Se cerchi idee per trascorrere una piacevole serata, su Raiplay è disponibile Nome di donna, un film drammatico italiano del 2018 diretto da Marco Tullio Giordana che affronta con realismo e intensità il tema delle molestie sessuali e del potere nei luoghi di lavoro.
Interpretato da Cristiana Capotondi nel ruolo di Nina Martini, il film mette al centro la battaglia di una donna che decide di reagire a soprusi e discriminazioni in un ambiente ostile. Completano il cast Valerio Binasco, Stefano Scandaletti, Michela Cescon e Bebo Storti.
Nome di donna è una storia di denuncia civile e personale, che invita lo spettatore a riflettere su potere, complicità e giustizia in una vicenda di grande attualità.
La protagonista è Nina Martini, una giovane madre single che lascia Milano per trasferirsi in un piccolo paese della Brianza, dove ottiene lavoro in una prestigiosa residenza per anziani facoltosi. La routine sembra promettere stabilità per lei e sua figlia, ma ben presto Nina scopre la verità sconvolgente: il direttore della struttura, Marco Maria Torri, esercita pressioni e molestie sessuali sulle lavoratrici, favorendosi della sua posizione di potere. Nell’ambiente di lavoro si instaura un clima di omertà e complicità tra le colleghe, molte delle quali temono di perdere il posto se denunciano.
Dopo un episodio di abuso, Nina decide di reagire e denuncia Torri, dando vita a una battaglia difficile sia sul piano personale che legale. Isolamento, minacce velate, la diffidenza delle colleghe e l’indifferenza iniziale delle istituzioni rendono la sua lotta estenuante.
Con l’aiuto di un’avvocatessa tenace, Nina porta avanti il processo, affrontando ostacoli e pregiudizi fino all’esito del dibattimento, che si trasforma in una vittoria significativa non solo per lei ma per tutte quelle donne che l’hanno subìto prima di lei.
La pellicola da vedere su Raiplay non si limita a raccontare un episodio di molestie, ma entra nelle dinamiche di potere, complicità e paura che caratterizzano molti ambienti lavorativi, soprattutto quando la vittima è una donna che cerca di affermare la propria dignità. La trama segue il percorso emotivo di Nina con grande attenzione alle sfumature psicologiche: shock, confusione, isolamento, indignazione e determinazione si alternano in un ritratto che punta sulle reazioni autentiche più che sull’effetto drammatico fine a se stesso.
La sceneggiatura, firmata insieme a Cristiana Mainardi, si concentra sul contrasto tra il desiderio di sicurezza e la necessità di denunciare l’abuso, esplorando non solo la vicenda personale di Nina ma anche il modo in cui l’ambiente circostante reagisce, spesso coprendo o minimizzando i fatti.
Alla sua uscita il film è stato al centro di dibattiti per la sua scelta di affrontare direttamente il tema delle molestie sul lavoro, in un periodo di crescente consapevolezza legato ai movimenti #MeToo e #TimesUp.
La critica ha apprezzato Nome di donna proprio per l’onestà narrativa e il realismo della protagonista, sottolineando come Cristiana Capotondi riesca a incarnare con dignità e forza un personaggio complesso e combattivo. L’attrice offre una performance intensa e misurata, dando vita a una donna che perde certezze ma non smette di combattere per ciò che è giusto.
Secondo i giudizi espressi su diverse piattaforme dal pubblico, Nome di donna si colloca su una fascia di gradimento media (52% su Google, 5.8/10 su IMDb), che riflette tanto l’importanza del tema quanto le difficoltà di tradurlo in una narrazione cinematografica completamente originale.
Stasera guardalo su Raiplay: ti troverai difronte a un film italiano drammatico e civile che affronta senza reticenze il tema delle molestie sul luogo di lavoro, narrando il percorso di una donna che decide di reagire nonostante la complicità e il silenzio attorno a lei.
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