La storia del corallo racconta le vicende dei marinai di Torre del Greco, che, dal 1400 in poi, hanno raccolto il miglior frutto del mare, come lo definirono Greci e Romani.


Una storia che si perde nei secoli, nell’affascinante itinerario della civiltà mediterranea nel suo cammino da oriente ad occidente. Storia di dei e di popoli, di paure da sconfiggere, di magie e ritualità, di arti mediche e talismani. Medicamento ed afrodisiaco. Arte e moda.

La storia del Corallo di Torre del Greco

Ma la storia del corallo racconta anche le vicende di un popolo di marinai, quello di Torre del Greco, che, dal 1400 in poi, ha scandito la sua esistenza con ogni avvenimento legato al miglior frutto del mare, come lo definirono Greci e Romani.

Quello stesso corallo rosso, che la mitologia greca attribuiva al sangue sgorgato dalla testa della Medusa recisa da Perseo, assume per la Città dimensione totale.

E’ storia, letteratura, economia, cultura, spirito d’impresa, voglia di conquista. Però è anche lavoro durissimo sul mare, sacrificio ed avventura, capacità imprenditoriale che si affina nel tempo.

Il corallo torrese diventa sinonimo di alto livello tecnico, che fa di ogni oggetto, anche quello apparentemente più semplice, qualcosa di prezioso ed eccezionale.

E’ un discorso fatto di particolari, che inizia dalla selezione del grezzo attraverso una ricerca che, pur avvalendosi di tecnologie avanzate, non trascura la messa a punto e una cura minuziosa dell’oggetto, facendone sempre un pezzo unico.

Il corallo ed il cammeo assurgono così a simbolo della città, testimoni di un’antica cultura dell’estro e della fantasia di un popolo che, attraverso oggetti di pregiata fattura, continua la sua storia.

Cammei scolpiti su preziosi turchesi, ambre, bacheliti, avorio, montati in oro, incisi su pietre laviche, coralli, cristalli, conchiglie rappresentanti il Vesuvio, squarci naturalistici, divinità epiche o mitologiche, personaggi allegorici accanto a ritratti, scene di paesaggi agresti, frammenti biblici ed evangelici.

E’ nel ‘500 che l’arte incisoria conosce il massimo sviluppo. Non solo in Italia, ma anche in Francia e in Germania. Nel tardo Rinascimento, poi, la lavorazione della conchiglia si arricchisce di ulteriori sviluppi, di maggiori elaborazioni.

Per la prima volta vengono sfruttati giochi prospettici e cromatici, i colori e le iridescenze della madreperla (bianco, verde, azzurro) per incidere, scolpire, adeguandosi alle più svariate forme e caratteristiche della conchiglia.

Tra il XVIII e XIX secolo nascono le prime scuole di incisione. Solo più tardi, all’alba del novecento, la lavorazione del corallo si concentra in una sola città, Torre del Greco. Un percorso aperto da un francese, Paolo Bartolomeo Martin che chiamò a raccolta maestranze romane, celebri maestri ed incisori. Ricordiamo alcuni nomi: Filippo Veneziani, Michele Mangiarotti, Giuseppe Carlone, Filippo Gagliardi.

Torre del Greco, antico borgo marinaro diventato la vera capitale (per estro, creatività, manualità artigiana, raffinatezza) della lavorazione artistica del cammeo su conchiglia e corallo.

La città è sede dell’unica scuola d’arte del corallo e della scuola artigiana Emiddio Mele per la lavorazione del corallo e dell’oro.

La Scuola del Corallo di Torre del greco

A Torre del Greco esiste una scuola, la più antica d’Italia (anno di nascita 1878) con due istituti – uno d’incisione sul corallo, l’altra di oreficeria -, ed annesso un museo che espone pezzi dal ‘700 ai nostri giorni.

Testimonianza di un’arte dalle tecniche complesse e sofisticate, quella del cammeo.

Di una precisione e perizia assoluta. Disegni e sculture ottenuti con bulini sottilissimi, di vario taglio e grandezza, incastrati in fusi particolari e successivamente spazzolati con pomici ed olii, misture di vetriolo, lavati in acqua tiepida e asciugati con panni bianchi.

Gli artigiani del Corallo di Torre del Greco

Ancor oggi gli artigiani di Torre del Greco rispettano antiche tradizioni e segreti di lavorazione.

Quello che è cambiato forse, all’alba del millennio, è l’approccio con il repertorio. La produzione è caratterizzata, secondo gli esperti del settore, da una sorta di curiosa dicotomia.

Si prediligono lavori improntati alla tradizione, ma al contempo molti rifuggono il passato, optando per proposte più moderne, innovative, a tratti sperimentali.

Anche se il gusto per i cammei rimane legato, in molti casi, all’originale splendore di forme e contenuti improntati all’universo classico.

Foto di Tom Fisk da Pexels

Condividi
Exit mobile version