Scopri la storia del Daruma, l’amuleto giapponese che simboleggia tenacia e fortuna. Dipingi l’occhio e insegui il tuo desiderio.

Stai passeggiando per le vie del Giappone e noti, nelle vetrine, tantissime bambole rosse di varie dimensioni. Tutte tondeggianti, senza gambe né braccia, con una folta barba nera, i baffi e due grandi occhi bianchi privi di pupille. Ti fermi incuriosito. Chi sarà mai questo simpatico personaggio dai colori sgargianti.

Signore e signori, sono lieta di presentarvi il Daruma!

Ma cos’è, esattamente?

Il Daruma è una bambola ovale che rappresenta Bodhidharma, il leggendario fondatore e primo patriarca del buddhismo Zen. In Giappone è considerato un potente amuleto portafortuna, simbolo di perseveranza e successo.

Come si attiva questo talismano?

Semplice: esprimi intensamente un desiderio e dipingi la pupilla dell’occhio destro con un pennarello nero. Tienilo sul comodino o sulla scrivania, così da incrociare spesso il suo sguardo: sarà lì a ricordarti l’impegno necessario per raggiungere ciò che desideri, accompagnandoti con un pizzico di fortuna.

Solo quando il tuo desiderio si sarà realizzato potrai dipingere il secondo occhio, come segno di compimento.

La bambola Daruma ha origini antiche, risalenti al V–VI secolo d.C., ed è da sempre simbolo di tenacia di fronte alle avversità.

La leggenda racconta che Bodhidharma si ritirò in una caverna per meditare e rimase in posizione zazen per ben nove anni, senza muoversi né battere ciglio. Una determinazione così estrema da portarlo a perdere l’uso delle gambe e delle braccia. È proprio a questa postura che si ispira la forma tondeggiante del Daruma, con la base più pesante per mantenerne l’equilibrio. Anche se viene spinto, infatti, si rialza sempre: un perfetto simbolo di resilienza.

Nel mio ultimo viaggio in Giappone ne ho comprati diversi, da regalare agli amici. Un modo semplice ma potente per sostenerli nelle loro piccole e grandi sfide quotidiane, con un pizzico di fortuna giapponese e un grande promemoria: con costanza e determinazione, tutto è possibile.

Allora, che aspetti? Esprimi il tuo desiderio: c’è un piccolo Daruma che non vede l’ora di aiutarti a realizzarlo.

Piccole curiosità

Dove nasce davvero il Daruma?

Se vuoi scoprire dove nascono i Daruma più autentici, devi spingerti a nord di Tokyo, nella tranquilla Takasaki, cittadina della prefettura di Gunma, famosa in tutto il Giappone per la sua produzione artigianale di bambole Daruma. Ogni gennaio si tiene qui il suggestivo Daruma Ichi, un mercato tradizionale in cui centinaia di venditori e pellegrini si riuniscono per acquistare un nuovo Daruma e restituire quello vecchio al tempio.

Usi moderni del Daruma

Non c’è politico giapponese che non abbia un Daruma da “completare” durante la sua campagna. E anche nei piccoli negozi, spesso ne vedi uno vicino alla cassa: un occhio solo, in attesa che gli affari decollino. Gli studenti lo usano come portafortuna durante gli esami, mentre le coppie lo regalano come segno di buon auspicio per nuovi inizi.

Il significato profondo della forma

Il Daruma ha la base zavorrata. Spingilo, e tornerà sempre in piedi. Proprio come chi, nonostante le difficoltà, si rialza. I giapponesi usano l’espressione “Nanakorobi yaoki”, che significa “Cadere sette volte, rialzarsi otto”: è la perfetta filosofia di vita che questa piccola figura incarna. Il nome “Daruma” è una traslitterazione giapponese di Dharma, il nome sanscrito di Bodhidharma.

I diversi colori del Daruma

Anche se il Daruma tradizionale è rosso, oggi ne esistono molte varianti: oro per chi cerca successo negli affari, verde per la salute, rosa per l’amore, bianco per la purezza d’animo. Ogni colore diventa una guida simbolica verso un desiderio specifico.

Forse non servono amuleti magici per cambiare la vita. Ma un piccolo Daruma che ci fissa ogni mattina ci ricorda che sì, possiamo ancora farcela. Anche oggi.