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La lunga notte dei fuochi pirotecnici
La lunga notte dei fuochi pirotecnici

La lunga notte dei Fuochi di Montefalcione.

Il tradizionale spettacolo pirotecnico dell'ultima settimana di agosto chiude i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio a Montefalcione.

E’ uno degli eventi di fine estate più attesi in tutta la provincia di Avellino.

L’ultima settimana di agosto è per tutti quella dell’appuntamento con i Fuochi di Montefalcione, che chiude i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova, santo patrono del paese.

La storia dei Fuochi di Montefalcione.

Una tradizione che affonda le radici nel diciannovesimo secolo, quando i notabili del paese, nelle proprie tenute, illuminavano l’ultima serata della festa con piccoli spettacoli pirotecnici.





Nei primi anni del ‘900, poi, lo spettacolo cominciò a coinvolgere l’intero paese, fino a diventare negli anni, un vero e proprio richiamo per tantissime persone che, per l’occasione, raggiungono Montefalcione non solo dai comuni vicini ma da tutta la Campania.

Programma Fuochi di Montefalcione 2018.

L’edizione 2018 dei Fuochi di Montefalcione è in programma martedì 28 agosto, a partire dalle 21, con il clou che naturalmente si vivrà a notte inoltrata.

Quest’anno, i fuochisti che si sfideranno a colpi di mortai, razzi e figure colorate in cielo saranno quattro, esponenti di alcune delle più rinomate famiglie di fuochisti della Campania e della Sicilia.



Se per il rande pubblico, l’appuntamento con i Fuochi di Montefalcione ha un sapore prevalentemente spettacolare, considerata anche la conformazione del territorio che consente di avere una visuale panoramica davvero eccezionale, per chi invece in Montefalcione ha le sue radici, la serata conclusiva della festa di Sant’Antonio ha un sapore intrinseco differente.

L’amarcord di Antonietta Polcaro.

“In paese, da sempre, tutto viene organizzato in funzione della festa di Sant’Antonio e dei fuochi – ricorda Antonietta Polcaro, montefalcionese trapiantata ad Avellino, coautrice con l’oncologo Cesare Gridelli del libro “Dolci senza rimpianti”. Impensabile, ad esempio, andare in vacanza in concomitanza con la festa!”.

Nei ricordi di Antonietta Polcaro, sono vivi i “riti” che precedevano i dì di festa.

“In casa si cominciava giorni prima a programmare cosa cucinare nei giorni della festa. E poi si discuteva del cantante che si sarebbe esibito nella serata del sabato e naturalmente dei fuochisti, la vera attrazione, sempre i migliori presenti sulla piazza”.

Tra i momenti clou della Festa di Sant’Antonio a Montefalcione, Antonietta Polcaro ricorda quello con la processione pomeridiana.

“Dopo aver indossato il vestito della festa – racconta – ci si metteva in fila per una processione che durava ore. Mio padre, legatissimo al Santo, partecipava a piedi nudi. La statua, così come accade ancora oggi, veniva portata a spalla dai rappresentanti di alcune famiglie”.



A chiudere la festa, e a dare l’appuntamento all’anno successivo, la gara di fuochi pirotecnici, un richiamo per tanti.

Per Antonietta Polcaro, bomba, controbomba, intreccio, bombe di apertura, di tiro, colpi scuri, finale non hanno mai avuto segreti.

“Ho sempre avuto un posto in prima fila – conclude – perchè il terreno in cui vengono posizionati i mortai è proprio di fronte la mia casa paterna: uno spettacolo incredibile”.

Leggi anche: Montefalcione, Sant’Antonio e i Fuochisti  (Blog di Antonietta Polcaro)

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