Ti va di prenderti una serata “d’autore”, di quelle in cui lasci che il cinema ti accompagni più con le sfumature che con i colpi di scena? Su RaiPlay ci sono tre opere che, a modo loro, parlano di noi: famiglie che si sfaldano, amori che cercano nuove regole, infanzie che diventano bussola.
Ecco i consigli di Agendaonline.it per chi ama il cinema italiano d’autore e vuole rivedere — o scoprire — tre film capaci di mescolare intimità, stile e visione. Tre storie diverse, un unico invito: sediamoci, ascoltiamo, e lasciamo che sia il dettaglio a raccontare l’essenziale.
Comincio da Lacci (2020, IBC Movie con Rai Cinema; apertura della 77ª Mostra di Venezia). Qui Daniele Luchetti lavora con precisione chirurgica su quella frattura che non fa rumore ma cambia tutto: il tradimento. Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante e Silvio Orlando tengono la macchina emotiva sul filo, tra Napoli anni Ottanta e una Roma che sembra sempre chiedere il conto.
La messa in scena è classica, nitida, con una fotografia che predilige interni e spazi “abitati” da silenzi, dove il non detto occupa più metri quadri dei dialoghi. Nonostante recensioni contrastanti, resta un titolo da recuperare su RaiPlay, capace di tenere alta la tensione e di confermare quanto i romanzi di Domenico Starnone — qui anche sceneggiatore — sappiano funzionare sul grande schermo.
Cambio di registro con Il colore nascosto delle cose (2017, Lumière & Co. con Rai Cinema e Ventura Film), dove Silvio Soldini torna sul tema della cecità senza didascalie, con una Valeria Golino magnetica accanto ad Adriano Giannini. In questo film piace come la regia alleni lo sguardo a “vedere altrimenti”: superfici morbide, suoni pieni, una messa a fuoco sensoriale che sposta il baricentro dal plot all’esperienza.
La fotografia accompagna il percorso percettivo del film, mentre la sceneggiatura calibra ironia e pudore. È uno di quei titoli “da rivalutare”: RaiPlay lo ospita in streaming, e rivederlo oggi significa fare pace con un cinema che preferisce il sottovoce al megafono.
Chiudo con Magari (2019-2020, Wildside, Iconoclast, Tribus P Films con Rai Cinema), esordio alla regia di Ginevra Elkann: una piccola perla nascosta che gioca di sottrazione, tra malinconia anni Ottanta e sorrisi laterali. Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher sono due adulti imperfetti, ma è lo sguardo dei bambini — Alma, Jean, Sebastiano — a tenere insieme il racconto. La messa in scena si affida a una fotografia intima e a una colonna sonora che non invadono mai, restando servizio al racconto.
Distribuito in esclusiva su RaiPlay nel 2020, ha raccolto consensi per la leggerezza non evasiva. È uno di quei film che “meritano una seconda chance”: lo guardi e ti resta addosso come una cartolina trovata in tasca mesi dopo.
Tre film, tre traiettorie. In Lacci la regia orchestra un disegno dei sentimenti che preferisce il dettaglio alla resa dei conti. In Il colore nascosto delle cose l’idea formale diventa racconto: la percezione come drammaturgia. In Magari il tono è più lieve, ma non meno vero: la memoria famigliare come laboratorio di identità.
Sono titoli usciti da qualche anno, è vero, ma proprio per questo “da recuperare assolutamente”: oggi parlano con più chiarezza, mentre noi abbiamo allenato orecchio e sguardo. E soprattutto li trovi — comodamente — su RaiPlay, dove la programmazione d’autore ti permette di costruire una piccola rassegna domestica.
