Scopri su Netflix il terzo capitolo di una saga d’azione e thriller che vede grandi nomi di Hollywood in Italia per un finale elegante e brutale insieme.

Un thriller d’azione dal ritmo misurato, ambientato nella suggestiva cornice del Sud Italia, che chiude il cerchio della storia di un giustiziere silenzioso e implacabile. Questo film che Netflix mette a disposizione del suo pubblico è pensato per chi ha amato i precedenti capitoli della saga, (The Equalizer – Il vendicatore 2014 – The Equalizer 2 – Senza perdono 2018) ma anche per chi cerca un racconto maturo, introspettivo e visivamente affascinante, capace di mescolare azione calibrata, tensione emotiva e un forte legame con il territorio.

Un uomo misterioso, un borgo minacciato e una scelta tra pace e giustizia: cosa si nasconde dietro il suo silenzio?

Ecco di cosa di parla “The Equalizer 3 – Senza tregua”, il titolo che segna il ritorno sullo schermo nel 2023 di Denzel Washington (“Training Day”, “Il rapporto Pelican“) nei panni dell’enigmatico e letale Robert McCall. Un ultimo capitolo che si allontana dagli stereotipi del cinema d’azione per abbracciare un tono più crepuscolare e riflessivo.

Diretto ancora una volta da Antoine Fuqua, il film si apre tra i paesaggi assolati e insieme cupi del Sud Italia, dove McCall, ferito in una missione in Sicilia, trova rifugio nell’immaginaria cittadina di Altamonte, chiaramente ispirata al borgo di Atrani.

Qui, immerso in una quotidianità semplice ma autentica, l’ex agente si avvicina lentamente alla comunità locale, scoprendo un’umanità dimenticata e un senso di appartenenza che non aveva mai conosciuto. Ma la quiete dura poco: la presenza della camorra, che soffoca il paese con traffici illeciti e violenze sotterranee, risveglia in McCall il suo istinto di giustiziere.

La trama si muove tra atmosfere sospese e momenti di brutale azione, giocando su contrasti netti e scelte di regia attente al ritmo interiore del protagonista, più che al puro spettacolo. Fuqua costruisce sequenze asciutte, chirurgiche, in cui ogni gesto del protagonista è pensato, misurato, inevitabile, e la violenza diventa quasi una forma di silenzioso linguaggio.

La fotografia di Robert Richardson dipinge il Sud Italia con una luce calda e malinconica, mentre la colonna sonora firmata da Marcelo Zarvos accompagna con discrezione il lento viaggio di redenzione di un uomo ormai stanco del sangue.

Accanto a Washington, ritroviamo Dakota Fanning (“Ripley”, “American Pastoral“) nei panni dell’agente CIA Emma Collins, in un rapporto che riporta sullo schermo la chimica già vista tra i due in “Man on Fire”, qui però declinata con toni più pacati e rispettosi.

I personaggi secondari, tra cui spiccano Remo Girone e Andrea Scarduzio, danno corpo a un’Italia che non è da cartolina, ma concreta e, per certi versi, dolente.

The Equalizer 3”, disponibile su Netflix, non cerca la grande esplosione finale: sceglie invece la coerenza con il percorso interiore del protagonista, offrendo un epilogo intimo, quasi spirituale, in cui la vendetta lascia spazio alla protezione, e la solitudine si scioglie nell’accettazione.

Non mancano limiti: la storia può risultare lineare, alcuni dialoghi appaiono poco incisivi e il ritmo rischia a tratti di dilatarsi (valutazione 68% su Google, 76% su Rotten Tomatoes e 6,8 su 10 su IMDb). Ma sono difetti secondari rispetto alla potenza emotiva del personaggio e alla coerenza narrativa dell’insieme.

Per la maggior parte della critica, il film non è il migliore della trilogia, ma è probabilmente il più maturo, il più consapevole, il più umano. Un addio elegante, con il passo lento di chi non ha più nulla da dimostrare.

Scopri altri film thriller da vedere su Netflix, leggi le recensioni di Agendaonline.it

Condividi