Può bastare una bugia, detta per noia o per leggerezza, a cambiare la vita di una ragazza? Su Raiplay c’è una commedia che lo racconta con ironia, intelligenza e una sorprendente profondità emotiva. È una storia di reputazione, pregiudizio e autodeterminazione, ambientata tra i corridoi di un liceo americano, dove le parole possono diventare armi e il giudizio degli altri una prigione.
È un film che parla agli adolescenti ma anche agli adulti che ricordano quanto sia fragile il confine tra ciò che sembriamo e ciò che siamo davvero. Easy Girl, diretto da Will Gluck, è uscito nel 2010 e ha segnato la consacrazione di Emma Stone (La La Land, Crazy Stupid Love, Cruella), al tempo poco più che ventenne.
Prodotto da Screen Gems e Olive Bridge Entertainment, distribuito da Sony Pictures, è una teen comedy che rilegge in chiave moderna la Lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne, trasformandola in una parabola ironica sulla cultura del giudizio e sull’ipocrisia sociale.
La protagonista è Olive Penderghast, studentessa modello, invisibile e spiritosa, che un giorno decide di inventare una bugia: racconta a un’amica di aver perso la verginità con un ragazzo del college. La voce si sparge, e in poco tempo Olive diventa la ragazza più chiacchierata della scuola.
Lungi dallo smentire le dicerie, decide di cavalcare l’onda e di ribaltare il gioco: comincia a indossare abiti provocanti, ricamando sul petto una “A” rossa come nella Lettera scarlatta, e accetta di “fingere” rapporti con ragazzi impopolari in cambio di regali simbolici.
Ma il suo esperimento sociale sfugge di mano, e ciò che nasceva come un atto di ribellione si trasforma in isolamento e dolore.
Emma Stone è il cuore del film. Con il suo talento ironico e il suo carisma naturale, costruisce una protagonista arguta, moderna e vulnerabile, capace di passare in un istante dalla comicità tagliente all’emozione sincera. È la voce narrante della storia e il suo centro morale: ci guida dentro un mondo in cui la reputazione femminile è ancora terreno di battaglia.
Al suo fianco, un cast azzeccatissimo: Penn Badgley nei panni di Woodchuck Todd, l’unico ragazzo che vede oltre le apparenze; Amanda Bynes è Marianne, la compagna puritana e moralista; Thomas Haden Church e Patricia Clarkson sono i genitori eccentrici e comprensivi di Olive, perfetti nel tono ironico del film.
Will Gluck firma un’opera che mescola ritmo brillante, scrittura intelligente e una colonna sonora trascinante. Il linguaggio visivo è costruito come un dialogo con il pubblico: Olive parla direttamente alla webcam, anticipando il mood della confessione digitale che oggi domina le piattaforme online.
La critica accolse il film con entusiasmo. Cath Clarke su The Guardian la definì “Una commedia adolescenziale tagliente su una ragazza che finge di non essere vergine e che vanta un’interpretazione di prim’ordine di Emma Stone”.
“Qualunque cosa faccia, la sfacciata commedia liceale “Easy Girl” cattura l’attenzione per l’irresistibile presenza di Emma Stone, che interpreta una brava ragazza che finge di essere cattiva. La sua interpretazione è la migliore del suo genere dai tempi della star Alicia Silverstone” riconobbe il New York Times.
Al botteghino, Easy Girl incassò circa 75 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di appena 8 milioni, diventando uno dei successi sorpresa dell’anno. Su IMDb ha un punteggio medio di 7,0/10, su Rotten Tomatoes un lusinghiero 85% di gradimento della critica e 77% del pubblico, mentre gli utenti Google lo promuovono con un 77% di recensioni positive.
Se lo guardi stasera su Raiplay, scoprirai come, anche a distanza di anni dalla sua uscita, il film mantiene intatta la sua freschezza e la sua attualità. In un’epoca in cui la reputazione si costruisce e si distrugge sui social in pochi minuti, la storia di Olive Penderghast risuona come una riflessione moderna sulla libertà di essere se stessi.
Insomma, una commedia che insegna, con ironia e intelligenza, a non lasciarsi definire dagli altri, a ridere dei propri errori e a riscoprire la forza dell’onestà.
