La realtà si mischia alla finzione in un film a metà tra commedia e dramma disponibile in streaming su Netflix. Una pellicola uscita nel 2025 che vede George Clooney grande protagonista, affiancato da due spalle importanti come Adam Sandler e Laura Dern.

Un film che parla della complessità emotiva dell’età adulta, delle fragilità dei suoi personaggi, dell’equilibrio precario tra ciò che è stato e ciò che non potrà più essere.

Parliamo di “Jay Kelly”, sommesso ma tagliente nella migliore tradizione del suo regista Noah Baumbach di “Storia di un matrimonio“, che ti accompagna in una storia che metaforicamente potrebbe tranquillamente essere anche la tua.

Presentato in anteprima ad agosto 2025 alla Mostra del Cinema di Venezia, candidato a due Golden Globe, quest’opera si concentra sull’amicizia maschile osservata senza indulgenza, lontana dagli stereotipi consolatori.

Il tempo ha fatto il suo lavoro, lasciando addosso rimpianti, scelte mai affrontate davvero e una domanda che attraversa tutto il film: cosa resta di noi quando l’immagine che avevamo costruito comincia a sgretolarsi?

Clooney (“Le idi di marzo“) e Sandler (“Spaceman“) interpretano due amici legati da decenni di confidenze, successi, rivalità silenziose e non detti, mentre Laura Dern – presenza magnetica e mai neutra – incarna il punto di equilibrio (o di rottura) tra un passato felice e una prospettiva futura che si presenta molto diversa e divisiva.

Nel dettaglio, la trama vede George Clooney, perfetto nell’incarnare un personaggio che vive costantemente sul confine tra sicurezza ostentata e paura del fallimento, nei panni di Jay Kelly, celebrità affermata, reduce da un film appena terminato e con altri due progetti pronti a partire.

Ha superato i sessant’anni, maschera l’età con qualche ritocco ai capelli e alle sopracciglia ormai grigie, e porta sulle spalle le cicatrici di più divorzi, da cui sono nate le figlie. La più giovane sta per cominciare l’università e decide di partire per un viaggio in Europa con gli amici, mentre l’altra, insegnante e madre, ha scelto da tempo di tenere il padre a distanza.

A prendersi cura di Jay come farebbe un fratello è Ron, un Adam Sandler sempre più convincente nei ruoli drammatici, il suo manager, che per seguirlo ha sacrificato la propria vita familiare e persino un vecchio amore, Phoebe, oggi addetta stampa dell’attore.

L’incontro casuale con un ex compagno dei tempi della scuola di recitazione spinge Jay a confrontarsi con le scelte mancate e con le strade mai imboccate. Da qui nasce un doppio percorso: uno interiore, fatto di rimpianti e bilanci, e uno reale, che lo porta a inseguire Daisy in Europa con il pretesto di ritirare un premio alla carriera in Toscana.

Ma il tempo per rimediare sembra ormai scaduto, e fare pace con il passato si rivela più difficile del previsto. Anche la lealtà incrollabile di Ron, l’amico di sempre, potrebbe incrinarsi di fronte all’ennesima richiesta di un rapporto che ha consumato più di quanto abbia restituito.

Dal punto di vista narrativo, la scelta non è quella del giudizio, quanto piuttosto di uno sguardo empatico che ti invita a osservare, riconoscere e forse perdonare. Non è un film che cerca di piacere a tutti, né uno di quelli che si consumano in fretta.

Richiede da parte tua attenzione, disponibilità emotiva e una certa voglia di metterti in discussione. Ma proprio per questo lascia il segno. E quando scorrono i titoli di coda, quasi sicuramente ti resterà quella sensazione sottile e persistente di aver assistito a qualcosa di vero e di tristemente reale.

Questo drammatico su Netflix (58% di gradimento su Google, 76% su Rotten Tomatoes e 6,6/10 su IMDb) è un film sicuramente maturo, nel senso migliore del termine: imperfetto, onesto, a tratti scomodo. Uno che ti cammina accanto ma senza prenderti per mano, ricordandoti che crescere e invecchiare non significa smettere di sbagliare, ma imparare a convivere con ciò che si è diventati.

Condividi