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Home » Economia

Dove si buttano i vasi da fiori rotti, dalla terracotta alla plastica gli errori da evitare nella raccolta differenziata

Non tutti i vasi vanno nello stesso contenitore: scopri come smaltire correttamente ceramica, terracotta e plastica nella raccolta differenziata.
20 Settembre 2026di Riccardo Cannavale
Donna con vaso di terracotta rotto e vaso di plastica durante la raccolta differenziata
Vasi in terracotta e plastica non seguono necessariamente la stessa destinazione nella raccolta differenziata

Basta un colpo di vento, un movimento maldestro mentre innaffiamo le piante o un gatto particolarmente curioso. Il vaso in ceramica cade dal balcone e si rompe in mille pezzi. Raccolta la terra, recuperata la pianta e rimesso in ordine il pavimento, resta da capire che cosa fare dei cocci. Dove si buttano? Nell’umido, visto che il vaso conteneva una pianta? Nel vetro, perché i frammenti gli somigliano? Oppure nell’indifferenziato?

La ceramica e la terracotta non vanno mai nella raccolta del vetro. Per piccole quantità, la destinazione normalmente prevista è il secco indifferenziato. Se invece dobbiamo liberarci di numerosi vasi o di oggetti particolarmente grandi, può essere necessario rivolgersi al centro di raccolta comunale.

Lo chiarisce CoReVe, che inserisce la ceramica tra i materiali più problematici per il riciclo degli imballaggi in vetro. E il motivo è più interessante di quanto possa sembrare.

Perché la ceramica non va nel vetro?

A prima vista, un piatto di ceramica e una bottiglia di vetro hanno qualcosa in comune: sono materiali duri, fragili e possono rompersi in frammenti taglienti. Ma le somiglianze finiscono qui. La ceramica viene prodotta attraverso la lavorazione e la cottura di materiali inorganici, spesso a base di argilla. Durante il processo, il materiale acquisisce durezza e resistenza. Il vetro utilizzato per bottiglie e vasetti ha invece una composizione e caratteristiche di lavorazione differenti.

La distinzione diventa fondamentale quando i materiali arrivano negli impianti di riciclo.

La ceramica non fonde alle temperature utilizzate per il normale vetro da imballaggio. Se un frammento riesce a superare i sistemi di selezione e raggiunge il forno, può rimanere inglobato nel nuovo vetro, generando quelli che tecnicamente vengono chiamati infusi. CoReVe spiega che queste impurità possono provocare difetti visibili e strutturali nelle nuove bottiglie, compromettendone la qualità e la resistenza. Insomma, un piccolo coccio può diventare un problema decisamente più grande.

I frammenti più piccoli sono i più insidiosi

Potremmo pensare che gli impianti siano in grado di eliminare automaticamente tutti i materiali estranei.In buona parte è così. Ma non sempre. I sistemi di selezione utilizzano anche dispositivi ottici per riconoscere e scartare i frammenti che non appartengono alla filiera del vetro. Il problema nasce quando ceramica, porcellana o altri materiali incompatibili si riducono in particelle molto piccole. CoReVe segnala che alcuni frammenti possono sfuggire ai sistemi di riconoscimento proprio a causa delle loro dimensioni, contaminando il materiale destinato alla produzione di nuovi contenitori.

Ecco perché non basta pensare: «È soltanto un pezzettino, che danno potrà mai fare?». Nella raccolta differenziata, qualche volta, sono proprio i dettagli a fare la differenza.

Dove si buttano i vasi di terracotta?

Torniamo al nostro vaso rotto. Se abbiamo raccolto soltanto pochi cocci, possiamo generalmente conferirli nel secco indifferenziato, adottando le precauzioni necessarie per evitare che i frammenti taglienti possano provocare ferite a noi o agli operatori che si occupano della accolta. Quando invece si tratta di numerosi vasi, grandi contenitori o quantità consistenti di terracotta, è opportuno verificare le modalità di conferimento previste dal proprio Comune. In alcuni territori, infatti, questi materiali vengono raccolti presso l’ecocentro, insieme ad altre tipologie di rifiuti inerti.

È il caso, ad esempio, del sistema di raccolta gestito da Contarina, che prevede presso i propri ecocentri una sezione dedicata a materiali come ceramica, terracotta, mattoni e piastrelle. Non significa che tutti i centri di raccolta accettino automaticamente gli stessi materiali: occorre verificare le disposizioni locali, anche per quanto riguarda le quantità ammesse.

E se il vaso è di plastica?

Qui arriva un altro piccolo inganno.Un vaso da fiori in plastica non deve essere necessariamente buttato nella raccolta degli imballaggi in plastica. Se è stato acquistato come oggetto destinato a durare nel tempo, per esempio un grande vaso decorativo, non è un imballaggio e deve seguire le disposizioni previste dal servizio comunale per questa tipologia di rifiuto.

Diverso può essere il caso del vasetto di plastica utilizzato per commercializzare una piantina, che può essere classificato come imballaggio. Anche in questo caso, quindi, non basta riconoscere il materiale: bisogna considerare la funzione dell’oggetto e le regole locali.

La regola da ricordare

Se un vaso di terracotta cade e va in frantumi, niente panico. E soprattutto, niente campana del vetro. La regola è semplice: pochi cocci di ceramica o terracotta, generalmente nell’indifferenziato; grandi quantità, verifica del conferimento presso il centro di raccolta.

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La terra contenuta nel vaso va gestita separatamente: se è ancora utilizzabile, la soluzione più semplice è recuperarla per le altre piante, mentre per eventuali quantità da smaltire occorre consultare il gestore locale. Il vetro, invece, lasciamolo alle bottiglie e ai vasetti. Perché un piccolo frammento di ceramica, per quanto innocuo possa sembrare, rischia di diventare un ospite decisamente sgradito nel processo di riciclo.

Le modalità di conferimento possono variare in base al Comune e al gestore del servizio. Prima di smaltire grandi quantità di ceramica, terracotta o altri materiali inerti, è opportuno verificare le disposizioni locali.

Per altri casi in cui il materiale può trarre in inganno puoi consultare le guide dedicate agli errori più comuni nella raccolta differenziata.

Approfondimenti: Consigli pratici per la vita quotidiana

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