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marijuana cbd
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Salute e Benessere

CBD: cosa dicono gli studi al riguardo?

In un contesto come quello in cui viviamo, è molto complicato riuscire a capire effettivamente quanto possa far bene o meno un metabolita presente nelle piante di cannabis Sativa.

In verità, grazie a numerosi studi e ricerche, si è scoperto che uno dei principali principi attivi della canapa, il CBD, produce innumerevoli effetti benefici sull’organismo.

E’ importante non cadere in confusione: il CBD non crea dipendenza, tantomeno altera lo stato mentale dei consumatori. Al contrario, agisce per contrastare gli effetti psicotropi del THC.

Di conseguenza, si può intuire che la cannabis light fa riferimento ad elevate percentuali di cannabidiolo, con contenuti di THC bassissimi.

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CBD e ansia: qual è il legame?

Tra gli studi più frequenti e, naturalmente, utili per aiutare migliaia di persone, ci sono le modalità con cui anche minime dosi di CBD possono avere impatti su disturbi d’ansia.

Difatti, come si può leggere qui, anche il National Institute on Drug Abuse si è adoperato nella ricerca per capire come alleviare sintomi da stress.

Inizialmente, si è iniziato verificando come cambiasse lo stato d’animo degli animali. Ricerche successive, invece, si sono incentrate su come i parametri cerebrali cambiassero dopo una periodica assunzione di CBD su soggetti affetti da disturbi d’ansia sociale.

In breve, è stato studiato che il CBD riesce ad interagire con specifici recettori del nostro cervello, avendo così impatti su diverse zone dell’organismo. Nello specifico, stimola la serotonina e la dopamina, che regolano l’umore.

Ciò significa che, in maniera anche abbastanza immediata, con una regolare (e controllata) assunzione di prodotti al CBD, si potranno notare effetti positivi in caso di problemi di ansia, panico, ma anche stress o insonnia.

Come agisce il CBD se si soffre di depressione?

Purtroppo, i casi di depressione su scala globale sono in costante aumento. L’obiettivo degli studi sul CBD è offrire delle terapie alternative, naturali e più sicure rispetto ai tipici antidepressivi.

Uno studio condotto, finora, sugli animali, ha palesato come il cannabidiolo se assunto con regolarità, possa rigenerare i neuroni.

Senza entrare in questioni troppo complesse, basti sapere che, in questo modo, si stanno attivando anche per applicare il cannabidiolo a pazienti affetti da disturbi depressivi, per mantenere elevati i livelli di serotonina.

Ovviamente, si è ancora in fase sperimentale, ma sembra che fino ad ora il CBD si stia dimostrando un valido alleato per curare persone affette da disturbi mentali: che siano lievi o in forme più acute, è sempre bene non sottovalutarli.

Il CBD allevia i dolori cronici?

Numerosi studi, condotti principalmente presso lo Stanford Medical Center, si sono concentrati sul CBD e gli effetti benefici che produce anche a livello fisico.

In breve, hanno attestato che il cannabidiolo è un ottimo analgesico e antinfiammatorio. Il tutto dipende sempre dall’interazione che avviene tra CBD e sistema endocannabinoide.

Le ricerche hanno dimostrato, però, che interagisce anche col sistema immunitario, facendo sì che le cellule si rigenerino.

Si tratta di studi iniziati nel 1975 e terminati nel 2018, con cui i ricercatori hanno concluso che il CBD potesse rivelarsi d’aiuto per problemi come dolori cronici o fibromialgia.

Interessante è stato anche comprendere come potesse avere impatti anche su delle semplici emicranie (croniche).. Partendo da dosi di 200 mg, si è notato che i pazienti, dopo somministrazioni periodiche, avvertissero i sintomi scomparire.

Il CBD provoca effetti collaterali?

Naturalmente, sono stati condotti studi anche per capire se il CBD, a lungo andare, avesse potuto causare qualche danno ai consumatori.

In linea generale, sembra che non causi alcuna tipologia di problema grave, ma, soprattutto, non crea dipendenza.

Gli unici effetti (rari) ma possibili sono:

  • Senso di stanchezza;
  • Cambiamenti nell’appetito;
  • Diarrea;
  • Vertigini;
  • Secchezza delle fauci.

Mentre l’ultimo sintomo è il più comune, gli altri sono stati rilevati poche volte. Si può ben comprendere, però, che l’assunzione di CBD non comporta complicazioni o gravi problemi per il proprio stato di salute.

Si consiglia sempre di recarsi presso un medico specializzato, così da conoscere le dosi adatte a risolvere il problema che si sta vivendo. Inoltre, bisogna anche considerare l’eventuale interazione tra CBD ed altri farmaci: potrebbero far contrasto.

In effetti, ogni organismo risponde in maniera differente alle sostanze che s’introducono. Per cui la regola principale è assumere CBD gradualmente.

Si tratta di discorsi legati a paesi in cui la cannabis e i suoi derivati, come l’olio al CBD possono essere legalmente consumati.

Attualmente, bisogna ribadire che in Italia sono ancora acquistabili come articoli da collezione.

Redazione online

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