Una commedia drammatica intensa e divertente con Silvio Orlando, su RaiPlay lasciati conquistare dal suo umorismo sottile.
Quante volte, davanti al catalogo di Raiplay, ti sei ritrovato a scorrere titoli senza riuscire a scegliere cosa guardare? La sensazione è quella di avere tutto a portata di mano… e niente che davvero ti convinca.
Eppure, nascosti tra decine di produzioni dimenticabili o programmazioni televisive riciclate, ci sono film che meritano attenzione. Storie autentiche, scritte e dirette con cura, che riescono a emozionare, far sorridere, riflettere. Il problema è trovarle, perché spesso non sono messe in evidenza, nonostante abbiano un valore artistico e umano altissimo. Ed è proprio qui che entra in gioco il nostro consiglio di oggi.
Su Raiplay è disponibile una commedia drammatica che è un omaggio delicato e ironico al cinema, alla creatività e alla vita stessa. È una di quelle pellicole che ti conquistano con un sorriso, per poi mostrarti, piano piano, le crepe e l’umanità che si nascondono dietro l’arte e il fallimento.
La Passione racconta la vicenda di Gianni Dubois, regista in crisi creativa, costretto a tornare in un borgo toscano per dirigere una sacra rappresentazione al fine di risarcire un danno architettonico. Uscito nel 2010, il film è diretto da Carlo Mazzacurati, con soggetto scritto insieme a Umberto Contarello, Doriana Leondeff e Marco Pettenello. Prodotto da Fandango e distribuito da Fandango e 01 Distribution, ha ottenuto una nomination al Leone d’Oro alla 67ª Mostra del Cinema di Venezia.
Il cast è guidato da Silvio Orlando (Il caimano, La famosa invasione degli orsi in Sicilia, Le conseguenze dell’amore), nei panni di Gianni Dubois, un regista in panne; al suo fianco Giuseppe Battiston (Lo chiamavano Jeeg Robot, La meglio gioventù, Radiofreccia), premiato con David e Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista; Kasia Smutniak (Perfetti sconosciuti, Tutta colpa di Freud, Miele); Cristiana Capotondi (Notte prima degli esami, La kryptonite nella borsa, Il grande salto); Stefania Sandrelli (Divorzio all’italiana, Il conformista, La stanza del vescovo); e Corrado Guzzanti (Fascisti su Marte, Viva Zapatero!, La trattativa), protagonista di una memorabile performance nei panni di un Gesù ammiccante.
Pur non essendo stata un campione d’incassi al botteghino, la pellicola che puoi selezionare tra i film italiani su Raiplay ha saputo farsi apprezzare dalla critica grazie al suo spirito fresco e al cast di interpreti notevoli.
Per quanto riguarda il gradimento del pubblico, il 64% degli utenti Google fornisce recensioni positive. Su IMDb, il film si colloca intorno a un 6.5/10. Su RottenTomatoes, la percentuale critica si attesta su valutazioni positive pari al 56%.
Le recensioni dei quotidiani hanno colto il cuore della pellicola. Lietta Tornabuoni de La Stampa ha definito la pellicola “una commedia amara, intelligente e divertente”, sottolineando la presenza di Silvio Orlando, che “regala una figura di regista smarrito ma genuino”. Fabio Ferzetti de Il Messaggero ha scritto: “È lunga la strada per ritrovare la ‘Passione’… ma il percorso invita a riflettere sul valore del fare cinema oggi”. Alberto Crespi de L’Unità ha osservato: “Un film lieve ma delizioso, fatto di frammenti azzeccati, con attori stupendi”. Roberto Nepoti de La Repubblica ha aggiunto: “Si ride molto con La passione… Orlando offre uno dei suoi personaggi migliori”.
La trama del film da vedere stasera su Raiplay è costruita su un equilibrio sapiente tra risate e malinconia. Gianni Dubois, regista in crisi, deve riparare un danno creato involontariamente nella sua casa in Toscana dopo la rottura di vecchie tubature che minacciano un affresco. Per evitare la denuncia, gli viene richiesto di dirigere la rappresentazione sacra della Passione di Cristo nel borgo. Qui incontra Ramiro (Battiston), un ex galeotto che lo aiuta con passione e competenza. Tra battute caustiche, scontri con la starlettina della TV (Capotondi) e momenti di riflessione, Dubois recupera la sua vocazione, ritrovando un contatto autentico col cinema e con se stesso. La rappresentazione finale diventa metafora della rinascita personale e artistica.
La Passione non cerca di essere qualcosa che non è, ma racconta con calma e intelligenza la crisi di un artista e la possibilità di redenzione, ricordando che il vero motore del cinema è la passione, il coraggio e la comunità. Orlando è impeccabile, umano e imperfetto; Battiston dà spessore e umorismo; Guzzanti sorprende con una performance unica.
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