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Home » Economia

Dove si butta il bicchiere rotto, gli errori più comuni nella raccolta differenziata del vetro

Non tutto ciò che sembra vetro si ricicla insieme: bicchieri, cristallo, specchi e lampadine richiedono conferimenti diversi. Ecco come regolarsi bene.
10 Settembre 2026di Riccardo Cannavale
Donna raccoglie in sicurezza i frammenti di un bicchiere rotto in cucina
Un bicchiere rotto non deve essere conferito automaticamente nel contenitore del vetro: la sua destinazione dipende dalla filiera corretta di raccolta.

Alzi la mano chi non si è mai trovato in una situazione simile: stiamo sparecchiando, un bicchiere di quelli considerati infrangibili scivola, cade sul pavimento e va in frantumi. E via di paletta, scopa, raccolta dei cocci e poi il gesto che sembra più naturale del mondo: riciclare tutto nel bidone del vetro della raccolta differenziata dei rifiuti.

Del resto era un bicchiere. Era fatto di vetro. Dove dovrebbe andare? E invece no. Quello del bicchiere di vetro è uno di quei piccoli paradossi della raccolta differenziata: il bicchiere che si rompe in mille pezzi non deve essere conferito nella raccolta del vetro.

E il motivo è semplice solo in apparenza. Perché uno degli errori più frequenti che commettiamo quando differenziamo i rifiuti è pensare che basti riconoscere il materiale di cui è fatto e poi tutto viene naturale: vetro con il vetro, plastica con la plastica, carta con la carta. In realtà non funziona sempre così.

Nel contenitore del vetro non va tutto ciò che sembra vetro

Quando parliamo di “raccolta del vetro”, ci riferiamo soprattutto agli imballaggi in vetro. È la distinzione su cui insiste anche CoReVe, il Consorzio Recupero Vetro: bottiglie, vasetti e barattoli seguono una filiera specifica, mentre molti altri oggetti che sembrano semplicemente “di vetro” non devono finire nello stesso contenitore. Sono questi i materiali che possono essere selezionati, trattati e trasformati nuovamente in materia prima per produrre altri contenitori.

La distinzione non è soltanto teorica. Anche nell’Allegato tecnico ANCI-CONAI-CoReVe dedicato alla raccolta del vetro, i bicchieri vengono considerati tra gli oggetti che possono creare problemi alla qualità del materiale raccolto, proprio perché il cittadino non può sempre riconoscerne con certezza la composizione.

Un bicchiere, insomma, non è un imballaggio e può avere una composizione differente rispetto al vetro utilizzato per bottiglie e vasetti. Ed è proprio qui che entra in gioco la parte meno visibile della raccolta differenziata: quello che succede dopo che abbiamo chiuso il bidone.

Il vetro raccolto viene selezionato, frantumato e preparato per essere nuovamente fuso. Se insieme alle bottiglie finiscono materiali con caratteristiche chimiche e temperature di fusione diverse, come il cristallo, la ceramica o la porcellana ad esempio, possono formarsi impurità e difetti nel prodotto finale. In altre parole: il problema non è che il bicchiere non sia abbastanza di vetro. Il problema è che non è il vetro giusto per quella filiera di riciclo.

Il cristallo: il falso amico per eccellenza

Bottiglie, vasetti e barattoli hanno diversi falsi amici, vale a dire oggetti che associamo meccanicamente al vetro per conformazione, colore e talvolta anche destinazione d’uso. Tra questi spicca – e non solo per trasparenza – il cristallo che, quando si rompe, non va nella raccolta del vetro. Qui l’inganno è ancora più facile.

Il cristallo tradizionale contiene sostanze utilizzate per aumentarne brillantezza, trasparenza e proprietà ottiche. Storicamente può contenere anche ossidi di piombo. Una composizione diversa da quella del normale vetro da imballaggio, che può creare problemi durante il processo di riciclo.

Il rischio aumenta quando bicchieri o oggetti di cristallo vengono frantumati in pezzi molto piccoli. Separare questi frammenti dal vetro corretto diventa più complicato e alcune impurità possono riuscire a superare i sistemi di selezione. Morale: il calice rotto va nell’indifferenziato.

Tra gli altri oggetti che generano facilmente il dubbio, ci sono gli specchi che hanno sì una componente in vetro, ma non sono composti solo da quella. La superficie viene sottoposta a trattamenti e rivestimenti che consentono di riflettere le immagini.

Per questo i frammenti di uno specchio non devono essere messi insieme a bottiglie e vasetti ma nel bidone del secco/indifferenziato.

Se invece siamo di fronte a specchi di grandi dimensioni, occorre seguire le indicazioni vigenti nel proprio comune per lo smaltimento dei rifiuti cosiddetti Ingombranti.

Anche le lampadine ingannano

Per le lampadine il riferimento cambia. Le sorgenti luminose come LED, neon e lampade fluorescenti rientrano nella gestione dei RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il Centro di Coordinamento RAEE le colloca infatti in una filiera diversa da quella del vetro. Quindi una lampadina fulminata non va semplicemente conferita nel contenitore del vetro e nemmeno del secco/indifferenziato. È uno di quei casi nei quali conviene consultare le indicazioni del proprio Comune o del gestore della raccolta, soprattutto perché alcune tipologie devono essere portate negli appositi punti di raccolta.

Quindi, come regolarsi per capire dove conferire un prodotto che ci sembra di vetro?

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Per ricordare la regola, può essere utile cambiare completamente domanda. Invece di chiedersi: “Questo oggetto è fatto di vetro?” proviamo a domandarci: “È un imballaggio in vetro?”

  • Una bottiglia? Sì.
  • Un vasetto? Sì.
  • Un barattolo? Sì.
  • Un bicchiere? No.
  • Un calice di cristallo? No.
  • Uno specchio? No.
  • Una lampadina? No.

Poi ci sono altri “intrusi” che meritano un discorso a parte. Tazzine, piatti, ceramiche e pirofile resistenti al calore, per esempio, sembrano innocui ma possono creare diversi problemi alla filiera del vetro. Ma di questo, ne parleremo in un altro approfondimento.

Le modalità di conferimento possono variare in base al Comune e al gestore locale. Per gli oggetti che non sono imballaggi in vetro è sempre consigliabile verificare le indicazioni del proprio servizio di raccolta.

Approfondimenti: Consigli pratici per la vita quotidiana tra casa, cucina e piccoli problemi da risolvere

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