Sempre più giovani consumano bevande alcoliche in quantità eccessive: la dipendenza da alcol è sempre più diffusa e uscire dal tunnel è molto difficile.

Svegliarsi con il desiderio di bere, l’alcol come primo pensiero della giornata. Dietro la dipendenza da alcol c’è la ricerca ossessiva e compulsiva di bevande alcoliche.

Per raggiungere una situazione di apparente benessere e soddisfazione, l’alcolista cronico è inoltre costretto a mandare giù quantitativi sempre maggiori. Un obiettivo non difficile da centrare, vista la semplicità con la quale è possibile procurarsi bevande alcoliche. Anche per questo l’alcolismo è una delle dipendenze più difficili da affrontare e superare, ed è sempre più diffusa anche tra i ragazzi.

I giovani, non di rado anche minorenni, si riforniscono in genere nei supermercati dove è possibile acquistare notevoli quantitativi di prodotti non eccellenti, a prezzi contenuti. I controlli alla cassa non sono sempre stringenti, e così organizzare una bevuta collettiva è diventata un’operazione decisamente semplice.

L’alcol è sempre più diffuso tra i ragazzi

Gin e vodka sono tra i prodotti più gettonati tra i ragazzi che spesso, complice il colore trasparente delle due bevande, utilizzano bottigliette svuotate dall’acqua per non dare nell’occhio e berne senza limiti.

La dipendenza da alcol comporta scompensi molto simili a quelli da uso di droghe e sostanze stupefacenti più in generale.

L’assenza di bevande alcoliche o l’improvvisa interruzione del consumo prova infatti tachicardia, nausea e vomito, ma anche ansie, allucinazioni e convulsioni.

Effetti a catena che possono portare all’isolamento

L’alcol deprime il sistema nervoso centrale, riduce i freni inibitori e influisce sui pensieri, le emozioni la capacità di valutazione e giudizio. Una serie di “effetti a catena” che incidono negativamente sui rapporti personali e sociali e anche nell’ambito lavorativo.

Il consumo eccessivo di alcol può infatti incidere pesantemente sul regolare svolgimento della vita sociale, lavorativa o scolastica, fino a mettere in pericolo l’incolumità della persona dipendente e quella di familiari, amici o sconosciuti, coinvolti magari in incidenti automobilistici o episodi di violenza.

Sistematiche alterazioni dell’umore, difficoltà di concentrazione, inaffidabilità e aggressività sono alcuni dei sintomi dell’alcolista che tende invece a minimizzare i suoi comportamenti per non prendere coscienza del problema e non affrontarlo fino in fondo.

Difficile salvarsi da soli, un aiuto esterno può fare la differenza

Uscire dal tunnel dell’alcolismo è possibile, ma è decisamente complicato farcela da soli.

Affidarsi ad un centro di recupero è una scelta quasi obbligata: la particolare forma di dipendenza richiede infatti gruppi di auto-mutuo-aiuto e terapie psicologiche, con sedute individuali e collettive.

Molti specialisti consigliano di redigere un elenco dei motivi per cui smettere: un esercizio che può aiutare a razionalizzare il problema ed a individuare una serie di buone ragioni per cambiare vita, a partire dal recupero dei rapporti con i familiari e le persone più vicine, una maggiore produttività al lavoro e, naturalmente, un miglioramento complessivo della condizione psico-fisica.

É importante anche individuare nuovi hobby e passioni che possano dare nuovi stimoli ed essere fonte di distrazione.

Così come vanno evitati luoghi, frequentazioni e tutto ciò che, in qualche modo, faccia scattare il bisogno di bere.

Anche buttare via e liberarsi materialmente delle bottiglie di alcol può aiutare e avere una funzione terapeutica da non sottovalutare.

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