La mela annurca campana

Mela Annurca Campana

di Mario Di Lillo Dottore Agronomo

La mela annurca campana comprende i frutti delle varietà Annurca e Annurca Rossa del Sud.

 definita la “regina delle mele” in virtù delle sue spiccate qualità organolettiche: sapore, gusto, aroma, etc.

L’Annurca è famosa per la sua polpa bianca croccante e compatta, gradevolmente acidula e profumata. La sua raffigurazione nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano ed in particolare nella Casa dei Cervi, testimonia l’antichissimo legame dell’Annurca con la Campania felix.
Luogo di origine sarebbe stato l’agroputeolano. Plinio il Vecchio parla di Orcole quando descrive le mele che si producevano all’epoca in Pozzuoli.

Da qui i nomi di anorcola e annorcola utilizzati successivamente fino al definitivo “annurca”. Tale mela presenta delle caratteristiche organolettiche uniche ed inimitabili, nonostante i secoli di vita che essa ha.

Sicuramente le condizioni pedoclimatiche tipiche degli areali di coltivazione in cui si esalta inducono in detta mela quella fragranza e quel sapore unico ed inimitabile.

Va precisato che la mela annurca viene coltivata in quasi tutto il territorio campano, ma la sua concentrazione maggiore si ha in provincia di Caserta, in particolare esalta le sue caratteristiche quando è coltivata in alcuni areali del casertano (Caianello, Teano, Valle di Maddaloni, etc.), del beneventano (Sant' Agata dei Goti, etc.) e del napoletano (Quarto etc.).

Uno degli elementi di tipicità che certamente caratterizzano l’annurca è l’arrossamento a terra che tale mela subisce nei “melai”, un tempo rivestito di strati di canapa detti “cannutoli” oggi sostituiti da altri materiali (paglia di cereali, trucioli di legno etc).

Questa pratica è volta a completare la maturazione della mela; si opera adottando metodi tradizionali con procedure effettuate tutte a mano.
Ed è proprio tale fase che ne esalta le caratteristiche qualitative conferendo tipicità al prodotto “mela annurca”.

È coltivata quasi esclusivamente in Campania, dove è diffusa in tutte le province sia la cultivar tradizionale che il suo mutante più noto l’Annurca Rossa del Sud”, esprime una produzione di 50.000 tonnellate medie annue su circa 5000 ha.

Nell’ambito della sua commercializzazione, un punto di riferimento è diventato la Pomaria che rappresenta il braccio operativo dell’Apoma. La struttura è composta da 26 soci tutti produttori agricoli che sulla mela annurca hanno sempre riposto aspettative e passione.

Quasi tutti i soci sono frutticoltori napoletani che coltivano i loro fondi nel casertano, da qui la scelta di operare con il magazzino nella zona di coltivazione. Sin dalla sua nascita Pomaria ha cercato di privilegiare il rapporto commerciale con la Gdo. In linea con questa scelta, da qualche anno, si è attivata per introdurre metodiche di lotta integrata nelle produzioni; da qui è nato un progetto pilota limitato a poche aziende. Il risultato è stato molto apprezzato e sicuramente sarà ampliato per il futuro.

Le qualità della mela annurca, fino ad oggi apprezzate particolarmente dai consumatori campani e laziali, ai quali viene destinata la maggior parte della produzione, stanno progressivamente conquistando sempre maggiori spazi anche nei mercati dell’Italia centro-settentrionale.

Certamente il riconoscimento Igp potrà e dovrà essere un elemento da utilizzare per sviluppare oltremodo sui mercati la diffusione di questa mela, con l’obiettivo di portare oltre regione quanto il territorio campano esprime e di soddisfare le aspettative di chi ha investito e creduto nella mela annurca.

 

 

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