Fiorentino Sullo e Gianni Agnelli

Quando Fiorentino Sullo disse “NO Grazie” a Gianni Agnelli.

Ci sono episodi, nella storia dell’Italia repubblicana, rimasti nella memoria di chi li ha vissuti e pochi altri ma che, pure, avrebbero meritato ben altra divulgazione, sia solo per quanto in grado siano di raccontare tempi ma anche personalità, caratteri e propensioni.

Aneddoti che quando affiorano oltre il ricordo vanno inevitabilmente a collocarsi nella categoria del confronto che travalica ogni stagione per giungere all’attualità.

Mettere in competizione personaggi vissuti in epoche diverse, in contesti completamente differenti ed appartenuti a momenti culturali non comparabili è esercizio forse più retorico che utile.

Resta, però il valore assoluto di gesti, parole e azioni, quelli sì in grado di andare oltre il tempo.

Alla vigilia del centenario di due personaggi che, ciascuno nel proprio ambito, hanno scritto pagine importanti di storia imprenditoriale, sociale, economica e politica del Paese, grazie al ricordo diffuso dal parlamentare Gianfranco Rotondi è emerso un episodio risalente a sessant’anni fa sconosciuto ai più ma che racconta perfettamente uno spaccato dell’Italia dei primi anni ’60.

Protagonisti dell’aneddoto, e centenari nel 2021, sono l’avvocato Gianni Agnelli, figura di spicco del panorama industriale italiano oltre che animatore della dolce vita, e l’allora ministro Fiorentino Sullo, leader della sinistra della Democrazia Cristiana e tra i più potenti uomini politici del tempo.

Due figure tanto diverse tra loro che, pure, in quegli anni hanno visto le loro vite sfiorarsi per i ruoli ricoperti: patron della Fiat il primo, ministro dei Trasporti il secondo.

A unirli, oltre che una conoscenza diretta maturata negli anni dello sviluppo italiano post bellico, un fatto accaduto nel 1961, nel giorno delle nozze di Fiorentino Sullo con Elvira De Laurentiis, cugina di Dino, capostipite della dinastia dei grandi produttori cinematografici la cui saga continua ancora oggi con Aurelio De Laurentiis, tra l’altro patron del Napoli calcio.

A riferirgli l’episodio, racconta Gianfranco Rotondi, fu lo stesso Sullo che si sposò, quando era ministro del Lavoro, «con una cerimonia solenne  nel santuario di Pompei, con testimoni di nozze il ministro degli Interni Paolo Emilio Taviani, e il più grande produttore cinematografico di tutti i tempi, Dino De Laurentiis».

Secondo il racconto riportato dal parlamentare avellinese, alla vigilia delle nozze Sullo ricevette un inatteso dono proprio dall’avvocato Agnelli che, tra l’altro, non risultava nemmeno nella lista degli invitati alla cerimonia.

L’amministratore della Fiat gli fece recapitare a Roma una Fiat 2300 nero antracite, all’epoca auto ammiraglia della fabbrica torinese.

A consegnargliela fu un autista che gli consegnò, con le chiavi, anche un biglietto di auguri scritto a mano ed autografato dallo stesso Avvocato.

 «Il ministro Sullo chiese all’autista un minuto di pazienza – ricorda Gianfranco Rotondi – , estrasse un biglietto da visita e lo consegnò all’autista dopo aver scritto poche parole: “gentile avvocato Agnelli, sono commosso dal pensiero, trattengo il biglietto, che conserverò tra i ricordi più cari, ma per ragioni di opportunità restituisco la bellissima autovettura”».

All’autista non rimase che tornare a Torino alla guida della Fiat 2300.

E Sullo si mise alla guida della sua vettura, direzione Pompei, per andare pronunciare il si più importante della sua vita.