Su RaiPlay ci sono tre film italiani che non si trovano facilmente ma che raccontano storie potenti, vere e sorprendenti.

Hai mai avuto la sensazione che nel vasto catalogo di RaiPlay si nascondano piccole gemme che nessuno ti ha mai consigliato? Ecco, oggi te ne segnalo tre. Non sono facili da trovare tra commedie leggere e grandi classici, ma ti assicuro che vale la pena cercarli. Perché? Perché raccontano storie potenti, spesso scomode, che lasciano il segno. E perché offrono uno spaccato autentico di realtà diverse – dalla periferia romana alla Londra rivoluzionaria dell’Ottocento, fino a misteri siciliani ancora irrisolti – che il cinema raramente esplora con altrettanta profondità.

Cuori Puri: amore, fede e sopravvivenza nella Roma invisibile

“Un’opera prima che graffia, commuove, divide.” Così potremmo riassumere Cuori Puri, diretto da Roberto De Paolis e presentato a Cannes nel 2017. È un film ambientato nella periferia romana, ma non quella da cartolina: qui ci sono scontri quotidiani, fragilità sociali, campi rom e sogni che si spezzano.

Agnese (una magnetica Selene Caramazza) è una diciottenne che ha promesso di arrivare vergine al matrimonio. Stefano (Simone Liberati) è un ex teppista di 25 anni che lavora come custode. Due mondi apparentemente opposti, destinati a collidere e trasformarsi. I loro sguardi raccontano tutto: paura, desiderio, incertezza. Il film, ora disponibile su RaiPlay, è un pugno allo stomaco e allo stesso tempo una carezza, capace di scuotere e far riflettere.

La critica l’ha capito da subito: nomination ai David di Donatello, ai Nastri d’argento, ai Globi d’oro. E gli utenti online confermano: il 70% su Google lo promuove a pieni voti, mentre IMDb lo attesta a un dignitoso 6.7/10.

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Miss Marx: la rivoluzione è donna (e fragile)

Chi era Eleanor Marx, se non una delle figure femminili più moderne dell’Ottocento? In Miss Marx, Susanna Nicchiarelli ne restituisce tutta la complessità. Un biopic elegante, ma mai accademico, che racconta la figlia di Karl Marx non solo come erede intellettuale del padre, ma come donna innamorata, ferita, appassionata.

Romola Garai è strepitosa nel ruolo principale, affiancata da Patrick Kennedy e Laura Morante. La regia alterna raffinatezza e slanci punk (letteralmente: c’è anche musica post-rock), rendendo questa pellicola un’opera anomala e potente.

Il film ha fatto incetta di premi: David di Donatello, Nastro d’Argento, Filming Italy. Ma soprattutto, ha conquistato uno spazio importante tra i film italiani più audaci degli ultimi anni. Su RaiPlay, oggi è visibile in streaming e merita una visione attenta, magari in una serata in cui hai voglia di pensare e sentire.

Su Rotten Tomatoes la critica è più fredda (46%), ma il pubblico italiano lo apprezza molto di più. Un’opera che colpisce e divide, come tutte le cose vive.

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Una storia senza nome: Caravaggio, la mafia e il cinema nel cinema

Chi ha rubato la “Natività” di Caravaggio nel 1969? E cosa c’entra con una sceneggiatrice anonima, un misterioso signore chiamato Rak e una Palermo di misteri e silenzi? Il thriller Una storia senza nome, firmato Roberto Andò, mescola fiction e realtà in un gioco metacinematografico affascinante.

Micaela Ramazzotti è Valeria, ghostwriter di sceneggiature che presta il suo talento agli uomini che ama. Attorno a lei ruotano Alessandro Gassmann, Renato Carpentieri, Laura Morante, in un puzzle narrativo dove il cinema diventa pretesto per raccontare verità scomode e crimini mai risolti.

Presentato a Venezia nel 2018, oggi visibile su RaiPlay, ha raccolto consensi solidi: 61% di apprezzamenti su Google, buon riscontro critico e due Premi Flaiano. È quel tipo di film che, se lo becchi per caso, ti tiene incollato fino alla fine e ti fa venir voglia di leggere tutto sul furto del Caravaggio. Perché sì, quella storia è vera. E non è mai stata risolta.

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