Donato Bilancia con i diciassette omicidi compiuti in poco più di sei mesi tra il Piemonte e la Liguria, è sicuramente il criminale italiano più efferato e conosciuto tanto da essere inserito, senza ombra di smentita, tra i serial killer più sanguinari. Dedito ai crimini sin da giovanissimo, personalità complessa, fu definito “killer delle prostitute” o “killer dei treni” per gli assassini compiuti tra la fine del 1997 e l’inizio del 1998.

Nato a Potenza, ma trasferitosi in Liguria con la famiglia sin dalla tenera età, Bilancia ha avuto un rapporto burrascoso con tutti i componenti della sua famiglia, madre, padre e fratello.

I primi conti con la giustizia si sono aperti già da minorenne, quando a seguito di un furto fu arrestato.

Con il passare degli anni, le sue azioni criminali sono divenute sempre più pesanti, fino all’escalation omicida messa a asegno tra il Piemonte e la Liguria.

I primi omicidi di Donato Bilancia per vendetta e per rapina.

Raffinato, colto, in grado di parlare diverse lingue, Donato Bilancia era dedito al gioco d’azzardo e affascinato dalla bella vita e dalle costose auto di lusso.

In questi ambienti matura il primo delitto di Bilancia, quando nel 1997, ad ottobre, uccide a mani nude, per soffocamento, Giorgio Centenaro, biscazziere con il quale Donato Bilancia ebbe a che fare.

Fu lo stesso Bilancia, dopo l’arresto ad autoaccusarsi di quello che poi è stato stabilito come il suo primo omicidio.

Sempre nell’ottobre del 1997, Bilancia uccise altre 4 persone. Maurizio Parenti con la moglie Carla Scotto, raggiungendoli nella loro abitazione. Bilancia riteneva il Parenti complice di Centenaro. Nell’occasione portò via un considerevole bottino in contanti, presente in casa, tralasciando i rolex e gli assegni.

Pochi giorni dopo a scopo di rapina, uccise i gioiellieri Bruno Solari e Maria Pitto.

Il mese dopo, a Ventimiglia, Donato Bilancia uccise il cambia valute Luciano Marro, mettendo a segno un colpo da 40 milioni di lire.

Sempre a Ventimiglia, fu ucciso un altro cambia valute, si tratta di Enzo Gorni.

La città di frontiera per ovvie ragioni, vedeva la presenza di numerosi cambia valute, i quali per la loro attività avevano una cospicua disponibilità di denaro liquido. Bottino appetitoso per l’indole e per le esigenze del Bilancia.

Questi gli omicidi commessi nell’ambito del gioco d’azzardo clandestino ed a scopo di rapina per sostenere la sua vita lussuosa e dissipata.

Questi omicidi, si scoprì poi, furono messi in atto da Bilancia, dopo aver attentamente studiato spostamenti ed abitudini delle vittime, nel tentativo di introdursi nelle loro case e coglierli di sorpresa.

L’avversione per le forze dell’ordine

La tipologia di vittima di Bilancia cambia repentinamente. Dopo i delitti di vendetta o a scopo di rapina, si manifesta in maniera sanguinaria la sua avversione per le forze dell’ordine o per i tutori dell’ordine in genere. La sua furia omicida si manifesta all’indirizzo di Giangiorgio Canu, metronotte genovese, ucciso il 25 gennaio del 1998.

Altri due metronotte verranno uccisi da Donato Bilancia due mesi dopo, nel marzo del 1998. In questo caso il duplice omicidio si verifica a seguito di una aggressione perpetrata ai danni del transessuale chiamato Lorena.

I due metronotte, Massimiliano Gualillo e Candido Randò furono giustiziati da Bilancia, poichè lo scoprirono in flagranza di commettere l’agguato mortale nei confronti del transessuale con il quale si era appartato, anche questi colpito all’addome, ferita che risultò non mortale, come invece il killer immaginava.

Serial Killer Italiani: il killer delle prostitute.

Fu il mese di marzo del 1998 a rappresentare per bilancia l’arco temporale nel quale mise a segno le uccisioni maturate nel mondo della prostituzione ligure.

Il 9 marzo a Varazze fu uccisa la prostituta di nazionalità albanese Stela Truya.

Dopo solo 9 giorni il killer sparò un colpo mortale alla testa della prostituta ucraina Ljudmyla Zubskova. L’omicidio fu commesso a Pietra Ligure.

Il 24 marzo, nell’occasione dell’uccisione dei metronotte Gualillo e Randò, Donato Bilancia aveva puntato il trans Lorena, che opponendo strenua resistenza sfuggì alla morte.

Fu l’assassino della nigeriana, Tessy Edshoe, a mettere gli inquirenti sulle tracce di Bilancia L’uccisione, grazie alla perizia balistica del Ris di Parma fu legata a quella di Stela Truya.

Circostanza che suggerì agli inquirenti la presenza di un killer seriale.

Ciò nonostante, il killer, il 13 Aprile, trova ancora il tempo di metere fine alla vita della prostituta macedone Mema Valbona alias Kristina Valla.

L’avversione per le prostitute, secondo i profiler dell’epoca, era scaturita dall’umiliazione che il Bilancia, sin da piccolo, dovette subire dalla madre, che in alcune occasione costrinse il piccolo Donato a denudarsi anche in presenza di altre persone.

Tra quelli che sono passati con il triste nome degli omicidi delle prostitute anche quello di Domika Hoxhollari, forse il primo dei delitti di Bilancia maturati in questo contesto. La giovane albanese fu trovata morta ad Albenga, a febbraio del 1997, dunque circa un anno prima dell’escalation omicida del Bilancia.

I delitti sui treni

Non appena gli inquirenti iniziano a vederci chiaro, Bilancia cambia scena e circostanze. Le sue azioni criminali si spostano sui treni in transito in Liguria.

Il 12 Aprile del 1998 muore, sparata da Bilancia, Elisabetta Zoppetti. La sua “colpa” è quella di aver preso il treno sbagliato e di essersi seduta nella carrozza scelta anche da Bilancia. La giovane infermiera in vacanza in Liguria, viene raggiunta nella toilette del treno e freddata.

Sei giorni dopo il killer torna in azione sul treno Genova-Ventimiglia. Colpisce sempre nella toilette la giovane Maria Angela Rubino. In questo caso, l’omicida compie anche atti di vilipendio del cadavere di natura sessuale.

L’ultimo omicidio e l’arresto

L’ultimo delitto di Bilancia avviene ad Arma di Taggia, sempre in Liguria. Bilancia rapina ed uccide Giuseppe Mileto, benzinaio che si era rifiutato di fargli credito dopo il rifornimento.

Nonostante la furia criminale di Bilancia e l’incredibile escalation così come la frequenza dei delitti, l’arresto avviene per circostanze non legate alle uccisioni.

Sebbene gli inquirenti avessero raccolto numerose indicazioni riguardo all’identikit ed agli spostamenti del killer, riuscirono a individuarlo per le multe che il Bilancia collezionò a bordo della sua auto, con la quale, per evitare il pedaggio autostradale, era solito accodarsi alle auto in transito ai caselli.

Poi, le azioni degli inquirenti che dopo averlo pedinato riuscirono in un bar a prelevare alcune tracce del Dna da una sigaretta che fornirono riscontro sulle tracce biologiche lasciate dal killer sui cadaveri.

L’arresto avvenne il 6 maggio del 1998, pochi giorni dopo l’ultimo omicidio.

La condanna di Bilancia

Fu lo stesso Bilancia, in fase processuale a fornire dettagli sui suoi omicidi. Fu condannato ad oltre 13 ergastoli.

Bilancia ha scontato la sua pena in carcere fino alla morte per Covid occorsa il 17 dicembre del 2020.

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Boris Ambrosone

Sono nato sul finire del 1974. Ad Avellino. Qui ho vissuto fino al 2003, e poi ad Atripalda (Av). Ho frequantato il Liceo Scientifico Mancini di Avellino, e mi sono laureato in Sceinze della Comunicazione a Salerno nel 2001. Dopo la laurea ho portato a termine un corso di perfezionamento sugli strumenti e professione della comunicazione della pubblica amministrazione presso l’università di Salerno. Dal 2002 sono giornalista pubblicista. Ho lavorato in Radio (Studio Elle e Radio Punto Nuovo), in TV (Irpinia TV) e per la carta stampata (Economia 2000, il Mattino, Il Denaro). Dal 2011 sono addetto stampa e responsabile delle comunicazioni, presso Irpiniambiente, (dal 2004 ho ricoperto analogo ruolo per ASA S.p.A.) la società provinciale che opera nel ciclo integrato dei rifiuti. Ho curato numerose campagne elettorali come addetto stampa di diversi candidati al consiglio comunale di Avellino e regionale della Campania. Per molti anni sono stato addetto stampa della CGIL di Avellino. Con l’avvento dei nuovi media e grazie alla conoscenza di Lino Sorrentini, direttore di Agendaonline, nei primi anni del nuovo millennio mi sono appassionato alle forme di comunicazione on line, diventando collaboratore di Agendaonline, prima blogger e poi internauta di Facebook. Occasionalmente curo le pagine social di aziende italiane. Con Agendaonline ho trovato la dimensione più confacente tra lavoro e hobby, essendo appassionato di gastronomia e più che discreto cuoco, di viaggi e di musica rock, specialmente se live. Ho curato per Agendaonline numerose rubriche e redatto numerosi articoli su viaggi, gastronomia, cultura e tempo libero. Collaboro anche al sito Prodotti Tipici Campani. Amo il vino buono, preferendo quello rosso, ma non sapendolo fare, mi limito a berlo. L’unica passione estrema è la ROMA, almeno fino a quando non mi sono sposato e sono diventato papà di Ginevra e Zaira.

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