Anni Sessanta, nella benestante periferia urbana statunitense: dietro le facciate perfette di villette, giardini ordinati e sorrisi composti, si nasconde un abisso di rancore, gelosia e rimorso.
Diretto da Benoît Delhomme, al suo esordio come regista, e interpretato da Jessica Chastain e Anne Hathaway, il film che ti consigliamo di guardare su Prime Video è un thriller psicologico che tenta di sondare il lato oscuro dell’istinto materno, rimanendo però sospeso fra nostalgia melodrammatica e tensione.
Prodotto da StudioCanal, è un’opera raffinata, remake del film belga Doppio sospetto di Olivier Masset-Depasse, a sua volta tratto dal romanzo Oltre la siepe di Barbara Abel. Si intitola Mothers’ Instinct ed è una sinfonia di eleganza retrò.
Delhomme, grazie al suo background da direttore della fotografia (abbiamo ammirato la sua maestria in capolavori come “La teoria del tutto”) costruisce un universo visivo meticoloso: colori pastello, costumi curatissimi, interni perfettamente ordinati sembrano usciti da un dipinto degli anni in cui la storia è ambientata. Questo contrasto tra la bellezza esteriore e il tumulto interiore delle protagoniste rende ogni scena inquietantemente ambigua.
Il film ha il suo fulcro nella relazione fra due donne, Alice e Céline, che vivono vicine, condividono matrimoni felici e figli coetanei. Ma quando Max, il figlio di Céline, muore tragicamente cadendo dal balcone – sotto gli occhi, impotenti, delle due madri – la loro amicizia idilliaca si incrina. Da quel momento, il senso di colpa e la paranoia diventano la linfa di un conflitto psicologico che le consumerà dall’interno. Anche perché Céline inizia ad avvicinarsi al figlio di Alice, Theo…
Sul piano narrativo, la sceneggiatura di Sarah Conradt gioca con l’equilibrio fra rimozione del trauma e ossessione: la tragedia del figlio è solo l’innesco di una lotta psicologica sotterranea, che sfocia in sospetti, vendetta, rivalità. Alice e Céline non lottano solo per la verità, ma anche per definirsi attraverso il dolore reciproco, in una partita in cui la compassione diventa arma, e l’amore materno si fa terreno di scontro.
Le interpretazioni delle protagoniste sono uno dei punti di forza: le due attrici costruiscono due personaggi complementari, speculari, che si completano mentre si fanno a pezzi. Jessica Chastain, che abbiamo amato in titoli quali “Zero Dark Thirthy” e “The Good Nurse”, offre una Alice trattenuta, attraversata da un dolore sottile.
Mentre Anne Hathaway, protagonista di pellicole iconiche come “Il diavolo veste Prada”, “One Day” e “The Idea of You”, qui interpreta Céline variando fra la vulnerabilità isterica e un’ambizione pericolosa.
La colonna sonora di Anne Nikitin richiama atmosfere da grande suspense classica, ma è la fotografia geometrica e fredda di Delhomme che contribuisce maggiormente a creare quell’aura di inquietudine costante.
La forza di Mother’s Inctinct sta nel modo in cui il dramma prende forma: non esplode, ma serpeggia. Il dolore diventa sguardo, gesto, silenzio. La colpa si trasforma in sospetto. L’affetto muta in competizione, in una danza psicologica che non ha bisogno di colpi di scena eclatanti per essere avvincente: tutto accade nelle crepe dell’amicizia, in ciò che non si dice, in ciò che si teme di ammettere.
Questo film non cerca mai di giudicare le sue protagoniste: le filma, le osserva, le accompagna mentre oscillano tra il bisogno di comprendersi e il timore di affrontare la verità del loro dolore. Il ritmo elegante, la tensione misurata ma costante, la cura della fotografia e delle scenografie contribuiscono a costruire un’opera che affascina proprio perché non cede all’eccesso, preferendo la sottrazione alla spettacolarizzazione.
Dimenticate i thriller dominati colpi di scena irrealistici o ambientazioni oscure. Mothers’ Instinct punta tutto sulla materia viva delle emozioni: quelle fragili, confuse, imperfette. Il risultato è un film raffinato, sostenuto da interpretazioni solide, capace di offrire una visione avvolgente e ipnotica del lato più complesso dell’essere madre.
