Prepari una teglia di verdure per cena e, mentre la sistemi in tavola, sai già come andrà a finire: domani saranno ancora lì. Lo stesso succede con il pollo comprato in una confezione troppo grande, con la pentola di legumi o con quel sugo preparato senza riuscire a calcolare davvero una porzione. Quando si cucina per una sola persona, il problema spesso non è trovare qualcosa da mangiare, ma evitare che ogni ricetta diventi un piccolo abbonamento per i due o tre giorni successivi.
Cucinare per una persona richiede infatti un’organizzazione diversa da quella di una famiglia. Le confezioni del supermercato e molte ricette sono pensate per più commensali, mentre dimezzare tutto non è sempre pratico né conveniente. La soluzione può essere cambiare prospettiva: invece di preparare tanti pasti completi in anticipo, conviene imparare a gestire porzioni, ingredienti versatili, frigorifero e freezer in modo che quello che avanza possa trasformarsi e non semplicemente tornare nel piatto identico alla sera precedente.
Al ritorno dalla spesa decidi già cosa mangerai e cosa no

Una delle abitudini più utili comincia ancora prima di accendere i fornelli. Hai comprato quattro fettine di pollo, ma sai che nei prossimi due giorni ne mangerai soltanto due? Non occorre cuocerle tutte. Puoi separare immediatamente la quantità che utilizzerai e, quando il prodotto lo consente, congelare quella destinata alla settimana successiva.
È la stessa logica che rende più efficace fare la spesa quando si vive da soli senza riempire il frigorifero di cose che finiranno nella pattumiera: una confezione grande è conveniente soltanto quando sappiamo già come gestirla.
Aspettare che un alimento sia vicino alla scadenza prima di decidere cosa farne riduce invece le possibilità. Meglio aprire il frigorifero dopo la spesa e stabilire subito una piccola gerarchia: ciò che mangerai presto, ciò che può aspettare e ciò che conviene porzionare e congelare.
Cucina ingredienti che possono diventare piatti diversi

Qui sta probabilmente la differenza più importante rispetto al classico meal prep. Preparare quattro vaschette identiche di riso, pollo e verdure permette certamente di risparmiare tempo, ma al terzo pasto la praticità rischia di trasformarsi in monotonia.
Per una persona può funzionare meglio preparare componenti piuttosto che piatti finiti, una strategia utilizzata anche nei piani di meal prep dedicati proprio a chi cucina da solo.
Tre zucchine cotte insieme, ad esempio, non devono diventare tre contorni uguali. La prima sera possono accompagnare carne o pesce, il giorno successivo entrare in una frittata e quelle rimaste condire un cous cous. Dei ceci già cotti possono essere serviti con verdure, poi frullati per ottenere una crema. Del pollo può diventare prima un secondo e successivamente il ripieno di una piadina.
Non significa inventare ogni sera una ricetta complicata. Al contrario, significa fare una parte del lavoro una volta sola lasciandosi però la possibilità di decidere in seguito come completare il pasto.
È anche un modo per ampliare le alternative quando si cerca cosa cucinare vivendo da soli senza finire sempre davanti a un piatto di pasta.
Alcune cose, invece, conviene prepararle in quantità

Voler cucinare sempre esattamente una porzione può diventare perfino scomodo. Un ragù, una zuppa di legumi, delle polpette o certe preparazioni al forno richiedono tempo e sporcare pentole e utensili per una quantità minima non offre necessariamente un vantaggio.
In questi casi ha più senso cucinare normalmente e dividere subito quello che non verrà consumato. Una porzione può restare destinata a un pasto ravvicinato, mentre le altre, se la preparazione è adatta, possono essere sistemate nel freezer.
Il Ministero della Salute raccomanda di conservare gli alimenti preparati in frigorifero e di non lasciare i cibi deperibili a temperatura ambiente; crudi e cotti dovrebbero inoltre essere mantenuti separati e protetti in contenitori chiusi. Per gli avanzi, porzionare prima della conservazione consente anche di riscaldare successivamente soltanto la quantità che verrà realmente consumata.
Un freezer organizzato con porzioni realmente utilizzabili per una cena diventa così molto più utile di un congelatore pieno di contenitori dei quali, dopo qualche settimana, abbiamo dimenticato perfino il contenuto.
Il vero spreco spesso comincia da una confezione aperta
Preparare per una persona ci si concentra facilmente sugli avanzi del pranzo o della cena, ma nel frigorifero c’è un’altra categoria che merita attenzione: gli alimenti iniziati.
Mezza confezione di ricotta, una mozzarella rimasta nel suo liquido, verdure già aperte, affettati, panna da cucina, mezzo barattolo di legumi: singolarmente sembrano quantità insignificanti, ma sono proprio queste piccole rimanenze a rischiare di accumularsi.
Anche il CREA ricorda che la data di scadenza indicata sulla confezione riguarda il prodotto ancora chiuso e che, una volta aperto, l’alimento deve essere consumato in tempi più brevi e conservato correttamente.
Prima di comprare qualcosa può quindi essere utile cambiare domanda. Non soltanto “quanto costa?”, ma “in quanti modi riuscirò a utilizzarlo?”. Un ingrediente che entra facilmente in due o tre preparazioni differenti può essere molto più adatto alla cucina di una persona rispetto a un prodotto apparentemente conveniente ma difficile da terminare.
Non devi organizzare domenica anche quello che mangerai venerdì
Cucinare da soli non obbliga infine a trasformare il frigorifero in un calendario settimanale. Non tutti hanno voglia di stabilire con cinque giorni di anticipo cosa mangeranno a cena.
Può essere sufficiente ragionare sulle prossime 24-48 ore. Se stasera accendi il forno per le verdure, preparane qualcuna in più sapendo già che domani avrà un’altra destinazione. Se cuoci dei legumi, decidi quale parte utilizzare subito e quale conservare. Se una preparazione produce inevitabilmente quattro porzioni, congelane due prima che diventino avanzi da consumare per forza.
Il vantaggio di vivere soli, dopotutto, è anche poter cambiare idea all’ultimo momento. Una buona organizzazione della cucina dovrebbe conservare questa libertà, non trasformarla in una sequenza di vaschette tutte uguali da svuotare giorno dopo giorno.
