fbpx
In Bulgaria, il monastero rupestre di Ivanovo è dal 1979 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO con le sue cinque chiese di immenso valore.
Arte e Cultura Prima Pagina

Le Chiese Rupestri di Ivanovo: in Bulgaria la testimonianza dell’arte bizantina.

In Bulgaria, il monastero rupestre di Ivanovo è dal 1979 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO con le sue cinque chiese di immenso valore.

A circa 20 chilometri di distanza da Ruse, caratteristica cittadina della Bulgaria settentrionale che sorge sulla sponda destra del Danubio, si estende il monastero rupestre di Ivanovo con le sue cinque chiese di immenso valore, tanto da essere nominate nel 1979 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

I motivi di questa scelta ricadono sull’essere testimoni, con i loro affreschi, dell’influenza dell’arte bizantina in Bulgaria, dove è stata reinterpretata con caratteristiche tutte proprie.

Il sorgere di queste chiese rupestri fu favorito, tra il Duecento e il Trecento, dalle donazioni da parte degli zar bulgari, e la loro salvaguardia ne rappresenta la consapevolezza delle valenze storiche e artistiche che in esse sono racchiuse.

Questo sito rappresenta senza dubbio la massima attrazione del Parco Naturale Rusenski Lom, di non semplicissimo accesso ma che offre un paradiso naturale fatto di pareti rocciose, grotte e di una fauna molto ricca e interessante.

Questi grandi complessi di grotte furono scelti dai monaci come propria dimora e vennero gradualmente abbelliti con dipinti. Infatti il parco comprende chiese, cappelle e celle scavate nella roccia a 32 metri di altezza che durante il XI secolo erano state dimora di asceti ed eremiti.

Gli affreschi della Scuola di Tarnovo

Tra il XIII e il XIV secolo furono riccamente affrescate dai pittori della cosiddetta “scuola di Tarnovo” che, in contrapposizione con la scuola bizantina più classica, si contraddistinguevano per il conferimento di una maggiore espressività ai volti.

Tali affreschi di eccezionale fascino raffigurano in modo particolare alcune scene dal Nuovo Testamento, e per visitarli occorre intraprendere una strada in salita a piedi dal parcheggio delle automobili.

E’ dunque necessario, per coloro che decidano di partire alla scoperta di questo sito, portare con sé scarpe da trekking, o comunque molto comode, del cibo e qualche bevanda. In particolare se si viaggia con i bambini, che si consiglia di tenere per mano a causa della presenza di eventuali spigoli rocciosi e di sporgenze impreviste. Nelle pareti si possono distinguere centinaia di grotte, non accessibili, ma che rendono l’idea della particolare conformazione morfologica e naturale propria di quest’area.

Spot

Spot

Spot

Share via