Arte e Cultura

Ferdinando dé Medici in mostra alla Galleria degli Uffizi di Firenze

In occasione del terzo centenario della morte del gran principe Ferdinando dé Medici, la Galleria degli Uffizi di Firenze dedica una mostra al grande mecenate, colui che si è distinto tra i principali collezionisti d’arte di tutti i tempi. Una figura, quella dell’esponente della famiglia granducale toscana, che viene ricordata per la sua grande passione per le arti figurative, la musica e il teatro, rendendo Firenze centro di continui scambi culturali e arricchendola di arte.

L’evento si svolge dal 25 giugno al 3 novembre 2013 ed è caratterizzato da un percorso espositivo che si articola in otto sezioni nelle quali vengono illustrate le problematiche relative alle scelte culturali di Ferdinando, presentando anche gli edifici nei quali il suo mecenatismo prese forma.

La prima sezione presenta il principe e la sua famiglia di appartenenza, con opere di Anton Domenico Gabbiani, Giovan Battista Foggini e Justus Suttermans. A seguire, la parte che illustra gli inizi del suo mecenatismo e del collezionismo, quando la sua residenza inizia ad arricchirsi di decori e opere pittoriche (in particolare di Pier Dandini, Domenico Tempesti, Cristoforo Munari, Crescenzio Onofri).

La terza sezione riguarda il rinnovamento di Palazzo Pitti, del Teatro della Pergola e del Duomo in seguito alle nozze di Ferdinando con la principessa Violante Beatrice di Baviera. La sezione successiva mostra opere sia sacre sia profane che appassionarono il mecenate durante la sua vita, tra cui anche oggetti di noti intagliatori, argentieri e intarsiatori.

Molto importante la quinta sezione che espone alcune delle opere del Cinquecento e Seicento rimosse da chiese toscane e non, tra cui la “Madonna delle Arpie” di Andrea del Sarto o la “Madonna con il collo lungo” del Parmigianino.

La seguente sezione è dedicata al Poggio a Caiano, residenza prediletta dal gran principe arricchita di enormi fasti decorativi. Dopo una settima sezione che presenta le preferenze per la grande scultura fiorentina di fine secolo e il gusto verso le scuole “straniere” nell’arte pittorica, l’ultima parte del percorso termina con gli ultimi anni di vita di Ferdinando, con gli esiti del suo collezionismo artistico e la parte relativa alle celebrazioni ed esequie.


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