Come organizzare una campagna di Crowdfunding e come scegliere la piattaforma giusta per la raccolta dei fondi

Dai modelli e le tipologie di crowdfunding alla rete di personal fundraiser: alcuni consigli per organizzare una campagna di successo per la raccolta di fondi

Il crowdfunding, in italiano finanziamento collettivo, è una pratica di microfinanziamento dal basso a sostegno di persone e organizzazioni, che si basa sull’ottenere piccole quantità di denaro da un ampio gruppo di individui per realizzare un progetto o un’attività imprenditoriale.

Quindi a differenza del prestito tradizionale, che si basa su un’unica fonte di finanziamento, in questo caso, in genere attraverso una piattaforma digitale, si cercano soprattutto piccoli e medi donatori e finanziatori.

Ci sono almeno tre tipologie diverse di attivazione della raccolta fondi con crowdfunding:

  • All or Nothing”, prevede che i contributi siano restituiti in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo di campagna in un massimo di 90 giorni.
  • Keep it all” tutti i contributi raccolti, in un massimo di 90 giorni, vengono accreditati anche se non viene raggiunto l’obiettivo della campagna.
  • Fundraising”, consente la raccolta fondi con accredito istantaneo, senza un obiettivo minimo né limiti di tempo. È particolarmente indicato per associazioni, partiti politici ed enti pubblici.

Come scegliere la piattaforma digitale

Le piattaforme digitali alla base di un’attività di crowdfunding si posso basare sulla classica donazione, ma non solo. Nel prima caso i conferimenti alla campagna sono una devoluzione senza alcun tipo di ritorno.

Anche il modello reward, ovvero con ricompensa, è una donazione, ma prevede un sistema di ricompense, non finanziarie, proporzionato all’ammontare della donazione e legato alla causa.

Il “loan-based” è un modello di crowdfunding basato sul prestito e, quindi, sulla successiva restituzione, di denaro. Con il modello “equity” è invece previsto un investimento in quote o azioni di società, spesso startup: chi sostiene la campagna acquista quote di capitale per averne un ritorno economico.

Prima di avviare una campagna di crowdfunding è molto importante scegliere una piattaforma che sia in linea con le esigenze dell’organizzazione: attenzione dunque alle condizioni previste e al supporto tecnico e creativo necessario per la realizzazione della campagna.

Qualche consiglio per orientarsi? Crowdfundme, Mamacrowd, Opstart, 200Crowd e WeAreStarting sono solo alcune delle principali piattaforme di crowdfunding attive in Italia e non solo.

Durata e obiettivi ben chiari

È preferibile individuare una durata precisa, fissando quindi l’inizio e il termine di chiusura.

Un arco temporale ben definito consente di essere più diretti e pressanti nella richiesta di sostegno.

Una durata ragionevole potrebbe essere di circa 3 mesi, anche se si tratta, come facilmente intuibile, di una valutazione molto soggettiva e legata alle finalità e all’obiettivo della raccolta che va sempre individuato.

Per tararlo al meglio va tenuto ben presente che la donazione media online è inferiore rispetto all’offline. Non è inoltre sbagliato monitorare in qualche modo la propria platea di riferimento, sia online che offline, per farsi un’idea il più possibile precisa sulle risorse che si riusciranno a raccogliere.

Promozione e comunicazione online e offline

La riuscita di una campagna di crowdfunding passa anche attraverso una capillare e puntuale attività di promozione e sensibilizzazione. Online si può contare su emailing e utilizzo dei propri social media; offline è invece possibile organizzare, solo per fare un esempio, eventi in cui si raccolgono fondi per contribuire al progetto.

Fondamentale anche organizzare una rete di personal fundraiser, composta da amici e conoscenti volontari pronti a sollecitare i propri contatti sulle finalità della campagna.

È un passaggio fondamentale per allargare il giro delle persone da coinvolgere e raggiungere nuovi donatori.

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