Wine Bar, Enoteche e Vinerie in Italia.

Il Vino è amicizia ed allegria

Lungo le Strade del vino, guida alle migliori vinerie, enoteche e winebar italiane.

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E’ preferibile chiamarle vinerie, la tendenza anglofona impone il termine wine bar. La differenza è sottile, l’analogia sostanziale. Perché il re incontrastato è lui: il vino o nettare degli dei, come ama farsi chiamare.

Vi sembra troppo consideralo una cosa viva ? Provate a chiederlo a chi del vino ne ha fatto una ragione di vita.

O provate a chiederlo a chi proprio non riesce a seguire la moda inglese dell’ultima campanella che impone lo stop alla distribuzione dei boccali di birra come l’orologio imponeva a Cenerentola di far ritorno a casa.

Il vino, pardon, il re vino, è anche questo, il senso di libertà  che infonde, la capacità di mettere tutti d’accordo dinanzi ad un decanter, con la lentezza nella degustazione, imprescindibile da chi ama frequentare vinerie o winebar.

E non poteva essere che l’Italia, con le sue centinaia di Doc e decine di Docg, la patria incontrastata del nuovo fenomeno, che vanta comunque una tradizione più che decennale.

Le vinerie sono il tempio del vino, dove è immancabile l’abbinamento con i prodotti tipici locali o mutuati dall’alta cucina internazionale.

Ogni regione, ormai, può vantare decine di locali e localini, più o meno caratteristici, dove il vino, oltre ad essere eletto bevanda principale, talvolta esclusiva, costituisce un elemento d’arredo fondamentale.




Sia chiaro, in enoteca, non si va a bere, si va a degustare. Non si va per divertirsi, ma per fare l’amore con il nettare d’uva, mutuando una nota pubblicità 

Ma ciò non deve spaventare chi pur amando il buon vino non è un sommelier o un intenditore, perché dietro al bancone di ogni vineria, c’è un esperto conoscitore che saprà indicare, secondo i gusti di ogni avventore, quale sarà la bottiglia da stappare.

Rispetto al ristorante, le enoteche ed i wine bar offrono un indiscutibile vantaggio, quello di poter degustare diverse tipologie di vino, senza dover necessariamente acquistare un intera bottiglia.

La mescita sfusa di più vini è una caratteristica irrinunciabile che consente tra l’altro con una spesa modulabile di passare una serata in allegria con la massima soddisfazione del palato.

Sono tra l’altro luoghi per così dire “democratici”, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista anagrafico.

Ambiti dal pubblico di mezza età  o dai cosiddetti “giovani-adulti” sono frequentati spesso anche dai giovanissimi. Il target eterogeneo richiamato dalle vinerie, molto più che dai pub, ne accrescono l’appeal.

L’ampia varietà di vini di cui dispone il territorio italiano ha favorito negli ultimi anni la nascita di numerosi wine bar e vinerie soprattutto nelle zone ad alta produttività

La globalizzazione dei mercati ha fatto il resto consentendo di ampliare l’offerta senza legarla necessariamente alla territorialità .

Ovviamente, in alcune zone, la degustazione dei vini locali è inevitabile.

 Impensabile esimersi dal gustare un bicchiere di Barolo e Barbaresco in Piemonte, o un buon Chianti in uno dei cento localini delle colline toscane.

In Campania, invece, i bianchi fanno concorrenza spietata ai rossi, con il Greco di Tufo DOCG ed il Fiano di Avellino DOCG.

La Lombardia offre nella zona della Franciacorta una infinita varietà di spumanti di altissima qualità le isole si difendono con il Vermentino di Gallura in Sardegna, o il Nero d’Avola della Sicilia, terra anche di grandi passiti e marsala, per risalire lo stivale passando per l’aglianico del Vulture in Basilicata, per il Salice salentino in Puglia.

Al centro della Penisola spiccano il Montepulciano ed il Trebbiano in Abruzzo, il verdicchio dei Castelli di Jesi ed il rosso del Conero nelle Marche.

Impareggiabile il Brunello di Montalcino, prezioso nettare delle colline della terra di Toscana.




A ridosso della Alpi, i bianchi sono più richiesti e frequenti, dal Pinot al Tocai friulano, ma una delle opportunità offerta da vinerie e wine bar è proprio quella di sperimentare, scoprire e conoscere nuovi profumi e sapori, al di là  dei grandi nomi noti.

Ogni vineria che si rispetti avrà da proporre almeno 200 etichette.

Generalmente la tendenza di chi frequenta le vinerie è quella di orientarsi sulle etichette non locali considerata la possibilità  di scegliere tra numerose opportunità 

Negli ultimi anni, inoltre, anche i vini stranieri stanno tentando la scalata a quelli italiani, in particolare quelli Sud Americani, che però sono ancora in netta minoranza.

E per chi alla convivialità di un locale preferisce la calma rilassante delle quattro mura di casa, senza rinunciare alla meditazione di un buon vino, le enoteche rappresentano il paradiso. Per qualcuno, recarsi in enoteca è più gratificante che girovagare tra gli scaffali di una biblioteca o di una libreria.

Qui, la scelta della bottiglia di cui impadronirsi è  l’inizio di un vero e proprio rito, si dice che chi si reca in enoteca inizia a bare dal momento in cui ci mette piede.

La regola principale è analoga a quella da osservare nelle vinerie, estraniarsi dal mondo circostante, per entrare in simbiosi con le migliaia di bottiglie, ognuna delle quali sembra esercitare lo stesso fascino ammaliante di una sirena. In ogni caso, non potrete sbagliarvi, qualunque sia l’acquisto, sarà un affare.

Stappare per credere. Prosit

 










 


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