Close Menu
  • Primo Piano
  • Cultura e Società
    • Costume
    • Letteratura
    • Mostre e Musei
    • Storie Italiane
  • Economia
  • Gastronomia
    • Ricette
    • Ristoranti
    • Sagre
    • Strade del vino
    • Street Food
  • Lifestyle
    • Arredamento
    • Fashion
    • Fitness
    • Salute
    • Shopping
    • Nozze
    • Orto e Giardino
    • Tecnologia
    • Trucco e make-up
  • Spettacoli
    • Concerti
    • Teatro
  • Stasera in Tv
    • Netflix
    • Prime Video
    • Raiplay
  • Turismo
    • America
    • Africa
    • Europa
    • Italia
    • Mercatini
    • Hotel e Alberghi
    • Crociere
    • Terme
  • Contatti
    • Pubblicità
    • Direttore
    • Redazione ed Autori
    • Ricerche
    • Privacy – Cookie – GDPR
Agendaonline.it
  • Primo Piano
  • Cultura e Società
    • Costume
    • Letteratura
    • Mostre e Musei
    • Storie Italiane
  • Economia
  • Gastronomia
    • Ricette
    • Ristoranti
    • Sagre
    • Strade del vino
    • Street Food
  • Lifestyle
    • Arredamento
    • Fashion
    • Fitness
    • Salute
    • Shopping
    • Nozze
    • Orto e Giardino
    • Tecnologia
    • Trucco e make-up
  • Spettacoli
    • Concerti
    • Teatro
  • Stasera in Tv
    • Netflix
    • Prime Video
    • Raiplay
  • Turismo
    • America
    • Africa
    • Europa
    • Italia
    • Mercatini
    • Hotel e Alberghi
    • Crociere
    • Terme
  • Contatti
    • Pubblicità
    • Direttore
    • Redazione ed Autori
    • Ricerche
    • Privacy – Cookie – GDPR
Agendaonline.it
Home » Economia

Dove si buttano tovaglioli, fazzoletti e carta assorbente, gli errori da evitare nella raccolta differenziata

Tovaglioli sporchi di cibo e fazzoletti usati seguono regole diverse: cosa controllare sulla confezione e quando verificare le indicazioni del tuo Comune.
21 Settembre 2026di Riccardo Cannavale
Donna perplessa con un tovagliolo sporco in mano davanti ai contenitori della raccolta differenziata in cucina.
Tovaglioli e carta assorbente non finiscono sempre nell’umido: contano il colore, i residui e l’eventuale certificazione di compostabilità.

Cucina, un qualsiasi giorno della settimana. Interno giorno. Il pranzo è finito. Nel piatto sono rimasti pochi avanzi di pasta, il tovagliolo è macchiato di sugo e sul piano di lavoro c’è un foglio di carta assorbente utilizzato per asciugare l’olio della frittura.

Quello che può apparire come l’incipit di un soggetto cinematografico e ciò con cui ci troviamo a fare i conti tutti i giorni in tema di raccolta differenziata di fronte ai tovaglioli di uso comune: Umido? Carta? O forse no?

Tovaglioli bianchi e colorati, rotoli da cucina, fazzoletti da naso e cartoni sporchi di cibo non seguono necessariamente le stesse regole nella raccolta differenziata.

La distinzione non dipende soltanto dalla presenza di unto o residui alimentari. Contano anche la composizione del prodotto, gli eventuali trattamenti e, in alcuni casi, la certificazione di compostabilità. A chiarirlo sono Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, e il Consorzio Italiano Compostatori, che forniscono indicazioni specifiche per il conferimento di questi materiali. Vediamo allora come evitare gli errori più comuni.

Il tovagliolo bianco sporco di cibo va nell’umido

Partiamo dall’oggetto che troviamo praticamente su ogni tavola.Se il tovagliolo è di carta bianca ed è sporco di sugo, olio o altri residui alimentari, può essere conferito nella raccolta dell’organico.

Il Consorzio Italiano Compostatori include infatti tovaglioli e carta da cucina bianchi nella frazione umida, purché siano stati contaminati soltanto da residui organici. Una distinzione importante: il tovagliolo utilizzato per pulirsi la bocca dopo pranzo non è la stessa cosa di quello impiegato per eliminare una macchia con un detergente.

Nel primo caso può andare nell’umido. Nel secondo, nell’indifferenziato. E se il tovagliolo è pulito? Le indicazioni del CIC prevedono per i prodotti cartacei non imbrattati di alimenti la raccolta della carta.

Tovaglioli colorati: attenzione alla certificazione

A Natale, durante una festa di compleanno o semplicemente per apparecchiare una bella tavola, capita di utilizzare tovaglioli rossi, blu, decorati o stampati. Quando sono sporchi di cibo, possiamo buttarli nell’umido come quelli bianchi? Non automaticamente.

Il CIC distingue espressamente le due tipologie: i tovaglioli colorati possono essere conferiti nell’organico soltanto se certificati compostabili.In assenza di questa indicazione, se sono sporchi, devono essere destinati al secco indifferenziato. Il problema riguarda la compatibilità del prodotto, comprese le eventuali sostanze utilizzate per colorarlo o decorarlo, con il processo di compostaggio.

Non basta dunque che il tovagliolo sia fatto prevalentemente di cellulosa. Meglio controllare la confezione prima di preparare il sacchetto dell’umido.

Carta da cucina: lo Scottex non ha sempre la stessa destinazione

Pensiamo al classico rotolo di carta assorbente che teniamo accanto ai fornelli. Lo utilizziamo per asciugare le patatine appena fritte, assorbire qualche goccia d’olio o eliminare un residuo di pomodoro dal piano di lavoro. Se si tratta di carta da cucina bianca, sporca esclusivamente di alimenti, può essere conferita nell’umido.

La stessa carta, però, cambia destinazione se viene utilizzata con uno sgrassatore o con altri detergenti. In quel caso va nell’indifferenziato: i residui dei prodotti per la pulizia non devono contaminare la frazione organica.

Anche per la carta assorbente colorata vale la regola indicata dal CIC: nell’umido soltanto se certificata compostabile e sporca esclusivamente di residui alimentari. Insomma, non è sufficiente sapere che cosa abbiamo utilizzato. Bisogna ricordare anche per quale scopo.

Fazzoletti Kleenex: perché non sono come i tovaglioli?

Qui arriva un altro equivoco. Un fazzoletto di carta utilizzato per soffiarsi il naso sembra molto simile a un tovagliolo. Eppure non deve essere automaticamente conferito nell’organico. Comieco chiarisce che i fazzoletti usati, per le possibili contaminazioni biologiche o chimiche, devono normalmente finire nell’indifferenziato.

Ammette il conferimento nell’umido soltanto quando il prodotto è certificato compostabile, sempre nel rispetto delle indicazioni locali e senza contaminazioni chimiche. Il riferimento vale anche per i comuni fazzoletti Kleenex.

C’è poi un’altra particolarità.I fazzoletti sono spesso progettati per resistere all’umidità senza disgregarsi immediatamente. Una caratteristica utilissima quando ci soffiamo il naso, molto meno quando il prodotto finisce nella filiera sbagliata.Ecco perché Comieco esclude i fazzoletti dalla normale raccolta della carta, anche quando sono puliti.

La regola pratica? Il fazzoletto usato per il naso va normalmente nell’indifferenziato. Non confondiamolo con il tovagliolo bianco sporco soltanto di cibo.

Compostabile non significa semplicemente biodegradabile

C’è infine un dettaglio che può risolvere molti dubbi. Quando un imballaggio o un prodotto di carta colorata richiede la certificazione di compostabilità per essere conferito nell’organico, non basta leggere sulla confezione una generica dichiarazione di biodegradabilità. Occorre cercare una certificazione appropriata, come quella conforme alla norma UNI EN 13432 per gli imballaggi, insieme alle istruzioni di conferimento.

Ti sta piacendo questo articolo? Commentalo con i tuoi amici sui social
WhatsApp Facebook Telegram LinkedIn Email

Il CIC ricorda che la certificazione serve a garantire la compatibilità del materiale con il processo di compostaggio industriale. La distinzione è importante soprattutto per i prodotti trattati, colorati o composti da materiali differenti.

Prima di smaltire un prodotto di carta sporco, facciamoci tre domande: È un tovagliolo, un fazzoletto o un imballaggio? È sporco di cibo oppure di detergenti? È richiesta una certificazione di compostabilità?

Un tovagliolo bianco sporco di sugo può andare nell’umido. Uno colorato, se non certificato compostabile, va nell’indifferenziato. La carta da cucina bianca utilizzata per assorbire l’olio può seguire la frazione organica, mentre quella imbevuta di sgrassatore no. I fazzoletti usati per il naso vanno normalmente nell’indifferenziato.

Insomma, non tutta la carta sporca è uguale.E soprattutto, il bidone dell’umido non è il posto in cui far sparire tutto quello che è avanzato dopo aver sparecchiato. Anche se, qualche volta, sarebbe decisamente più comodo.

Le modalità di conferimento possono variare in base al Comune e al gestore della raccolta. Per prodotti colorati, trattati o compostabili è opportuno verificare le indicazioni riportate sulla confezione e le disposizioni locali.

Se cerchi altri suggerimenti per una corretta raccolt differenziata, legg anche:

  • Dove si butta il polistirolo nella raccolta differenziata
  • Dove si buttano spazzolino e tubetto del dentifricio
  • Dove si buttano i gusci di cozze e vongole, gli errori più comuni nella raccolta dell’umido
Segui Agendaonline.it
Facebook Instagram LinkedIn Google News WhatsApp
Agendaonline.it
  • Home
  • Chi Siamo
  • Magazine
  • Lino Sorrentini
  • Codice etico e responsabilità editoriale
  • Policy Immagini
  • Autori
  • Politica di correzioni e rettifiche
  • Credit
  • Pubblicità
  • Contatti
  • Privacy – GDPR
  • Cookie Policy
  • Ricerche
  • Sitemap
  • Segnalazioni
  • Archivio
Partita Iva IT02902350640 - Copyright 2026 © Tutti i diritti riservati. -

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.