Capita soprattutto durante il cambio di stagione. Si svuota l’armadio, si mettono da parte gli abiti che non indossiamo più e, alla fine, restano sul letto anche alcune grucce rotte, deformate o semplicemente diventate inutili. A quel punto il gesto sembra quasi automatico: quella di plastica dovrebbe andare nella plastica, quella metallica con i metalli, quella di legno da qualche altra parte.
In realtà, dove si buttano le grucce degli abiti è una di quelle domande sulla raccolta differenziata in cui guardare soltanto il materiale può portarci a sbagliare. Una gruccia di plastica ricevuta insieme a una giacca acquistata in negozio e una apparentemente identica comprata in un set per sistemare l’armadio possono infatti avere, dal punto di vista della normativa sugli imballaggi, una natura diversa.
Prima di guardare il materiale bisogna ricordare da dove arriva la gruccia
La distinzione può sembrare curiosa, ma è prevista esplicitamente dalla normativa europea.
Tra gli esempi utilizzati per chiarire cosa debba essere considerato un imballaggio, l’Unione europea inserisce le grucce per abiti vendute insieme a un capo di abbigliamento. Tra gli oggetti che invece non sono imballaggi compaiono le grucce vendute separatamente. È una distinzione presente nella normativa europea già da anni e confermata nel nuovo Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
È proprio questo particolare a cambiare il modo in cui dobbiamo ragionare davanti ai bidoni.
La gruccia che accompagna un vestito nel circuito commerciale può svolgere una funzione di imballaggio: serve a sostenere, proteggere e presentare il prodotto durante la distribuzione e la vendita. Quella acquistata appositamente per il guardaroba è invece un oggetto vero e proprio, esattamente come tanti altri accessori utilizzati in casa.
La forma può essere identica. Il materiale può essere identico. La funzione originaria no.
La gruccia di plastica non va quindi sempre nella plastica
È probabilmente il caso che crea più confusione. Nel contenitore della plastica non dovrebbero finire indistintamente tutti gli oggetti realizzati con questo materiale.
CONAI ricorda che nella raccolta della plastica vanno gli imballaggi e non genericamente gli oggetti di plastica. La regola è importante perché il sistema di raccolta e riciclo è organizzato proprio intorno ai rifiuti di imballaggio.
Una gruccia in plastica che rientra nella definizione di imballaggio perché fornita insieme all’indumento può quindi essere conferita secondo le indicazioni previste per gli imballaggi in plastica.
La distinzione tra prodotto ed imballaggio
Diverso il caso della confezione di grucce comprata al supermercato, in un negozio di casalinghi oppure online per organizzare camicie e pantaloni nell’armadio: quelle grucce sono prodotti e non diventano imballaggi soltanto perché realizzate in plastica.
Quando devono essere eliminate, non andrebbero quindi inserite automaticamente nel contenitore degli imballaggi in plastica. CONAI indica in generale per gli oggetti di plastica che non sono imballaggi il rifiuto indifferenziato oppure, quando previsto e opportuno, il centro di raccolta comunale.
Rimane sempre importante controllare le indicazioni del proprio Comune o del gestore del servizio, perché le modalità operative di raccolta possono cambiare da un territorio all’altro.
E se la gruccia è di legno con il gancio di metallo?
Aprendo un armadio è facile accorgersi che il problema non riguarda soltanto la plastica. Negli anni molti hanno sostituito le classiche grucce leggere con modelli più robusti in legno, soprattutto per giacche, cappotti e completi.
Un esempio molto comune è rappresentato dalle BUMERANG di IKEA, vendute autonomamente proprio come accessorio per il guardaroba. Il modello in legno naturale è realizzato principalmente in faggio massiccio, mentre il gancio è in acciaio. Esistono anche versioni per gonne e pantaloni nelle quali convivono legno, acciaio e componenti in polipropilene.
Qui la distinzione iniziale diventa ancora più evidente. Una gruccia acquistata da IKEA per essere utilizzata nell’armadio non è un imballaggio: è il prodotto che abbiamo comprato.
E non bisogna neppure lasciarsi ingannare dal legno. Non significa che possa finire nell’organico, né che sia automaticamente corretto inserirla in eventuali raccolte domestiche dedicate agli imballaggi in altri materiali.
Se il gancio metallico può essere separato facilmente dal corpo in legno senza operazioni particolari, le indicazioni locali possono consentire di avviare separatamente i materiali. Quando invece la gruccia è composta da più elementi difficili da dividere, la soluzione va verificata con il proprio gestore: per alcuni oggetti durevoli il centro comunale di raccolta può essere la destinazione più appropriata.
Anche con le grucce interamente in metallo vale la stessa cautela
Ci sono poi le sottili grucce metalliche, soesso utilizzate dalle lavanderie, molto utilizzate in passato e ancora diffuse nelle lavanderie e tintorie.
Anche in questo caso non basta pensare: “è metallo, quindi va nel contenitore del metallo”. I circuiti CONAI dedicati ad acciaio e alluminio riguardano principalmente i rifiuti di imballaggio e le modalità effettive con cui vengono raccolti dipendono dall’organizzazione comunale.
Una gruccia metallica acquistata come oggetto per la casa non è un imballaggio. Prima di inserirla nella raccolta multimateriale conviene quindi verificare cosa preveda il proprio Comune per i piccoli oggetti metallici. In alcune realtà possono essere accettati attraverso specifici circuiti di recupero o nei centri di raccolta; altrove le indicazioni possono essere differenti.
La stessa cautela vale per le grucce rivestite di velluto, gomma, tessuto o altri materiali, ormai molto diffuse negli armadi: più materiali sono uniti nello stesso oggetto, meno è prudente scegliere il bidone osservando soltanto quello che si vede in superficie.
Prima di buttarla, c’è però un’altra possibilità
Una gruccia integra difficilmente è arrivata davvero alla fine della propria vita. Se stiamo soltanto facendo ordine nell’armadio, prima di trasformarla in un rifiuto possiamo lasciarla insieme agli abiti donati, chiedere a una lavanderia se può riutilizzarla oppure destinarla a qualcuno che ne abbia bisogno.
Quando invece è rotta e deve essere eliminata, il criterio da ricordare è diverso da quello che verrebbe spontaneo applicare: prima chiediamoci se quella gruccia era un imballaggio o un prodotto acquistato autonomamente, poi guardiamo di quale materiale è fatta.
Due appendiabiti apparentemente uguali possono così seguire strade diverse. Ed è proprio uno di quei casi in cui fare bene la raccolta differenziata significa conoscere non soltanto la plastica, il legno o il metallo che abbiamo davanti, ma anche la storia dell’oggetto che stiamo per buttare.
Materiali diversi non significano sempre contenitori diversi: nella raccolta dedicata a dove buttare i rifiuti domestici trovi altri casi quotidiani che possono creare confusione.
- Dove si buttano i vasi da fiori rotti, dalla terracotta alla plastica gli errori da evitare nella raccolta differenziata
- Dove si butta il cartone del latte o del succo in Tetra Pak, l’errore da evitare nella raccolta differenziata
- Dove si butta il bicchiere rotto, gli errori più comuni nella raccolta differenziata del vetro
