Quando La ferrovia sotterranea vinse il Premio Pulitzer nel 2017, molti critici la indicarono come una delle opere più importanti dedicate alla storia della schiavitù negli Stati Uniti. Il romanzo di Colson Whitehead riusciva a unire rigore storico e invenzione narrativa, immaginando che la rete clandestina utilizzata dagli schiavi in fuga fosse una vera ferrovia nascosta sotto la terra. Da quel libro nasce la miniserie in 10 puntate disponibile su Prime Video, affidata alla regia di Barry Jenkins, premio Oscar per Moonlight, che sceglie di portare sullo schermo quella stessa visione senza rinunciare alla sua forza simbolica.
La protagonista è Cora Randall, interpretata da Thuso Mbedu, una giovane schiava che vive in una piantagione di cotone della Georgia. La madre è riuscita a fuggire molti anni prima, lasciandola sola tra violenze e umiliazioni quotidiane. Quando Caesar, un altro schiavo interpretato da Aaron Pierre, le propone di tentare la fuga, Cora decide di seguirlo. È il primo passo di un viaggio destinato a cambiare completamente la sua esistenza.
La cosiddetta Underground Railroad, nella realtà una rete clandestina di persone e rifugi che aiutava gli schiavi a raggiungere gli Stati liberi, diventa nella serie una vera ferrovia sotterranea, con locomotive, binari e stazioni nascoste. È una scelta narrativa che permette a Barry Jenkins di trasformare il percorso di Cora in un viaggio attraverso un’America diversa a ogni tappa. Ogni Stato racconta una forma differente di razzismo, discriminazione e violenza, mostrando come la ricerca della libertà non coincida mai con la fine del pericolo.
Sulle tracce della protagonista si muove Ridgeway, lo spietato cacciatore di schiavi interpretato da Joel Edgerton, convinto di dover completare una missione rimasta in sospeso fin dai tempi della fuga della madre di Cora. La sua presenza accompagna gran parte del racconto, alimentando una tensione che non nasce soltanto dall’inseguimento, ma dalla consapevolezza che ogni luogo apparentemente sicuro possa trasformarsi da un momento all’altro in una nuova trappola.
Accanto a Thuso Mbedu, Aaron Pierre e Joel Edgerton trovano spazio anche William Jackson Harper, Sheila Atim, Chase W. Dillon, Lily Rabe e Peter Mullan, interpreti che danno volto alle persone incontrate da Cora lungo il suo cammino. Ogni episodio introduce nuovi personaggi e nuove comunità, contribuendo ad ampliare il racconto ben oltre la semplice storia della fuga.
Barry Jenkins dirige personalmente tutti i dieci episodi della miniserie, mantenendo uno stile riconoscibile fatto di immagini contemplative, silenzi e grande attenzione ai volti dei protagonisti. La fotografia di James Laxton, già collaboratore del regista in Moonlight e Se la strada potesse parlare, accompagna il viaggio di Cora con immagini che alternano il realismo della ricostruzione storica a momenti di forte suggestione visiva.
Su Prime Video, La ferrovia sotterranea attraverso il viaggio di Cora ricostruisce una delle pagine più dolorose della storia americana e riflette sul peso della memoria, trasformando un romanzo già considerato un classico contemporaneo in una delle produzioni televisive più ambiziose degli ultimi anni.
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