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Annamaria Malzoni: “Stanchi ma Felici”. Nascite record ad Avellino.

Quello del 20 marzo 2018 è un giorno che resterà negli annali della clinica Malzoni di Avellino grazie alle 11 nascite in 16 ore.

Altro che crescita zero. Ad Avellino è forza 11.

Quella della vigilia dell’equinozio di primavera, alla Clinica Malzoni di Viale Italia è stata una giornata memorabile.

E di intenso lavoro.

Sono stati ben 11 i nuovi nati il 20 marzo 2018, praticamente un record che ha visto impegnata l’equipe dalle 8 del mattino fino a poco prima dello scoccare della mezzanotte.

Sette i maschi, 4 le femmine, in linea con quelli che sono i trend delle nascite.

Stranezze della natura (e delle statistiche): nascono più maschi, ma le donne vivono più a lungo.

A guidare l’equipe c’era la dottoressa Annamaria Malzoni, assistita dalla ginecologa Angela Adamo, dal pediatra Angelo Izzo, dagli anestesisti e le ostetriche di turno: tutti impegnati in un susseguirsi di operazioni da macchina perfetta.

Dottoressa Malzoni, non capita tutti i giorni di vedere venire alla luce tanti bambini. Come ci si sente al termine di una giornata come quella del 20 marzo?

“Stanchi ma felici. In effetti la media giornaliera delle nascite è di cinque, massimo sei bambini. Raddoppiare il numero è una circostanza rara. Che naturalmente ci fa piacere ed è un segnale positivo”.

E’ stata una giornata frenetica: qual è il segreto per una perfetta riuscita?

“Sicuramente il lavoro di squadra. Ognuno ha svolto il suo compito con estrema professionalità.

Come sempre, d’altronde. Anche perchè, bisogna tener presente che la giornata in clinica non è stata caratterizzata solo dalle undici nascite, ma anche dalle normali attività che si svolgono tutti i giorni, dal pronto soccorso ai controlli giornalieri fino agli interventi in sala operatoria ginecologica”.

Come stanno i bambini?

“E’ stata una giornata praticamente perfetta. I piccoli stanno tutti bene. Due sono stati parti cesarei, tra l’altro programmati. Sono state tutte nascite tranquille, con parti indolore grazie all’epidurale”.

Magari il paragone è un po’ irriverente, ma in pratica è stata una sorta di catena di montaggio. Come si coordinano  tanti travagli tutti insieme?

“La nostra struttura è dotata di quattro postazioni per il travaglio, piccole sale in cui le partorienti possono stare in compagnia dei compagni o di un familiare, che poi possono decidere di assistere o meno al parto.

Diciamo che forse siamo stati anche fortunati in quanto non si sono accavallati i parti, per cui non appena si liberava una sala veniva prontamente occupata da una nuova partoriente. Il resto, come dicevo prima, l’ha fatto il nostro lavoro di squadra”.

Professionalità ed emozioni: come si gestiscono in sala parto?

“L’impegno professionale viene prima della partecipazione emotiva, che pure naturalmente non manca.

E’ fondamentale immedesimarsi nella persona che sta per partorire, soprattutto se giovane e alla prima esperienza. Bisogna gestire le paure, con un atteggiamento che tranquillizzi.

Diciamo che il conforto tocca più all’ostetrica, il medico deve saper mantenere la lucidità per tutto il tempo, perchè durante ogni parto può insorgere un’emergenza e bisogna esser pronti ad intervenire”.

Nonostante il grande fermento e il moltiplicarsi di primi vagiti, le famiglie che sono state protagoniste della giornata da record non hanno minimamente accusato il “traffico” in sala parto.

Tra gli undici del 20 marzo 2018, c’è anche Andrea, il secondogenito di Marco Mallardo, storico esponente della tifoseria della Scandone.

“E’ stata una giornata perfetta – racconta Marco Mallardo -. Lo staff della clinica si è confermato di una professionalità incredibile. Basti pensare che nessuno di noi si è accorto dell’intenso volume delle nascite. Io ho saputo del record solo leggendo un post su Facebook…”

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