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Home » Stasera in TV » Raiplay

Donne, verità e libertà: 3 titoli imperdibili da riscoprire su RaiPlay

9 Novembre 2025di Lino Sorrentini

C’è un’Italia che sa raccontarsi con la stessa intensità delle migliori produzioni straniere. È l’Italia delle serie e dei film Rai, dove la qualità della scrittura, la forza degli interpreti e la cura registica nulla hanno da invidiare ai titoli firmati da Netflix, Prime Video o HBO.

In questo panorama, RaiPlay è diventata una miniera da riscoprire: una piattaforma dove la serialità italiana trova nuova vita, offrendo storie potenti, spesso ispirate a figure reali o a temi che toccano da vicino la nostra coscienza collettiva.

Tra i titoli che meritano di essere (ri)scoperti, tre spiccano per intensità e valore umano. Tre opere che raccontano tre donne molto diverse, ma unite dal coraggio di affrontare la verità, anche quando fa male.

Partiamo con la prima.

In una New York sospesa tra ombra e memoria, una donna scrive di notte. È Oriana Fallaci, e sta combattendo l’ultima delle sue battaglie. Così si apre “L’Oriana” (2015 miniserie in 2 puntate), diretta da Marco Turco e prodotta da Compagnia Leone Cinematografica con Rai Fiction, che ripercorre la vita della giornalista più controversa del Novecento.

A interpretarla è Vittoria Puccini, capace di restituire il carisma e la fragilità di Oriana senza mai scadere nell’imitazione. Accanto a lei, Vinicio Marchioni nel ruolo di Alekos Panagulis, il dissidente greco e grande amore della scrittrice.

La regia alterna ricordi privati e cronache di guerra, in un viaggio che attraversa la Resistenza, il Vietnam, la strage di Città del Messico, fino agli incontri con Yasser Arafat, Golda Meir e Henry Kissinger.
Come scrisse La Repubblica, “ha il merito di rispettare le contraddizioni di una donna amata e detestata in egual misura”.

Su RaiPlay, la pellicola conserva intatta la sua forza morale e la sua attualità: quella di una voce che non ha mai avuto paura di dire ciò che pensava.

Da una penna infuocata si passa al rigore di un microscopio. “Rita Levi-Montalcini” (film del 2020), firmata da Alberto Negrin e prodotta da Rai Fiction con Cosmo Productions, racconta la storia di una scienziata che ha cambiato il destino della ricerca medica mondiale.

Nel ruolo della protagonista, Elena Sofia Ricci offre un’interpretazione luminosa e commovente, capace di far emergere la donna dietro l’icona.

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La narrazione si apre negli anni della giovinezza, quando Rita, giovane ebrea torinese, viene esclusa dall’università dalle leggi razziali fasciste. Invece di arrendersi, costruisce un laboratorio clandestino nella sua stanza da letto, dove inizia a studiare il sistema nervoso. Da quel gesto silenzioso nascerà una scoperta epocale: il Fattore di Crescita Nervoso (NGF), che nel 1986 le varrà il Premio Nobel per la Medicina.
Come ha osservato Il Corriere della Sera, “il film mostra il lato umano della scienza, l’eroina che preferisce la fatica del lavoro al successo”.

Visto oggi su RaiPlay, il biopic è una lezione di umanità e perseveranza, un invito a non smettere mai di cercare risposte, anche quando tutto sembra perduto.

Più recente ma altrettanto intensa, “Bella da morire” (2020, 8 puntate), diretta da Andrea Molaioli e prodotta da Cattleya con Rai Fiction, è una fiction che affronta con coraggio il tema del femminicidio.

La protagonista, Cristiana Capotondi, veste i panni dell’ispettrice Eva Cantini, che torna nel suo paese per indagare sulla scomparsa di una giovane donna. Accanto a lei, Matteo Martari e Lucrezia Lante della Rovere danno voce a un paese intrappolato nel silenzio e nella complicità.

La serie non è tratta da una storia vera, ma da una sceneggiatura originale di Sofia Assirelli, Fabrizia Midulla, Laura Colella, Luisa Cotta Ramosino e Alessandro Fabbri, che esplora il tema della violenza sulle donne con sensibilità e realismo.

Come ha scritto Avvenire, “non è un semplice crime, ma un racconto che scava nelle dinamiche culturali e sociali del femminicidio”.

Con una fotografia cupa e una scrittura precisa, “Bella da morire” mescola l’impianto investigativo del nordic noir con la profondità del dramma umano.

Andata in onda su Rai 1 con oltre il 20% di share, ha ottenuto l’87% di gradimento su Google e un 6,6/10 su IMDb, confermando la qualità della serialità italiana contemporanea. Su RaiPlay, conserva tutto il suo potere emotivo e civile.

Tre donne, tre modi diversi di guardare la vita: Oriana con la penna, Rita con il microscopio, Eva con lo sguardo della giustizia. Tutte e tre, a modo loro, hanno combattuto contro un sistema che voleva ridurle al silenzio.

Ed è per questo che RaiPlay merita di essere esplorata: perché dentro il suo catalogo ci sono storie che non si limitano a intrattenere, ma invitano a pensare. Storie che ricordano quanto sia necessario, oggi più che mai, avere il coraggio di dire la verità.

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