Leggi la recensione e guarda il trailer di un film drammatico italiano disponibile su Raiplay che ha incantato il pubblico di Cannes.
Tre David di Donatello, quattro Nastri d’Argento e il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes. Di motivazioni per non perdere un bel film drammatico italiano disponibile in streaming su Raiplay stasera ce ne sono tante.
“La nostra vita”, uscito in sala nel 2010, è una sequenza di fotografie del quotidiano scattata da Daniele Luchetti (autore tra gli altri di: “Momenti di trascurabile felicità”, “Lacci”, “Mio fratello è figlio unico”), uno dei più bravi registi contemporanei che riesce con la sua opera a catturare e a trasmettere le sfide e le gioie che accomunano tante persone, riuscendo a rendere ogni scena autentica e toccante.
Sconfitta, dolore, determinazione: la pellicola mostra un’esistenza dura, quella del protagonista Claudio interpretato da Elio Germano (“Volevo nascondermi”, “Il signore delle formiche”, ”Il sogno di Francesco”) , ma anche le opportunità che possono nascere dalle tragedie personali, per riscoprire se stessi e i propri valori.
Prodotto da Cattleya e Rai Cinema, “La nostra vita” può contare su un cast davvero eccezionale. Accanto ad uno straordinario Germano, che per questa sua interpretazione ha stregato la critica di uno dei più importanti festival internazionali di cinema, ottenendo il premio per la miglior interpretazione maschile a Cannes, ci sono attori del calibro di Luca Zingaretti, Raoul Bova , Isabella Ragonese (“Un altro mondo”, “Il giorno in più”, “Tutta la vita davanti”), Stefania Montorsi.
La performance di Germano in questo film da vedere su Raiplay è intensa, senza pause, in un continuo crescendo: riesce a trasmettere, tramite il suo personaggio, la straordinaria forza emotiva attraverso la quale riesce a imprimere la forma desiderata agli eventi.
Il successo del film è consolidato anche dalle recensioni positive ottenute: il 64% degli utenti su Google promuove Germano e la sua performance, che ottiene una media voto di 6,7 su IMDb.
«È la storia di un proletario che, dopo un lutto, deve fare i conti con questo evento traumatico – aveva spiegato il regista in un’intervista al Corriere della Sera all’uscita del film -. Rimuove il dolore aggrappandosi all’unico elemento che ha: cerca di fare soldi attraverso imprese azzardate, al limite della legalità. Il denaro è il risarcimento del dolore. Nel proletario romano significa prendere la scorciatoia tra l’onesto e il disonesto. Più che le sue difficoltà, è la storia contemporanea di un Paese intero».
La trama ruota intorno alle vicende di Claudio, caposquadra in un cantiere edile alla periferia di Roma, dove vive con sua moglie Elena e i loro due figli. La coppia condivide un legame forte e affronta insieme le sfide quotidiane per garantire una vita dignitosa ai loro bambini.
Un giorno, sul cantiere in cui lavora, Claudio trova il cadavere di un operaio romeno che è precipitato da un’impalcatura.
Decide di non segnalare l’incidente per non interrompere i lavori: il corpo viene nascosto nel cemento. Poco dopo, Elena muore a causa di complicazioni durante il parto del loro terzo figlio.
Solo con i suoi figli, per garantire loro benessere economico Claudio si immischia in affari illeciti che lo portano a vivere ogni giorno sul filo del rasoio.
Nelle avversità, impara però che i valori familiari sono più importanti del denaro, una lezione che gli viene ribadita dal figlio dell’operaio morto che gli ricorda che «non tutto si può aggiustare con il denaro».
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