Cucina e Gastronomia

Di Gennaro, l’antica arte del torrone made in Irpinia.

Torrone solo a Natale? Vecchia usanza. Ormai questo antico pezzo della cultura dolciaria nazionale è presente sulle tavole e nelle dispense degli italiani durante tutto l’anno.

Una storia che in Irpinia può vantare una lunga tradizione e che, nel territorio di Ospedaletto d’Alpinolo nello specifico, inizia con la tradizionale “cupeta”, miscela di miele, bianco d’uovo e nocciole.

Un dolce che incontrava, già a partire dai primi anni del Novecento, il favore dei pellegrini che raggiungevano il Santuario di Montevergine a piedi e che apprezzavano la bontà di alcuni dei prodotti più tipici del territorio saggiamente lavorati.

Tra gli storici produttori della zona c’è la famiglia Di Gennaro, con l’azienda DG3 Dolciaria, che dal 1903 porta avanti la cultura dolciaria tipica irpina nel rispetto degli antichi valori della tradizione.

Ed è proprio parlando dell’inizio della nuova produzione, in atto proprio in questo periodo, che approfondiamo il discorso sulle diverse qualità di torrone. Il dolce in questione rappresenta infatti uno dei più plastici e versatili, potendo assumere differenti forme e consistenze.

Scopriamo quindi un fantastico mondo fatto di odori inebrianti e di inaspettate qualità. In passato era il “blocco”, ovvero il formato da fiera di paese: grande e grosso, divisibile in innumerevoli pezzi per soddisfare le più ingorde esigenze.

La stecca è invece il formato classico, quello più diffuso. Nasce da una sfoglia spianata a mano, poi coperta da due fogli di ostia: ancora oggi tra i dolci più tipici del Natale italiano.

Successivamente, con l’evolversi delle abitudini alimentari, troviamo il torroncino monodose: pratico, adatto a ogni occasione, per cui uno tira l’altro…come le ciliegie.

Parlando invece di consistenza, il torrone può assumerne due. Nasce friabile, ovvero duro. Rigido e croccante, da addentare sapientemente oppure (adatto a tutti) da “scheggiare”, magari succhiandolo come una caramella data la sua naturale scioglievolezza in bocca.

Diventa anche tenero, con il tempo, con aggiunta di pan di spagna e di un contenuto d’acqua superiore nell’impasto, per deliziare ogni tipo di palato, anche quello più pigro.

Nonostante il passare del tempo e le diverse varianti possibili, in Irpinia il torrone continua a esaltare il valore dei prodotti tipici che qui trovano terreno fertile, come le nocciole, in memoria di antichi valori e usanze da tramandare di generazione in generazione.