Scopri L’ultima volta che siamo stati bambini, su Netflix un viaggio coraggioso e drammatico attraverso la guerra, tra innocenza perduta e amicizia.
C’è qualcosa di tenero e doloroso insieme nel film del 2023 che segna l’esordio alla regia di Claudio Bisio e che Netflix mette a disposizione dei suoi abbonati. Un esordio sorprendente, non tanto per la padronanza tecnica, già di per sé convincente, quanto per la sensibilità narrativa con cui affronta un tema tanto delicato: la Shoah vista attraverso gli occhi dell’infanzia.
Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Fabio Bartolomei, e Bisio, che ne firma anche la sceneggiatura insieme all’autore, decide di restare fedele allo spirito del libro: un equilibrio sottile tra ingenuità infantile, dramma storico e avventura.
Se sei curioso di vedere questo film, cerca nel vasto catalogo della piattaforma di streaming il titolo “L’ultima volta che siamo stati bambini”, una commedia drammatica storica coprodotta da Medusa Film che ha aperto la 53° edizione del Giffoni Film Festival e ottenuto un premio ai Nastri d’argento e una candidatura ai David di Donatello.
La trama conduce nella Roma del 1943. Qui quattro bambini – Italo, Cosimo, Vanda e Riccardo – stringono un’amicizia sincera, fatta di giochi, sfide, sogni. Ma quando Riccardo, ebreo, viene deportato insieme alla sua famiglia, i tre amici decidono, con la semplicità e la testardaggine tipica dell’infanzia, di partire per andare a “salvarlo”.
Comincia così un viaggio surreale e toccante, a metà tra il gioco e la consapevolezza, che li porterà a confrontarsi con un mondo che non è fatto per loro, dove le regole degli adulti come la guerra, l’odio, la paura non lasciano spazio all’innocenza.
Bisio non forza mai la mano. Non c’è retorica, né pietismo. Il tono rimane leggero anche nei momenti più duri, proprio come lo sarebbe negli occhi di un bambino. Ma dietro quella leggerezza si avverte la tragedia del contesto storico, raccontata senza filtri, attraverso la forza del non detto. Il cast di giovanissimi regge benissimo la scena.
Basta dare un primo sguardo al trailer, caricato anche su Youtube, per poter dare un’occhiata a un titolo poco conosciuto per quanto interessante poi possa risultare a un pubblico molto trasversale.
I piccoli attori sono spontanei, credibili, mai caricaturali. Tra loro spicca Alessandro Piavani nei panni di Cosimo, con uno sguardo che sa raccontare molto più delle battute. Accanto a loro, Federica Abbate, Marianna Fontana, Antonello Fassari e lo stesso Bisio, in un ruolo secondario, offrono interpretazioni misurate che arricchiscono il quadro.
La fotografia di Giuseppe Maio restituisce una Roma inedita, spogliata del suo folklore, più cupa e realistica, ma sempre viva. Le musiche di Vasco Brondi, delicate e mai invadenti, accompagnano inoltre perfettamente il ritmo narrativo.
“L’ultima volta che siamo stati bambini”, con il suo 86% di gradimento su Google e un punteggio di 6,6 su 10 su IMDb, è in sostanza un film che commuove senza manipolare, che fa riflettere senza spiegare.
È un’opera prima matura, empatica e coraggiosa, capace di parlare a tutti, grandi e piccoli, con il linguaggio universale delle emozioni. Un film perfetto da recuperare nel caso non lo si sia ancora mai visto!
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