“Luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà” cantava Riccardo Del Turco nell’estate del 1968. In Campania luglio è, sessant’anni dopo, il mese in  cui ciò che non finirà mai è la voglia di mare. Non solo di luoghi belli da vedere, ma di scenari che aiutino a rilassarsi. Le spiagge da cartolina, da Positano a Palinuro, si riempiono presto, i parcheggi diventano una lotteria e anche il bagno rischia di trasformarsi in una prova di pazienza.

Per evitare spiagge affollate talvolta basta rivolgersi agli hotel che dispongono di lidi privati: se c’è disponibilità di ombrelloni si può vivere una giornata di puro riposo senza grosso caos. In ogni caso bastano piccoli accorgimenti, come lo scegliere orari meno comodi o accettare di fare qualche passo in più per incontrare una Campania balneare diversa: più lenta, meno chiassosa, ancora capace di sorprendere.

La regola è una: in Campania il mare meno affollato non si trova per caso. Si conquista con una sveglia anticipata, un sentiero, una barca piccola o semplicemente scegliendo luoghi meno battuti ma più generosi.

Una delle mete più adatte a chi cerca spazio è Punta Licosa, nel territorio di Castellabate. Non è la spiaggia da arrivo, apro l’ombrellone e mi stendo: qui il bello sta proprio nell’avvicinamento, tra pini, macchia mediterranea e improvvisi tagli di blu.

Il mare fa parte dell’Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate, realtà istituita nel 2009, e conserva un fascino quasi letterario: davanti alla costa, tra Ogliastro Marina e San Marco di Castellabate, emerge l’isolotto con il faro, legato al mito della sirena Leucosia. La sabbia lascia spesso posto agli scogli bassi, ma nelle giornate limpide l’acqua ha trasparenze da acquario. Meglio arrivare presto, con scarpe comode e poca fretta.

Più a sud, Marina di Camerota custodisce la spiaggia di Cala Bianca, nome che non ha bisogno di molta fantasia: ciottoli chiari, pareti di roccia, mare che cambia colore a seconda del sole. Nel 2013 fu scelta dagli utenti del sondaggio di Legambiente “La più bella sei tu”, e da allora non è certo un segreto. Ma resta meno immediata di molte spiagge attrezzate: si raggiunge a piedi attraverso i sentieri del Parco del Cilento o via mare, e questa piccola fatica continua a fare selezione. La curiosità è che qui il silenzio arriva a ondate, tra una barca e l’altra: basta aspettare il momento giusto per capire perché tanti la considerano una delle cale simbolo della costa cilentana.

Veduta aerea dell'arco Naturale di Palinuro
Veduta aerea dell’arco Naturale di Palinuro – Foto di URII BURIAK Depositphotos

Non lontano, la Baia degli Infreschi è un altro luogo da affrontare con intelligenza. A mezzogiorno può riempirsi di imbarcazioni, quindi conviene puntare sulle prime ore del mattino o arrivare camminando, quando il percorso diventa parte dell’esperienza. L’area rientra nell’Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta, e ha un nome che racconta già qualcosa: le sorgenti d’acqua dolce che affiorano in mare rendono alcuni punti sorprendentemente freschi anche in piena estate. Non è la spiaggia comoda per tutti, ma è perfetta per chi associa il mare a un po’ di avventura.

Per restare nel Cilento ma cambiare registro, Ascea Marina è una scelta sottovalutata. Non ha l’effetto scenografico delle piccole cale, però offre una cosa rarissima a luglio: spazio. La spiaggia è lunga, sabbiosa, con fondali generalmente dolci, e permette di non stare gomito a gomito anche nelle settimane più calde.

Area archeologica di Velia - Foto paddy76 - Fotolia
Area archeologica di Velia – Foto paddy76 – Fotolia

Il valore aggiunto è alle spalle: gli scavi di Velia, l’antica Elea dei filosofi Parmenide e Zenone, trasformano la giornata di mare in un piccolo viaggio nella Magna Grecia. Bagno al mattino, visita nel tardo pomeriggio: il programma è semplice, ma intrigante.

Chi invece non vuole rinunciare alla Penisola Sorrentina, perla della Campania, può provare la Baia di Ieranto, a Massa Lubrense. Non è una meta “facile”: il FAI ricorda che l’accesso avviene dal sentiero comunale che parte da Nerano. Ma proprio questa distanza la salva, almeno in parte, dalla pressione delle spiagge più famose.

Di fronte ci sono Capri e i Faraglioni, ma senza il teatro mondano che spesso li accompagna. La baia ha una bellezza aspra, agricola, fatta di ulivi, pietra e mare profondo. A luglio va scelta con rispetto: niente improvvisazioni, acqua nello zaino e rientro prima che il caldo diventi una punizione.

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