Dopo un intervento chirurgico, la minaccia di sviluppare emboli, sia a livello venoso che dei polmoni è una realtà con cui sia i medici sia i pazienti devono scontrarsi. Il rischio è maggiormente accentuato per soggetti costretti a lunghi periodi di immobilizzazione: per prevenire tali complicazioni è importante ascoltare attentamente il proprio medico che sicuramente consiglierà di mettere in pratica alcuni di questi consigli.
Cos’è l’embolo e come riconoscerlo
Un embolo è un coagulo di sangue che si stacca e viaggia attraverso il flusso sanguigno fino a ostruire un vaso in una parte diversa del corpo; risultano particolarmente pericolosi quando bloccano i vasi sanguigni nei polmoni, nel cuore o nel cervello.
I segnali d’allarme variano in base alla localizzazione, ma ci sono alcuni sintomi comuni da monitorare:
- Dolore e gonfiore. Un’improvvisa sensazione di sofferenza, spesso descritta come una puntura acuta, può essere un segno di embolia, specialmente se accompagnata da gonfiore, rossore o calore in una specifica area del corpo, tipicamente nelle gambe;
- Alterazioni della pelle. Se la cutenella zona interessata diventa pallida, bluastra o fredda al tatto è meglio consultare velocemente un medico;
- Sintomi neurologici. Se un embolo blocca un vaso sanguigno nel cervello, possono verificarsi sintomi simili a quelli di un ictus, inclusi improvvisa debolezza o intorpidimento in faccia, braccia o gambe, specialmente su un lato del corpo, difficoltà di parola, confusione, mal di testa severo o problemi di vista.
Utilizzo di abbigliamento a compressione graduata
Indossare calze a compressione graduata è un metodo raccomandato e prescritto in molti casi post-chirurgici; progettate per esercitare una pressione maggiore nella parte inferiore della gamba e via via decrescente verso l’alto, aiutano a migliorare il flusso venoso, riducendo il rischio di stasi del sangue e di formazione di coaguli. Le calze antiembolo Solidea sono un’ottima soluzione: hanno un buon rapporto qualità prezzo e fanno parte di una linea completa pensata appositamente per prevenire la problematica; oltre a questa variante è possibile scegliere diverse tipologie di calze a compressione graduata a seconda della patologia circolatoria da trattare.
Provare a fare attività fisica quando c’è il consenso del medico
Il movimento è uno dei metodi più efficaci per prevenire la formazione di emboli: anche gesti leggeri, come la rotazione delle caviglie o piccoli esercizi con le gambe, favoriscono e stimolano una migliore circolazione sanguigna. I fisioterapisti spesso programmano sessioni di esercizi adatti alle condizioni specifiche del paziente, assicurando che siano sicuri ed efficaci.
Somministrazione di farmaci anticoagulanti
I chirurghi spesso prescrivono farmaci anticoagulanti per ridurre la probabilità di conseguenze cliniche. Tra i più comuni? Le iniezioni di eparina che vengono eseguite fin dall’ospedale e poi in autonomia a casa per il periodo indicato dallo specialista. La durata e il tipo di anticoagulante variano a seconda della tipologia dell’intervento chirurgico e delle condizioni individuali del paziente.
Prenditi cura di te a partire dall’alimentazione
Uno stile di vita sano è sempre alla base del proprio benessere: bere a sufficienza per mantenersi idratati e avere un’alimentazione bilanciata fa la differenza. I nutrienti fanno in modo di supportare la ripresa e ovviamente migliora la salute vascolare complessiva. Proprio in una fase delicata come il post intervento, evitare alcool e ridurre il consumo di cibi grassi o zuccherati è fondamentale.
