E’ uno dei dilemmi che affligge tutti i possessori gatti di fronte alla lettiera ormai da sostituire: dove la buttiamo? Nell’umido? Nell’indifferenziato? E se sulla confezione leggiamo “vegetale”, “biodegradabile” o “compostabile”, cambia qualcosa? E già, le lettiere per gatti non sono tutte uguali.
Possono essere realizzate con bentonite, silicio, altri minerali oppure con fibre vegetali come legno, mais, carta o altri materiali di origine naturale. E la loro composizione può cambiare completamente il modo in cui vanno smaltite. C’è però una regola da fissare subito: prima di scegliere il bidone bisogna controllare sia il materiale della lettiera sia le disposizioni del proprio Comune. Perché, soprattutto per quelle vegetali e compostabili, le indicazioni non sono identiche in tutti i territori.
Bentonite: dove si butta?
Partiamo dalla più classica delle lettiere, una delle più diffuse. La bentonite è un’argilla naturale con una forte capacità di assorbire i liquidi e di formare i classici grumi compatti che possiamo rimuovere con la paletta. Comoda per il gatto e per chi deve pulire la cassettina. Ma una volta utilizzata non appartiene normalmente alla raccolta dell’umido. Le lettiere minerali a base di bentonite devono essere conferite nel secco indifferenziato, secondo le indicazioni del gestore locale.
Il motivo è semplice: stiamo parlando soprattutto di materiale minerale, non di uno scarto organico destinato a trasformarsi in compost. Quindi no: naturale non significa automaticamente “umido”. Anche un sasso è naturale. Ma difficilmente penseremmo di metterlo insieme alle bucce delle patate.
Se utilizzi una lettiera tradizionale, su Amazon trovi diverse lettiere agglomeranti in bentonite, disponibili in confezioni e granulometrie differenti. Prima dell’acquisto conviene controllare capacità assorbente, presenza o meno di profumazioni e quantità contenuta nella confezione.
Cristalli di silicio: dove si butta?
Poi ci sono le lettiere costituite dai caratteristici cristalli trasparenti o biancastri. Sono generalmente realizzate con gel di silice, un materiale molto poroso capace di assorbire rapidamente l’umidità. Proprio questa capacità permette a molte lettiere al silicio di durare più a lungo e di controllare meglio gli odori. Ma anche in questo caso la destinazione è normalmente il rifiuto indifferenziato. Non deve quindi finire nell’umido e neppure essere dispersa nel terreno pensando che, essendo usata per un animale, possa comportarsi come un normale materiale organico. La sabbietta trasparente può sembrare innocua ma per il compost non è esattamente l’ingrediente che stavamo cercando.
Una possibile alternativa alla bentonite sono le lettiere in cristalli di silicio, apprezzate soprattutto per l’elevata capacità assorbente e per il controllo degli odori. Su Amazon sono disponibili confezioni di diverso formato, utili anche per confrontare durata e costo per singolo utilizzo.
Lettiera vegetale: dove si butta?
La situazione cambia quando acquistiamo una lettiera realizzata con materiali di origine vegetale. Ne esistono in legno, fibre di mais, carta, segatura, paglia e altri materiali naturali. Molte vengono presentate come biodegradabili o compostabili. Ed è proprio qui che bisogna evitare l’automatismo: è vegetale, quindi la butto nell’umido. Almeno non sempre.
Alcuni Comuni ammettono espressamente le lettiere vegetali o compostabili nella raccolta dell’organico, altri gestori, invece, escludono le lettiere per animali dalla frazione umida indipendentemente dal materiale. Biorepack, il Consorzio nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in bioplastica compostabile, nelle proprie indicazioni generali inserisce invece le lettiere per animali tra i materiali da non conferire nell’umido.
Nessuna contraddizione inspiegabile: semplicemente gli impianti e le modalità di trattamento possono essere differenti perciò, davanti a una lettiera vegetale, la procedura corretta è leggere la confezione e verificare le indicazioni del gestore locale.
Biodegradabile e compostabile non vogliono dire esattamente la stessa cosa. Questo è un passaggio importante. Un materiale biodegradabile è in grado di degradarsi grazie all’azione di microrganismi. Ma questo non significa automaticamente che possa essere conferito insieme all’umido domestico.La compostabilità richiede caratteristiche specifiche e tempi compatibili con i processi industriali utilizzati per produrre compost.
Biorepack richiama, per i prodotti e gli imballaggi compostabili, standard come la UNI EN 13432, che verifica biodegradabilità, disintegrabilità e assenza di effetti negativi sul processo di compostaggio. Nel caso delle lettiere, però, anche una dichiarazione di compostabilità non sostituisce la regola locale di conferimento. Insomma, se il Comune dice indifferenziato, va nell’indifferenziato.
Chi preferisce materiali di origine naturale può valutare una lettiera vegetale, ad esempio a base di legno, mais o altre fibre. Anche in questo caso, però, la dicitura “vegetale” o “compostabile” non determina automaticamente il bidone nel quale conferirla: per lo smaltimento resta necessario verificare le indicazioni del proprio Comune.
Pulizia cassettina
C’è poi la parte meno elegante della questione. Quando puliamo la cassettina non stiamo smaltendo soltanto il materiale assorbente, ma anche urine e feci dell’animale. Ed è un altro motivo per cui diversi sistemi di raccolta preferiscono indirizzare la lettiera usata verso il secco residuo.
Anche quando utilizziamo una lettiera vegetale, quindi, non dobbiamo decidere autonomamente che possa finire nel compost domestico o nell’umido. Le indicazioni del gestore servono proprio a stabilire se quel materiale, una volta contaminato dagli escrementi, sia compatibile con il sistema di trattamento utilizzato sul territorio.
E il sacchetto?
Altro dettaglio da non trascurare. Se la lettiera deve andare nell’indifferenziato, possiamo conferirla utilizzando il sacchetto previsto dal sistema di raccolta locale, chiudendolo accuratamente per limitare dispersioni e cattivi odori. Se invece il Comune autorizza una lettiera compostabile nell’organico, bisogna seguire anche le indicazioni relative al sacchetto. Per la raccolta dell’umido vengono normalmente utilizzati sacchetti compostabili certificati, non normali buste di plastica. Altrimenti rischiamo di fare tutto bene fino all’ultimo passaggio e poi infilare il materiale corretto nel sacchetto sbagliato.
Per raccogliere la lettiera usata sono in vendita sempre su Amazon sacchetti resistenti con chiusura, utili soprattutto per limitare dispersioni e cattivi odori prima del conferimento. La tipologia di sacchetto va comunque scelta in base alle regole previste dal sistema di raccolta locale.
Le modalità di conferimento delle lettiere per animali possono variare in base al gestore e agli impianti utilizzati nel territorio. Prima di conferire una lettiera vegetale o compostabile nell’organico è necessario verificare le disposizioni comunali.
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