale specializzazione potrebbe risultare inadeguato.

#3 Controllare i servizi offerti

Controllare quali siano i servizi e le cure offerte dallo studio dentistico è importante, perché se oggi avete bisogno solamente di curare una carie domani potreste necessitare di trattamenti più specifici. Conviene dunque scegliere subito uno studio dentistico che sia in grado di offrire un ampio ventaglio di cure e trattamenti, in modo da poterlo tenere come punto di riferimento stabile. Altrimenti rischiate di dover cercare nuovamente un professionista tra qualche anno, il che non è certo una passeggiata.

#4 Preferire uno studio innovativo ed aggiornato

Al giorno d’oggi sono disponibili tecniche innovative che consentono di conservare i propri denti naturali senza dover intraprendere interventi troppo invasivi o che permettono di migliorare l’estetica del sorriso in modo semplice ed indolore. Non tutti i dentisti però sono aggiornati e possono offrire tali trattamenti di ultima generazione, dunque conviene sempre verificare che il professionista che si sceglie sia in grado di utilizzare e proporre tecniche innovative, sicuramente migliori rispetto a quelle impiegate in passato.

Tumori tracheali e bronchiali: sintomi, trattamenti e cure

I tumori tracheali maligni più comuni includono il carcinoma a cellule squamose, il carcinoma cistico adenoideo, i tumori carcinoidi e i carcinomi mucoepidermoidi. Il tumore delle vie aeree benigno più comune è un papilloma squamoso  come bronchi, ed è qui che di solito inizia la malattia.

Esistono anche tumori di altri distretti corporei che possono dare metastasi alla trachea

Quindi vari tipi di tumori cancerosi colpiscono la trachea o i bronchi. in molti  casi il tumore  restringendo l’apertura della trachea riduce il flusso d’aria nei polmoni .

Il carcinoma a cellule squamose è il tipo più comune di cancro della trachea. È causato principalmente dal fumo. Può causare emorragie e ulcere nella trachea. Colpisce gli uomini (di età superiore ai 60 anni) più delle donne

Il carcinoma cistico adenoide è a crescita lenta. È comune nelle donne come negli uomini. Non è causato dal fumo: non esistono ancora certezze sulle cause per cui si sviluppa. Le persone di età compresa tra 40 e 60 anni sono le più a rischio. Può essere difficile da diagnosticare perché i suoi sintomi sono simili all’asma, alla BPCO e alla bronchite.

Anche i tumori carcinoidi sono a crescita lenta e hanno maggiori probabilità di essere trovati nei bronchi che nella trachea. Le persone di età compresa tra 40 e 60 anni sono le più a rischio

I tipi di tumori non cancerosi includono papillomi, condromi ed emangiomi.

Non si sa cosa causi ogni tipo di cancro alla trachea. Tuttavia, in alcuni casi, l’età e il fumo sono fattori di rischio.

Trattamenti del tumore alla trachea

Il trattamento dei tumori della trachea può includere interventi chirurgici, trattamenti broncoscopici erogati attraverso un tubo con una minuscola telecamera inserita attraverso la bocca e nelle vie aeree o la radioterapia, da sola o in combinazione.

Nei pazienti che non sono candidati per la rimozione chirurgica completa del tumore, queste terapie possono essere utilizzate per aiutare a ripristinare la respirazione e rallentare la progressione del tumore.

Chirurgia di asporto del carcinoma

La rimozione chirurgica del tumore è il trattamento preferito se si ha un tumore canceroso (maligno) o non canceroso (benigno) che coinvolge meno della metà della trachea. I chirurghi possono rimuovere il tumore e una piccola quantità di tessuto sano che lo circonda prima di ricongiungere le sezioni superiore e inferiore della trachea.

La rimozione chirurgica di un tumore tracheale può essere una procedura complessa. L’apporto di sangue alla trachea è delicato e facilmente danneggiabile. Qualsiasi danno ai vasi sanguigni intorno alla trachea rende più difficile la guarigione della trachea, aumentando potenzialmente le complicanze della chirurgia. Tuttavia i chirurghi specialisti sono appositamente formati nelle tecniche per preservare l’afflusso di sangue e ridurre il rischio di queste complicazioni, migliorando le possibilità di un esito positivo.

Trattamenti broncoscopici

Se il tumore è più esteso e non può essere rimosso tramite asportazione chirurgica, il paziente potrebbe essere idoneo a una serie di terapie palliative per aiutare a ripristinare la respirazione e rallentare la crescita del tumore.

I trattamenti broncoscopici vengono erogati attraverso un broncoscopio, un tubo collegato a una minuscola telecamera che viene inserita attraverso la bocca. Il medico utilizza il broncoscopio per guardare all’interno delle vie aeree e vi inserisce strumenti aggiuntivi, ad esempio per effettuare la terapia con il laser o inserire stent per le vie aeree.

In particolare le terapie possono essere:

  • Terapia con stent. Questa tecnica prevede il posizionamento di un tubo stretto di metallo o silicone, noto come stent per le vie aeree tracheobronchiali, in una via aerea ristretta per mantenerlo aperto;
  • Terapia laser. Questo trattamento prevede l’utilizzo di un fascio di luce altamente focalizzato per ridurre o rimuovere il tumore;
  • Coagulazione con fascio di argon. Simile alla terapia laser, questo trattamento utilizza elettricità e gas argon per uccidere il tessuto tumorale;
  • Brachiterapia. Viene utilizzato un broncoscopio per aiutare a somministrare la radioterapia direttamente al sito del tumore, distruggendo le cellule tumorali. La brachiterapia può essere raccomandata quando un paziente non è idoneo alla radioterapia a fasci esterni;
  • Broncoscopia rigida. Questa procedura palliativa prevede l’inserimento di un broncoscopio rigido (un tubo cavo diritto) nella trachea e la rimozione del tessuto tumorale all’interno delle vie aeree con l’endoscopio.

I trattamenti broncoscopici sono spesso usati in combinazione per alleviare i sintomi e fornire il miglior risultato possibile.

Radioterapia

Alcuni pazienti con tumori della trachea o dei bronchi, o quelli con metastasi linfonodali vicine  ad altri organi all’interno del torace, possono essere trattati con la radioterapia da sola o dopo l’intervento chirurgico.

La radiazione a fascio esterno, in cui un raggio di radiazione viene erogato da una sorgente esterna al sito del tumore, è il principale tipo di radioterapia utilizzata per il trattamento di persone con tumori tracheali. La brachiterapia, una forma localizzata di radioterapia, può essere utilizzata per il trattamento di pazienti non candidati alla radioterapia a fasci esterni.

Chemioterapia

La chemioterapia è un farmaco o una combinazione di farmaci somministrati per via endovenosa per arrestare o rallentare la crescita delle cellule tumorali. La chemioterapia può essere utilizzata, di solito in combinazione con la radioterapia, per trattare i tumori tracheali a grandi cellule squamose che non possono essere rimossi chirurgicamente.