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Il gioielliere Massimo Moschella su”Borse e Metalli Preziosi”.



Da grande appassionato di finanza ed esperto conoscitore dell’andamento dei mercati, suo pane quotidiano nell’ambito dell’attività lavorativa svolta da anni tra la gioielleria di famiglia “Moschella Gold and Silver” ad Avellino e gli ulteriori settori commerciali e immobiliari, Massimo Moschella dice la sua in materia di borsa e mercato dei metalli preziosi. Uno spunto di riflessione in un periodo di forte recessione economica, con trend altalenanti e instabilità diffusa, che lascia spazio a qualche riflessione sul futuro.

La borsa americana è sui massimi di sempre. L’indice di Francoforte, il più rappresentativo europeo, sembra lanciato verso quota 9000. Anche i fondi comuni hanno cominciato a consigliare l’acquisto di azioni. Condivide l’ottimismo dei mercati degli ultimi giorni?

<<Dal mio punto di vista – esordisce Massimo Moschella – siamo alla fine di un ciclo finanziario estremamente positivo e non all’inizio. Anche senza essere esperti di analisi grafica si nota effettivamente come i prezzi del Dax e dell’S&P500 siano sui massimi storici. I guadagni conseguiti nell’anno in corso sono superiori al 25%. Occorre allora molta prudenza per tradare questo mercato. Vedo diverse criticità spesso sottaciute dalla stampa specializzata. Innanzitutto i continui programmi di Quantitative Easing lanciati dalla Fed hanno creato una evidente bolla su tutti i mercati azionari del mondo. Il ritiro degli aiuti (il c.d. Tapering) determinerà uno sgonfiamento delle quotazioni globali nel corso dei prossimi 6-18 mesi. Uno degli effetti sarà l’innalzamento dei tassi americani che probabilmente sarà capace di trascinare al rialzo anche i tassi degli altri paesi. Sotto un profilo economico, faccio notare che i problemi di eccesso dei debiti sovrani restano irrisolti. E dunque il rialzo dei listini azionari tende a nascondere sotto il tappeto problemi endemici>>.

E, approfondendo la situazione italiana, quali sono gli scenari economici?

<<Concentrandoci sull’Italia, la struttura del capitale delle banche italiane è ancora molto fragile. Non so oggi quante reggerebbero ad un evento shock in stile Lehman Brothers. Le loro passività s’ingrossano oltre livelli di ordinaria gestibilità sebbene le rassicurazione del ministro Saccomanni vadano nella direzione opposta. Ricapitalizzarle è solo una pia illusione. Nessuno ha i denari necessari. Solo la Bce potrebbe porre rimedio a questo stato di cose ma allo stato la Cancelliera Merkel oppone un netto rifiuto a politiche di espansione monetaria. Temo si andrà avanti invece con politiche di austerity che strozzeranno ulteriormente qualsiasi accenno di crescita. Il nostro Paese attraversa una fase di seria deindustrializzazione dovuta al calo incontenibile dei consumi ma prima ancora alla mancanza di una ragionata politica industriale. I governi che si sono succeduti hanno affossato la lavorazione nostrana dei metalli pesanti (acciai e derivati). Hanno desertificato il mercato dell’auto e delle barche (ricordo che i carburanti costano carissimi e, dulcis in fundo, l’acquisto di auto e natanti va segnalato nel modello 730). Hanno depresso il mercato immobiliare – continua Massimo Moschella  – tassando irragionevolmente le transazioni e il solo possesso di questi beni. Ciò deprimerà ulteriormente i già esigui profitti aziendali (anche delle società quotate in borsa) per i prossimi anni. L’attuale ingresso dei fondi comuni nel mercato azionario secondo me è irrazionale e certifica solo la prossima fine della festa. Il parco buoi, per definizione, si muove solo in coda ai grandi movimenti>>.

Parliamo ora di metalli: oro e argento dopo i rimbalzi di settembre sembrano avere perso forza e la loro funzione di beni rifugio.

<<L’impostazione grafica dell’oro e dell’argento è al momento ribassista dopo anni di una crescita esponenziale. Tuttavia faccio notare che il recente calo (da inizio anno l’oro ha perso più del 30% del suo valore) ha solo ragioni speculative. Grossi fondi hanno liquidato posizioni consistenti per trasmigrare sul mercato azionario attratti dalla possibilità di conseguire ancora buoni capital gains. Assisteremo ad un movimento inverso quando l’interesse verso le azioni si saturerà (in America ci siamo già)>> – conclude Moschella aggiungendo: <<Consiglio pertanto di accumulare gradatamente posizioni in oro e argento da qui ai prossimi 12-18 mesi. I metalli riacquisteranno il loro valore di beni rifugio al riapparire della prima crisi mondiale>>.

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