spot Pampers Elena Cicala
spot Pampers Elena Cicala
Costume e Società

Elena Cicala,un’avellinese dietro il nuovo spot della Pampers.

Per Natale Pampers celebra l’amore dei genitori per i figli con un video che si sta diffondendo in rete a suon di condivisioni: dietro la sua creazione anche la professionista avellinese Elena Cicala.

Un video che in pochi giorni è diventato virale sui social network. Che questa volta non sceglie di parlare delle innovazioni del prodotto, ma mostra i gesti d’amore, talvolta nascosti, tra genitori e figli.

Nella creazione di questo film della Pampers anche l’avellinese , classe 1983, una laurea specialistica in scienze della comunicazione presso l’università degli studi di Roma “La Sapienza” con indirizzo “Comunicazione d’impresa” e poi un master in tecniche pubblicitarie presso lo Studio Cogno&associati di Roma.

Inizia a lavorare in Saatchi & Saatchi nel 2007 come copywriter per la sezione Moving Pictures dell’agenzia, realizzando campagne di lancio di oltre 40 film, nazionali e non.

Seguono altri lavori per clienti come TIM locale, Renault, Toyota, Enel, Illy, Parmalat, per i quali si occupa di ideare e realizzare campagne stampa, tv, radio, digital. Nel 2010 inizia a lavorare per Pampers, cliente per il quale oggi ricopre il ruolo di supervisore creativo.

Tra gli ultimi spot in onda che l’hanno vista impegnata ci sono Enel Energia (campagna commerciale autunno 2014); Pampers Progressi, Pampers Sole & Luna.

Come mai hai deciso di lavorare nel mondo della pubblicità?

<<Quando ero adolescente e andavo al cinema con i miei compagni del liceo, loro non vedevano l’ora che iniziasse il film ma per me la magia finiva con i titoli di testa – ci racconta Elena Cicala – Niente poteva tenermi più incollata allo schermo della pubblicità. Il caso poi ha voluto che nel 2007, a 24 anni, iniziassi il mio primo stage come copywriter per la sezione Moving Pictures di Saatchi & Saatchi. Così, mentre tutti gli altri andavano al cinema per rilassarsi, io “quando guardavo un film, stavo lavorando”. Da allora sono trascorsi quasi nove anni e numerosi clienti: Medusa film, Sony pictures, TIM, Renault, Enel, Toyota, Illy, e infine Pampers>>.

Cosa significa per te lavorare in Saatchi?

<<La Saatchi & Saatchi non è solo l’agenzia creativa più premiata all’Italian Festival per il quinto anno consecutivo, con importanti conferme anche al festival internazionale della creatività di Cannes, è il luogo in cui sono nati i lovemarks. È il mio primo lovemark. Lavorare qui è stato come diventare ballerina, calciatore e astronauta nella stessa vita>>.

Cosa sono i lovemarks?

<<È stato Kevin Roberts, Executive Chairman Saatchi & Saatchi, a parlare per la prima volta di Lovemarks nel 2004 partendo da un assunto abbastanza forte: le marche stanno perdendo energia. Per ricaricarle è necessario instaurare un rapporto fortemente emozionale, basato sul rispetto. È indispensabile creare una connessione più profonda con i consumatori che si basi proprio sull’amore e non solo sulle performance di prodotto>>.

Pampers è un lovemark?

<<Immaginiamo che siano le otto di un venerdì sera, che hai avuto una settimana durissima a lavoro e che vorresti solo tornare a casa, ma sono finiti i pannolini e il supermercato sta per chiudere. Allora vai di corsa allo scaffale ma non trovi i Pampers. Ecco, se decidi di uscire a mani vuote e di tentare alla farmacia più vicina, allora per te Pampers è senz’altro un lovemark>>.

Come nasce l’idea di questo video corporate?

<<Io e l’art director Fabio D’Alessandro (come me supervisore creativo Pampers) abbiamo lavorato insieme ai nostri direttori creativi per rispondere a una richiesta del cliente: ideare un progetto che parlasse al cuore del nostro target e che diventasse virale. Un lavoro che cementificasse la brand identity di Pampers, costruendo la sua reputazione di lovemark anche nella mente di chi sta per diventare genitore. La nostra fortuna è stata aver avuto carta bianca da parte del cliente, nostro importante alleato. Mi piace sottolineare che è stato un lavoro di squadra che ha visto Agostino Toscana nel ruolo di executive creative director, Alessandro Orlandi e Manuel Musilli direttori creativi, me e Alessandro Michetti copywriter>>.

Quale messaggio vuole veicolare?

<<È difficile pensare a un brand che abbia più chance di diventare un lovemark di quello che scegli per tuo figlio. Pampers non è solo un ottimo prodotto in termini di performance, è un brand attento a ciò che è meglio per i bambini. È come se fosse una seconda mamma. Con questo film non abbiamo solo riconosciuto ai genitori la più grande capacità d’amare, abbiamo voluto dire loro che Pampers mette nei propri prodotti le loro stesse amorevoli cure.  E per quanto invisibile possa sembrare la protezione che ti dà un pannolino, ogni bimbo lo ricorderà come uno dei tanti gesti d’amore dei propri genitori. E chissà che non li scelga poi anche per i propri figli>>.

Quando hai lavorato a questo progetto eri in dolce attesa della tua bambina. Che tipo di emozioni ha suscitato in te parlare di genitori e figli in quel particolare momento della tua vita?

<<Mi ricordo come fosse ieri la presentazione al cliente. La sala riunioni buia, solo la luce dello schermo. Il video parte e, dopo sessanta secondi, nessuno dei presenti era più lo stesso. Non c’erano più né creativi, né brand manager, né account. In un attimo erano tutti o figli o genitori. E io, per la prima volta, ero la mamma di Francesca. Mancavano ancora cinque mesi alla nascita di mia figlia, ma è stato in quei giorni, immedesimandomi nel consumatore, che ho realizzato cosa significasse essere madre. L’immaginazione ha saputo anticipare la realtà. Da quella presentazione sono trascorse molte notti in bianco e, ancora oggi, mi ritrovo a sollevare il passeggino di mia figlia per le scale di un palazzo senza ascensore. Amo essere una creativa pubblicitaria e sono legata a tutti i film che ho realizzato in questi anni, ma questo è senza dubbio il mio lavoro più bello. Perché mi ricorda che l’idea migliore che abbia avuto nella vita è, e resterà sempre, mia figlia>>.

Lo spot sta riscuotendo molto successo nel web. Vi aspettavate un’accoglienza così positiva a pochi giorni dalla pubblicazione?

<<Il film sta avendo un buon riscontro dalla rete, ma questo vuole essere solo l’inizio. Ci auguriamo che le condivisioni e le visualizzazioni crescano esponenzialmente facendolo diventare, a tutti gli effetti, uno spot virale. Le nostre aspettative sono ambiziose perché sappiamo che questo film racconta una bella verità e, quale momento migliore del natale, per ricordare ai nostri figli e genitori quanto li amiamo. Quindi, se mi è concesso, vorrei invitare anche chi sta leggendo questo articolo a condividere questo spot dedicandolo ai propri affetti>>.

E’ pianificata anche una campagna televisiva?

<<Il film andrà in onda sulle principali emittenti televisive durante le festività, così da augurare a tutti un Natale ricco di #gestidamore>>.

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