Estate o inverno che sia, Napoli è proverbialmente la città del sole, ma anche la città della tradizione in tavola.
Ecco un itinerario tutto gastronomico, “Cosa mangiare a Napoli in un giorno” alla ricerca del miglior caffè, della sfogliatella più buona o del ragù più gustoso, può essere un ottimo canovaccio per scoprire le bellezze partenopee e le prelibatezze napoletane.

A Napoli può succedere di tutto ma non morirete mai di fame.

Come ogni grande città dalla millenaria tradizione, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, anche a Napoli indicare il luogo dove si gusta la migliore pizza, si sorseggia il caffè più aromatico o dove assaporare la pastiera di grano più fedele all’antica ricetta, rischia di aprire un dibattito senza fine, perché ognuno immagina di conoscere il motore primo di una portata.

Rimangono invece, indiscutibili, alcuni principi.

Cosa mangiare nei ristoranti tipici e nelle trattorie di Napoli

Napule è ‘nu paese curioso: è ‘nu teatro antico, sempre apierto. Ce nasce gente ca’ senza cuncierto scenne p’ ‘e strate e sape recità.

(Eduardo De Filippo)

La sfogliatella.

Una sfogliatella napoletana

L’accompagnamento al caffè napoletano per antonomasia è rappresentata dalla sfogliatella frolla (liscia) o riccia. Il noto giornalista gastronomico Luciano Pignataro consiglia due bar pasticceria, Attanasio in Vico Ferrovia e Pintauro in Via Toledo.

Se a metà mattinata il languore si fa sentire, si può optare per un ricco spuntino.

La Pizza.

Una classica pizza margherita

La pizza napoletana, infatti, non rappresenta solo la portata del pranzo o della cena. Non in tantissime, ma in un numero sufficiente di pizzerie le sfornano a tutte le ore anche in formato mignon, ma sempre rigorosamente cotte a legno.

Si tratta della Pizza do vico, take away, impacchettata in foglio di carta per il pane, vero terrore di chi non deve sporcarsi tra sugo, mozzarella e olio.

Se siete, invece, tradizionalisti e aspettate il pranzo come unico momento per rifocillarvi, la cucina napoletana propone pochi ma imprescindibili capisaldi.

Tra le pizzerie più amate a Napoli centro , Pellone in Via Nazionale, 93 nei pressi della Stazione Centrale di piazza Garibaldi e del centro direzionale, Sorbillo in Via dei Tribunali 32, Antica Pizzeria Port’Alba in Via Port’Alba 18, Da Michele in Via Cesare Sersale 1.

Il ragù.

Passando ai ristoranti ed alla fatidica ora di pranzo . Ecco che una domanda sorge spontanea: dove gustare un buon Ragù,  “O’ ‘rrau”.

Dove assaggiare il vero ragù napoletano è difficile dirlo. A seconda dei quartieri dove viene cucinato cambia sapore. E’ il condimento d’eccellenza della domenica napoletana.

Lo Spaghetto a vongole.

Per chi ama la cucina di mare, lo Spaghetti a vongole è un classico.

Non sarebbero una esclusività

napoletana, ma ogni ristorante li può proporre a qualunque ora del giorno e della notte, così come avviene per la calamarata, o per gli spaghetti con il polipo.

La Frittura

Un secondo sempre proposto dai ristoranti di Napoli è la frittura, all’italiana o di pesce. In gergo si chiama O’ cuoppo oppure cuppitiello.

Salsicce e friarielli.

Se non amate la cucina a base di pesce, chiedete un piatto di salsicce e friarielli, una varietà di broccoli.

Attenzione, se vi spostate nell’entroterra campano e chiedete i friarielli potreste essere serviti con un piatto zeppo di peperoncini verdi fritti (mistero della lingua dialettale campana).

La Pastiera napoletana.

La pastiera napoletana

Per il dolce, a Napoli, c’è l’imbarazzo della scelta. Oltre alle sfogliatelle, andate sul sicuro tra babà, pastiere di grano, struffoli, delizie al limone, torta caprese.

Cosa bere a Napoli.

Il caffè.

Caldo, nero, e profumato. Nelle giornate più fresche e quando lo smog lo consente, il suo profumo inonda le strade di Napoli dalle prime ore del mattino.

Che sia l’espresso dei centinaia di bar o quello della moka che gorgoglia in tutte le case napoletane non importa.

In piazza Trieste e Trento la sfida è tra “Il caffè del professore” ed “il Gambrinus“. In varie zone di Napoli è presente la catena “Mexico“che a pareri di tanti offre uno dei migliori caffè napoletani.

‘Na tazzulella ‘e cafè a Napoli è come il lavarsi la faccia e il radersi: inevitabile per l’inizio della giornata. Se a Napoli qualcuno non beve il caffè, o è Inglese ma lo riconoscerete perché avrà tra le mani una tazza di tè o è allergico.

Il Vino.

I vini sono mutuati da zone limitrofe. I frizzantini Lettere e Gragnano, il Biancolella d’Ischia, o un Pere ‘e Palummo. Da abbinare a seconda delle portate.

Se poi riuscite anche a fare una visita al Museo di Capodimonte o al Maschio Angioino ed una passeggiata per via Caracciolo, partendo magari da Posillipo, avrete ancora più fame per una bella pizza a cena.

Napoli è imprevedibile, può succedere di tutto, tranne una cosa : non morirete mai di fame.

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Boris Ambrosone

Sono nato sul finire del 1974. Ad Avellino. Qui ho vissuto fino al 2003, e poi ad Atripalda (Av). Ho frequantato il Liceo Scientifico Mancini di Avellino, e mi sono laureato in Sceinze della Comunicazione a Salerno nel 2001. Dopo la laurea ho portato a termine un corso di perfezionamento sugli strumenti e professione della comunicazione della pubblica amministrazione presso l’università di Salerno. Dal 2002 sono giornalista pubblicista. Ho lavorato in Radio (Studio Elle e Radio Punto Nuovo), in TV (Irpinia TV) e per la carta stampata (Economia 2000, il Mattino, Il Denaro). Dal 2011 sono addetto stampa e responsabile delle comunicazioni, presso Irpiniambiente, (dal 2004 ho ricoperto analogo ruolo per ASA S.p.A.) la società provinciale che opera nel ciclo integrato dei rifiuti. Ho curato numerose campagne elettorali come addetto stampa di diversi candidati al consiglio comunale di Avellino e regionale della Campania. Per molti anni sono stato addetto stampa della CGIL di Avellino. Con l’avvento dei nuovi media e grazie alla conoscenza di Lino Sorrentini, direttore di Agendaonline, nei primi anni del nuovo millennio mi sono appassionato alle forme di comunicazione on line, diventando collaboratore di Agendaonline, prima blogger e poi internauta di Facebook. Occasionalmente curo le pagine social di aziende italiane. Con Agendaonline ho trovato la dimensione più confacente tra lavoro e hobby, essendo appassionato di gastronomia e più che discreto cuoco, di viaggi e di musica rock, specialmente se live. Ho curato per Agendaonline numerose rubriche e redatto numerosi articoli su viaggi, gastronomia, cultura e tempo libero. Collaboro anche al sito Prodotti Tipici Campani. Amo il vino buono, preferendo quello rosso, ma non sapendolo fare, mi limito a berlo. L’unica passione estrema è la ROMA, almeno fino a quando non mi sono sposato e sono diventato papà di Ginevra e Zaira.

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