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Home » Attualità

Ciro Coretta e quei fantastici anni della Cocchia e della Scandone

6 Ottobre 2017di Lello Venezia
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Forse non ci crederete,ma Ciro Coretta aveva un superpotere.

Sì, come quelli dei super eroi: Nembo kid, Flash Gordon, Batman.

Ciro volava.

Come riusciva, sennò, a catturare quei rimbalzi impossibili sotto canestro anche contro avversari più alti di lui ?

E come riusciva, una volta conquistato il rimbalzo e aperto il contropiede, a trovarsi, puntuale, all’appuntamento con l’assist finale e realizzare i due punti ?

Lui sfruttava il suo super potere: volava. Da un canestro all’altro.

Lo sa bene il suo compagno di squadra, amico, fratello Ciro Petretta. Insieme, i due Ciro, fecero grande prima le giovanili dell’Enrico Cocchia, poi la Scandone.

Insieme poi si tolsero lo sfizio, sovvertendo tutti i pronostici, di portare al successo, quando i campionati studenteschi entusiasmavano e riempivano gli spalti della palestra Colletta, la “derelitta” squadra dell’Istituto Agrario, imbottita di ragazzi che venivano dai paesi vicini, battendo le blasonate formazioni dei licei composte dai “signorini” della città.

Ma Ciro volava anche per professione.

Una professione che s’è inventato lottando contro tutti. Da procacciatore di pubblicità a titolare di una delle più affermate agenzie pubblicitarie nazionali.

Lavorando duro, insieme all’inseparabile  socio ed amico Alberto.

Ed anche in questo campo volava. Volava continuamente in tutt’Italia, in tutt’Europa, in tutto il mondo.

Aveva capito, prima degli altri, l’importanza dei contatti internazionali, l’importanza di pensare in grande.

Italia – Cina la sua rotta aerea più frequente: per lanciare i marchi italiani e anche irpini sul mercato asiatico e per dare opportunità alle aziende cinesi di sbarcare in Italia.

Tante ore di volo per seguire da vicino tutte le fasi dei  suoi progetti (glielo dicevo sempre: invidio la tua carta “Mille Miglia”).

E Ciro volava anche con la mente.

Quando lo incontravi per il Corso, di ritorno da uno dei suoi voli, ti raccontava il mondo in che direzione andava e sarebbe andato. E ti raccontava dei programmi suoi e dei suoi cari.

Del prossimo viaggio con Mariolina per andare da Michele e dalla sua nipotina Gaia in Romania, dei progetti per Francesca.

Sant’Agostino insegna: “Signore non ti chiediamo perché ce lo hai tolto, ma ti ringraziamo per avercelo dato. Color che amiamo e che abbiamo perduto, non sono più dov’erano, ma sono ovunque noi siamo”.

Quindi oggi, anche se siamo tristi per la sua improvvisa scomparsa, dobbiamo comunque essere sereni perchè, statene certi, Ciro sta facendo quello che ha sempre fatto: sta volando sopra di noi.

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