La Cucina e la Gastronomia Avellinese.

tagliatelle al tartufo

Alla scoperta delle pietanze e dei prodotti tipici della provincia di Avellino.

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A qualche chilometro da Napoli, puntando la propria automobile sull’Autostrada Napoli-Bari, non si può non fare una puntatina nell’avellinese.

L’Irpinia, terra cara alla Madonna del Santuario di Montevergine, propone primi piatti a base di pasta fatta a mano di varie forme e misure.

I piatti tipici più comuni sono i fusili, i cavatelli, le tagliatelle, i ravioli, le orecchiette.

I secondi piatti sono soprattutto a base di carne: pollo, agnello, coniglio preparati alla brace o con salsine di vario tipo. In molte località,nelle zone della Baronia (uscita Grottaminarda sull’autostrada Napoli –Bari) si cucinano il piccione e le interiora di maiale ("tommacelle").

Tra i dolci rustici si ricordano la pizza con la ricotta, le scarole e il granone.

I dolci tipici sono le crespelle, gli strufoli, ma anche i calzoncelli, a Sant' Andrea di Conza,preparati con la farina di ceci ("Cauzunciell").

Ancora, a Lacedonia, sono caratteristici i dolci simili a ravioli imbottiti di pasta di castagna e di cioccolata e cotti al forno, e le sfogliatelle imbottite di ricotta dolce o di marmellata di amarene.

A Calitri si gustano "Piccilatiegghi", preparati solo in occasione della Pasqua, e "Scallatiegghi".

I primi sono ciambelle guarnite con uovo sodo trattenuto da due linguette di pasta messe a croce; i secondi sono ciambelle aromatizzate con sale, pepe e semi di finocchio, lessate e poi cotte al forno

Dolci tipicamente natalizi sono le "scarpegghie", pizzette lievitate fritte in olio abbondante e poi imbevute di miele o cosparse di zucchero.

Il patrimonio zootecnico in Alta Irpinia è molto consistente e contribuisce notevolmente all’economia della zona. Sono diffusi sia allevamenti bovini, da carne e da latte, sia ovi-caprini.

I formaggi prodotti, soprattutto in zone come quelle del circondario di Montella e di Lioni, sono il caciocavallo, la scamorza, la caciotta, il pecorino, il caprino, i burrini, la ricotta salata.

L’Alta Irpinia vanta anche una lunga tradizione nel settore dei salumi.

E’ usanza comune nelle campagne, infatti, allevare uno o due capi suini per nucleo familiare, la cui produzione è totalmente destinata al consumo familiare.

Famosa in tutto il mondo è la "sopressata", un salume dal profumo intenso, che viene generalmente accompagnata da un buon vino Rosso come l'aglianico o il celeberrimo Taurasi  e da uova sode e pane casereccio.

Di particolare rilievo la produzione di castagne e nocciole.

L'area di produzione della Indicazione Geografica Protetta “Castagna di Montella” è limitata ai territori dei comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e ad una parte del comune di Montemarano (contrada Bolifano).

Non è quindi casuale, la presenza in Alta Irpinia di una fabbrica della industria dolciaria Ferrero.

Da non trascurare poi il “tuber magnatum Pico” volgarmente chiamato tartufo bianco di cui si producono ogni anno oltre tre quintali nelle province di Avellino, Benevento e Caserta a cui va aggiunto un altro quintale in quella di Salerno.

Inoltre nella provincia di Avellino vi è stato anche qualche ritrovamento del tartufo nero pregiato nome, sempre volgare, del “tuber melanosporum.”.

La quantità maggiore, per circa 15 quintali, è relativa al “tuber aestivum” nelle varietà Chatin o tartufo uncinato e nella scelta comunemente chiamata scorzone o tartufo d’estate.

Altre varietà sono il “tuber mesentericum” o tartufo nero ordinario o anche detto di Bagnoli Irpino ed il “tuber Borchi” o “Albidum Pico” detto comunemente tartufo bianchetto o marzuolo.

Per quanto riguarda i vini bianchi ci si può deliziare con Greco di Tufo e Fiano di Avellino e con il vino rosso Taurasi i primi tre  vini del centro sud a fregiarsi del marchio DOCG .

Per le vostre puntatine al ristorante l’indirizzo giusto è un paesino dell’Alta Irpinia: Vallesaccarda .

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